Gli stati uniti annunciano sanzioni contro Nord Stream 2

 è ingerenza in politica energetica europea secondo l’Unione

Il Congresso statunitense ha approvato l’adozione di sanzioni per contrastare il gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, sotto accusa da Washington di aumentare la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia. Il testo è stato approvato con 86 sì e 8 no dal Senato, dopo che nei giorni scorsi era passato alla Camera. Adesso deve essere firmato da Trump. Le sanzioni colpiscono le imprese che stanno costruendo l’opera, realizzata all’80%. La Ue e Berlino sostengono che le sanzioni siano un’ingerenza americana nella politica energetica europea.




Di Maio afferma che in Libia la situazione non e’ militare.

Il Ministro Esteri Di Maio incontra a Tripoli vicepresidente Maitig.

 

La risoluzione della crisi libica “non può essere militare”: lo ha affermato, a quanto si capisce, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio incontrando a Tripoli il vicepresidente del consiglio presidenziale libico, Ahmed Maitig, a seguito di un  un colloquio bilaterale avvenuto con il ministro degli Esteri libico Mohammed Siala.




Ministro nazionalista Helme a Marin, ‘è una commessa’

Ministro estone offende la nuova premier finlandese

Il ministro dell’Interno estone, nonche’ anche leader del partito nazionalista Ekre, Mart Helme, ha criticato in maniera misogina la nuova giovane premier finlandese Sanna Marin denominandola “commessa” e ridicolizzando le sue capacità di politiche in una critica dall’aroma disgustosamente maschilista. La presidente estone Kersti Kaljulaid è stata costretta ad intervenire ed a porgere le sue scuse alla Finlandia per l’intervento non sollicitato di Helme.
Marin, 34 anni, la più giovane premier al mondo, ha detto di essere cresciuta in una famiglia non ricca e di aver lavorato come cassiera prima di studiare all’università ed incominciare la sua carriera in politica. “Sono estremamente orgogliosa della Finlandia”, ha scritto Marin su Twitter. “Qui una persona proveniente da una famiglia povera può studiare e raggiungere i propri obiettivi nella vita. Una cassiera può persino diventare premier”.
Marin guida una coalizione di centrosinistra in cui quattro leader di partito su cinque sono donne sotto i 35 anni. “Adesso – è stato il commento del nazionalista estone Helme – vediamo come una commessa sia diventata premier e come alcuni altri attivisti di strada e persone non istruite siano pure entrati nel governo.




Borse asiatiche contrastate, Tokyo -0,18%

 In arrivo fiducia manager Europa e Usa, futures in rialzo.

La situazione di inizio settimana e’ incerta per le borse di Asia e Pacifico. Influenzate dalla tregua tra Usa e Cina sui dazi, nel frattempo il tema si sposta in Europa, per la volontà del presidente Donald Trump di rispondere alla decisione del Wto sulla controversia Boeing-Airbus. In aumento oltre le stime la produzione industriale cinese in novembre (+6,2%) e le vendite al dettaglio (+8%), al contrario dei prezzi delle case. Tokyo ha ceduto lo 0,18% e Seul lo 0,1% a differenza di Shanghai che sale (+0,56%), Taiwan (+0,1%) e Sidney (+1,63%). Contrastate Hong Kong (-0,33%) e Mumbai (+0,01%), ancora aperte. Positivi i futures sull’Europa e sugli Usa. Gli occhi al momento sono focalizzati sul Regno Unito, archiviato il capitolo della Brexit. Da Londra è atteso il dato sulla fiducia dei manager inglesi. In arrivo anche l’analogo dato dalla Francia, alle prese con gli scioperi, dalla Germania e dall’intera Ue, mentre nel pomeriggio è la volta degli Usa. Dall’Italia è atteso a metà mattina l’aggiornamento sul debito pubblico.




iter ratifica al via venerdì per la Brexit

  Downing Street conferma.

Ricomincerà  venerdì, a seguito del trionfo dei Tory alle elezioni britanniche, l’iter per la ratifica parlamentare a Westminster della legge sul recesso del Regno Unito dall’Ue , che include anche l’accordo di divorzio raggiunto da Boris Johnson con Bruxelles. Lo ha confermato Downing Street. “Inizieremo il processo prima di Natale” come promesso, ha detto un portavoce. L’approvazione finale, scontata dati i nuovi rapporti di forza alla Camera dei Comuni, è poi prevista entro la scadenza del 31 gennaio 2020.




In crescita export armi russe

Le sanzioni non hanno impedito all’export di armi russe di crescere.

La posizione russa sul mercato internazionale delle armi sta diventando piu’ forte, nonostante l’intensificazione del regime sanzionatorio e la concorrenza sleale. Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin. “Le esportazioni di armi e attrezzature militari russe stanno crescendo: quest’anno sono stati evasi ordini per un valore di 13 miliardi di dollari, ovvero 2 miliardi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”, ha detto Putin. “La posizione della Russia sul mercato globale delle armi si sta rafforzando, nonostante l’intensificazione del regime sanzionatorio e la concorrenza sleale”, ha osservato il capo del cremlino. Lo riporta la Tass.

 




Il riconfermato premier Johnson sceglie i ministri in Gran Bretagna

La priorita’ rimane la Brexit ma anche la sanita’ copre un ruolo centrale del nuovo governo.

