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Chiuso il Festival del Giornalismo 2019, il “più internazionale e appassionante di sempre”

Secondo gli organizzatori del Festival Internazionale del Giornalismo, questa edizione della kermesse ha avuto una caratura “più internazionale” del solito.

Si è chiusa domenica 7 aprile la XIII edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. A tirare le somme sono proprio gli organizzatori, che festeggiano “un’edizione emozionante e coinvolgente, la più internazionale e appassionante di sempre”. Durante i cinque giorni di Festival, per le strade del centro del capoluogo umbro si potevano ascoltare commenti e conversazioni nelle lingue più diverse, dall’inglese allo spagnolo, passando per cinese e portoghese. Il denominatore comune, perno e fuoco di tutto il Festival, è stato il giornalismo e i temi più scottanti dell’informazione dei nostri giorni. Il fil rouge è stato il coraggio di attivisti e giornalisti che non hanno paura di raccontare le loro storie.

Da Maria Ressa sfida l’autoritarismo di Duterte nelle Filippine con il suo giornalismo investigativo, a Matthew Caruana Galizia che cerca la verità sull’omicidio della madre, passando per giovani coraggiosi come quelli sopravvisuti alla strage di Parkland, che hanno dato vita al movimento March for our lives e che chiedono un maggior controllo delle armi. I grandi ospiti del festival hanno tenuto il pubblico interessato in fila per ore, pur di aggiudicarsi un posto in platea nei vari luoghi della kermesse. Maggior affluenza per Roberto Saviano, i giornalisti di satira di Propaganda Live, Marco Damilano e Aboubakar Soumahoro, Marco Travaglio ed Enrico Mentana. Il tutto è stato raccontato a tutto il mondo dalle grandi testate internazionali, tra cui Reuters, Bloomberg, Politico Europe, Guardian e NBC.