Cresce il numero dei morti tra i medici e gli infermieri.

 

 

Da inizio epidemia sono 26 gli infermieri deceduti per Covid-19 e 6.549 i contagiati, ben 1.049 in più rispetto a sabato scorso. I dati sono stati resi noti dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), che sottolinea come nel giro di 48 ore il numero di positivi tra gli infermieri sia pari a un terzo dei contagiati totali nello stesso periodo di tempo. E indica che è la categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi: il 52% di tutti gli operatori.

E altri 5 medici hanno perso la vita a causa dell’epidemia di Covid-19. Il totale dei decessi, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), sale così a 94.

“Non bisognerebbe dare date sulla riapertura del Paese – spiega all’ANSA il virologio ell’Università di Padova Andrea Crisanti – e sul momento in cui sarà possibile uscire di casa, perchè la ripartenza dovrebbe avviarsi solo nel momento in cui avremo una condizione di rischio accettabile, altrimenti la ripresa dell’epidemia è pressochè certa”. “Se seguissimo il modello cinese – dice – per la riapertura sarebbero necessari ancora dei mesi”.

“In questo momento di sfide sono felice di annunciare che un team di dottori e infermieri dalla Romania e un altro dalla Norvegia saranno dispiegati in Italia“. Lo afferma il commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic. “Inizialmente c’è stata una risposta inadeguata da parte di alcuni paesi europei alle richieste italiane, ma le cose sono cambiate ora, l’Italia non è sola e l’Europa è solidale con l’Italia”, ha aggiunto.

Da maggio in Italia prodotte mascherine per medici – Da maggio in Italia, per la prima volta, saranno prodotte anche mascherine Ffp2 e Ffp3, quelle più protettive, che saranno distribuite ai sanitari impegnati in prima linea nella battaglia contro il coronavirus. “Con l’AID, Agenzia Industrie Difesa, abbiamo avviato un progetto di riconversione di un nostro stabilimento che da maggio trasformerà le sue linee produttive per fornire mascherine: 200mila al giorno, sei milioni in un mese”.

“Il numero di uomini e donne che perderanno la vita per il virus continuerà a crescere – ha detto il commissario Domenico Arcuri -. Nei prossimi giorni in vista della Pasqua non dimenticate mai che si è portato via già 16.523 vite umane. Torno a supplicarvi, nelle prossime ore non cancellate mai questo numero dalla memoria. Attenti a illusioni ottiche, pericolosi miraggi, non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza, da un’ipotetica ora X che ci riporterà alla situazione di prima, nessun liberi tutti per ritornare alle vecchie abitudini”.

“Una mascherina chirurgica non può essere rivenduta ad un prezzo 10 volte maggiore del costo, questo non è libertà di mercato ma una speculazione due volte insopportabile, perché non si specula sui bisogni degli altri e perché non si specula sulla vita degli altri”, ha detto ancora Arcuri dopo una serie di segnalazioni sul rincaro dei prezzi delle mascherine. “Anche pochi casi sono intollerabili – ha aggiunto – vanno denunciati e combattuti. Le forze dell’ordine sono già intervenute e continueranno a farlo”.

“Per ora ci occupiamo di rifornire il numero massimo di mascherine alle strutture sanitarie che combattono – ha detto Arcuri – , non ci occupiamo di distribuire mascherine ai cittadini. Se alcune regioni ritengono legittimamente di doverle fornire, se ne occuperanno loro, fino a una nuova organizzazione che non è ancora arrivata. Se vuole la mia opinione, credo che per molto tempo molti di noi se non tutti ci dovremo abituare ad utilizzare questo strumento di protezione”.

Viminale, ieri altri 10mila denunciati – Oltre diecimila persone sanzionate ieri dalle forze dell’ordine durante i controlli sul rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Coronavirus: 10.375 per violazione dei divieti anti-contagio, 60 per false dichiarazioni, 14 per violata quarantena. Sono state 271.675 le persone controllate, informa il Viminale. Gli esercii monitorati sono stati invece 94.129: 106 i titolari sanzionati, per 31 è stata disposta la chiusura.




