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CI MANCAVANO PURE GLI ANTIFASCISTI FASCISTI

raffaeleavallone.blog

Nel mio libro appena uscito “Il Vaccino Rivoluzionario” ho individuato soprattutto nella contrapposizione tra comunisti e fascisti il virus che ha contagiato il nostro Paese impedendogli di crescere.

A liberarci da questa prigione ideologica ci ha provato prima Craxi, e sappiamo tutti come è andata a finire.

Poi ci ha provato Berlusconi, ed è stato letteralmente perseguitato.

Anche Renzi ha dato qualche colpo di tosse ed ora si ritrova col suo partito in sala rianimazione.

Non è andata meglio a Salvini e Meloni.

Quando erano al 4% nessuno si è curato di loro, ora che sono al 20% è suonato puntuale l’allarme rosso ed è scattata la macchina del fango, del dileggio e della delegittimazione politica dell’avversario.

Non pensavo però si potesse arrivare a prendersela addirittura col ricordo dei morti ammazzati.

È di questi giorni l’ennesimo attacco portato avanti dai Montanari boys ad un drammatico evento, come quello delle Foibe, dove migliaia di italiani, tra civili e forze dell’ordine, sono stati praticamente sepolti vivi insieme a donne e bambini alla fine della seconda guerra mondiale da parte delle milizie comuniste croate.

Nascondendosi dietro sigle di partito che parlano di democrazia, libertà ed uguaglianza, questi signori si ostinano a non voler riconoscere le mostruosità subite dai nostri connazionali, rei di essere italiani fascisti (a quei tempi quasi tutti gli italiani lo erano), ma anche italiani antifascisti e anticomunisti allo stesso tempo.

Penso che ricordare la tragedia delle Foibe non significhi affatto essere fascisti: io non lo sono eppure voglio ricordarla. Così come penso che ricordare la strage degli ebrei non significhi affatto essere comunisti: io non lo sono, eppure voglio ricordarla.

I nostri pseudo partigiani della domenica, cresciuti a cappuccini e brioches, resistono ed insistono anche dopo che con la caduta del comunismo molti scheletri sono usciti prepotentemente dai loro armadi, andando così a fare compagnia a quelli prodotti dal nazifascismo.

Il massacro delle foibe è un fatto storico che non può essere né negato, né ridimensionato. Per nessuna ragione.

Tanto meno possiamo accettare che ci si indigni per avere il nostro Parlamento scelto per il loro ricordo una data ritenuta troppo vicina a quella del Giorno della Memoria della tragedia dell’Olocausto. Come se gli italiani massacrati potessero davvero contagiare, sporcare, inquinare, il ricordo degli ebrei vittime della Shoah.

Ma state scherzando?

Ma non provate vergogna per quello che avete detto?

Entrambe le tragedie vanno ricordate perché siano di monito alla cattiveria umana, sia quella nazifascista che quella comunista, senza comode distinzioni di parte.

Montanari e compagni svelano dunque l’esistenza di una terza e più pericolosa categoria di italiani di cui avremmo francamente voluto fare a meno: quella degli antifascisti fascisti.

Orfani di idee e progetti politici, diventati poveri ad arnese, questi neo antifascisti fascisti si aggirano rabbiosi alla ricerca di un nemico da combattere e, non trovandolo, sono costretti a combattere contro i fantasmi del passato.

Ora, dico a questi signori, posso anche comprendere le vostre frustrazioni e il disagio per i vostri fallimenti. Ma per favore non prendetevela con i morti ammazzati, con le donne e i bambini sepolti vivi nelle foibe.

C’è un limite anche alla cattiveria e all’indecenza.

Basta con queste vostre masturbazioni mentali. La ricreazione è finita. C’è una nazione da ricostruire dopo la pandemia. Indossate tuta e scarpette da ginnastica e pedalate anche voi. Oggi in Italia abbiamo problemi molto più seri a cui pensare, che non ascoltare le sciocchezze dei nostalgici di Lenin, Stalin e Mao Zedong.

Raffaele Avallone