Catanzaro, creolina gettata in una scuola: si cercano i vandali che hanno agito per due giorni

Lo sversamento è stato effettuato nella notte ad opera di ignoti

 

 

Ancora non è chiaro se si tratti di un atto di vandalismo o di qualcosa di più serio, quello che è accaduto in una scuola di Catanzaro. Sversamento di una sostanza chimica, assimilabile alla creolina, durante la notte scorsa nei locali del primo piano dell’istituto tecnico Maresca Ferraris Petrucci. E’ il secondo giorno consecutivo che l’istituto viene preso di mira con l’utilizzo di queste sostanze. Nell’edificio, stamani, non c’erano studenti. Venuti a conoscenza della situazione sono rimasti nel piazzale esterno.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed unità del nucleo Nbcr che hanno ha effettuato rilievi di tipo strumentale e prelevato alcuni campioni della sostanza poi consegnati ai laboratori dell’Arpacal per le ulteriori analisi di competenza. Dalle misurazioni strumentali effettuate è risultata una concentrazione di vapori in aria tale da dover interdire l’accesso a tutta la zona dell’Istituto in attesa della bonifica da parte degli enti preposti. La sostanza utilizzata, di colore scuro, densa e dall’odore forte è paragonabile alla Creolina, ovvero un disinfettante impiegato in vari campi, da quello medico a quello zootecnico, civile e veterinario.




Accoltellato un giovane polacco durante una rapina nel cuore della movida catanese: ferito ad un polmone

Convocato dal prefetto Claudio Sammartino un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica 

 

 

Intorno alle 03:00 di ieri notte, nel cuore della movida catanese, un giovane polacco è stato accoltellato da due uomini che hanno tentato di rapinarlo.  Il ragazzo, 28 anni, è stato colpito con un fendente a un polmone in piazza Teatro Massimo, una delle zone maggiormente frequentate dai giovani della notte. Il motivo del gesto sarebbe stato il rifiuto del ragazzo di consegnare il cellulare ai due malviventi stranieri. La vittima è adesso ricoverata, in prognosi riservata, all’ospedale Garibaldi centro, ma non sarebbe in pericolo di vita. LE indagini ora sono in mano alla Squadra Mobile di Catania. Il prefetto Claudio Sammartino ha convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, a Palazzo Minoriti, come momento di riflessione sulla sicurezza a Catania, e in particolare nelle zone centro e della ‘Movida’.




Russia, 15enne investita da un treno merci a Orsk mentre si scattava un selfie sui binari

L’autista ha disperatamente tirato il freno di emergenza, ma non c’è stato nulla da fare

 

 

 

Il nuovo gioco degli adolescenti e dei giovanissimi è quello di rischiare e sfidare la vita o la morte, senza un motivo apparente. E’ quanto accaduto in Russia dove una ragazza di 15 anni è stata investita da un treno merci a Orsk, mentre si scattava un selfie sui binari. L’autista del treno ha disperatamente tirato il freno di emergenza, ma non c’è stato nulla da fare e Karina Baymukhambetova è stata presa in pieno. Un ragazzo, suo parente, che era con lei è riuscito, qualche istante prima, a saltare. Si dice che l’abbia avvertita del pericolo ma, secondo quanto riferito dalla polizia, Karina gli avrebbe detto: «Non aver paura di nulla nella vita».  «Ho tirato i freni di emergenza del treno, ma non sono riuscito a fermare il treno in tempo per evitare la tragedia – ha raccontato l’autista sotto choc – Il ragazzo che era con lei è riuscito a saltare via ma la ragazza non è stata così fortunata ed è stata colpita dal treno che le ha tagliato il corpo in mille pezzi».

Denis Khnykin, ispettore di collegamento giovanile della polizia dei trasporti, ha detto ai genitori: «Vi chiedo di prestare nuovamente la vostra attenzione e di avvertire i vostri figli ricordandogli che le ferrovie sono pericolose, non si scherza e non si gioca, non si possono fare selfie in luoghi pericolosi. I bambini e gli adolescenti stanno ignorando i segnali di pericolo piazzati sui binari della ferrovia». Negli ultimi mesi due giovani di 14 anni hanno preso scosse elettriche in due incidenti dopo aver oltrepassato i binari. Elena Zaporozhskaya, responsabile della politica sociale di Orsk, ha sottolineato: «I ragazzi devono essere in grado di dire “no” quando qualcosa è rischioso per la loro vita e salute. È una cosa difficile da imparare ma necessaria. In secondo luogo, voglio che i genitori sappiano dove sono i loro figli e con chi passano il tempo. Le persone devono proteggere la vita e la salute dei propri figli». Il caso ha fatto discutere, l’intera comunità russa è sotto choc per l’accaduto.