Coronavirus: bloccato a Ancona carico di respiratori per export

Bloccato e sequestrato ad Ancona un carico di strumenti e dispositivi per la ventilazione meccanica dei pazienti con patologie respiratorie, su un autoarticolato in coda per imbarcarsi su un traghetto diretto in Grecia dopo aver superato i controlli di sicurezza per l’accesso in porto. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e Monopoli nell’ambito di uno specifico piano di controlli finalizzato al rispetto dell’ordinanza della protezione civile sull’emergenza coronavirus che vieta alle imprese di cedere all’estero determinati dispositivi medici nell’ambito dell’emergenza coronavirus. Sequestrati 1.840 circuiti respiratori (tubo, pallone, valvola e maschera respiratoria) da utilizzare per i pazienti in condizioni critiche. I dispositivi sequestrati saranno consegnati alla protezione civile per gli aiuti ai presidi ospedalieri italiani. Denunciato il rappresentante legale della società italiana, con sede in provincia di Milano, che ha tentato la vendita a una società greca.




La giunta di Bolzano finanzia 8 posti per studenti altoatesini a Salisburgo.

Gli otto posti presso l’Università privata di Salisburgo sono serbati a studenti altoatesini di medicina, che sono disposti a lavorare 4 anni al servizio dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige entro i primi 10 anni dopo la conclusione della loro formazione specialistica.

La Giunta della
Provincia Autonoma di Bolzano ha stimato, nel corso della sua recente riunione,
una delibera in base alla quale sovvenzionerà fino a 8 posti per universitari
altoatesini che auspicheranno ad andare a frequentare presso l’Università di
medicina “Paracelsus” di Salisburgo (PMU). Le ammissioni per partecipare al
progetto potranno essere realizzate entro il prossimo 5 di aprile.

Come evidenzia
l’assessore provinciale alla salute, Thomas Widmann, si tratta di una delle
misure adottate da parte della Provincia per far fronte alla sempre più marcata
insufficienza di medici in Alto Adige. Al momento, difatti, a livello
provinciale scarseggiano complessivamente 228 medici specialisti, e nei
prossimi 10 anni probabilmente altri 380 medici specialisti e 102 medici di
medicina generale (medici di famiglia) andranno in pensione.

“Ogni anno – rimarca
l’assessore Widmann – molteplici studenti altoatesini motivati prendono parte
alle selezioni in Italia ed all’estero per entrare nelle facoltà di medicina,
ma i posti disponibili sono comunque limitati. Il nostro obiettivo primario è
quello di realizzare maggiori opportunità per i nostri studenti per poter
accedere alle facoltà di medicina”.

“La cooperazione
realizzata con la facoltà di medicina di Salisburgo rappresenta un primo passo
in questo senso. Abbiamo intenzione di stipulare analoghi accordi anche con
altre facoltà di medicina sia in Italia che all’estero, nonché con Scuole per
le professioni sanitarie” aggiunge Widmann.




GREGGIO (dal COMITES): Non prendiamo il virua alla leggera

Riportiamo la nota inviata da Ezio Greggio

“Carissimi
connazionali residenti a Monaco, mi sento in dovere di lanciare un ulteriore
appello riguardo l’epidemia del coronavirus alla luce dei nuovi casi emersi nel
Principato”. Incomincia così la nota che Ezio Greggio, leader del Comites del
Principato di Monaco, ha spedito nei giorni scorsi alla comunità residente del
Principato, ancor precedentemente della notizia della positività al virus del
principe Alberto.

“Lo faccio – vi
si legge – con grande sensibilità ma anche con fermezza e determinazione. Sono
in contatto costante con amici Primari di vari ospedali italiani e la
situazione come sapete è allarmante. In Italia sono state fatte scelte
coraggiose che sull’esempio cinese dovrebbero portarci fuori dal guado tra
qualche mese. Non settimane certamente. Anche se siamo a Monaco vi invito ad
adottare, oltre alle giuste direttive governative locali, anche le istruzioni
italiane che sono quelle di buon senso che vi ho segnalato pochi giorni fa. Ma
a queste aggiungerei un’altra serie di suggerimenti”.

