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Comune di Genova, inviate 48mila lettere di arretrati sulla tassa dei rifiuti

Diciassette milioni di euro di Tari non pagati e da recuperare

Scatta la grande offensiva del Comune, che prima di Natale ha fatto partire 48.000 solleciti di pagamento per rate arretrate non pagate della tassa sulla spazzatura. Non siamo ancora alla fase delle cartelle esattoriali, ma in quella degli avvisi bonari, nel senso che chi si metterà in regola entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata, non dovrà pagare sanzioni e interessi. “Si tratta – sottolinea l’assessore al Bilancio e Patrimonio, Pietro Piciocchi – di un’azione mirata a garantire una maggiore equità tra i contribuenti e il recupero dell’evasione fiscale”. La maggior parte dell’attività è stata condotta nel Centro storico, «perché è una delle zone in cui l’evasione Tari tocca il picco», ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza, Stefano Garassino.
Quella che è stata recapitata prima delle feste, è la prima tranche di avvisi bonari, che riguardano quattro anni, dal 2014 al 2017. Cosa si rischia non mettendosi in regola? Dopo l’avviso bonario, scatta quello di accertamento a cui verranno applicati una sanzione del 30% della somma dovuta, più gli interessi. Ma è solo l’anticamera delle terza e ultima fase, la più temuta: quella in cui si passa alla riscossione coatta, che tradotto vuol dire cartella esattoriale e intervento dell’Agenzia delle Entrate.

Tursi vorrebbe ridurre la pressione della tassa su famiglie e commercianti. Per questi ultimi, nello specifico quelli che donano il cibo in eccesso alle associazioni di solidarietà, nel 2018 è stata decisa un’agevolazione fino al 15% delle parte variabile della bolletta che verrà applicata quest’anno. Un’altra novità riguarda le famiglie: uno sconto di 50 euro sulla bolletta per i nuclei a cui nel 2018 è nato dal terzo figlio in avanti (sarà automaticamente disposta dagli uffici in base alle risultanze anagrafiche, per cui i cittadini non dovranno fare domanda). “Tutte misure che aiutano chi è regolare – va avanti Piciocchi –, ma sui debitori incalliti saremo intransigenti come abbiamo fatto per chi non pagava le mense scolastiche. La novità, è che per velocizzare il rientro delle somme, l’invio degli avvisi non viene più fatto ogni tot di tempo, ma ogni anno, così da non dover accumulare milioni di euro da recuperare”.

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