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Covid: imprenditore, ‘prigioniero’ in casa in attesa del messo comunale

 

Mi sento sotto sequestro, un prigioniero della burocrazia, dimenticato dall’Azienda Usl e dal Comune: dal 10 novembre il mio tampone Covid è negativo, ma nessuno si è ancora fatto vivo”. E’ la denuncia di un imprenditore di Saint-Vincent, domiciliato ad Aosta, dove sta trascorrendo l’isolamento Covid da inizio ottobre.

“Sto aspettando che il messo comunale venga a consegnarmi l’ordinanza, mi hanno detto che non è possibile inviarla tramite Pec, sono bloccato a casa senza alcun motivo”, racconta.

Un “calvario” iniziato il 16 ottobre scorso con la richiesta del tampone, poi risultato positivo: “A inizio ottobre avevo qualche sintomo e, benché pensassi solo a un’influenza, mi sono auto-isolato”. Prima i ritardi per il tampone: “Per ben tre volte avevo chiarito di essere domiciliato ad Aosta, ma si sono presentati a Saint-Vincent, quindi tutto è slittato di giorni”. E poi “l’abbandono”: “Da allora nessuno mi ha chiamato per sapere come stavo – racconta – io vivo da solo, se fossi stato male nessuno se ne sarebbe accorto”.

L’ultimo tampone risale all’8 novembre, l’esito negativo risale al 10: “Sono guarito, potrei uscire, ma devo stare a casa fino a quando non mi consegnano a mano l’ordinanza: ho provato a contattare i numeri di telefono che mi erano stati forniti, ma nessuno risponde”.