Usa: 3 morti per alluvioni nel Midwest

 

E’ di tre morti, due dispersi e migliaia di persone evacuate dalle loro abitazioni. E’ questo il bilancio dell’ondata di maltempo che ha colpito negli ultimi giorni alcuni stati del Midwest americano. Secondo quanto riportato dalla Bbc online, nella zona si sono registrate alluvioni record ed improvvise esondazioni di fiumi a causa delle forti piogge e dello scioglimento del manto nevoso in Iowa e in Nebraska, mentre la scorsa settimana erano stati colpiti il Wiconsin, il Minnesota e il sud Dakota.

Venerdì scorso è morto il 52enne Aleido Rojas Galan, trascinato dalle acque mentre si trovava nella sua auto nel sud ovest dell’Iowa. Nello stato del Nebraska, il 50enne James Wilkie è stato ucciso mentre stava aiutando alcuni automobilisti su un ponte che è crollato. Domenica, inoltre, la polizia ha confermato la morte di una 80enn, Betty Hamernik, che è stata travolta dalle acque. La situazione, secondo il servizio meteo nazionale, non dovrebbe registrare miglioramenti fino alla settimana prossima.




Immigrazione clandestina: L’Italia dona fuoristrada alla guardia nazionale tunisina

 

 Si è svolta la scorsa settimana a Tunisi la cerimonia di consegna di 50 fuoristrada 4×4 donati dal Ministero dell’Interno alla Guardia Nazionale tunisina e destinati a essere impiegati nelle operazioni di contrasto ai flussi migratori irregolari. A renderlo noto è l’Ambasciata italiana a Tunisi sottolineando che la donazione dei 50 fuoristrada, resa possibile grazie al finanziamento a valere sul Fondo Africa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si inserisce nel quadro della proficua collaborazione operativa e di sicurezza tra i Governi di Italia e Tunisia.
Presenti alla cerimonia, per la parte italiana, l’ambasciatore d’Italia Lorenzo Fanara e il Prefetto Massimo Bontempi, Direttore Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale; per la parte tunisina, il neo Direttore Generale della Garde Nationale, Mohamed Ali Ben Khaled.
La cerimonia – conclude l’Ambasciata – ha consentito di “reiterare il pieno sostegno italiano alla sicurezza e stabilità della Tunisia, anche attraverso un contributo concreto alle attività di controllo delle frontiere svolte dalla Guardia Nazionale”




Quattro persone accoltellate in una scuola di Oslo

 

aura in una scuola di Oslo, in Norvegia, dove un insegnante e tre membri dello staff sono stati accoltellati da una persona. E’ quanto ha riferito la polizia norvegese, comunicando che l’aggressore è stato arrestato. Al momento non è chiaro cosa abbia spinto l’aggressore a compiere il folle gesto, per questo la polizia sta indagando sul movente.




Strage di Christchurch, Alberto Negri parla di “internazionale del suprematismo bianco”

Il giornalista esperto in Medio Oriente e analista geopolitico Alberto Negri parla della strage di Christchurch, in Nuova Zelanda.

La Nuova Zelanda è terra di accoglienza, integrazione, dialogo. Il cuore di questo paese esempio di ospitalità è stato colpito quando quarantanove persone sono morte a Christchurch per un attentatore che in diretta streaming voleva fare una strage di fedeli che si recavano alla moschea. La premier Jacinda Ardern ricorda che la Nuova Zelanda è un paese “rappresentante della diversità, della compassione, della gentilezza”, e per questo un gesto tanto efferato quanto gratuito e insensato risulta ancora più difficile da accettare e comprendere.

Cosa può spingere un uomo ad accanirsi così violentemente contro degli innocenti? Quale folle ideologia, oggi, può spingere a tanta brutalità? E perché la necessità di trasmettere tutto in diretta Facebook? Il giornalista esperto in Medio Oriente e analista geopolitico Alberto Negri ha provato a dare la sua risposta a queste domande al giornale online In Terris. “C’è un fenomeno, quello del suprematismo bianco, che è stato largamente sottovalutato negli ultimi anni”, esordisce Negri. “Nel 2017, secondo i dati americani, il 60-70% degli omicidi di stampo politico, ideologico o religioso, sono stati messi in atto da suprematisti bianchi o da gruppi di estrema destra, neonazisti. E sono largamente superiori a quelli commessi dagli estremisti islamici. Da qui la sottovalutazione del fenomeno”. Il fenomeno del suprematismo bianco e dell’estremismo di destra, aggiunge Negri, resta marginale nella società, ma ciononostante è “molto esteso dal punto di vista globale”.

