Sei in: Home > Articoli > Cronaca > Coronavirus: 150.000 morti in Usa, 21 gli stati ‘zona rossa’

Coronavirus: 150.000 morti in Usa, 21 gli stati ‘zona rossa’

image_pdfimage_print

 

SPAGNA – I nuovi contagi da coronavirus in Spagna sono stati 1.153 nelle ultime 24 ore. Cinque i morti. E’ il numero più alto dal 2 maggio, quando furono registrati 1.178 nuovi positivi. Lo riferisce La Vanguardia.

STATI UNITI – Almeno 150 mila persone sono morte negli Stati Uniti a causa del coronavirus. E’ quanto emerge dalla banca dati del New York Times, secondo cui sono saliti a 21 gli stati Usa definiti ‘red zone’, con un boom senza precedenti di contagi. I morti nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University, sono stati 1.592, il numero piu’ alto da due mesi e mezzo, su 60.000 nuovi casi.

CINA – La Cina vede salire ancora i casi di coronavirus, ai massimi degli ultimi 4 mesi circa: le nuove infezioni si sono portate a 101 nel conteggio riferito a martedì annunciato oggi dalla Commissione sanitaria nazionale, in rialzo sui 68 di lunedì. Sul totale, 98 sono i contagi a trasmissione domestica, di cui 89 rilevati nello Xinjiang, 8 nel Liaoning e uno a Pechino. I tre casi residui sono stati classificati come importati e sono stati rilevati nel Guangdong (2) e a Shanghai (1). I nuovi asintomatici accertati sono stati 27.

HONG KONG – Il sistema ospedaliero di Hong Kong potrebbe “collassare” con l’impennata di casi di Covid-19: è l’allarme lanciato dalla governatrice Carrie Lam che, invitando a restare a casa, ha spiegato che la città è “sull’orlo di un focolaio di comunità su larga scala”. Oggi sono entrate in vigore le nuove regole anti pandemia, tra cui l’uso delle mascherine obbligatorio e la chiusura dei ristoranti. Hong Kong, che ha affrontato bene la pandemia nelle battute iniziali, continua a registrare più di 100 infezioni al giorno, quando meno di un mese fa la media giornaliera era sotto la decina.

GIAPPONE – Per la prima volta dall’inizio della pandemia di coronavirus, in Giappone il numero dei contagi giornalieri supera quota mille, con la situazione che diventa allarmante nei principali centri urbani del Paese. Secondo i dati del canale pubblico Nhk, la città di Osaka ha fatto segnare oltre 200 casi, un numero mai così alto; altri 155 contagi sono stati segnalati nelle prefetture di Aichi, e 70 in quella di Kanagawa. Una tendenza in ascesa che non sembra attenuarsi anche a Tokyo, dopo la segnalazione del governo metropolitano di altri 250 casi nella giornata di oggi, con il 64% del totale che riguarda giovani tra i 20 e i 30 anni. La somma complessiva delle infezioni nella capitale si assesta adesso a 11.861: più di un terzo di tutti i casi del Paese. Le ultime statistiche coincidono con il lungo ponte di festività di quattro giorni osservato lo scorso fine settimana che di fatto sembra aver ampliato la diffusione del virus, malgrado il governo centrale abbia escluso Tokyo dalla campagna di incentivi per la promozione del turismo domestico. Non fa eccezione Okinawa, l’isola a sud dell’arcipelago, con 45 nuove infezioni, un nuovo massimo per il terzo giorno consecutivo.

LIBIA – La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 190 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 3.017 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 67, i guariti a 579, e le persone attualmente positive da 2186 a 2371, con la maggior parte dei casi al Sud. Fonti locali riportano che le autorità sanitarie del governo di Tripoli stanno valutando di reintrodurre misure di lockdown totale in diverse città a partire dal giorno dopo la festa islamica dell’Aid Al Adha.

ISRAELE – Si mantiene elevata la diffusione del coronavirus in Israele. Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 2093 contagi, pari all’ 8,3 % dei test compiuti. Il numero complessivo dei casi positivi – ha riferito il ministero della sanità – è salito a 66.805. Le persone attualmente infette sono 33.618. Di esse 32.865 sono nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi. Negli ospedali sono ricoverati 753 malati, 322 dei quali verso in condizioni gravi. Di essi 98 sono in rianimazione. In due ospedali – Hadassah a Gerusalemme, e Assaf ha-Rofe’ (Tel Aviv) – i dipartimenti di coronavirus non sono in grado di ricevere altri pazienti, che sono inoltrati altrove. I decessi sono stati 490. Ieri intanto il Commissario per la lotta al coronavirus Ronni Gamzu ha presentato un piano di emergenza chiamato ‘Scudo di Israele’ che prevede fra l’altro il ricorso alle strutture dell’ esercito nel tentativo di spezzare in tempi rapidi la catena di contagio. La organizzazione delle unità militari richiederà a suo parere almeno due settimane, e altre due settimane saranno necessarie per vederne i primi effetti.

BULGARIA – In Bulgaria nelle ultime 24 ore si sono registrati 250 nuovi contagi da coronavirus, con il totale salito a 10.871. Come riferiscono i media regionali, da ieri ci sono stati altri otto decessi, che portano a 355 il numero delle vittime. I pazienti in ospedale sono 699, dei quali 40 in terapia intensiva. I guariti sono stati finora 5.766. Sono 638 gli operatori sanitari contagiati dal virus.

SLOVENIA – In Slovenia sono stati 14 i casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano a 2.115 il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Non si sono registrate altre vittime, il cui numero resta a 117. I pazienti in ospedale sono 21, quattro dei quali in terapia intensiva.

UCRAINA – Sono saliti a 1.022 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, un dato in aumento rispetto ai 919 nuovi casi di ieri e agli 807 di lunedì. Anche i test effettuati sono però aumentati: 14.939 ieri, 12.655 lunedì e 7.064 domenica. Lo fa sapere il ministro della Salute ucraimo Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post. La maggior parte dei nuovi contagi si concentrano nella regione di Leopoli (149), a Kiev (132), nella regione di Ivano-Frankivsk (118) e in quella di Kharkiv (78). Il totale dei contagi accertati dall’inizio dell’epidemia sale così a 67.597. Nel corso dell’ultima giornata si registrano inoltre 21 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2 che fanno salire a 1.650 il totale delle vittime in Ucraina.

COLOMBIA – Il governo della Colombia ha annunciato l’estensione della quarantena in vigore nel Paese per lottare contro la pandemia da coronavirus fino alla fine di agosto, con il mantenimento comunque delle misure di apertura di alcune attività economiche essenziali. “Con gli esperti – ha spiegato il presidente della repubblica Iván Duque – abbiamo preso la seguente decisione: l’isolamento preventivo obbligatorio, come criterio generale, sarà esteso fino al 30 agosto”. Il capo dello Stato ha aggiunto che i comuni con “una casistica bassa” di contagi manterranno il “processo di ripresa graduale delle attività dei settori” dell’economia che “non implichino comunque una partecipazione elevata di persone nello stesso luogo”. Secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie colombiane, nelle ultime 24 ore il numero dei contagi è salito a 267.385 e quello dei morti ha raggiunto quota 9.074.