Accordo tra Ministero dell’Istruzione e Arma dei Carabinieri per instillare nei giovani la cultura della legalità

Lo rende noto la stessa Arma dei Carabinieri attraverso i propri canali social

 

 

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, hanno siglato un Protocollo d’intesa, per instillare nei giovani la cultura della legalità, oltre che la conoscenza e il rispetto delle regole. Lo rende noto la stessa Arma dei Carabinieri attraverso i propri canali social. L’importante protocollo, il primo sottoscritto tra le due Amministrazioni, è stato siglato alla presenza di 35 studenti del Liceo Scientifico Manfredi Azzarita di Roma.

L’accordo è stato incoraggiato per educare gli studenti all’esercizio della democrazia, nei limiti e nel rispetto dei diritti inviolabili, dei doveri inderogabili e delle regole comuni condivise, quali membri della società civile, promuovendo al tempo stesso negli alunni la consapevolezza dei valori fondanti e dei princìpi ispiratori della Costituzione italiana per l’esercizio di una cittadinanza attiva a tutti i livelli del sistema sociale. In particolare saranno toccati i temi dell’educazione alla legalità ambientale, del bullismo e cyberbullismo, degli “interessi diffusi” della collettività,  della sicurezza stradale, delle sostanze stupefacenti, della violenza di genere, dei diritti umani e delle funzioni di polizia, della cooperazione internazionale, della tutela del patrimonio culturale, oltre ad altri argomenti riguardanti la legalità.

Nel concreto l’Arma dei Carabinieri attuerà conferenze sulla legalità, concorsi letterari e artistici, produzione di cortometraggi su tematiche attinenti alla legalità, oltre che visite ai Comandi territoriali o ai Reparti Specializzati dell’Arma e giornate didattico-culturali presso le riserve naturali del comparto forestale. Tutte le attività saranno sovrintese da un Comitato Tecnico-Scientifico paritetico, coordinato dal Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR, che ne approverà il piano annuale.




Yaba: la “nuova” droga che seduce i giovani

 

Il basso costo di una pasticca di Yaba (quattro euro circa) ha favorito la notevole diffusione in Italia, negli ultimi mesi, di questa droga devastante. Gli ingenti sequestri del 2018 (tra cui le 80 pasticche a Roma e le 800 a Marghera) lasciano intendere come questa droga (chiamata “di Hitler”) non sia più legata all’impiego durante la seconda guerra mondiale ma che conosca, purtroppo, una inquietante “seconda giovinezza”. Si tratta, quindi, di un dato storico che non ha insegnato molto alle nuove generazioni e rimane fine a se stesso, contro un ritorno dirompente, di una realtà viva, attuale, con recrudescenza.

I controlli e i sequestri effettuati in Italia, in particolare nella Capitale, inducono a datare, intorno alla metà dell’anno 2017, l’inizio di una forte presenza della Yaba nel territorio italiano, frutto più che altro di provenienza estera anziché di lavorazione nello stesso Belpaese. Da quel momento, la diffusione, il consumo e i sequestri sono in continuo aumento, tanto da esser considerata lo stupefacente preferito da giovani e giovanissimi.

La metanfetamina è il principio attivo di questa sostanza che si presenta sotto forma di pasticche rosse (a volte anche arancioni e verdi), dal sapore dolce e piacevole ma possiede una potenzialità devastante sulla psiche e sul cervello di chi la usa, inducendo persino a gesti estremi (è detta, infatti, anche “droga della pazzia”). Provoca un effetto di provvisoria euforia, favorendo l’incremento di dopamina ma lascia un fortissimo senso di astinenza durante il quale, se il consumatore non interviene a soddisfarne le esigenze, è soggetto a depressione, ansia, aggressività e irascibilità, sino al suicidio.

Il Bangladesh è uno dei Paesi più convolti nella produzione e nel commercio della Yaba, tanto che il governo, lo scorso mese di febbraio, dopo i 53 milioni di pasticche sequestrate, ha deciso di adottare contromisure molto severe, con arresti e repressioni, fino a eliminare molti degli stessi trafficanti. La Yaba, chiamata anche “droga dei kamikaze”, è molto conosciuta in Thailandia (a volte con il nome di Shaboo).

La diffusione della metanfetamina raggiunse il culmine nella Germania del Terzo Reich; il suo consumo divenne capillare, investì tanto la popolazione quanto i soldati al fronte e lo stesso Hitler. Per alcuni studiosi, quasi tutti i massimi gerarchi nazisti facevano largo uso di questa anfetamina e, l’ostinazione al mito di una veloce conclusione dei conflitti (la cosiddetta “guerra lampo”), sarebbe dovuta proprio all’effetto dirompente scatenato dalla Yaba. Il Pervitin, metanfetamina diffusissima in Germania, era diventata quasi “la droga del popolo” ed era vista con più benevolenza rispetto a cocaina e marijuana (poiché queste erano di provenienza straniera).

