Sexy ricatto per spillare soldi a un anziano Tre anni e 4 mesi alla «badante diabolica»

 

VERONA (la.ted.)Pesava il rischio della prescrizione ma alla fine, ieri, nulla ha evitato la condanna alla «badante diabolica». Così , al momento dell’arresto, venne ribattezzata la romena Cleopatra Valentina Vasile, accusata di estorsione ai danni di un pensionato veronese che aveva adescato in un sito di incontri. I fatti risalgono a fine febbraio del 2016 e ieri, su richiesta del pm d’udienza Susanna Balasini, il giudice Laura Donati ha inflitto all’imputata 3 anni e 4 mesi di reclusione oltre a 800 euro di multa. Stando alle accuse, con la romena 46enne il pensionato avrebbe avuto un rapporto sessuale piuttosto «animato». Ma in quei momenti di intimità la donna gli avrebbe anche scattato una serie di foto in pose compromettenti pretendendo poi 300 euro, pena la pubblicazione in Rete delle foto. Terrorizzato, lui allora avrebbe deciso di darle 300 euro per togliersi da quella situazione imbarazzante, ma qualche giorno più tardi lei avrebbe alzato il prezzo, raddoppiandolo. Per l’anziano, venuto poi a mancare, sarebbe stato l’inizio di un incubo costellato di pretese e minacce, punite ieri dal giudice. Laura Tedesco




Bimba positiva, sospeso centro estivo

 

Un’alunna iscritta al centro estivo organizzato presso l’Istituto “Tonolli” di Sandrigo (Vicenza) è risultata positiva al Covid-19 dopo essere stata sottoposta a tampone. Immediatamente l’Ulss 8 Berica, in accordo con la direzione dell’istituto e il Comune, ha disposto la chiusura della scuola per alcuni giorni (da due a cinque, secondo le normative in vigore) per procedere con una completa e accurata sanificazione degli ambienti. Parallelamente, il Nucleo operativo Covid del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss ha già avviato le indagini per identificare i contatti stretti della bambina, che saranno sottoposti a tampone e in ogni caso posti in isolamento fiduciario.




Nuovo focolaio di Covid in provincia di Treviso: 9 positivi al Bon Bozzolla di Farra di Soligo

 

La positività di un ospite della Casa di Riposo Bon Bozzolla, sottoposto ieri a tampone precauzionale in quanto proveniente da altra struttura (dove era risultato negativo a due precedenti tamponi), ha permesso di individuare, nella giornata di ieri, un focolaio epidemico di Covid-19 nella residenza di Farra Di Soligo. Lo comunica l’Usl trevigiana. A seguito della prima positività, sono state sottoposte a test 208 persone tra ospiti e operatori: hanno evidenziato otto positività, sei tra gli ospiti e due tra gli operatori. Il compagno di stanza del primo positivo, pur essendo risultato negativo a un primo tampone effettuato ieri sera, avendo sviluppato sintomatologia, è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive a Treviso. I restanti ospiti positivi, tutti asintomatici, sono stati isolati in casa di riposo in un apposito nucleo.

I due operatori, anche loro asintomatici, sono stati posti in isolamento a domicilio, e le loro famiglie messe in quarantena. Entro oggi sarà conclusa l’indagine epidemiologica al Bon Bozzolla, con l’effettuazione dei tamponi su un’altra settantina di persone, vale a dire tutti coloro che nelle ultime due settimane hanno fatto visita agli ospiti e ad alcuni fornitori. Le parole dell’Usl “Nell’arco di sole 24 ore, grazie alla piena applicazione del Piano regionale – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi – siamo riusciti a testare oltre duecento persone, individuando tempestivamente e circoscrivendo il focolaio. Va sottolineato come anche la prima positività è emersa solo grazie alle procedure di massima sicurezza adottate a livello regionale nelle case di riposo, che prevedono la messa in quarantena con effettuazione di tamponi a inizio e fine isolamento per i nuovi ingressi. In questo caso, oltretutto, a conferma di quanto sia subdolo il virus il paziente aveva già effettuato due tamponi in precedenza, entrambi con esito negativo». La badante in pulmino Mentre si cerca di rintracciare le altre dieci persone a bordo del pulmino proveniente dal Kosovo sul quale ha viaggiato la badante scoperta infetta da Covid, arrivano buone notizie dai tamponi fatti sulle altre tre persone scese con lei a Treviso. Sono tutti negativi.

