Coronavirus, oggi il Cdm: nella bozza del decreto multe fino a 4000 euro

A Palazzo Chigi, a quanto si apprende, la riunione
del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno c’è un decreto con
misure urgenti contro il Coronavirus.

Intanto si terrà domani alle 17,30 e non dopodomani mattina come inizialmente previsto,
nell’Aula della Camera l’informativa urgente del presidente del
Consiglio Giuseppe Conte. Si apprende dai gruppi parlamentari di
Montecitorio

Chi non rispetta le misure di contenimento contro il
Coronavirus, “è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da euro 500 a euro 4.000”. Lo 
prevede la bozza del dl decreto, ancora in fase di messa a punto, che sarà oggi all’esame del Cdm.
A quanto si apprende, nel governo c’è chi ritiene sia opportuno
abbassare a 2000 euro la sanzione massima. E’ prevista inoltre la
“chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni” se si violano
gli obblighi previsti per le attività commerciali.

Le Regioni possono adottare o sospendere le misure anti
contagio sul loro territorio – sempre secondo la bozza -: entro 24 ore
le devono comunicare al presidente del Consiglio e perdono efficacia
dopo 7 giorni.
 Il nuovo decreto mira a regolare i rapporti tra
governo ed enti locali nella gestione delle ordinanze anti-Coronavirus.
Anche i sindaci possono adottare o sospendere le misure restrittive per 7
giorni previa comunicazione alla Regione. I sindaci non possono
adottare ordinanze in contrasto con le misure statali.

Il provvedimento, spiegano più fonti di governo, serve a uniformare
il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare
l’emergenza, aggiornando e sostituendo il primo decreto di fine
febbraio, varato per istituire le prime zone rosse. Nel provvedimento,
che nell’attuale bozza ancora suscettibile di modifiche sarebbe composto
da 5 articoli, viene espressamente previsto che i decreti del
presidente del Consiglio siano inviati alle Camere.

Sono 28 gli ambiti entro i quali potranno essere stabilite restrizioni per combattere l’epidemia del Coronavirus,
che andranno attuate comunque “secondo criteri di adeguatezza specifica
e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente su
specifiche parti ovvero sull’intero territorio nazionale”. Sempre
secondo la bozza il decreto riordinerebbe le misure messe in campo
finora attraverso i vari dpcm e che assorbe, abrogandolo, anche il primo
decreto legge che aveva dato la possibilità di istituire le zone rosse
all’inizio dell’emergenza. Tra le voci compaiono la possibilità di
chiudere negozi, bar ristoranti, le attività produttive, gli uffici
della P.a. mandando i lavoratori in smart working. Ci sono poi le
limitazioni ai movimenti, sia dall’abitazione per chi è in quarantena
(divieto assoluto) sia dai Comuni di residenza o anche, come fatto di
recente da alcuni governatori e nel weekend dal governo, dai territori
regionali o comunali. Si possono chiudere strade e parchi, oltre che
scuole, teatri, cinema, musei, chiese, palestre e parchi.