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Coronavirus, Boccia: ‘Ristoro in tempi brevi per attività sospese’. Speranza: ‘Misure rigorose e robuste per governare curva’

 

 

“Valutiamo insieme se limitare anche lo spostamento tra Regioni ad attività di lavoro e studio”. E’ quanto avrebbe detto il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, secondo quanto si apprende, nel corso della riunione con Regioni, Comuni e Province. “E’ il momento delle scelte, dobbiamo mettere subito in sicurezza sanitaria il paese – ha aggiunto – per tutelare la salute di tutti e per far sopravvivere la nostra economia”. Con il nuovo Dpcm vengono sospese le “attività non strettamente necessarie” che, però, “devono essere tassativamente ristorate e in tempi brevi”, ha spiegato, secondo quanto si apprende, il ministro Boccia nel corso dell’incontro per illustrare il nuovo Dpcm dando la “garanzia di ristoro per tutte quelle attività che dovranno limitare per alcune giorni o settimane le proprie attività”.

Servono “misure rigorose, robuste e serie” per “governare la curva e raffreddare la situazione” epidemiologica, evitando di arrivare a “misure più drastiche”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto si apprende, ha spiegato nel corso della riunione con le regioni il nuovo Dpcm. “Abbiamo un’impennata significativa – ha detto – e dobbiamo fare i primi interventi per iniziare a stringere e dare un segnale al Paese che stava cambiando qualcosa. Non possiamo avere l’obiettivo immediato di azzerare RT, che ieri era ad una media nazionale di 1.5, ma dobbiamo assolutamente abbassarlo perché non è sostenibile”.

Tutta l’area metropolitana di Napoli “dovrebbe essere zona rossa”. E’ quanto ha paventato, secondo quanto si apprende, il presidente della Campania Vincenzo De Luca nel corso della riunione tra governo e regioni. Poi ancora: didattica a distanza al 100 per cento e “improponibile” la chiusura d bar e ristoranti alle ore 18. Per i locali De Luca conferma la volontà di mantenere gli orari già previsti dall’ordinanza regionale, con chiusura alle 23. “In assenza di una misura restrittiva generale non ha senso adottare norme che mettono in ginocchio intere categorie”, dice il governatore.

“Abbiamo chiesto al governo di non chiudere i confini regionali, provinciali e comunali. Ci sono persone che si spostano per lavoro e per studio, chiudere i confini non solo è ingiusto ma non è fattibile e non è controllabile”, ha detto il governatore ligure Giovanni Toti in diretta Facebook al termine dell’incontro tra Conferenza delle Regioni e Governo.

“Io credo che nelle prossime ore nel paese servirebbe uniformare alcune misure sulle restrizioni per avere un comportamento più omogeneo”, ha chiesto intanto il presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che ne ha parlato a ‘Generazione Giovani’ su RaiDue. “Un nuovo lockdown generalizzato come quello di marzo – ha detto – l’Italia non se lo può permettere, per non rischiare di passare da una pandemia sanitaria a una pandemia economica. Bisogna distinguere le attività indispensabili da quelle meno indispensabili e contenere al massimo l’aumento dei contagi”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, chiede al governo un intervento più restrittivo per far fronte all’emergenza coronavirus: “Servono misure severe ovunque in Italia prima che i nostri ospedali siano sopraffatti – ha scritto su Facebook -. I numeri dei contagiati sono troppo alti e serve diminuirli rallentando la circolazione delle persone. Si deve uscire di casa solo per lavorare, istruirsi o per altre gravi necessità”. “La nostra vita sociale e familiare – prosegue – deve essere prudentissima. Si può accettare qualche rischio in più solo per garantire la sopravvivenza economica a tutti. Se si colpiscono attività economiche la regola deve essere che la sopravvivenza di quelle famiglie va garantita da tutti quelli che continuano a lavorare e a produrre reddito. Dobbiamo uscirne con unità, solidarietà e attenzione”.

E il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dopo gli scontri a Napoli per la prima notte di coprifuoco e l’imminente lockdown regionale, ha assicurato che ”continueremo a seguire la nostra linea di rigore, senza cambiare di una virgola, come è nostro dovere fare”. “Chiediamo al Governo di impegnarsi: a garantire la legalità e il rispetto delle leggi; a mettere a punto immediatamente un piano di sostegno socio-economico per le categorie produttive e per le famiglie. Questo sostegno costituisce una priorità assoluta, al pari delle misure sanitarie, come abbiamo fatto in Campania con un piano economico e sociale scattato contestualmente alle misure restrittive”. “Da oggi non accetteremo ritardi e interlocuzioni se non si affronta da subito il tema sociale. Sollecitiamo un incontro ad horas con il Governo su questi punti”, aggiunge. “Si è assistito a Napoli a uno spettacolo indegno di violenza e di guerriglia urbana organizzata, che nulla ha da spartire con le categorie sociali. Ieri si applicavano le stesse ordinanze a Milano, Roma e Napoli. E mentre a Milano e Roma le città erano deserte nel rispetto delle norme, a Napoli c’erano violenze e vandalismo. Alcune centinaia di delinquenti hanno sporcato l’immagine della città”, ha scritto Vincenzo De Luca.