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Coronavirus: due morti in Iran. A Mosca quarantena a 2500 persone.

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Iran – Ci sono altri due morti in Iran per il nuovo coronavirus tra i 13 nuovi casi di contagio registrati nel Paese. Lo rendono noto fonti di Teheran. L’Iraq ha annunciato la chiusura temporanea delle sue frontiere con la Repubblica islamica, mentre la compagnia di bandiera del Kuwait ha sospeso i voli. Anche l’Armenia sta pensando a misure restrittive. Il bilancio ufficiale ora è di 4 vittime, e altri 13 contagi, che si aggiungono ai 5 confermati in precedenza. 

Russia – Circa 2.500 persone arrivate a Mosca dalla Cina hanno ricevuto l’ordine di restare in quarantena per il coronavirus. A vigilare poi che la misura venga rispettata ci pensa poi la tecnologia di riconoscimento facciale in uso nella capitale russa. Lo ha detto il sindaco di Mosca Serghei Sobyanin. Tutti i passeggeri in arrivo dalla Cina sono tenuti a sottoporsi ad un esame fisico e ad un test per il coronavirus all’aeroporto, ha scritto Sobyanin sul suo sito web. A loro viene poi dato l’ordine di mettersi in quarantena per due settimane, anche in assenza di sintomi. “Finora sono stati emessi circa 2.500 ordini di isolamento”, ha detto. 

Gaza – Il ministero della sanità di Gaza ha adottato misure straordinarie al valico di Rafah per impedire che nella Striscia entrino persone affette dal coronavirus. In particolare, è stato spiegato, si teme il ritorno dalla Cina di palestinesi residenti a Gaza. I loro nomi sono noti alle autorità ed al passaggio dal valico, provenienti dall’Egitto, saranno visitati da un medico. Se mostrassero sintomi di contagio saranno internati in una zona isolata vicina al valico dove per loro sono stati approntati 50 container dotati di letti, tavoli, servizi igienici, corrente elettrica ed internet. Là dovranno trascorrere 14 giorni di quarantena. Le loro condizioni di salute saranno seguite da uno staff medico che si troverà in un container separato, nelle immediate vicinanze. Finora, assicura il ministero della sanità di Gaza, nella Striscia non c’è stato comunque alcun caso di infezione.

Corea – La Corea del Sud ha reso noti altri 48 casi di coronavirus, facendo salire il totale a 204: il Korea Center for Disease Control and Prevention (Kcdc) ha assicurato che la situazione è “gestibile”, malgrado i contagi si siano quadruplicati in soli tre giorni. Diverse decine di nuove infezioni sono legate alla Chiesa di Gesù Shincheonji, a Daegu. Il sindaco della quarta città del Paese, con 2,5 milioni di abitanti, ha detto che 135 membri della congregazione hanno i sintomi del virus, mentre sono in corso le ricerche di altre 57 persone.

Cina – La Cina ha dato conto, attraverso i media ufficiali, di 512 casi di coronavirus relativi a 4 centri di detenzione, inclusi due nell’Hubei, l’epicentro dell’ epidemia, per complessivi 271 casi. Altri casi sono relativi alla provincia dello Shandong (207) e a quella dello Zhejiang (27 più altri 7 poco prima riportati). Sono già numerosi i provvedimenti adottati di rimozione e di punizione contro “le inefficienze” dei vertici sia delle amministrazioni carcerarie sia di quelle sanitarie locali. In tutto le vittime nel Paese sono arrivate a 2233.