Ciò che contraddistingue i suprematisti bianchi è la convinzione che “che il radicalismo islamico e l’immigrazione siano da combattere anche con la violenza”. Si tratta quindi di un fenomeno prodotto nel nostro secolo, da una società che ha paura di chi porta il velo o professa religioni diverse dalla nostra. “L’attentatore di Christchurch, ad esempio, ha un documento che non solo inneggia a Trump (anche se lo critica da altre parti) ma che in qualche modo fa riferimenti a fatti ed eventi, recenti o del passato, che si rifanno a correnti islamofobe. Quindi ci troviamo di fronte ad attentatori singoli ma che, attraverso la rete, hanno dei contatti di tipo globale”. “Questa dimensione fa pensare a una sorta di internazionale del suprematismo o di grande e violenta patria bianca che non conosce confine e che prende ispirazione da gesti compiuti anche molto lontano da dove avvengono poi le stragi”.

Il ruolo di internet come strumento veicolante, per il suprematismo così come per il jihadismo

Il suprematismo bianco sembra avere dei tratti in comune con il jihadismo, almeno nell’uso della rete per attirare proseliti e seguaci. “In parte possiamo avvicinare le due cose, proprio perché anche questi gruppi sfruttano molto internet. Questo attentato, peraltro, ha la novità quasi assoluta di essere stato trasmesso in streaming. Internet è un po’ la base su cui corrono e scorrono le idee di questi gruppi”. Per diffondere estremismi e ideologie, internet sembra perfetto. Lancia un messaggio a milioni di persone, è facile mantenere l’anonimato, annulla gli spazi e le distanze e ti mette in contatto con persone che la pensano come te. “Internet amplifica moltissimo la diffusione di documenti che si rifanno a ideologie non solo suprematiste ma anche antisemite, islamofobe e di difesa della razza bianca”. Possono sembrare episodi isolati, negli Stati Uniti, in Europa o in Australia, ma “se andiamo a vedere i dati della loro diffusione globale, ci rendiamo conto che non si tratta solo di fatti locali ma sono una spia di malessere generale, innescato da diversi fattori che si rifà a ideologie razziste, neonaziste e antisemite di cui conosciamo molto bene le origini”.

“Fino a poco tempo fa la Nuova Zelanda sembrava immune dai malesseri che c’erano in altre zone del mondo, anche in Australia. Gli inquirenti dovranno capire, sulla figura di questo Tarrant, perché è accaduto lì. Sarà necessario capire se l’attentatore aveva fin dall’inizio l’intenzione di colpire a Christchurch o se prima aveva progettato di farlo in Australia, o se era già un elemento sotto la lente delle autorità. Il fatto che sia andato in Nuova Zelanda mi fa pensare che potesse essere già sotto osservazione da parte degli inquirenti. Forse potrebbe essere una spiegazione ma qui siamo nel campo delle ipotesi. Ora dovranno dirci le autorità locali chi sono questi personaggi, Tarrant e gli altri arrestati, se sono connessi e in che modo a questa strage. Saranno loro che dovranno arricchirci di dettagli e informazioni utili a ricostruire il quadro”, conclude Alberto Negri.




Sparatoria a Utrecht, arrestato responsabile: ha agito per motivi personali e non per terrorismo. 3 morti e 5 feriti

Assalitore in fuga per quasi otto ore

 

 

Arrestato Gökmen Tanis, 37 anni di origini turche, ritenuto il responsabile della sparatoria avvenuta questa mattina a Utrecht in Olanda. Intanto sale a 3 morti e 5 feriti il bilancio delle vittime di questo atto di follia. Si escluderebbe la pista del terrorismo, per fare spazio a quella dei “motivi personali”. Assalitore in fuga per quasi otto ore di caccia all’uomo, anche con l’uso di elicotteri. L’uomo è stato catturato con un raid e subito la Polizia olandese ha diffuso generalità e foto. I familiari del killer, che si trovano in Turchia, hanno dichiarato che avrebbe agito a causa di una disputa familiare. Ed è questa ipotesi che sembra ormai essere presa in considerazione.

La sparatoria è avvenuta questa mattina, intorno alle 10:45, su un tram in piazza 24 Oktoberplein, nel quartiere di Kanaleneiland. Tanis avrebbe sparato a 8 persone, uccidendone 3 e ferendone altre 5 per poi darsi alla fuga. Le autorità olandesi avevano chiuso per precauzione le moschee, la stazione centrale, e tutti gli edifici del campus universitario. Tutti i tram della città erano stati fermati e gli edifici sensibili sbarrati. L’allerta è poi rientrata una volta accantonata l’ipotesi di terrorismo e dopo la cattura del killer.

Gökmen Tanis, secondo il sito della tv olandese Nos, avrebbe numerosi precedenti. Rapina a Best nel 2012, tentato omicidio a dicembre 2013, avrebbe aperto il fuoco in un appartamento nel quartiere di Kanaleneiland a Utrecht a maggio 2014, minacce ad un agente nel 2014, guida in stato di ebbrezza nello stesso anno, distrutto una vetrina sempre in città a ottobre 2015, danneggiato una stazione di polizia nel 2017, per finire violenza sessuale per la quale due settimane fa sarebbe comparso davanti ai giudici in Tribunale.