Un sospiro di sollievo che non fa abbassare la guardia. Le tre persone a bordo del bus partito dai Balcani e arrivato a Bologna resteranno in quarantena fino al 19 luglio prossimo nonostante l’esito dei tamponi. Una precauzione decisa dall’azienda sanitaria proprio per monitorare l’andamento della malattia e assicurarsi che il virus non sia ulteriormente cambiato e possa manifestarsi anche in un secondo momento. È già capitato nei mesi passati, che persone negative al tampone apparissero positive anche a distanza di poche ore, «di qui la massima cautela per trattare questi casi provenienti dai Balcani» sottolinea il direttore generale dell’Usl 2 Benazzi. La quarantena proseguirà, e al termine della prossima settimana le tre persone verranno sottoposte nuovamente al tampone. «Solo così potremo avere una certezza». Prevenire. Questo oggi l’obiettivo. Purtroppo però ad oggi nemmeno gli appelli a sottoporsi gratuitamente a tampone fatto dello stesso Benazzi alle tante badanti che in questi periodi hanno fatto ritorno a Treviso dall’Est hanno avuto successo. Non si è ancora presentato nessuno, «auspichiamo rispondano» fanno sapere dall’azienda sanitaria che pur mantenendosi oggi con terapie intensive vuote e un ricovero Covid al Ca’ Foncello (non grave), vede crescere il numero di quarantene in dieci giorni: da 134 a 273. In caso di rientri dall’estero per lavoro, è possibile chiedere i tamponi chiamando allo 0422. 323888, numero dedicato dell’Usl 2. —




Coronavirus: Veneto, + 2 casi e un morto

 

Due nuovi casi di positività al Coronavirus e un decesso sono stati registrati in Veneto. Lo segnala il bollettino della Regione. I contagiati totali salgono così a 19.341, il numero dei morti (tra ospedali e case di riposo) è di 2.025. Il numero dei pazienti nelle terapie intensive è 10. I due nuovi casi di positività riguardano un uomo italiano di 76 anni (domiciliato in provincia Padova) e una donna nata in Ucraina, con domicilio a Brescia.




Coronavirus:imprenditore grave e stabile

 

Sono gravi ma stabili le condizioni di salute dell’imprenditore vicentino ricoverato all’ospedale di Vicenza in terapia intensiva dopo aver contratto il Covid nel corso di due viaggi effettuati a giugno in Serbia e Bosnia insieme a tre colleghi, due vicentini e un veronese.
L’uomo – segnalato ieri alla Procura perchè si è recato a vari eventi dopo che gli era imposta la quarantena a seguito del tampone positivo – risponderebbe bene alle cure. Il cittadino serbo, considerato il paziente zero nella trasmissione del contagio, è morto mercoledì scorso di Coronavirus nel suo Paese.
L’Ulss berica ha refertato cinque tamponi positivi legati al caso. Oltre ai quattro colleghi dell’imprenditore, a risultare positiva è una donna con la quale l’imprenditore è entrato in rapporto diretto al rientro dai viaggi. Nelle ultime ore una trentina di persone ha contattato il numero verde dell’Ulss per ricevere informazioni sul focolaio di Covid, nel sospetto di un contatto con uno dei contagiati.




Coronavirus, Zaia: “Morto il serbo che ha contagiato l’imprenditore vicentino”

Un comportamento, il suo, che ha spinto Zaia a segnalarlo alla Procura di Vicenza per valutare eventuali profili di colpevolezza da parte della persona che, pur sapendo di essere positivo, ha diffuso il contagio nella regione. Non solo: i quattro veneti che hanno viaggiato nella stessa auto al rientro dalla Serbia “non avevano addosso la mascherina”, ha precisato il governatore. “E oggi la Serbia, Belgrado, – ha aggiunto – è entrata in lockdown”.

Fa paura il focolaio veneto importato dalla Serbia e generato da un imprenditore vicentino di ritorno dal paese balcanico. “Il paziente zero serbo che ha contagiato l’italiano sembra sia deceduto mercoledì”, ha rivelato il governatore del Veneto Luca Zaia sui nuovi casi in Veneto. Una storia pazzesca, quella dell’italiano che il 25 giugno è tornato dalla Serbia, dove si era recato per affari, alla casa di Sossano, in provincia di Vicenza, assieme a dei colleghi. Si sente poco bene ma ci passa sopra e, anzi, il giorno dopo va al lavoro dove intrattiene contatti con diverse persone e partecipa anche a una festa di compleanno. Il 28 si sente peggio e va al pronto soccorso di Noventa Vicentina dove il tampone rivela la sua positività. All’ospedale di Vicenza gli propongono il ricovero ma lui firma e rifiuta. Qualche giorno dopo viene letteralmente spinto a ricoverarsi sia dalle autorità sanitarie che del sindaco del suo paese. Ora è in terapia intensiva, in gravi condizioni.

“Ieri abbiamo parlato di un cluster, di un focolaio, con 5 positivi. Nonostante qualcuno abbia buttato benzina sul fuoco, ricordo che abbiamo importato il virus da una persona che è andata in Serbia e ce lo ha riportato” ha detto Zaia. “Il Veneto non ha mai ripreso l’onda dei contagi. Vedo che c’è una sorta di volontà a livello nazionale che non è tanto coerente con quanto accaduto. Il virus non è nato in Veneto”

“Io non ho parlato di restrizioni rispetto alla libertà dei cittadini – ha detto ancora Zaia – porterò un’ordinanza sugli isolamenti domiciliari  per essere ancora più efficace nel controllo di chi ha il virus e che non deve andare in giro ad infettare qualcun altro. Non faremo lockdown o altre menate, qualcuno si diverte a dare fake news”. “Se il positivo esce di casa può prendersi fino a 18 mesi di reclusione e fino a 5mila euro di multa. Per colui che non è positivo ed è in isolamento, la multa massima è 1.000 euro. Zaia vuole usare il Tso per i matti? Nelle epidemie, il trattamento sanitario obbligatorio si può fare in casi particolari. Nel caso del paziente che non vuole stare in ospedale, in teoria dovremmo farlo con il permesso del sindaco”, ha aggiunto.

