Milleproroghe, Zaia: “Una battaglia di civiltà”

Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha espresso la sua soddisfazione per il decreto Milleproroghe e la possibilità, sino al 2022, di permettere ai medici di poter rimanere al lavoro oltre i 40 anni di servizio ed entro i 70 anni di età e per i medici specializzandi di essere inquadrati a tempo determinato.

“Quello che era l’obbiettivo di una nostra grande battaglia diventa realtà per tutto il sistema sanitario nazionale. In un momento storico come questo in cui gli organici nazionali dei medici sono carenti di 56.000 professionisti, 1.300 dei quali solo nelle strutture venete, è fondamentale che un medico possa lavorare fino a settant’anni; naturalmente se ne ha voglia e se lo sente per forma fisica. Come Veneto lo abbiamo pensato da tempo e abbiamo voluto mettere con forza la questione all’ordine del giorno della conferenza delle Regioni. Sono molto soddisfatto, oltre che grato, che la Commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera abbia approvato questo emendamento.

Non si tratta, come dice qualcuno di dare la sanità in mano agli anziani, ma di tamponare quel grave problema che è la mancanza di medici nelle nostre corsie. Stiamo parlando di professionisti, sui cui la regione ha investito molto nella formazione e nella fornitura di attrezzature particolarmente costose; non possiamo pensare che medici di 65 anni, all’apice della loro preparazione professionale siano costretti a lasciare la struttura pubblica con il rischio, inoltre, che attraversino la strada per accettare le offerte di quelle private. La sanità del futuro è dei giovani ma, è pur vero, che in questa fase è necessario ricorrere anche a questa soluzione.

Siamo stati dei precursori anche nella battaglia, sostenuta anche da altri colleghi presidenti, per aprire le corsie agli specializzandi. Si tratta di un’affermazione di civiltà permettere che i medici possano fare pratica verso la specializzazione, con il tutoraggio dell’università, lavorando nelle strutture sul territorio. Sono fiero che come Regione Veneto, siglando lo specifico accordo con gli atenei di Padova e Verona, abbiamo aperto la strada a questa partita importante”. 




Completata la mappatura dei genomi del cancro: partecipano anche ricercatori veneti

Isolati i genomi del cancro da un’equipe composta da 1.300 scienziati da 37 paesi diversi . Nel gruppo 35 ricercatori veneti.

“Siamo di fronte a una delle più grandi imprese scientifiche del mondo, e tra i protagonisti c’è l’Università di Verona, che rappresenta l’Italia nel Consorzio Internazionale Genoma del Cancro, ci sono 35 ricercatori, non solo i 33 dell’Ateneo e dell’Azienda Ospedaliera scaligera, ma anche uno dell’Università di Padova e uno dell’Ulss di Treviso. Sono i giocatori di una squadra straordinaria che schiera i saperi delle Università e li fonde con le qualità professionali e scientifiche della  ricerca sanitaria pubblica. Complimenti a tutti, e grazie per un lavoro lungo e difficile, per il quale, per la nostra quota parte, siamo profondamente orgogliosi”.

Così
il Presidente della Regione del Veneto commenta la notizia del
completamento dello studio internazionale per la mappatura dei genomi
del cancro, concluso e pubblicato su “Nature” da un team composto da
1.300 scienziati e clinici di 37 diversi paesi del mondo.

 “Se in un consesso di tale valore c’è una realtà di ricerca e buona sanità come Verona, c’è Padova e c’è Treviso – aggiunge il Governatore – significa che in Veneto si è saputo creare una rara condivisione di energie e sapere tra Università, ricerca e ambito sanitario, dalla quale scaturiscono risultati come questo. Ciò che rende più soddisfatti – conclude il Presidente del Veneto – è che il destinatario finale di tali sforzi è la persona malata. Un giorno questo studio mondiale consentirà di salvare altre vite dal cancro, e potremo dire con fierezza che il Veneto migliore c’era”.




Autonomia, Zaia: “Arriviamo all’obbiettivo”

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha accolto il ministro Boccia e ha rinnovato la volontà di procedere con la realizzazione dell’autonomia.

“Benvenuto tra noi, Ministro Boccia. Spero che dopo il pronunciamento del Presidente Mattarella sul fatto che l’autonomia è un valore costituzionale, che non mina solidarietà, sussidiarietà e coesione nazionale, possiamo arrivare tutti assieme all’obbiettivo”.

Con
queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, la prima ad
avviare e portare a termine positivamente un referendum costituzionale
sulla materia, commenta le dichiarazioni del Ministro per gli Affari
Regionali Francesco Boccia in audizione in Commissione Bicamerale per le
Questioni Regionali, che ha, tra l’altro, sottolineato come chi è
contrario all’autonomia differenziata delle Regioni sia contrario alla
Costituzione e che, “come sottolineato dal Presidente della Repubblica,
‘l’autonomia rafforza l’unità nazionale’” .