 “1. State a casa il più possibile ed uscite
solo per andare a fare acquisti alimentari o di medicinali. Nel limite del
possibile andate solo quando c’è meno ressa. Evitare cene da amici, evitate
attività di gruppo al di fuori dei componenti del vostro nucleo famigliare.

2. Quando uscite
indossate mascherine a norma (compratele, su siti sicuri tipo Amazon oppure
prenotatele nella vostra farmacia) e guanti usa e getta. Hanno un duplice
scopo, come spiegato da illustri luminari della medicina italiana in questi
giorni: proteggere voi per quanto possibile e proteggere soprattutto gli altri
da voi perché questo virus è subdolo e ci sono una marea di casi asintomatici
in circolazione.

3. Evitate
passeggiate, attività sportive per strada ed in luoghi pubblici.

4. Gli italiani
che lavorano in uffici o in luoghi pubblici di Monaco quali supermercati,
farmacie, hotel o quant’altro a contatto col pubblico o coi colleghi, hanno il
diritto sacrosanto alla propria salute. Devono esigere la distanza minima da
persone terze, l’uso a spese del datore di lavoro di mascherine e guanti e la
disponibilità nei bagni di antibatterici da usare con frequenza

5. Se comprate
frutta e verdura sfusa che possa aver avuto quindi contatto con mani o droplet
(goccioline microscopiche di saliva di acquirenti) questi prodotti vanno lavati
con acqua calda e bicarbonato, e dove possibile le verdure cucinate per bene

6. Chi lavora
presso uffici ed ha la possibilità per la tipologia di lavoro che svolge,
chieda di poter operare in “smart working” da casa”.

“Stiamo per avere
anche qui a Monaco un periodo complicato e al di la della buona volontà delle
autorità locali, delle iniziative governative, serve in più la nostra
collaborazione, il nostro impegno e buon senso”, scrive ancora Greggio. “Il
caso del Ministro di Stato Serge Telle (al quale io e il Comites intero
facciamo i nostri migliori auguri di una pronta guarigione), la dice lunga:
questo virus colpisce tutti indistintamente, nessuno è immune ed essere
convinti che il virus “ non ci tocchi” è il primo grave, letale, e
permettetemi, banale errore. Chi è a contatto con tante persone per incarichi
pubblici ha il dovere di dare il buon esempio non sottovalutando questo virus.
Deve usare le stesse attenzioni di chi è medico o infermiere, usando mascherine
e guanti adeguati per non nuocere alla salute sia di chi lo circonda e sia di
se stesso. E lo deve fare per il lavoro che svolge, per l’esempio che deve
dare”.

“Cari
connazionali, quindi massima attenzione, pazienza, isolamento perché chiunque
può avere il virus. E dove non arrivano gli altri a prendere decisioni corrette
per la salute di tutti, – conclude il Presidente del Comites – usiamo il nostro
fiuto ed il nostro buon senso italiano per il bene nostro, dei nostri
famigliari, dei colleghi e di questo luogo che amiamo. Un abbraccio, virtuale”




Un bimbo nasce da madre “infetta”, segno di speranza

Bimbo nato da parto naturale a Civitanova.

 ieri un’anconetana di 37 anni, positiva al coronavirus, ha dato alla luce Eva, 3,2 kg, grazie all’equipe del reparto di Ginecologia e Ostetricia, diretto dal dott. Filiberto Di Prospero. La struttura è punto di riferimento regionale per maternità Covid.
    “La donna sta molto bene – spiega il primario – è stabile e non ha bisogno di assistenza respiratoria. Anche la piccola sta bene”. “In un quadro virale di polmonite siamo riusciti a portare a termine un parto spontaneo. E’ un’esperienza positiva.
    Una bella notizia per la regione in un momento di notizie tristi: possiamo farcela”. “Mi hanno chiamato anche da Turchia e Inghilterra…”, riferisce: “collaboriamo con l’Iss in un protocollo di indagine e monitoraggio”. 




Nuovo pronto soccorso a Roma, nasce il covid 2

Allestito in tempi record, nuovo ospedale per accogliere i malati di Covid-19.

