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Coronavirus, Londra impone quarantena per arrivi dall’Italia. Lockdown parziale in Polonia

 

La Gran Bretagna ha rimosso l’Italia dalla lista dei Paesi sicuri sul fronte Covid, il che significa che chiunque arrivi nel Regno Unito dall’Italia a partire da domenica deve osservare un periodo di 14 giorni di auto-isolamento. Lo annuncia il ministero dei Trasporti britannico citato dalla Press Association.

Il Regno Unito – secondo quanto riporta Sky News – registra oggi 18.980 contagi giornalieri di coronavirus e 138 vittime.

Il governo polacco ha annunciato un lockdown parziale nel Paese di fronte all’impennata di contagi da coronavirus.

L’evoluzione della situazione coronavirus in Europa è “molto preoccupante”. Lo ha detto il direttore dell’ufficio regionale dell’Oms, Hans Kluge, nel corso di un briefing sul Covid-19. “Il numero di casi di coronavirus al giorno è in aumento, così come i ricoveri in ospedale. Il Covid è adesso la quinta causa di morte ed è stata raggiunta la soglia di 1.000 morti al giorno”, ha detto ancora.

L’Italia è uno dei cinque Paesi europei che compare in arancione nella prima mappa armonizzata pubblicata oggi dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) in base ai dati inviati dai singoli Paesi. Ben 17 Paesi, tra cui la Francia, la Spagna e il Regno Unito sono invece interamente colorati di rosso. In Italia la Regione Calabria appare addirittura in verde.

Anche la Germania corre ai ripari contro l’aumento dei casi di coronavirus, che nelle ultime 24 ore hanno fatto registrare il record di positivi: 6.638. Il precedente primato di casi in 24 ore risaliva al 28 marzo quando ne erano stati registrati 6.294. Data la curva di crescita “talvolta molto ripida” in alcune zone della Germania, “saranno introdotte limitazioni nei contatti nelle zone dove le nuove infezioni superano i 50 nuovi contagi per 1000 abitanti sia in pubblico che in privato”: ha annunciato la cancelliera Angela Merkel. “Sappiamo che i dati di riflettono gli accadimenti dei dieci giorni precedenti e quindi se introduciamo delle misure dobbiamo aspettare dieci giorni per vedere se la dinamica dell’epidemia si è fermata o diminuita e solo allora vedremo se sono necessarie altre misure” ha aggiunto.

REGNO UNITO – Londra passerà al livello di “allerta alta” a partire da sabato a mezzanotte, il secondo nella scala delle restrizioni imposte dal premier britannico Boris Johnson. Lo riferiscono i media britannici. La misura prevede il divieto di riunioni in casa con amici.

FRANCIA – Dopo l’intervento in tv di Emmanuel Macron – con il presidente che ha annunciato ai francesi l’inedito provvedimento di coprifuoco per 6 settimane a Parigi e altre 9 città in situazione critica con l’epidemia – tocca al primo ministro Jean Castex spiegare ai francesi, in una conferenza stampa nel pomeriggio, i dettagli del provvedimento in vigore da sabato. Particolarmente attese sono le parole di Castex in relazione alle critiche e alle proteste del settore della ristorazione, che lamenta di essere duramente penalizzato. Il coprifuoco, oltre alla capitale, riguarda Lille, Grenoble, Lione, Aix-en-Provence, Marsiglia, Montpellier, Rouen, Tolosa e Saint-Etienne. In queste zone metropolitane interessate dal provvedimento vivono 20 milioni di persone. Le cifre di ieri mostrano un ulteriore aggravamento della situazione sanitaria, con oltre 100 morti in 24 ore e 193 ingressi nei reparti di rianimazione degli ospedali, un fenomeno quest’ultimo che preoccupa fortemente le autorità dopo le esperienze critiche della prima ondata del Coronavirus in primavera.

RUSSIA – Il numero di vittime di COVID-19 è aumentato di 286 unità nelle ultime 24 ore, il più alto dall’inizio della pandemia. Lo riporta il centro di crisi anti-coronavirus. Il precedente record di 244 morti è stato registrato il 13 ottobre. In tutto, secondo il centro di crisi, nel Paese sono morte 23.491 persona. I contagi sono stati poi 13.754 per un totale di 1,354,163.

