USA: Bernie Sanders contro le frontiere aperte

Il senatore Bernie Sanders ha dichiarato di essere contro la politica delle frontiere aperte, dal momento che si tratta di una proposta di destra.

Bernie Sanders, senatore del Partito Democratico, ha dichiarato di essere contrario alla politica delle frontiere aperte, in quanto si tratta di una politica di destra.

Sanders non ha problemi ha definirsi un socialista e porta una terza alternativa, tra chi vorrebbe innalzare muri e chi vorrebbe un paese senza frontiere.

Come riporta il sito L’Antidiplomatico, il senatore democratico ha dichiarato che: “Penso che ciò di cui abbiamo bisogno sia una riforma totale della legge sull’immigrazione”.

Considerando la situazione attuale: “C’è molta povertà in questo mondo, e arriverebbero persone da tutto il mondo. E non penso che sia qualcosa che possiamo fare in questo momento. Non possiamo farlo”.

Tuttavia, non si può neanche pensare di costruire un muro per non risolverebbe il problema dell’immigrazione. Si tratterebbe di una misura inutilmente costosa.

Nel 2015, Sanders aveva definito l’apertura totale dei confini come “una riforma di destra” perché “Renderebbe più poveri gli americani. sarebbe la fine del concetto di Stato-nazione. Se credi nell’idea di Stato-nazione, ritengo che tu abbia anzitutto il dovere di fare tutto il possibile per aiutare le persone nel tuo Paese. I conservatori, i padroni in questo Paese non sognano altro che una politica di frontiere aperte, per portare dentro gente disposta a lavorare per 2-3 dollari l’ora.

Per loro sarebbe una manna dal cielo. Io la penso in maniera completamente diversa. Io penso dovremmo aumentare i salari. Penso che dovremmo fare tutto il possibile per creare milioni di posti di lavoro per le persone attualmente disoccupate in America.”




Terrore in volo a bordo dell’aereo della squadra di basket dello Zalgiris Kaunas a Madrid

 

L’aereo della squadra di basket dello Zalgiris Kaunas, è stato costretto a rientrare in aeroporto, effettuando un atterraggio di emergenza sabato scorso. Il Boeing 737 della compagnia di voli charter Klasjet stava riportando a casa la formazione lituana da Madrid, dove aveva appena vinto in casa con il Real, conquistando i playoff di Eurolega, quando il velivolo, ha accusato un grave errore nei sistemi di navigazione subito dopo il decollo dall’aeroporto di Madrid Barajas. Dopo 45′ di terrore, il velivolo è stato fatto atterrare con procedura di emergenza presso la Base Militare di Getafe. L’errore è stato evidenziato con il velivolo a circa 1500 metri di altitudine: subito è scattato l’allarme e la procedura in codice rosso. Il Boing 737 aveva già cercato in un paio di occasioni di atterrare a Barajas con l’aiuto dei controllori di volo, ma il temporale che si era scatenato sulla capitale iberica aveva impedito la manovra. Il pilota è stato così obbligato a dirigersi verso la Base Militare di Getafe, dove l’aereo ha toccato il suolo dopo trequarti d’ora. Tanta paura e panico sul volo anche tra le mogli dei giocatori, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Come riporta la stampa spagnola, l’aereo ha subito una falla nei sistemi di informazione, impedendo così al pilota di superare la velocità a cui stava volando.

Aggiornamento  :

allegato la dichiarazione del CEO di Klasjet

In risposta alle affermazioni circolate sui media spagnoli e riprese anche sulla stampa Italiana.

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Un caso bizzarro per gli scienziati: api vivono negli occhi e bevono lacrime.

 

Una giovane donna è andata all’ospedale perché aveva gli occhi gonfi. Si aspettava di essere curata per una semplice infezione. Ma i medici del Fooyin University Hospital di Taiwan hanno fatto una macabra scoperta. Quattro api avevano nidificato nel condotto lacrimale dell’occhio sinistro e si stavano nutrendosi delle lacrime. E’ “la prima volta al mondo” che una cosa del genere è accaduta, hanno commentato i dottori. “Ho visto qualcosa che sembravano insetti”, ha riferito il Dr. Hung Chi-ting. “Così ho lentamente estratto le api, una alla volta, senza ferire i loro corpi”. La paziente, la signora He, ha dichiarato che stava sistemando una tomba di famiglia strappando le erbacce dal terreno quando improvvisamente ha sentito qualcosa nei suoi occhi. Un primo momento ha pensato che fosse terra e si è lavato gli occhi con l’acqua, ma la sera il suo occhio si è gonfiato e ha sentito un dolore acuto e pungente sotto la sua palpebra. La mattina dopo è andata all’ospedale. Secondo il dott. Hung le piccole api sono state attratte dal sale del sudore umano crescendo da tre a undici millimetri. Lo strano caso, merita comunque un approfondimento per comprendere come mai sia accaduto un fatto simile.  




