Sei in: Home > Articoli > Cronaca > Coronavirus e buoni spesa, primi controlli e prime denunce

Coronavirus e buoni spesa, primi controlli e prime denunce

 

A una settimana dall’inizio della distribuzione dei buoni spesa per l’emergenza dettata dall’epidemia di coronavirus, iniziano ad arrivare anche le prime denunce nei confronti di persone che hanno fatto richiesta e hanno ottenuto il voucher da 100 euro senza averne diritto.

La polizia Locale hanno avviato gli accertamenti sulle domande presentate e su chi ha ricevuto i buoni, individuando anche persone che non ne avevano diritto e che sono state denunciate.

La maggior parte degli accertamenti sui buoni pasto consegnati è affidata al nucleo Giudiziario della polizia Locale. I controlli sono nella stragrande maggioranza dei casi a campione, ma in alcuni casi gli agenti hanno individuato nomi “sospetti” e approfondito la singola situazione.  In tre casi, la Locale ha fatto partire una denuncia per indebita percezione di erogazioni dello Stato, lo stesso reato che in passato è stato contestato a rappresentanti politici accusati avere speso soldi pubblici per spese personali.

Di un caso simile si è occupata anche la Guardia di Finanza: nell’ambito di alcuni controlli incrociati, i militari coordinati dal colonnello Ivan Bixio hanno indviduato nell’elenco di chi ha richiesto e ottenuto i buoni spesa il nome di un ex imprenditore già al centro di un’inchiesta per evasione fiscale.

L’uomo, appassionato di auto d’epoca, non presentava dichiarazione dei redditi da anni risultando disoccupato e nullatenente, ma l’inchiesta delle Fiamme Gialle aveva dimostrato che i beni – auto e moto di lusso, oltre che un attico in centro città – erano stati fittiziamente schermati, ed erano di fatto suoi. Il fatto che il suo nome fosse presente tra quelli dei destinatari dei buoni spesa ha insospettito i finanzieri, che hanno avviato gli accertamenti: “Si tratta di prestazioni che vengono erogate molto velocemente per questioni di necessità – confermano dalla Finanza – I controlli vengono quindi spesso fatti a posteriori, e rientra nelle nostre competenze e nei nostri compiti verificare eventuali indebite percezioni di sussidi statali”.