Ricomincia l’attività politica a londinese dopo a seguito della vittoria dei conservatori di Boris Johnson alle elezioni di giovedì scorso. Il primo ministro è al lavoro a Downing Street sulla nomina dei ministri, che ci ai aspetta essere per la maggior parte confermati rispetto alla compagine pre voto e aspettando un grande rimpasto a Brexit conclusa, a febbraio. Ma con qualche cambiamento e la necessaria sostituzione di chi non è stato rieletto o non s’è ricandidato.
E’ previsto anche un meeting a Westminster con il nuovo gruppo Tory alla Camera dei Comuni, forte ora di una maggioranza assoluta di 365 deputati su 650. Deputati, 109 dei quali volti nuovi, eletti in parte in collegi storicamente laburisti, che Johnson intende sollecitare ora a sostenere l’azione del governo per “mantenere le promesse”: anzitutto sulla conclusione  della Brexit il 31 gennaio 2020.




La Cina sospende i dazi su alcune merci statunitensi

Come previsto dall’accordo commerciale firmato lo scorso venrdi’

La Cina ha messo in pausa le tariffe aggiuntive su alcune merci statunitensi che avrebbero dovuto essere implementate oggi, come previsto dall’accordo commerciale tra i due Paesi annunciato lo scorso venerdì. Lo ha confermato la commissione tariffaria del Consiglio di Stato cinese. Le contromisure cinesi ai dazi Usa che avrebbero dovuto entrare in vigore il 15 dicembre 2019, riguardavano varie beni, dal mais al grano, dai veicoli ai ricambi per auto fabbricati negli Stati Uniti. Altri tariffe cinesi che erano già state applicate sulle merci statunitensi sarebbero rimaste in vigore, ha dichiarato la commissione in una dichiarazione pubblicata sui siti Web ufficiali dei dipartimenti governativi, compreso il ministero delle Finanze cinese.




Dopo la pace fra Usa e Cina la guerra dei dazi colpisce l’Ue

Le borse in lieve miglioramento mentre la  sterlina sale.

 

Una pace commerciale fra Usa e Cina c’è: a seguito di mesi di trattative e indiscrezioni contrastanti, Washington e Pechino dichiarano di aver raggiunto un accordo sulla fase uno di un’ intesa. Ma il presidente statunitense adesso mira all’Europa: l’amministrazione Trump sta considerando di imporre dazi addirittura fino al 100% su ulteriori beni di consumo europei in conseguenza alla decisione della Wto sulla disputa fra Boeing e Airbus. Nel mirino degli Stati Uniti ci sarebbero prodotti Made in Ue precedentemente non considerati dai dazi, quali il whisky e cognac irlandesi e scozzesi, ma anche vini e formaggi,  italiani compresi . In reazione alla vittoria di Boeing, gli Usa avevano fatto un listino di prodotti europei dal valore di 10 miliardi di dollari, sui quali in ottobre hanno imposto dazi (10% per l’aviazione civile e il 25% per il resto).

Allo studio ora c’è la possibilità di aumentare i dazi al 100% e se allungare la lista dei prodotti da colpire rispetto a quella dello scorso ottobre. L’Ufficio del rappresentate Usa al commercio invita a mostrare gli interessati a presentare le proprie osservazioni prima del 13 gennaio 2020 per quanto riguarda la possibilità di mantenere o imporre ulteriori” dazi sui prodotti europei. Il tanto atteso accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina, confermato da Pechino, mette in conto la cancellazione dei nuovi dazi americani sul Made in China che sarebbero dovuti il 15 dicembre. Vengono inoltre ridotte dall’attuale 15% al 7,5% le tariffe imposte in settembre su 120 miliardi di import dalla Cina, nel frattempo rimangono in vigore quelle al 25% su 250 miliardi di dollari di prodotti. La Cina dal canto suo si impegna a comprare più prodotti agricoli americani e a riforme strutturali. Impegni che Wall Street e le borse europee ritengono però troppo vaghi: a seguito di un iniziale rally con l’annuncio ufficiale dell’intesa i listini americani subiscono un rallentamento, seguiti dalle piazze europee. L’unica eccezione è Londra, che marcia decisa al rialzo con la schiacciante vittoria di Boris Johnson che sgombra la strada a una Brexit a gennaio. Festeggia il successo di BoJo alle urne la sua sterlina, in volata su euro e dollaro.

Donald Trump parla di accordo “fenomenale”, uno dei “migliori della storia che porterà all’apertura del mercato cinese”. La maggior parte dei dazi, spiega il presidente americano, resterà in vigore e sarà usata come leva nelle trattative per la fase due dell’accordo commerciale. Trattative che saranno avviate immediatamente. L’intesa, composta da nove capitoli potrebbe essere firmata la prima settimana di gennaio a Washington. All’esultanza di Trump per l’intesa si contrappone la compostezza e la quasi freddezza della Cina che descrive l’accordo con toni decisamente più cauti, parlando  di riduzione dei dazi graduale, fase dopo fase. Per gli investitori l’accordo è uno sviluppo positivo perché rimuove almeno parte dell’incertezza. Ma la cautela, sembra il mantra, è d’obbligo: non è la prima volta che un accordo viene annunciato in gran fanfara e poi si risolve in un nulla di fatto. Questa volta sembra diverso, ma gli scarsi dettagli offerti causano scetticismo e spingono alla cautela. Wall Street e le borse mondiali, così come le banche centrali, restano a guardare.




InGran Bretagna parte dal nord il tour della vittoria di Boris Johnson

Si va nei seggi  strappati ai laburisti

Il primo ministro britannico Boris Johnson sarà nel nord dell’Inghilterra oggi, cominciando così il suo tour della vittoria proprio dalle circoscrizioni strappate al partito laburista: come Bishop Auckland nel nord-est che era territorio Labour dal 1935, o Great Grimsby, laburista dal 1945. E’ atteso inoltre per lunedì l’annuncio di un parziale rimpasto di governo, mentre i deputati torneranno a Westminster martedì dando inizio all’iter di insediamento e giuramento del nuovo parlamento, prima che questo venga ufficialmente “aperto” dalla regina giovedì.