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Corsica Ferries e Fondazione Cima insieme per la tutela delle balenottere. Oltre 20 avvistamenti tra settembre e ottobre

A partire da novembre (fino a marzo), verrà avviata una campagna di monitoraggio invernale, nell’ambito del progetto Sicomar Plus che si occupa di sicurezza della navigazione

SAVONA – Oltre venti balenottere, che si muovevano in coppia, sono state avvistate lungo la tratta Nizza-Bastia e 4 durante un viaggio di monitoraggio sulla tratta Savona-Bastia. Sono questi i risultati della 12/ma stagione di monitoraggio cetacei dalle navi della Corsica Sardinia Ferries in collaborazione con la Fondazione Cima, il Centro in monitoraggio ambientale che ha sede al Campus universitario di Savona.

Il dato, come sottolinea Cima, «è sorprendente perché questi avvistamenti sono stati fatti tra fine settembre e metà ottobre, un periodo in cui solitamente veniva registrato un calo di presenze, ma quest’anno le condizioni meteo favorevoli hanno prolungato la stagione di avvistamenti».

A partire da novembre (fino a marzo), verrà avviata una campagna di monitoraggio invernale, nell’ambito del progetto Sicomar Plus che si occupa di sicurezza della navigazione. I dati raccolti in questo periodo serviranno a produrre le mappature per le stagioni invernali future e ad arricchire le conoscenze sull’ecologia e sugli spostamenti di questi animali. Verrà inoltre delineata una area di rischio di collisioni per balenottere e capodogli con le navi che transitano nel Santuario Pelagos, l’area marina di 87.500 km quadrati tra Francia, Liguria, Toscana, Corsica e nord della Sardegna.

Il “progetto di monitoraggi” ha debuttato nel 2007, e in poco più di dieci anni ha permesso di avvistare circa 8 mila cetacei, le balenottere osservate 1.600, i globicefali visti sono stati 516 e 41.500 le stenelle.

Lo studio è stato adattato per raccogliere dati su alcuni potenziali impatti, come il traffico nautico e i rifiuti marini galleggianti. «L’utilizzo delle navi di linea offre la possibilità di effettuare un campionamento sistematico e replicato nel tempo, che garantisce la possibilità di confrontare i dati e di realizzare studi ad elevato valore scientifico», commenta Paola Tepsich, ricercatrice della fondazione Cima.