“Dico benvenuto tra noi al Ministro Boccia – prosegue il Governatore – non per spirito polemico, ma perché ha detto finalmente quello che noi dicemmo fin dall’inizio del nostro cammino referendario, anche a chi, come il Governo Renzi, tentò di impedirci di fare il referendum e ci costrinse a celebrarlo senza poter usare la tessera elettorale”.

“L’autonomia
– prosegue il Presidente del Veneto – non è, e non è mai stata, almeno
per noi, una partita basata su calcoli politici, ma sulla volontà di
rispettare il popolo. Hanno votato 2 milioni 328 mila 494 veneti –
ricorda il Governatore – senza fare distinzioni politiche, perché un
partito con tutti quei voti in Veneto non c’è. Come non l’hanno fatta
allora, non la faranno nemmeno quando arriverà il risultato”.

“C’è
da dire – conclude il Presidente della Regione –  che, finora, i
Governi hanno prodotto zero. Quindi i presupposti per chiudere adesso ci
sono tutti. Per quanto ci riguarda abbiamo fatto un grande lavoro
preparatorio. Ora confido che il tutto vada al più presto in Consiglio
dei Ministri e, subito dopo, in Parlamento”.




San Marco: nuovo progetto per combattere l’acqua alta

Per combattere l’acqua alta a Venezia Kostruttiva, Mate engineering e Thetis, insieme all’università di Padova hanno ideato un nuovo progetto.

Dopo il disastro degli scorsi mesi, il Comune di Venezia ha deciso di correre ai ripari. Così le imprese Kostruttiva, Mate engineering e Thetis, insieme all’università di Padova e Iuav, hanno presentato oggi il loro progetto alla cittadinanza.

Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva ha spiegato che: “Il Cvn farà le proprie valutazioni e quindi il progetto andrà al vaglio degli enti preposti: il provveditorato alle opere pubbliche e la soprintendenza, che dovrà dare il proprio parere. Il costo dei lavori è di circa 30 milioni di euro, mentre i tempi dipendono dai vari passaggi, ma calcoliamo circa due anni a partire dall’approvazione.”

Raffaele Gerometta, presidente di Mate: “Le soluzioni pensate fino a oggi erano troppo impattanti. Questo progetto, nato su impulso del provveditorato, ha abbandonato questo tipo di approccio e ne ha adottato uno più graduale e compatibile. La quota di protezione è di 110 centimetri, quindi ovviamente l’opera è complementare al funzionamento del Mose.

Rialzo in corrispondenza della biblioteca marciana, chiusura controllata delle connessioni, chiusura definitiva interconnessioni non più funzionali, interventi sui cunicoli, rialzo e presidio delle porte d’acqua, sostituzione del frangi onde, dispositivi provvisionali a scomparsa lungo la riva, piccole pedane in legno con un sistema di barriere per portare il bordo a una quota adeguata, rialzo della pavimentazione di alcune calli.

Sono tutti interventi per raggiungere un doppio obiettivo: togliere l’acqua dalla piazza, ma anche di lasciare l’area come l’abbiamo trovata. Tra “prima” e “dopo” sarà come il gioco: trova le differenze.”




Coronavirus: anche in Veneto controlli per chi rientra dalla Cina

La Regione Veneto ha deciso di effettuare controlli capillari nei confronti dei cittadini che rientrano dalla Cina.

Dopo le analisi condotte sui primi casi sospetti, adesso verranno sottoposti a controlli tutti le persone residenti in Veneto che hanno recentemente soggiornato in Cina.

L’annuncio è stato fatto da Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia e virologia all’Università di Padova, che è anche responsabile del laboratorio al quale vengono inviati tutti i campioni raccolti nella nostra regione.

Crisanti spiega che: “La comunità cinese ci ha chiesto di estendere i controlli, sottoponendo alle analisi non soltanto chi presenta dei sintomi compatibili con quelli del coronavirus, ma più in generale tutti coloro che sono rientrati in Veneto dopo un viaggio nella Repubblica Popolare.” In queste ore “si sta discutendo su quali siano le modalità migliori per proceder”. Si stima che i controlli riguarderanno “all’incirca cento persone, molte delle quali attualmente si trovano in auto-isolamento”.

La decisione di venire incontro alla “precisa richiesta giunta dalla comunità cinese”, è legata al fatto che alcuni studi più recenti sembrano dimostrare che il contagio può avvenire anche attraverso portatori sani, persone che quindi non mostrano i sintomi della malattia.

In questo modo, il Veneto diventa una delle regioni con le misure più stringenti per combattere il virus e supportare la prevenzione.




Carnevale: all’Arsenale polo notturno

In occasione del Carnevale di Venezia, all’Arsenale ci sarà l’Arsenale Carnival Experience.