Il consumo delle droghe, tuttavia, nelle guerre è stato sempre presente. Sin dall’antichità, sono stati usati, funghi, oppio, coca e morfina, sia per esaltare l’entusiasmo delle truppe sia per lenire il dolore delle ferite occorse. Un altro aspetto legato alle droghe è quello di innestare, nel soldato consumatore, una sensazione divina e ultraterrena (in grado, quindi, di giustificare ancor più la motivazione sacra del conflitto intrapreso, di giustificarlo e di sentirsi delle semidivinità al servizio del genere umano). La storia delle guerre, quindi, sembra non poter prescindere da una parallela analisi sulle droghe utilizzate.

Tra le nuove armi più distruttive, progettate da ingegneri militari impegnati in tal senso, occorre considerare anche la strategia sulla droga da scegliere per le truppe, sia per il dosaggio sia per la riduzione degli effetti collaterali e delle pazzie incontrollabili (in questo rientra il mai del tutto compreso “fuoco amico”).

E’ importante ricordare come i giovani, poco attratti dai ricorsi storici (e indifferenti a comprendere le conseguenze già sperimentate), siano attratti da due ulteriori elementi propri della Yaba: uno è quello di poter resistere per molte ore al sonno, dando la possibilità di divertirsi senza freno, fino all’agognata dimostrazione (specie da parte dei maschi), certificata, di apparire come una sorta di supereroe agli occhi dei coetanei così colpiti da tanta potenza. Altro elemento è quello nell’effetto di diminuire quasi del tutto il senso della fame, per diverso tempo, al punto di scatenare pericolose suggestioni, soprattutto in ambito femminile, come medicinale portentoso per dimagrire senza sforzo.

Alla luce degli ingenti sequestri non è partito un adeguato “allarme droga” nella comunicazione, nell’informazione e nella società; non si approfondiscono del tutto, infatti, la storia, la natura e la portata del prodotto, i suoi effetti e la sua agevole disponibilità.




Cles, rissa tra studenti con mazza da baseball e punteruolo: denunciati i due ragazzi trentini

17enni regolano i conti in sospeso durante la ricreazione

 

 

C’era una volta il west è niente in confronto a quello che è accaduto a Cles, in Trentino, nei pressi di una scuola superiore. Due ragazzi, in lite da diverso tempo, si sono affrontati armati di mazza da baseball e punteruolo. La ‘sfida’ era stata lanciata da uno dei due sui social network ed è avvenuta durante la ricreazione pomeridiana. I due studenti, entrambe 17 anni, frequentano due scuole differenti e si sono scontrati nei pressi della scuola. Tutti i compagni stavano a guardare, mentre i due avversari si sono appartati nei per affrontarsi impugnando, rispettivamente, una mazza da baseball e un punteruolo. Nella tenzone l’ha spuntata il primo, il quale è riuscito a piazzare sul corpo del contendente alcuni colpi, bastonate che hanno finito per fratturargli il gomito. Il ragazzo ferito ne avrà per almeno trenta giorni di prognosi.

Le forze dell’ordine sono intervenute dopo la segnalazione di alcuni alunni. In ogni caso erano già accorsi i professori per limitare i danni. Arrivati sul posto, i militari hanno trovato soltanto il ragazzo ferito, mentre l’altro si era allontanato per poi essere rintracciato in seguito. I Carabinieri, dopo aver ricostruito la vicenda, hanno denunciato i 17enni. Uno di loro dovrà quindi rispondere di lesione personale aggravata e di minaccia e porto abusivo di arma od oggetto atto ad offendere. I militari hanno rinvenuto e sequestrato il punteruolo e la mazza da baseball che, per la violenza dei colpi, si era spaccata in due parti.




Roma, evita truffa dello specchietto e viene picchiato: denunciati malviventi grazie al numero di targa

Il giovane aggredito è riuscito a memorizzare la targa dei ladri e li ha incastrati

 

 

Non solo ha evitato di cadere nella truffa dello specchietto, ma dopo essere stato picchiato dai ladri, ha avuto anche la prontezza di prendere il numero di targa per incastrarli. Il protagonista è un giovane 20enne di Pomezia, che sabato sera decide di andare al cinema con la sorella appena maggiorenne al Warner Village di Roma. I due stanno aspettando che un’auto esca dal parcheggio per poter lasciare la vettura, quando si affianca loro una macchina con a bordo due uomini e una donna. I tre loschi individui iniziano ad insultare il ragazzo e gli fanno cenno di scendere dall’auto, ma il ragazzo prontamente rifiuta. Allora i malviventi lo accusano di aver urtato e rotto lo specchietto della loro auto, ma il 20enne non ci casca e minaccia di chiamare i Carabinieri. La reazione dei furfanti è eccessiva, afferrano il ragazzo trascinandolo fuori dall’abitacolo e iniziano a picchiarlo. Dopo aver sferrato calci e pugni al povero malcapitato, i tre risalgono in auto e fuggono.

