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Danni da insidia: è l’ente a dover rispondere

Sarà responsabilità della pubblica amministrazione dover rispondere dei danni provocati da un tombino scoperto.

Quante volte abbiamo sentito di pedoni caduti sui tombini che non sono stati risarciti? Bene, adesso però la musica è cambiata.

È stato infatti stabilito che il pedone caduto su un tombino deve essere risarcito. Tutto ciò è stato ribadito dalla terza sezione civile della Corte di Cassazione attraverso l’ordinanza 7005/19, pubblicata il 12 marzo. Ha chiarito infatti gli ulteriori limiti della “cosa in custodia”, come ad esempio le strade aperte al transito.

Nel caso specifico, è stato accolto il ricorso di una donna caduta a causa di un tombino lasciato scoperto, in provincia di Cosenza. Inizialmente, il Tribunale di Cosenza aveva condannato il Consorzio industriale a risarcire il danno. Alla fine, la Corte di Appello ha ribaltato la decisione.

Dunque la colpa non è dell’ente, perché bisogna anche considerare la responsabilità passiva della regione. Per la Suprema Corte, il giudice di secondo grado ha sbagliato ad escludere la responsabilità da custodia accogliendo l’eccezione dell’ente che lamenta la carenza di legittimazione passiva.

Si tratta di una decisione fondamentale. In questo caso, la qualità di proprietario non risulta necessaria  per la responsabilità della custodia. Il rapporto di proprietà non è dunque elemento costitutivo della domanda di risarcimento.