 L’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato in occasione dell’apertura del Covid 2 Hospital alla Columbus: “Noi stiamo reclutando in tutto il sistema oltre 600 operatori, tra medici e operatori – ha aggiunto -. I cluster nel basso Lazio si stanno tenendo sotto controllo. Ci siamo attrezzando per ogni scenario.




Coronavirus: 11 vittime in Italia .L’Oms: “Il mondo non è pronto”

Sono sinora 11 le vittime accertate per il coronavirus in Italia. Le ultime quattro vittime sono un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo, un uomo di 91 anno di San Fiorano, una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi e  una donna di 76 anni che era stata ricoverata in rianimazione a Treviso per complicanze respiratorie. Secondo quanto riferito dal commissario straordinario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla protezione civile, sono 322 i contagiati in Italia, di cui tre in Sicilia. C’è il primo caso di coronavirus a Barcellona: una donna italiana di 36 anni residente in Spagna. Era appena rientrata da un viaggio in Italia tra Bergamo e Milano.

E sono due italiani provenienti da Bergamo i contagiati registrati in Tirolo. Lo si apprende da fonti informate. Secondo diversi media, l’albergo di Innsbruck, dove lavora la donna, è stato messo in isolamento. La coppia, attualmente in quarantena in un ospedale di Innsbruck, era arrivata in Tirolo in auto la settimana scorsa.

“In Italia c’è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l’influenza. Da quest’ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c’è la mortalità. L’unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo”. Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità in conferenza stampa alla Protezione civile. Prima che fosse individuato il ‘caso indice’, vale a dire il 38enne di Cologno, il coronavirus era già in circolazione nel lodigiano da “una/due settimane”. Lo ha detto il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss Giovanni Rezza confermando il focolaio “è abbastanza circoscritto”. “Quasi tutto – ha precisato – è riconducibile all’epicentro dell’epidemia, che si trova nel lodigiano. Poi ci sono un paio di focolai più piccoli in Veneto. Ma gli altri sono casi che vengono dall’epicentro dell’epidemia”.

Tutti coloro che sono stati negli ultimi 14 giorni nelle zone ‘focolaio’ italiane – quindi nei 10 comuni lombardi e a Vo’ Euganeo – devono comunicarlo alla Asl che dispone la “sorveglianza sanitaria” e “l’isolamento fiduciario” nella propria abitazione. E’ quanto prevede la bozza della nuova ordinanza, di cui l’ANSA ha preso visione, che il governo sta mettendo a punto per uniformare i comportamenti delle regioni fuori dall’aera del contagio.

L’epidemia ha portato i contagi in tutto il mondo oltre la soglia degli 80 mila (quasi 78 mila solo in Cina).

Oms, il mondo non è pronto a fronteggiare il Coronavirus – Il mondo “semplicemente non è pronto” per fronteggiare la diffusione dell’epidemia di coronavirus. E’ l’avvertimento del capo missione dell’Oms in Cina, Bruce Aylward, da Ginevra.

“Ci sentiamo abbandonati dal governo per i ritardi con cui sono stati presi i provvedimenti. Questo ha consentito alla gente già in periodo di emergenza coronavirus di andare e venire dalla zona rossa”, ha detto raggiunto al telefono dall’ANSA, Elia Delmiglio sindaco di Casalpusterlengo. Il prefetto di Lodi Marcello Cardona parla del personale medico-sanitario dell’ospedale di Codogno, al centro delle polemiche per la gestione del cosiddetto paziente 1: “Sono stati eroici, dice.

Stop gite e uscite scolastiche fino al 15 marzo – Gite scolastiche e gemellaggi sospesi fino al 15 marzo per le scuole “di ogni ordine e grado”. Le assenze oltre i 5 giorni andranno giustificate con certificato medico. Le scuole chiuse per l’emergenza potranno attivare “modalità di didattica a distanza”.

Disinfettante per le mani in tutti gli uffici pubblici e pulizia di bus e metro. Sono due misure disposte dal modello di ordinanza su Coronavirus che il governo ha preparato per le Regioni fuori dall’area del contagio. “Nelle P.a., nelle strutture sanitarie e in tutti i locali aperti al pubblico, devono essere messe a disposizione di addetti, utenti e visitatori, disinfettanti per il lavaggio delle mani”. Inoltre “le aziende di trasporto pubblico locale devono adottare interventi straordinari di pulizia dei mezzi”.

