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Coronavirus, le istituzioni rassicurano: “Gli umbri possono stare tranquilli”

Durante una conferenza stampa, la Regione Umbria ha rassicurato i cittadini e spiegato come una rete sul territorio è coordinata per affrontare eventuali casi di infezione.

In Umbria come in Italia, non c’è circolazione del coronavirus. In ogni caso, la Regione, così come previsto dalle direttive ministeriali, in coordinamento con la Protezione civile, ha attivato una rete sul territorio che vede coinvolti gli ospedali, le aziende sanitarie regionali, i servizi di prevenzione, i responsabili del 118 e del Pronto soccorso, della continuità assistenziale, i responsabili delle clinica di Malattie infettive, dei laboratori di microbiologia e di virologia, i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

Lo hanno riferito stamattina a Perugia, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, e il direttore regionale Claudio Dario, insieme ad alcuni componenti della Task Force regionale per il coronavirus.

“Si tratta di una rete di monitoraggio – ha precisato l’assessore Coletto – in grado di intercettare sul territorio i pazienti che si presentano dai medici manifestando sintomi da infezione e, nell’eventualità fossero effettivamente riscontrati, inviarli al Pronto soccorso per ulteriori verifiche. E’ successo in questi giorni – ha precisato –  e, comunque, non è stato necessario neanche fare gli accertamenti allo Spallanzani perché si trattava di semplice influenza. C’è stato un buon coordinamento e tutti gli operatori hanno risposto nella maniera corretta. Gli umbri possono stare tranquilli”.

Le quattro parole chiave per gestire la situazione e le precauzioni da adottare.

Sono quattro le parole chiave che dettano la linea dell’operatività in questa fase: progressività, affinché il sistema sia pronto per decisioni necessarie in presenza di ulteriori eventi che modifichino il quadro iniziale; ritmicità, quindi incontri cadenzati e periodici per un aggiornamento costante sullo stato della situazione e le misure adottate; tempestività, ovvero risposte univoche e tempestive a criticità e problemi evidenziati da aziende, operatori, ecc; comunicazione, che vuol dire “governare” la comunicazione per farne un veicolo efficace di informazioni uniformi ed efficaci.

Concludendo, visto che è arrivato il picco influenzale, dai medici è arrivata la raccomandazione, di adottare sempre le precauzioni per evitare il contagio e la diffusione del virus influenzale che, in questo momento, rappresenta un rischio reale per la popolazione italiana e che, in alcuni casi con complicanze, può portare anche al ricovero.

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