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Detenuto morto in cella a Genova, lunedì autopsia

 

Verrà eseguita lunedì l’autopsia su Emanuele Polizzi, il detenuto di 41 anni trovato morto nella sua cella a Marassi. “Ci sono aspetti da chiarire – ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi – e al momento tutte le ipotesi restano aperte in attesa degli esiti degli accertamenti”.

Polizzi è stato trovato impiccato alle grate del locale adibito a cucina e servizio della cella che divideva insieme ad altri quattro detenuti. Due erano usciti presto per andare a lavorare mentre gli altri due hanno dato l’allarme alle 9.30 quando si sarebbero svegliati. Non avrebbero sentito alcun rumore. Un agente della penitenziaria ha detto agli investigatori della squadra mobile di avere visto Polizzi sveglio alle 8.45: una circostanza improbabile sia con l’ipotesi del suicidio che con quella dell’omicidio, visto che la morte potrebbe essere avvenuta prima. Il detenuto aveva una ferita alla nuca. La sua maglietta sporca di sangue è stata trovata dentro un sacchetto nel lavandino. Se Polizzi avesse sbattuto la testa e si fosse tamponato la ferita e successivamente si fosse ucciso il lenzuolo usato sarebbe sporco di sangue solo nella parte intorno al collo e pulita nella parte legata alle grate.   Le prime risposte le potrà dare l’autopsia: dall’esame si potrà capire se la ferita sia stata causata da terzi o se sia compatibile con un fatto accidentale. Il pubblico ministero Giuseppe Longo ha aperto un fascicolo per omicidio volontario.  Il sospetto, infatti, è che il detenuto possa essere stato aggredito e poi sia stato messo in scena il suicidio.

Polizzi è detenuto dal 2019 e deve scontare una pena a 10 anni per aver rapinato un commerciante mentre rientrava a casa: l’uoo venne aggredito e rapinato nell’ingresso del palazzo dove vive.