Stop di 28 giorni alle donazioni di sangue per chi è stato dopo l’1 febbraio nei comuni in quarantena per il coronavirus. 

Sospesi test patente in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna – In Veneto e Lombardia sospesi anche gli esami per la patente di guida. A chi non potrà sostenere l’esame per la sospensione verranno prorogati i termini (anche del foglio rosa). Verrà stabilito anche “un numero massimo degli accessi giornalieri” agli uffici, che dovranno individuare “idonei spazi di attesa esterni”.

Esperti Ue, rischio alto nelle aree del focolaio – Il rischio per le persone dell’Ue e del Regno Unito che “viaggiano o risiedono in aree con presunta trasmissione comunitaria” del coronavirus “è attualmente elevato”, si legge nell’aggiornamento rapido del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), sulla situazione del contagio in Europa. Secondo gli esperti, per residenti e viaggiatori “l’impatto di una o più infezioni è considerato elevato, soprattutto per le popolazioni anziane” con più patologie.

Conte ai paesi stranieri, italiani possono circolare – “L’Italia, grazie al suo sistema sanitario d’eccellenza e ad una politica sanitaria di massima tutela e rigore, può mandare i suoi cittadini in giro tranquillamente”, ha detto il premier Conte alla Protezione Civile sottolineando che questo è “il messaggio che vogliamo mandare all’Unione Europea e al mondo”. L’emergenza coronavirus “ha un impatto economico immediato e ne avrà un altro differito che ci aspettiamo, ma sono già in fase istruttoria misure di immediato intervento”, ha detto il premier. “Ne approfitteremo, perché l’Italia nelle emergenze dà il meglio, per rilanciare il Paese”, ha aggiunto.

Domani vertice Ministero Salute-Oms-Ecdc-Ue – Domani mattina il Ministro della Salute, Roberto Speranza, incontrera’ il Commissario UE alla Salute, Stella Kyriakides, il Direttore Europa OMS/WHO, Hans Kluge e il Direttore ECDC, Andrea Ammon per fare il punto sul coronavirus. L’incontro si terrà a Roma alle 11.15, nella sede del Ministero della Salute.




Coronavirus:Regione, misure contenimento

Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, la Regione Puglia invita “tutti i cittadini che rientrano in Puglia provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna” e che hanno “soggiornato negli ultimi 14 giorni” in queste regioni a “comunicare la propria presenza nel territorio della Regione Puglia con indicazione del domicilio al proprio medico di medicina generale ovvero, in mancanza, al Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente al fine di permettere l’esercizio dei poteri di sorveglianza sanitaria”. E’ il primo provvedimento deciso dalla task force regionale al termine di una riunione durata quattro ore e che è stata presieduta dal governatore Michele Emiliano.




Popolazione italiana ancora in calo: 116mila in meno. Poche nascite

Cala ancora la popolazione italiana: al 1° gennaio 2020 i residenti ammontano a 60 milioni 317mila, 116mila in meno su base annua. Un trend negativo che va avanti da cinque anni. Lo rivela l’ultimo rapporto annuale sugli indicatori demografici dell’Istat, secondo cui aumenta il divario tra nascite e decessi: per 100 persone decedute arrivano soltanto 67 bambini (dieci anni fa erano 96). 

Nel 2019 si è riscontrato il dato più basso mai riscontrato nella storia del Paese per quanto riguarda le nascite: solo 435mila. Per contro, il numero dei decessi647mila, pur di poco inferiore al record riscontrato nel 2017 (649 mila), “rispecchia in pieno le tendenze da tempo evidenziate”. Il ricambio naturale della popolazione in Italia dunque appare “sempre più compromesso”: nello scorso anno si registra un saldo naturale pari a -212 mila unità.  Si tratta “del più basso livello mai espresso dal Paese dal 1918”

Positivi, ma in rallentamento, i flussi migratori netti con l’estero: il saldo è di +143mila, 32mila in meno rispetto al 2018, frutto di 307mila iscrizioni e 164mila cancellazioni. Dai dati dell’Istituto di statistica emerge anche che Il numero medio di figli per donna è di 1,29, mentre è di 32,1 anni l’età media al parto. Cresce poi La speranza di vita alla nascita per le donne è di 85,3 anni, mentre è di 81 anni per gli uomini. Si registra poi un ulteriore rialzo dell’età media: 45,7 anni al 1° gennaio 2020.