Riserve d’oro: ecco i 5 Paesi con le maggiori al mondo

Il World Gold Council ha pubblicato un rapporto sulle disponibilità d’oro

 

I dati, esposti nel rapporto del ‘World Gold Council’, hanno rivelato che gli Stati Uniti guidano i paesi con le maggiori riserve di oro, seguiti da Germania, Italia, Francia e Russia. L’organizzazione aveva già fatto sapere che la proprietà dell’oro da parte delle autorità monetarie è al suo livello più alto da 50 anni a questa parte. Oltretutto lo scorso anno le banche centrali hanno aggiunto circa 651 tonnellate di oro alle riserve, vale a dire un 74 % in più rispetto al 2017.

La Russia ha quadruplicato il suo volume di lingotti d’oro in 10 anni, toccando il livello più alto dal 2000: quasi il 20% delle riserve internazionali. La Francia invece ha 2.518 tonnellate di metallo prezioso, che rappresentano circa il 60% di tutte le riserve estere del Paese. La Banca centrale tedesca ha attualmente 3.483 tonnellate di oro, ma il paese sta cercato di riportare a Berlino oltre 600 tonnellate di oro conservato dalla Banca di Francia e dalla Federal Reserve Bank degli Stati Uniti. Il primo posto spetta agli Usa, con 8.407 tonnellate. Questa cifra rappresenta il 75% delle sue riserve internazionali. Il nostro paese si piazza al terzo posto, tra Francia e Germania, con 2.534 tonnellate di oro nelle sue casse.




Gli Stati Uniti hanno definito ‘terroristi’ le Guardie Rivoluzionarie iraniane

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la lista nera dei terroristi includerà anche Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane.

L’America considererà Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane come organizzazione terroristica. La decisione di Washington era già stata anticipata nei giorni scorsi, e da subito l’Iran aveva annunciato misure reciproche, e così è stato. “I leader statunitensi, che a loro volta sono i creatori e i sostenitori dei terroristi nella regione [del Medio Oriente], rimpiangeranno questa azione inappropriata e idiota”, si legge una dichiarazione congiunta firmata dalla stragrande maggioranza dei parlamentari iraniani. Alla notizia dell’inclusione delle Guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran nella sua lista nera delle organizzazioni terroristiche, l’Iran ha risposto nella stessa lingua, includendo le forze armate statunitensi nella lista delle organizzazioni terroristiche della Repubblica islamica.

Nello specifico, come riporta Reuters, il Supremo Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran ha bollato come organizzazione terroristica il Comando centrale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (CENTCOM) e le sue forze affiliate nel territorio iraniano. La decisione statunitense, secondo le autorità iraniane, sarebbe “sconsiderata e illegale”, oltre che “una grande minaccia alla stabilità e alla pace regionali e internazionali”. Gli Stati Uniti sono accusati, paradossalmente, di sostenere loro stessi il terrorismo in Iran. Secondo il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, il l’esercito americano presente in una ventina di paesi tra Medio Oriente e Asia, sosterrebbe i gruppi terroristici nelle diverse zone.




Una 61enne partorisce per il figlio gay

 

“Volevo farlo come un dono di una madre a suo figlio”. Così la 61enne del Nebraska Cecile Eledge ha commentato all’Indipendent la nascita di una bambina concepita con la fecondazione artificiale per conto del figlio gay Matthew, sposato con Elliott Dougherty.

Alla nascita della bambina ha contribuito anche la sorella di Dougherty, Lea Yribe, che ha donato i suoi ovuli, mentre Matthew lo sperma di modo tale che il nascituro avesse, poi, il materiale genetico da entrambe le parti della famiglia. ​ Cecile ha, stavolta, ricoperto il ruolo di “madre surrogata” di sua nipote, Uma Louise Dougherty Eledge che ha partotito due settimane fa. Sui social è scaturito un dibattito tra migliaia di utenti che hanno evidenziato la grande solidarietà delle due famiglie che hanno saputo sconfiggere gli stereotipi ma non sono mancati commenti di dissenso sull’opportunità di un tale intervento e le implicazioni etico/morali e scientifiche che esso comporta.




Cina, testato un grande cannone elettromagnetico su nave da guerra

Si tratta di un’arma efficace con la potenza di un cannone combinato e la precisione di un missile guidato

 

“La prima installazione di questo tipo montata su una nave da guerra, qualcosa che non possiede nessun’altro paese, nemmeno gli Stati Uniti”: si tratta di nuovo cannone elettromagnetico cinese. La Cina infatti sta testando un potente e preciso cannone elettromagnetico, montato a bordo di una nave da guerra anfibia in navigazione verso l’Oceano Pacifico.

