Video shock pubblicato su Facebook: la polizia blocca il collo con un ginocchio e muore soffocato

 

Sono le ultime drammatiche immagini quelle postate su Facebook, di un afroamericano ucciso a Minneapolis da un agente di polizia che ha soffocato l’uomo bloccandolo a terra e premendogli il collo con un ginocchio. Un episodio che ricorda un altro caso simile e tristemente noto, quello del newyorchese Eric Garner nel 2014. Questa volta teatro della tragedia è Minneapolis, in Minnesota, e l’intera sequenza è stata filmata da una passante in un video shock, che adesso scuote gli Usa. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni agenti sono stati allertati sulla presenza di un uomo sospetto seduto in un’auto e che sembrava sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. I poliziotti giunti sul posto gli hanno intimato di scendere ma l’uomo ha cominciato ad opporre resistenza. Gli agenti lo hanno così bloccato a terra e, mentre cercavano di ammanettarlo, uno di loro gli ha tenuto premuto il collo con un ginocchio. «Per favore non riesco a respirare» «Lasciatemi, non riesco a respirare….». si sente nel video. L’uomo implora più volte gli agenti ma invano, anche se visibilmente in sofferenza. Poi arriva un’ambulanza ma è troppo tardi. Morirà poco dopo. «Quello che ho visto è terribile. Quell’uomo non avrebbe dovuto morire. Essere un nero in America non dovrebbe essere una sentenza di morte», è stata la reazione di rabbia del sindaco di Minneapolis Jacob Frey. La polizia ha avviato un’indagine e gli agenti sono stati sospesi. Anche loro indossavano body-cam.Ecco il video: https://youtu.be/C-QJcyVTrqw




L’uomo che torna bestia

H.J.J., 31enne di origini colombiane ora è a Regina Coeli: a lui sono stati attribuiti sei stupri nella zona di Roma.

Il ragazzo è stato identificato dalle vittime che, convocate negli uffici di Polizia, hanno riconosciuto fotograficamente il colombiano quale autore delle aggressioni subite. Sono stati effettuati ulteriori controlli tecnici sul telefono di H.J.J. che hanno consentito di stabilire la sua presenza in tutti i luoghi dove si erano verificati i reati. Nei confronti del 31enne è stata emessa un’ordinanza di misura cautelare in carcere, eseguita lo scorso 21 aprile. Ad oggi, sono in corso ulteriori indagini per accertare altre eventuali aggressioni prive denuncia.

I primi brutali stupri sono avvenuti a partire dallo scorso inverno, a novembre. Una vittima fu abusata nelle prime ore del mattino, un’altra mentre attendeva l’arrivo dell’autobus, un’altra ancora mentre faceva ritorno nella sua abitazione.

L’uomo è stato descritto dalle donne come un individuo con carnagione olivastra, indossante un piumino ed uno zaino. Hanno affermato che si è avvicinato per poi, con mossa fulminea, palpeggiarle in modo violento nelle parti intime. In particolare, in un caso, ha rincorso una vittima che urlava per richiamare l’attenzione di eventuali passanti e, dopo averla raggiunta, l’ha aggredita scaraventandola su un’autovettura in sosta continuando ad abusare di lei.

Le autorità hanno individuato un uomo corrispondente a quello che le immagini delle telecamere di sorveglianza avevano immortalato nei luoghi dell’aggressione ma ad incastrarlo è stato anche il telefono cellulare che ha rivelato la sua presenza sul luogo delle violenze per tutte le sei volte.

Come può un uomo essere una tale bestia?