Coronavirus: i In un giorno 793 morti .

Maggior incremento di morti dall’inizio dell’emergenza sul fronte del coronavirus.:
sono saliti a 4.825 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 793
unità. Ieri l’aumento era stato di 627 morti. Il dato è stato reso noto
dalla Protezione civile nella conferenza stampa delle 18

 Complessivamente sono 42.681 i malati di coronavirus in Italia, con
un incremento rispetto a ieri di 4.821. Il numero complessivo dei
contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i
53.578.Ieri i malati in più erano stati 4.670.

Sono 6.072 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il
coronavirus, 943 in più di ieri, ha detto Borrelli durante la conferenza
stampa alla Protezione civile. Ieri il dato giornaliero sui guariti era
di 689. 

“E’ tassativo il rispetto delle misure prese dal Governo, è
un segnale forte per dire che non abbiamo ancora preso sufficientemente
sul serio il pericolo
. Ci sono ancora situazioni dove con la
scusa di fare due passi si fanno assembramenti. Le scappatoie
danneggiano noi stessi e i nostri cari e le persone più fragili sono gli
anziani. Servono meccanismi di rispetto sistematico delle misure, senza
non saremo in grado di allentare la diffusione del virus”, ha detto
Silvio Brusaferro, direttore dell’Iss.

“Bisogna limitare gli spostamenti ma ci sono esigenze che vanno
assicurate. Non possiamo garantire la spesa a domicilio per tutti. Sono
state previste limitazioni ad attività lavorative non essenziali, ma ci
sono una serie di filiere come quelle di alimentari e servizi pubblici
essenziali, che devono essere garantite. Quelle in atto sono le misure
massime che si potevano adottare. Dopodiché c’è la chiusura totale e mi
domando come potremmo sostenerci se non usciamo a fare la spesa e senza
alimentari nei supermercati?”. L’ha detto il commissario per l’emergenza
Angelo Borrelli.

“Si sta facendo una corsa contro il tempo e si lavora senza sosta e
senza tregua. Al momento i numeri al sud sono fronteggiabili con quanto
abbiamo messo in campo”, ha affermato ancora Borrelli, rispondendo a una
domanda sulla gestione dei contagi al sud. “Tutte le Regioni hanno
avviato un programma di potenziamento delle strutture sanitarie, sulle
terapie intensive si è passati da 5.400 posti letto a circa 7.700 di
oggi – ha aggiunto Borrelli – . E con il commissario Arcuri si sta
lavorando insieme per potenziare le strutture. Ricordo che sono stati
potenziati anche altri reparti come pneumatologia e anche altri
reparti”.

I malati ricoverati in terapia intensiva sono 2.857, 202 in più rispetto a ieri.
Di questi, 1.093 sono in Lombardia. Dei 42.681 malati complessivi,
17.708 sono poi ricoverati con sintomi e 22.116 sono quelli in
isolamento domiciliare. 

Sono in arrivo per oggi, in Italia, circa 3 milioni di mascherine.
Lo apprende l’ANSA da fonti della Farnesina che precisano: 1,2 milioni
arriveranno nel pomeriggio dall’Egitto, 40mila dall’India, 1,5 milioni
di pezzi e 100 ventilatori polmonari dalla Cina, mentre dalla Russia
partiranno circa 1 milione di mascherine. Attività intensa portata
avanti in stretto coordinamento dal ministero degli Esteri, della
Difesa, dalla Protezione civile e dal commissario straordinario Arcuri.
Le stesse fonti spiegano che il materiale sarà recuperato tramite mezzi
dell’aeronautica militare.

Proteste e conflittualità sindacale nel comparto logistica, trasporti
e spedizioni, stanno rallentando “la consegna di prodotti di
indispensabile uso” nell’emergenza Coronavirus, come farmaci,
mascherine, camici. Lo evidenzia il Viminale in una direttiva in
cui invita tutti i prefetti ad attivare le “opportune misure di
mediazione ovvero di dissuasione, ritenute del caso per prevenire il
fenomeno”. 

Sono una settantina i feretri che questa mattina sono stati
caricati sui camion dell’esercito per essere trasferiti dal cimitero di
Bergamo
in altre zone del Nord, in particolare in Emilia
Romagna per la cremazione. Anche oggi Bergamo assisterà dunque a un
nuovo, drammatico corteo dei mezzi, come quello della sera del 18 marzo
scorso, con le bare dei propri cari per i quali non è nemmeno stato
possibile organizzare un funerale, perché le regole per contrastare la
diffusione del coronavirus li vietano. Cinquanta delle bare partite in
mattinata da Bergamo arriveranno intorno alle 14 a Ferrara, su un
convoglio militare, scortato dai carabinieri del radiomobile dal casello
autostradale. I feretri saranno distribuiti tra la Certosa di Ferrara e
il cimitero di Copparo. 