Calo della popolazione al Sud

Il calo della popolazione si concentra prevalentemente nel Mezzogiorno (-6,3 per mille) e in misura inferiore nel Centro (-2,2 per mille). Al contrario prosegue il processo di crescita della popolazione nel Nord (+1,4 per mille). Lo sviluppo demografico più importante si è registrato nelle Province autonome di Bolzano e Trento, rispettivamente con tassi di variazione pari a +5 e +3,6 per mille. Rilevante anche l’incremento di popolazione osservato in Lombardia (+3,4 per mille) ed Emilia-Romagna (+2,8). La Toscana, pur con un tasso di variazione negativo (-0,5 per mille) e’ la regione del Centro che contiene maggiormente la flessione demografica e comunque l’ultima a porsi sopra il livello di variazione medio nazionale. 
Totalmente contrapposte le condizioni di sviluppo demografico nelle quali versano le singole regioni del Mezzogiorno, la migliore delle quali – la Sardegna – viaggia nel 2019 a ritmi di variazione della popolazione pari al -5,3 per mille. Particolarmente critica, invece, la dinamica demografica di Molise e Basilicata che nel volgere di un solo anno perdono circa l’1% delle rispettive popolazioni.

Gli stranieri in Italia

Inoltre, sempre al 1° gennaio, gli stranieri residenti in Italia sono 5 milioni 382mila, in crescita di 123 mila unità (+2,3%) rispetto a un anno prima: si tratta dell’8,9% della popolazione complessiva (a fronte dell’8,7% di un anno prima). 

Gli italiani all’estero

Sono invece 120mila, 3mila in più rispetto all’anno precedente, i residenti di nazionalità italiana cancellati per l’estero nel 2019.  Il dato risulta in evidente calo se confrontato con quello del biennio precedente (in media oltre 180mila unità aggiuntive annue) e persino al di sotto della media degli ultimi cinque anni (+156mila). Dal lato delle iscrizioni si assiste a una sostanziale riduzione del volume complessivo se confrontato con quello del biennio precedente, con 25mila ingressi in meno rispetto al 2018 e 34mila sul 2017. Parallelamente, si assiste a un nuovo rialzo delle cancellazioni per l’estero, il cui volume totale, sfiorando le 164mila unità, raggiunge il livello più alto da che sono disponibili statistiche omogenee sul fenomeno (1981).
La regione con la più vivace dinamica per migrazioni internazionali è l’Emilia-Romagna (3,8 per mille), che precede Toscana (3,7) e Lombardia (3,5), mentre appaiate per livelli minimi risultano Sicilia e Sardegna (0,6 per mille).




Coronavirus, come si prende. Dove resiste e cosa lo uccide

Cosa sappiamo del Coronavirus 2019-nCoV? Lo scenario cambia di giorno in giorno, punti fermi e presunti dogmi vengono messi in discussione da ricerche più o meno credibili che spuntano qua e là in giro per il mondo. L’incubazione è un rebus, incognite aleggiano anche sulla trasmissione dell’infezione. Dove resiste il virus? Come avviene il contagio? Domande a cui abbiamo cercato di dare risposta, per fare chiarezza. Ecco una fotografia della conoscenza a oggi, nel tentativo di sciogliere alcuni dubbi che il flusso incontrollato di informazioni potrebbe far insorgere. 

Quanto dura l’incubazione?