Festival Internazionale del Film sull’Arte a Montreal: nutrita presenza italiana

Diversi ritratti di artisti italiani, documentari sul design del nostro paese, sul teatro e sulla cultura

 

 

Giunto alla 37ma edizione, il Festival Internazionale del Film sull’Arte (FIFA) si terrà a Montreal dal 19 al 31 marzo in vari cinema e luoghi della città canadese. Più di 200 film provenienti da 40 paesi differenti sono in programma per l’importante festival, che sarà un tripudio di ricchezza e diversità. “Interamente dedicata al mondo dell’arte sotto tutti i suoi aspetti, dalla pittura all’architettura, dalla musica alla danza, dai rapporti con la scienza a quelli con la storia, la programmazione sarà dedicata, in particolare, alla diversità e all’impegno sociale”. È quanto pubblicato sul “Corriere italiano” diretto a Montreal da Fabrizio Intravaia.

Nutrita presenza italiana alla rassegna artistica con la presentazione di ritratti di artisti, documentari sul design, sul teatro e sulla cultura in generale. Nel dettaglio ecco alcuni suggerimenti:

“Caravaggio: The Soul and Blood”, di Jesus Garcés Lambert, che narra la storia del controverso pittore vissuto a cavallo tra il ‘500 e il ‘600. Il documentario si distingue per la sua intensa trama narrativa, per la qualità delle immagini e per la colonna sonora incalzante.
“Theatron”, di Giulio Boato, dedicato alla prolifica carriera di Romeo Castellucci, regista, autore, scenografo, coreografo, costumista di spettacoli teatrali e di opere, tra i più attivi sulla scena del teatro d’avanguardia degli anni ’90.
“Hitler vs Picasso and the Others”, di Claudio Poli. Il regista mette in rilievo alcuni quadri firmati Picasso, Botticelli e Renoir, e indaga il rapporto tra l’arte e i regimi politici, in particolare quello nazista che glorificava la cosiddetta “arte classica” per “scomunicare” quella che, secondo loro, non rientrava in questi canoni.
“Mario Botta. The Space Beyond”, di Loretta Dalpozzo e Michele Volonte?, dedicato all’architetto svizzero di fama internazionale Mario Botta i cui lavori hanno abbracciato molte tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei ed edifici di culto.
“Cy Dear”, di Andrea Bettinetti, dedicato all’americano Cy Twombly (1928-2011), artista sorprendente alla volta pittore, disegnatore, scultore e fotografo.
“Playing Together”, di Gabriele Giuliani e Federico Giuseppini, un documentario attraverso il quale lo spettatore scopre il lavoro di Giovanni Allevi, famoso pianista italiano, intento a lavorare con l’Orchestra Sinfonica Italiana su
“Together”, un brano del suo ultimo album intitolato “Equilibrium”.
“Plakat – The Birth of Modern Advertising”, di Adolfo Conti, un documentario storico sulla nascita e l’evoluzione della pubblicità moderna attraverso la carriera di tre pionieri della creazione di poster pubblicitari quali Lucian Bernhard, Ludwing Hohlwein e Julius Klinger.
“Santa Inocencia”, di Meritxell Campos Olive. Sullo sfondo di un paesino italiano otto personaggi ragionano le nevrosi e le paure della vita quotidiana, le sue proiezioni costanti nel passato o nel futuro e la sua incapacità a vivere l’esperienza del presente.
“Distance-short stories about food”, cortometraggio diretto dal regista Luigi Capasso. L’opera esplora il senso di lontananza attraverso la tradizione culinaria italiana. Un affetto, una passione, un rapporto, raccontati attraverso la sacralità dell’atto del cucinare.

Per i biglietti, gli orari e le sale di proiezione consultare il sito: https://www.artfifa.com/fr.

 

 




Olanda, sparatoria a bordo di un tram a Utrecht. Almeno un morto e diversi feriti

La polizia olandese non esclude movente “terroristico”. Killer in fuga

 

 

Un morto e diversi feriti è il bilancio provvisorio della sparatoria avvenuta intorno alle 10:45 di questa mattina, ora locale, a Utrecht in Olanda. Un uomo ha sparato sui passeggeri di un tram, in piazza 24 ottobre, zona periferica della città prevalentemente residenziale. La Polizia olandese non esclude che possa esserci un movente terroristico e che gli assalitori fossero più di uno. “L’indagine sulla sparatoria a 24 Oktoberplein a Utrecht è in corso. In questo ambito prendiamo in considerazione anche un eventuale movente terroristico”, ha fatto sapere la Polizia su Twitter.