“È arrivato il momento di fermarci, ma per davvero. Confidiamo in voi”: è l’appello
firmato dai 243 sindaci dei Comuni Bergamaschi, a partire dal primo
cittadino di Bergamo Giorgio Gori, inviato al Presidente del Consiglio
Giuseppe Conte e al governatore lombardo Attilio Fontana
. “Al
momento – spiegano – riteniamo che l’adozione di coraggiosi nuovi
provvedimenti restrittivi possa rappresentare l’unica ed auspicabile
soluzione per una tragedia che sembra oggi, che i contagi aumentano
inesorabili, non avere fine”.

Quello di ieri è stato il giorno più duro dall’inizio dell’emergenza, con 627 nuove vittime in 24 ore, e
un ulteriore giro di vite del governo alle misure restrittive adottate
ormai due settimane fa in tutta Italia per tentare di contenere la
diffusione del coronavirus: chiusi da parchi, ville storiche, aree
giochi per bambini e giardini pubblici, sport consentito ma solo vicino
casa, stop a qualsiasi attività ludica e ricreativa all’aperto. E’ il
bollettino di guerra quotidiano ad aver impresso un’accelerazione alle
scelte dell’esecutivo, che avrebbe voluto attendere almeno il week end –
domenica scadono infatti le due settimane indicate dagli scienziati per
vedere se i provvedimenti adottati abbiano prodotto gli effetti sperati
– prima di intervenire di nuovo. I numeri sono ormai impressionanti:
nelle ultime 48 ore si sono ammalate 9.150 persone e le vittime sono
state oltre mille. In tutto il paese ci sono 37.860 uomini, donne e
bambini con il virus, 2.655 dei quali in terapia intensiva. Ma non solo:
3.359 malati, poco meno del 10% sono medici; da giovedì sono aumentati
di 659 unità. E c’è poi una valutazione ‘politica’ che ha pesato sulle
decisioni: diverse Regioni si erano mosse e continuano a muoversi
autonomamente, predisponendo misure in ordine sparso. Una confusione che
non aiuta certo in un momento già complesso. Lo ha sottolineato anche
il ministro per le Autonomie Francesco Boccia annunciando che è on line
il bando per reclutare 300 medici da mandare nelle regioni più colpite e
che già diverse decine hanno dato la loro disponibilità: “le ordinanze,
se non sono omogeneizzate con le indicazioni dello Stato, non vanno
fatte. Bisogna aspettare il governo, che dal primo momento sta lavorando
per omogeneizzare sempre più le misure”.

Dopo le code di venerdì nei supermercati di tutta Italia,  oggi si replica. A Milano, all’esterno dei punti vendita, la gente ha cominciato a mettersi in fila intorno alle 6.30. All’Esselunga di via Fuché, una delle più note, la coda si snoda già per quasi tutto l’isolato, e continuano ad arrivare persone. Il punto vendita dovrebbe aprire alle 7.30 e chiudere alle 20. Esselunga, che ha ridotto di poco gli orari, ha annunciato ingressi prioritari per medici e infermieri.

Sembrano funzionare, a Torino, le nuove misure del governo per
contenere i contagi da coronavirus. Pochissime le persone in giro questa
mattina, e ancora meno le auto, nei giardini e nei parchi della città
non si vedono gli assembramenti che nei giorni scorsi avevano fatto
scattare l’allarme. Deserta la Pellerina, il polmone verde alla
periferia ovest della città, pattugliata dalle forze dell’ordine come
anche il Valentino dopo lo stop alle attività all’aria aperta. Le uniche
code si vedono agli ingressi dei grandi supermercati per effetto degli
ingressi scaglionati. Per entrare all’U2 di via Pacchiotti questa
mattina l’attesa è di oltre un’ora. 

Ieri le Forze di polizia – indica il Viminale – hanno controllato 223.633 persone e 9.888 sono state denunciate.
Gli esercizi commerciali controllati sono stati 91.129, denunciati 104
esercenti e sospesa l’attività di 19 esercizi commerciali. I 10mila
denunciati in un giorno sono un record dall’avvio dei controlli, l’11
marzo. Salgono così a 1.650.644 le persone controllate dall’11 al 20
marzo: 70.973 quelle denunciate per mancato rispetto degli ordini
dell’autorità, 1.600 per attestazioni false; 834.661 gli esercizi
commerciali controllati e 1.977 i titolari denunciati. 

“Le terapie intensive della Lombardia non hanno più posti. Il mio appello alle istituzioni è: chiudere tutto.
Non si può continuare a far circolare le persone”. Lo ha detto Sergio
Cattaneo, primario di cardiorianimazione degli Spedali Civili. Pensiero
condiviso anche da Paolo Terragnoli, primario del pronto soccorso della
Clinica Poliambulanza. “Aumentano sempre più i giovani contagiati. È
finito il momento di uscire, bisogna stare a casa e va chiuso tutto”.