 




Uccide ex marito compagna, un arresto

 

Uccide a colpi di pistola l’ex marito della compagna al termine di una lite. E’ accaduto nelle prime ore di stamane a Mira, nel Veneziano.I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mestre e della Tenenza di Mira hanno arrestato un uomo di 51 anni per l’omicidio di un coetaneo, ex marito dell’attuale compagna.




Coronavirus: segnalato alla Procura il diffusore del contagio in Veneto

 

Cinque pazienti positivi, decine di persone sottoposte a tampone e allarme per un nuovo ceppo di virus in Veneto ‘importato’ dall’estero. Senza contare un paziente zero morto in Serbia dopo aver contagiato gli italiani. Una catena di eventi apparentemente incomprensibile nella sua insensatezza che ha fatto impennare l’indice di contagio da 0,43 a 1,63 per l’atteggiamento “se non reticente quantomeno incompleto e poco collaborativo” – per usare le parole del dg dell’Ulss Berica Giovanni Pavesi – di un 65enne imprenditore meccanico di Sossano ( Vicenza) con azienda a Pojana Maggiore. Ora è in gravi condizioni all’ospedale di Vicenza. Per il governatore Luca Zaia, che ha sentito il ministro Roberto Speranza, il Veneto “non ha ripreso l’onda dei contagi”, qualcuno “butta benzina sul fuoco” e l’ordinanza che sarà varata lunedì non conterrà “provvedimenti più restrittivi per i cittadini” ma renderà più efficace “l’isolamento fiduciario dei positivi”. Oggi Zaia e Pavesi hanno ricostruito nei minimi particolare il caso.

Il 25 giugno l’imprenditore rientra da un viaggio di lavoro di un paio di giorni in Serbia: con se’ ha tre collaboratori (due vicentini e un veronese, tutti risultati poi infetti). E’ all’estero che il quartetto entra in contatto, consapevolmente o meno, con alcune persone ammalate. Una di queste mercoledì muore di Covid. Neppure il tempo di rientrare e il quartetto il 26 risale in macchina alla volta di Medjugorje, in Bosnia. I due viaggi avvengono senza l’uso delle mascherine, e sono svolti “in aree a rischio – accusa Pavesi – mentre una di queste persone probabilmente aveva già i sintomi del contagio”.

Al ritorno in Italia l’infaticabile imprenditore si incontra con una donna padovana. Stavolta non è un appuntamento di lavoro, ma la signora, ufficialmente titolare di una profumeria, finisce per diventare il numero cinque nell’elenco degli infettati. La donna si presenta all’ospedale di Schiavonia ma si mostra stranamente reticente nel riferire chi siano i sui contatti. Le omissioni e i silenzi sembrano essere il fil rouge di tutta la storia. A partire proprio dall’imprenditore vicentino.




Massacrato di botte a Jesolo, denunciati tre giovani

 

I carabinieri hanno identificato e denunciato per lesioni personali gravissime in concorso tre giovani trentenni di Jesolo, incensurati, accusati di una violenta aggressione subita l’altra notte nelle cittadina balneare da un 38enne tunisino, che a causa delle lesioni riportate è ricoverato in terapia intensiva, all’ospedale di Mestre. L’accusa loro contestata potrebbe variare in base alle condizioni cliniche del ferito, che i sanitari ritengono in pericolo di vita.

L’indagine è stata portata a termine dai militari del Comando Stazione di Jesolo, in collaborazione con i colleghi del Nucleo operativo della Compagnia di San Donà di Piave (Venezia). Gli elementi a carico degli aggressori si basano sull’analisi dei sistemi di video sorveglianza e sulle dichiarazioni rese dai testimoni, che hanno consentito la rapida identificazione dei presunti autori del pestaggio.

La vittima, in stato di ebbrezza, aveva poco prima infastidito alcuni avventori di un bar vicino a piazza Milano, gettando verso di loro una bottiglia di vetro. Anche gli indagati presentavano i postumi del parapiglia: uno di loro ha riportato un trauma contusivo al ginocchio destro e alla mano sinistra, un altro alcune escoriazioni al viso ed il terzo una frattura ad un dito della mano destra.




Zaia, test a badanti di rientro extra Ue

 

Test obbligatori e gratuiti per le badanti che rientrano in Italia dai paesi extra Ue riprendendo il loro servizio nelle famiglie in Veneto. Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia il quale ha sottolineato che per usufruire del servizio bisognerà rivolgersi al sistema sanitario regionale, a partire dai medici di base. “E’ una maniera per proteggere gli anziani e i loro familiari”, ha detto Zaia, spiegando che “i tamponi verranno fatti in tempo reale”.
Il rientro dai paesi extra Ue è previsto dal 1 luglio.