Nonostante sia traumatizzato e ferito, il giovane riesce a prendere il numero di targa dei tre aggressori. Il 20enne e la sorella corrono subito a Pomezia e si recano al pronto soccorso della Sant’Anna, dove al ragazzo vengono medicate le escoriazioni e le contusioni. Il giorno dopo la vittima va a sporgere denuncia dai Carabinieri e porta con se il numero di targa dei tre malviventi. In un batter d’occhio gli aggressori vengono identificati: si tratta di tre cugini alla lontana, due romani e uno della provincia di Salerno, con precedenti. I militari mostrano le foto al 20enne e lui subito li riconosce, così sono scattate le denunce a piede libero per i malviventi. L’indagine però non si ferma perché gli investigatori stanno verificando se i tre hanno messo a segno altre truffe simili.




Acilia, sgominata la baby gang di furti e rapine a Roma Sud: il capo era una romena 17enne detta la “perfida”

I quattro minorenni sono stati accusati di estorsione, furto, rapine e pestaggi

 

 

Estorsioni, furti, rapine e pestaggi, i reati di cui dovranno rispondere, a vario titolo, 4 minorenni appartenenti ad una baby gang che terrorizzava Roma Sud. Il commissariato di Ostia ha sgominato la banda colpevole di circa 40 episodi di violenza in 5 mesi. Il capo della banda era una 17enne, di origine romene, detta “la perfida”. L’unica ragazza del gruppo, dialetto romano marcato, parolacce sempre in bocca, ecco la descrizione del boss della baby gang. La giovane non si è lasciata intimidire neanche dai poliziotti che l’hanno portata in Commissariato per esser poi trasferita nel carcere minorile di Casal del Marmo.

In base alle ricostruzioni delle forze dell’ordine i minorenni agivano principalmente nella zona della stazione metro di Acilia con furti, rapine e aggressioni. Tra le vittime anche un bambino delle scuole medie a cui hanno gettato i libri sui binari non avendo trovando nulla da trafugare nello zaino. La baby gang non esitava ad aggredire anche per pochi spicci o beni di scarso valore. Addirtittura un 60enne, intervenuto per scongiurare la rapina a una ragazza, ha pagato la buona azione finendo in ospedale con la testa rotta.

Gli arrestati sono quattro minorenni, a cui si aggiungono 8 denunciati, tra cui ragazzi italiani che si sarebbero uniti sporadicamente. Gli arrestati sono tre romeni e un egiziano, considerati il nucleo della banda che era diventata l’incubo del quartiere di Acilia.




Monterotondo, 23enne scomparso da sabato scorso. I genitori: “Aiutateci a trovare Valerio”

Era uscito di casa sabato pomeriggio ma non è più tornato

 

 

Nessuno ha notizia di Valerio Proietti, 23 anni, da sabato 2 marzo scorso. Il ragazzo, che vive a Monterotondo vicino Roma, era uscito di casa nel pomeriggio e non vi ha più fatto ritorno. La famiglia ne ha denunciato la scomparsa ai Carabinieri nella prima serata di ieri e ora lancia un appello. Secondo le testimonianze dei congiunti Valerio, alto 1,75, al momento della scomparsa indossava un giacchetto blu con polsini e colletto marrone, una tuta blu e scarpe da ginnastica bianche. Il telefono del giovane è risultato irraggiungibile da sabato alle 18:00. La sorella, come portavoce della famiglia, ha lanciato un appello su Facebook: «Se qualcuno dovesse vedere mio fratello, contattateci. Vi preghiamo anche di condividere questo post». Moltissimi utenti, residenti nella Capitale e a Monterotondo, hanno ricondiviso il post. Non è chiaro se il 23enne avesse o meno ragioni per allontanarsi di casa.




Roma, 14enne maneggia bottiglia di alcol per gioco e si da fuoco nell’appartamento dei nonni: grave

 Il giovane è rimasto gravemente ustionato ed è ricoverato in codice rosso al Gemelli

 

 

Un ragazzo stava armeggiando per gioco o per noia, in casa dei nonni a Roma, con una bottiglia piena di alcol e si è dato fuoco. Il 14enne ora si trova in gravi condizioni presso l’ospedale Agostino Gemelli. Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente ma sembrerebbe che la fiamma sia divampata e l’abbia investito completamente, provocando gravi ustioni. La Polizia sta indagando sull’accaduto in zona Prati per ricostruire i fatti passo per passo. Il giovane è stato immediatamente soccorso dal personale medico, successivamente è stato trasportato al Sant’Eugenio e poi trasferito al Gemelli, dove è tuttora ricoverato con ustioni sull’87% del corpo.