Il portale di notizie militari cinesi riferisce in merito: “La Haiyangshan è una nave da sbarco di carri armati trasformata per ospitare un nuovo cannone, che entrerà a far parte dell’arsenale cinese nel 2025″. Inoltre Pechino afferma che questa nuova arma è in grado di colpire un bersaglio a 124 miglia di distanza a una velocità di proiettile di 1,6 miglia all’ora. Il nuovo cannone elettromagnetico è un progetto ambizioso dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) della Cina: il suo obiettivo è quello di ottenere un’arma efficace con la potenza di un cannone combinato e la precisione di un missile guidato. I cannoni elettromagnetici, a differenza delle armi convenzionali che usano l’energia chimica della polvere da sparo per spingere un proiettile, usano forti campi elettromagnetici per accelerare il proiettile ad alte velocità.




BREXIT: ED ORA COSA ACCADE?

Il 29 Marzo 2019 sarebbe dovuta essere la giornata storica del divorzio tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea; ma dopo quasi 3 anni dalla data del referendum sulla brexit, la situazione è ancora in stallo, con il primo ministro Theresa May sempre più isolata, anche dal suo stesso partito. La May ha incassato l’ennesima sconfitta, con il suo accordo bocciato per la terza volta di fila con 344 voti contrari e 286 favorevoli. Non è chiara la strategia del primo ministro britannico, così come non è assolutamente chiaro cosa accadrà nelle prossime settimane. Gli scenari possibili vanno dal più probabile “no deal” all’ipotesi, non facile, di un secondo referendum, chiesto a gran voce in questi giorni dal sindaco di Londra Khan; il leader dell’opposizione Corbyn invita la premier a modificare il suo accordo o a dimettersi immediatamente, mentre il partito nordirlandese DUP continua ad opporsi all’intesa siglata con la UE. La Commissione Europea si dice pessimista, dichiarando “la Brexit senza accordo è uno scenario probabile”. In realtà nessuno vuole una Brexit disordina, per questo motivo i 27 puntano a un rinvio lungo, di almeno un anno. Fatto sta che in questo ginepraio nessuno è in grado di trovare una soluzione.

La prossima data cruciale sarà il 12 aprile, ed entro quella data Londra dovrà trovare nuova strategia, altrimenti, secondo fonti europee sarà possibile un’ulteriore proroga, entro il 22 maggio, che, se superata, permetterebbe a questo punto alla Gran Bretagna di partecipare alle elezioni europee.

Mentre si attendono sviluppi, una notizia è certa: vista la perdurante situazione d’incertezza, la sterlina continua a calare, oltrepassando la soglia di $1.30.




Papa, chi fa i muri ne resta prigioniero

 

“Sentiamo dolore quando vediamo le persone che preferiscono costruire dei muri. Perché abbiamo dolore? Perché coloro che costruiscono i muri finiranno prigionieri dei muri che hanno costruito. Invece quelli che costruiscono ponti, andranno tanto avanti”. Così il Papa durante il volo che lo ha riportato da Rabat, al termine del viaggio in Marocco. “Costruire ponti per me è una cosa che va quasi oltre l’umano, ci vuole uno sforzo molto grande. Mi ha sempre toccato tanto una frase del romanzo di Ivo Andric, ‘Il ponte sulla Drina’: dice che il ponte è fatto da Dio con le ali degli angeli perché gli uomini comunichino”.




Il Parlamento europeo si spacca sul Venezuela

Nuove sanzioni al Venezuela e conferma del riconoscimento di Guaidó come presidente ad interim: l’Eurocamera è più divisa che mai.

Il Venezuela spacca il Parlamento europeo come mai prima d’ora. 310 voti a favore, 120 contrari e 152 eurodeputati astenuti. A mettere zizzania tra i seggi dell’Eurocamera è stato il voto che ribadisce il riconoscimento di Juan Gerardo Guaidó come presidente ad interim del Venezuela. La risoluzione prevede anche che vengano inflitte sanzioni più severe a Nicolàs Maduro, e condanna la repressione del regime contro politici e giornalisti. A sostegno della risoluzione c’era il Partito Popolare europeo (PPE), gruppo di maggioranza nell’eurocamera, i Conservatori e i Liberali. Per la prima volta i Socialisti si sono astenuti, accusando il provvedimento di ostacolare la diplomazia europea. L’Eurodeputato spagnolo Javier Couso, di Izquierda Unida (IU), partito che ha votato contro la risoluzione, ha dichiarato che i sostenitori di maggiori sanzioni a Maduro “continuano a mantenere una posizione che non dovrebbe avere l’Europa, ma piuttosto sposa quasi all’unisono la posizione estremista” di Donald Trump.

Per quanto riguarda i partiti italiani, Forza Italia (PPE), Lega e Fratelli d’Italia hanno votato a favore del provvedimento, il Movimento 5 Stelle si è espresso contro e il Partito Democratico, che nell’eurocamera rientra nei Socialisti, si è astenuto. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha scritto che “il Parlamento europeo non abbandona i venezuelani”. E si rivolge al popolo del Venezuela, invitandolo a “non smettere di combattere per la tua libertà e dignità. L’Europa è con te. La democrazia finirà per vincere il dittatore Maduro”.