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Conte in Libano: L’Italia vi è vicina, intervento strutturato’

 

La mia presenza qui “è la testimonianza della vicinanza dell’Italia a un popolo amico, a una nazione al centro dei nostri pensieri, soprattutto dopo una strage che ha devastato tante famiglie, la città, questa nazione. Una grande sofferenza”. Lo dice il premier Giuseppe Conte conversando con i cronisti in albergo a Beirut. Il premier è arrivato ieri nella capitale libanese.

“Siamo stati i primi a intervenire – ha evidenziato –  e abbiamo messo in campo anche un intervento stabile, strutturato. Domani passeremo a visitare l’ospedale che abbiamo attrezzato, l’ospedale che mettiamo a disposizione della città per rafforzare il sistema sanitario. Abbiamo un genio militare, e la visita è occasione per incontrare tutte le autorità politiche sulla situazione attuale e sulle prospettive” del Paese.

Il premier ha parlato anche delle vicende italiane. Sull’anno scolastico ha sottolineato:”Io sono fiducioso. Devo dire la verità, quest’anno c’è una particolare attenzione e tutti pretendiamo che funzioni tutto perbene…non sempre è stato così negli anni passati, anche quasi mai. Ma è giusto che ci sia l’attenzione da parte di tutti. Abbiamo lavorato tantissimo perché si possa garantire a tutti gli studenti un’attività scolastica in presenza in piena sicurezza”.

E sulla mozione di sfiducia della Lega alla Azzolina: “Se un partito ritiene che in un momento del genere – dopo tutti gli sforzi e gli investimenti che sono stati fatti – di formalizzare una sfiducia nei confronti di un ministro dell’Istruzione che credo non abbia preso neanche un giorno di pausa, allora la Lega farebbe a chiedersi quando è stata negli anni scorsi al governo se forse avrebbe dovuto presentare tante mozioni di sfiducia ai propri ministri”.

In una intervista a un quotidiano libanese sul Covid ha detto: “Non nego che sono stati giorni molto difficili, tragici. Però rivendico con orgoglio di aver potuto contare, anche negli istanti più drammatici, sul senso di responsabilità dei miei concittadini. Se oggi l’Italia è vista come un punto di riferimento nella lotta internazionale a questo virus, è soprattutto merito loro. Ma la mia gratitudine va anche ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari. A chi era e continua ad essere in prima linea: un amalgama di professionalità, dedizione e determinazione che oggi – voglio ricordarlo – ritroviamo nell’ospedale da campo allestito qui a Beirut e che fino a qualche mese fa operava in una delle zone d’Italia più colpite dal contagio”.

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