A Mosca, a partire dal 19 ottobre, sarà in funzione un sistema di pass digitali – via SMS o QR code – per entrare nelle discoteche, nei club o nei locali della capitale dalla mezzanotte alle sei del mattino. Lo ha annunciato il sindaco Serghei Sobyanin, definendolo un “esperimento” per evitarne la chiusura così come deciso in molte “megalopoli del mondo”. “Naturalmente i pass da soli non impediranno la diffusione del coronavirus ma nel caso in cui un’infezione venga rilevata in uno dei visitatori sarà possibile notificare a tutti i presenti che sono a rischio e che devono essere sottoporsi a un test”, scrive Sobyanin.

BULGARIA – Nuovo record di contagi: nelle ultime 24 ore si sono registrati 819 casi di coronavirus, pari al 13,8% dei 5.898 test diagnostici effettuati. Il maggior numero delle persone contagiate si registra nella capitale Sofia: 265. Il totale dei contagi da inizio epidemia è a oggi di 26.593. Da ieri sono stati segnalati sei decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 929. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico sanitario è salito a 1.440. Attualmente vi sono 9.175 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 1.380 pazienti, 67 dei quali in terapia intensiva. Il ministero della Sanità ha annunciato che saranno intensificati i controlli sulle misure preventive anticovid in vigore, ma non saranno imposte nuove misure restrittive.

REPUBBLICA CECA – Record di casi, registrati 9.544 nuovi contagiati nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della Salute secondo quanto riportato dal Guardian. si tratta del numero più alto di casi in un giorno dall’inizio della pandemia. Ottobre per la Repubblica Ceca è stato un mese nero, con i contagiati quasi raddoppiati per un totale di 139.290, su una popolazione di 10,7 millioni.

ARGENTINA – Sale al 5/o posto al mondo per contagi di coronavirus avendo nelle ultime 24 ore superato la Colombia, raggiungendo quota 931.967 casi. Lo riferisce l’agenzia di stampa Telam. Nelle ultime 24 ore le autorità sanitarie argentine hanno infatti confermato 14.932 nuovi contagi e 350 morti, che hanno fatto salire il bilancio di questi ultimi a 24.921. Attualmente 4.316 persone sono ricoverate in rianimazione in tutto il Paese, con una percentuale di occupazione dei letti di questo settore del 64,1% a livello nazionale e del 63,5% a Buenos Aires e provincia. Di fronte al dilemma di una situazione che da una parte richiede misure di più stretto controllo della circolazione delle persone, e dall’altra uno stimolo delle vitali attività economiche, il presidente Alberto Fernández ha sostenuto che la pandemia “obbliga a ripensare il mondo che difficilmente tornerà ad essere quello che è stato”. Intervenendo in apertura di un convegno organizzato dagli imprenditori argentini (Idea), il capo dello Stato ha aggiunto che “dovremo riflettere sui vantaggi e gli svantaggi del modello di vita che avevamo fino all’apparizione del virus”. Nella classifica mondiale, con i suoi 931.967 casi l’Argentina ha superato la Colombia e al 5/o posto segue Stati Uniti (7.916.100), India (7.307.097), Brasile (5.140.863) e Russia (1.332.824).

GIAPPONE – La diffusione del Covid-19 continua a sollevare sempre più ansie e timori nell’ambito dello stesso nucleo familiare. A questo riguardo il governo metropolitano di Tokyo intende finanziare un programma per limitare le possibilità di contagio dei componenti più anziani che, pur essendo risultati negativi al virus, continuano a vivere a stretto contatto con una persona infettata. Il programma prevede l’accoglienza delle persone anziane non portatrici, che vivono spesso isolate nelle proprie abitazioni, fornendo strutture adeguate e la regolare assistenza. In base al piano le municipalità coordineranno il trasporto dei cittadini e la cura necessaria tramite il supporto di personale qualificato. Il governo metropolitano ha stanziato una cifra pari a 10 milioni di yen, l’equivalente di 80.000 euro, spiegando che i dettagli verranno comunicati nei prossimi giorni. Nella giornata di mercoledì Tokyo ha segnalato 177 infezioni mentre a livello nazionale le positività hanno raggiunto quota 552. Ad oggi in Giappone i numeri della pandemia si mantengono ben al di sotto rispetto ai valori medi dei Paesi occidentali, con un totale di 90.818 contagi e 1.659 decessi complessivi.