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Crollo ponte Morandi – prime 5 case consegnate agli sfollati

Toti: entro novembre i 553 sfollati avranno un alloggio

Sono state consegnate le prime cinque case agli sfollati per il crollo di ponte Morandi.
Vanno a cinque nuclei famigliari, per un totale di 21 persone, tra cui bambini piccoli (uno ha 3 mesi) e anziani non autosufficienti.

Le chiavi sono state date dal presidente della Regione Toti e dal sindaco Bucci nel quartiere di Bolzaneto in palazzine con appartamenti di solito destinati alle forze dell’ordine e di proprietà della società pubblica Arte.

Altri sei alloggi saranno consegnati entro la settimana.

Il sindaco Marco Bucci ha detto “Ci sono molti genovesi che ci offrono le loro case, questo è il cuore di Genova”.

Intanto si continua a indagare sulle cause che hanno portato al cedimento del viadotto. “Il carro ponte, struttura che ha un peso nell’ordine di alcune tonnellate, montato per i lavori che erano già in corso da aprile sulla soletta del ponte, potrebbe aver avuto un ruolo nel crollo del viadotto Morandi”, dice Antonino Saggio, architetto e urbanista che insegna Progettazione Architettonica e Urbana all’università La Sapienza di Roma.

“I lavori in corso – spiega all’agenzia Ansa – in edilizia possono diventare una concausa, se non una causa di un crollo, quando si ha a che fare con un corpo già ‘malato’, come in questo caso”.
Anche la Procura, impegnata nell’indagine sul disastro, sta facendo attenzione al carro ponte attaccato all’impalcata di Ponte Morandi: “Ha certamente aumentato il peso e potrebbe aver contribuito al cedimento di parte del viadotto”.

I PM inoltre tra i reati ipotizzati finora, cioè omicidio colposo plurimo aggravato, attentato alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo, stanno valutando anche la possibilità di inserirvi, appena vi siano iscrizioni nel registro degli indagati, anche l’omicidio stradale colposo aggravato.