I sintomi del nuovo coronavirus possono comparire da due a 14 giorni dopo il contagio. Il tempo medio di incubazione è di 5,2 giorni – spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università d Milano –. La trasmissibilità della malattia è legata al contatto ravvicinato con persone affette dal nuovo virus al di sotto di una distanza di un metro. Presumibilmente nella fase finale dei 14 giorni si ha un’efficacia minore dell’aggressività del virus, visto che la manifestazione cresce nel tempo, poi comincia a decrescere. Anche nella fase finale, però, si è contagiosi. Gli studi che prendiamo in esame si basano su coronavirus simili e sui pazienti che hanno ricevuto terapie in questi giorni. C’è, però, uno studio condotto da 37 specialisti, tra cui Zhong Nanshan, che è alla guida del team di medici nominati dalla Commissione Sanitaria Nazionale della Cina per occuparsi del nuovo coronavirus, che spiega come l’incubazione possa arrivare fino a 24 giorni. Dopo aver analizzato i dati provenienti da 1.099 pazienti con coronavirus gli studiosi hanno confermato che il periodo di incubazione potrebbe essere molto più lungo di quello considerati.

Dove resiste di più?

Il virus resiste su superfici come metallo, vetro o plastica fino a 9 giorni (4 volte più a lungo dell’influenza) se ci sono le condizioni favorevoli, ma la carica virale segue un decrescendo poco dopo l’emissione. I materiali organici (grasso, sporcizia, umidità) fanno da protettore del virus e lo mantengono in vita più a lungo. Lo stesso studio spiega come il coronavirus si possa facilmente eliminare coi disinfettanti. Lavarsi le mani è il consiglio migliore, così come pulire con alcol o disinfettanti le superfici. La miglior pulizia? Acqua e sapone, poi gel igienico. Un’altra ricerca spiega come il virus possa vivere anche un mese, se le temperature sono giuste (4°).

Come avviene il contagio?

Se una goccia di saliva, di un malato, finisce sulla pelle di una persona sana non succede nulla. La saliva infetta (le goccioline più grosse) deve essere inalata (in grande quantità). Le azioni per essere contagiati: starnuti, normali respiri, mani sporche. Se il soggetto malato non è in fase sintomatica o se il contatto avviene con una persona che non è stata nelle zone più a rischio, non si viene contagiati. Ci sono evidenze, però, che anche un soggetto asintomatico (in Germania) abbia contagiato: con una riduzione della capacità di 100-1.000 volte a persona.

Come si distingue dall’influenza normale?

Non è facile distinguere il nuovo coronavirus dalla normale influenza, perché i virus si assomigliano molto. Il 15% dei malati ha una forma di polmonite virale primaria e grandi difficoltà respiratorie, che sono sintomi importanti. Questo perché i polmoni sono pieni di virus e gli alveoli non scambiano l’ossigeno. L’83%, invece, ha alcuni tra questi sintomi: febbre, tosse, respiro corto, disturbi gastrointestinali, diarrea, insufficienza renale. Se non ci sono questi segnali è molto più difficile contagiare gli altri: casi nel mondo ce ne sono stati, ma riuscendo a individuare subito i pazienti e i casi secondari si crea un efficace muro di prevenzione.

Qual è il tasso di mortalità?

Il tasso di mortalità del nuovo coronavirus sarebbe sovrastimato, perché si fa riferimento ai casi confermati che non sono quelli reali. Molti pazienti, nella fase iniziale, sono sicuramente sfuggiti al monitoraggio. Dai dati si può dire che si arriva al 2%, tasso più alto dell’influenza stagionale ma molto più basso rispetto alla Sars (9,5%) e alla Mers (30%). Nella platea della popolazione le persone più a rischio sono gli ultra 15enni. Pochissimi bambini per ora sono stati colpiti per le difese immunitarie più reattive e per la minore esposizione alle zone focolaio. Nei casi di complicazioni più pesanti (anziani o persone già debilitate) si passa alla terapia intensiva, ma si parla del 15% dei casi. La mortalità cresce rispetto all’influenza normale perché il virus stagionale cambia ogni anno ma non troppo, e le persone che l’hanno avuto sono preparate. Riguardo al coronavirus, invece, siamo vergini tutti. La potenzialità che spaventa è che tutta la popolazione mondiale è suscettibile. Basti pensare che per quanto riguarda l’influenza il virus si sviluppa al massimo su 8 milioni di persone ogni anno. Potenzialmente il nuovo coronavirus può fare disastri.