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Covid: medici militari di nuovo operativi per i tamponi

 

L’operazione “Igea” sbarca in Sardegna. Il sottosegretario della Difesa, Giulio Calvisi, ha annunciato che da domani, martedì 10, i medici militari saranno impegnati nell’isola “per incrementare la capacità giornaliera di effettuare tamponi”.

Si parte da Isili, poi i sanitari dell’Esercito saranno a Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. “Domani e mercoledì dalle 8 alle 14 i medici militari effettueranno oltre 500 tamponi nel Parco Comunale di Isili”, anticipa il sottosegretario.

“Come chiesto dall’assessorato regionale della Sanità e dal sindaco, la Difesa invierà un team composto da un ufficiale medico e due sottufficiali infermieri del Dipartimento militare di Medicina legale di Cagliari – spiega – oltre a tre militari della Brigata Sassari e un rappresentante della Assl per il supporto logistico”. Calvisi ringrazia il generale Francesco Olla del Comando militare dell’Esercito in Sardegna e il colonnello medico Stefano Ciancia del Dipartimento militare di Medicina legale di Cagliari “per il supporto a favore dei sardi”. “Igea” schiera mille e 400 unità, distribuite in 200 team, per eseguire 30mila tamponi al giorno sul territorio nazionale. In Sardegna sono già disponibili almeno 70 persone, tra medici, infermieri, operatori sanitari militari e personale di supporto.

“A breve il laboratorio del Dipartimento militare sarà operativo per processare i tamponi molecolari e incrementare le potenzialità di screening in Sardegna”, fa sapere Giulio Calvisi, annunciando anche il sopralluogo dei militari nei quattro capoluoghi di provincia sardi per individuare le aree in cui i team sanitari dell’Esercito opereranno”. Il sottosegretario ricorda che grazie al protocollo d’intesa “Ad Adiuvandum” sottoscritto in giugno con la Regione “è in atto la campagna di screening per la tutela sanitaria delle categorie fragili e dei lavoratori che assicurano servizi pubblici essenziali nell’ambito dell’emergenza sanitaria”. Così, conclude Calvisi, “la sanità militare isolana ha fatto finora 3mila e 657 test sierologici e ha contribuito a tracciare la circolazione del virus”.