I testimoni raccontano diverse versioni ai media locali. Un testimone ha detto di aver sentito diversi colpi di arma da fuoco e di aver visto una donna a terra. Quando alcune persone si sono avvicinate per soccorrerla, sempre secondo il racconto del testimone, si sono uditi altri colpi e i presunti soccorritori si sono subito allontanati dalla donna. I media locali invece hanno pubblicato una foto in cui si vede, a terra sui binari tra le due carrozze del tram, un corpo coperto da un lenzuolo bianco e circondato da poliziotti.

Nel frattempo il premier olandese, Mark Rutte, ha convocato d’urgenza una riunione del governo esprimendo “profonda preoccupazione” per la vicenda. Il livello di allerta terrorismo è stato alzato in tutta la provincia di Utrecht e le scuole sono state chiuse.  La polizia del Royal Marechaussee ha diramato l’allerta anche negli aeroporti e in altri edifici sensibili del Paese.

E’ aperta la caccia al killer o ai killer come ha spiegato il sindaco di Utrecht, Jan Van Zanen: “Sono in stretto contatto con la Polizia e il procuratore e posso confermare che è in corso una caccia alla persona o alle persone responsabili. Adesso la cosa più importante è occuparsi delle persone ferite e indagare sulle cause dell’incidente, Non possiamo escludere nulla, neanche l’attacco terroristico.”

 




Nuova Zelanda, il premier: “Stretta su armi entro 10 giorni”. Tarrant rinuncia al legale

 

Brenton Tarrant, il ventottenne cittadino australiano arrestato per le stragi nelle due moschee in Nuova Zelanda, ha licenziato il suo avvocato e intende difendersi da solo davanti ai giudici. Lo riferisce il New Zealand Herald, sottolineando che ciò suscita il timore che Tarrant possa cercare di trasformare il processo in uno strumento per la propaganda suprematista.

Richard Peters, l’avvocato d’ufficio che ha difeso Tarrant nella sua prima apparizione davanti ai giudici sabato, ha detto di aver saputo dal suo assistito gli ha detto di volere difendersi da solo d’ora in poi. Peters ha aggiunto che Tarrant gli è parso lucido e non mentalmente instabile, sebbene abbia convinzioni estremiste.

Il primo ministro della Nuova Zelanda Jacinda Ardern ha annunciato che entro 10 giorni sarà annunciata la riforme della legge sulla vendita delle armi. La premier ha anche annunciato un’inchiesta sui servizi di intelligence. Il suprematista bianco australiano autore della strage di Christchurch costata la vita a 50 persone non era infatti mai stato schedato Il timore è che gli 007 fossero eccessivamente concentrati sulla comunità musulmana nel rilevare e prevenire rischi per la sicurezza.




Naufragio al largo del Marocco, 45 morti

 

Una nuova tragedia nelle acque del Mediterraneo, dove un’imbarcazione proveniente dal Marocco è naufragata mentre cercava di raggiungere la Spagna. Secondo quanto riferito dall’attivista spagnola Helena Maleno, appartenente a una ong di Tangeri, sono stati almeno 21 i migranti soccorsi ma il conto delle vittime è molto elevato: sarebbero infatti 45 le persone perite nel naufragio ma, al momento, la Marina marocchina non ha confermato il bilancio. Secondo la stessa fonte, tutte le persone imbarcate provenivano dall’Africa sub-sahariana: i superstiti sono saliti a bordo della nave della Marina militare nei pressi di Nador, molti dei quali in gravi condizioni.



Crolla ponte: 5 morti e 36 feriti

 

E’ di almeno cinque morti e 36 feriti il bilancio delle vittime del crollo del pontepedonale avvenuto la scorsa notte a Mumbai, in India. Ufficialmente chiamata Bombay fino al 1995, è la capitale dello stato indiano centro-occidentale del Maharashtra. Con una popolazione stimata di 12.478.447 di abitanti, èla megalopoli più popolosa dell’India, e la prima città per densità di popolazione al mondo, con oltre 31.200 abitanti per chilometro quadrato .

Il crollo, improvviso, ha interessato il distaccamento di una lastra del piano di calpestio di una passerella pedonale vicino al terminal della stazione ferroviaria centrale Chhatrapati Shivaji Maharaj. Gli agenti della protezione civile sono ancora al lavoro alla ricerca di altri eventuali vittime: una decina di persone dovrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Il crollo è avvenuto quando erano circa le 20, ora locale, mentre sul ponte stavano passando molte persone di ritorno dal lavoro. Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite. Secondo quanto riferito dal governo locale, il ponte non era in cattive condizioni – come sottolineato da Vinod Tawde, ministro del Maharashtra – ma erano in corso dei lavori minori per riparazioni. Adeguamenti strutturali che però non avevano portato alla chiusura della passerella, crollata sotto il peso dei passanti.