Serate dance tra reggaeton, house e clubbing animeranno il Carnevale veneziano 2020, nella location delle Tese all’Arsenale. Si tratta dell'”Arsenale Carnival Experience”, in programma dalle ore 22.00 alle 2.00 nel “polo notturno” del divertimento gestito da Molocinque in collaborazione con Vela, dedicato al pubblico più giovane del Carnevale di Venezia.

Si parte sabato 15 febbraio con il Grand Opening “Spriss & Love!”, serata hippie a tema anni 60/70, con spritz e gadget omaggio e ritmi funky selezionati dai dj di Radio Stereocittà, Giuseppe Rosi e Luca Speed, e techno con Gabri, Gemini 529 e Mola. Il 21 febbraio sarà dedicato agli studenti universitari di Venezia dal titolo “Love Clinic”.

Sabato 22 febbraio “Love Parade”, protagonista l’amore e la dj Carlita, di origine turco-francese della crew Mayan Warrior, affiancata da Johnny di Radio Stereocittà e l’animazione del performer Nicola Simionato. Domenica 23 febbraio, serata con il format “Besame”, con performer e artisti e colonna sonora con hits di reggaeton, hip hop e latin music.

Lunedi 24 febbraio, #SaveTheDate, serata universitaria con le musiche selezionate dai dj Igor’s e Lady Brian, Dacj e Giuseppe Rosi e show della Tunga Crew. Gran finale Martedì Grasso, 25 febbraio, con il party di chiusura “La Isla del Amor” con i dj Mistericky, Nicola Fasano, Marco Cavax, BigTommy e Thorn.




Assessore Donazzan incontra i vertici veneti di Aics

L’assessore
regionale all’istruzione e formazione del Veneto ha incontrato a
Vicenza il presidente regionale AICS del Veneto Mario Pongan ed una
delegazione dell’associazione per approfondire il tema delle Giornate
dello Sport e delle diverse proposte che AICS può esprimere nelle
singole province.

“Le
giornate dello sport inserite nel calendario scolastico reginale per le
scuole di ogni ordine e grado sono una assoluta novità nel panorama
italiano – ha spiegato l’assessore – Questa iniziativa qualifica la
Regione del Veneto tra le più sensibili nel valorizzare lo sport per la
sua valenza educativa e formativa nello sviluppo delle competenze
cosiddette trasversali”.

Dal
confronto sono emerse le potenzialità che un ente nazionale di
promozione sportiva e sociale come l’Associazione Italiana Cultura e
Sport può esprimere proprio nei confronti di questo impegno educativo e
le tante opportunità che le scuole potrebbero cogliere.

Al
centro del confronto anche il problema purtroppo ricorrente della
violenza contro le donne: i rappresentanti veronesi di AICS hanno
illustrato all’assessore un progetto rivolto ai più giovani per
affrontare il tema sotto l’aspetto educativo e dell’autodifesa.




Deposito gpl Chioggia, Marcato: “M5S propaganda sulla pelle dei cittadini”

“È
bene evidenziare che, con decreto legge del 2012, il cosiddetto
Semplifica Italia, l’autorizzazione riferita agli impianti di Chioggia
non è più attribuita alle competenze regionali. Con il provvedimento,
infatti, il Governo Monti ha individuato i requisiti e le
caratteristiche degli impianti strategici a livello nazionale ed è stata
definita una competenza del tutto a carico dello Stato, con
l’acquisizione dell’intesa regionale. Tuttavia, lo Stato non ha mai dato
seguito ad alcuna disciplina in merito ai contenuti e alle modalità di
rilascio di questa famosa intesa regionale”.

Con questa premessa, l’assessore allo
Sviluppo economico della Regione del Veneto interviene sulla questione
del deposito costiero GPL in località Val da Rio a Chioggia.

“La spiegazione di questi presupposti è
necessaria per mettere la parola fine alle polemiche pretestuose e del
tutto infondate nei confronti della Regione, portate avanti dalla
consigliera del Movimento CinqueStelle Erika Baldin – sottolinea
l’Assessore -. Questa, infatti, o fa finta di non sapere o, peggio, non
sa nemmeno che la Regione non ha alcuna competenza sull’impianto GPL di
Chioggia né l’ha mai avuta. Evidentemente, nella speranza di inseguire
facili consensi politici, non dice che, pur circoscrivendo l’intesa alla
sua corrispondenza con le politiche regionali di settore, resta esclusa
qualunque valutazione di carattere tecnico in capo alla Regione stessa.
Nel caso specifico, l’impianto è stato autorizzato dallo stesso
ministero, il Mise che all’epoca era guidato dalla ministra Federica
Guidi del PD, poi retto da Luigi Di Maio, e oggi guidato dal ministro
Patuanelli, entrambi del Movimento Cinquestelle. Quindi, tutti esponenti
degli stessi partiti che oggi sono alleati di Governo”.

“La consigliera Baldin, ancora, fa finta
di non sapere o, peggio, non sa e comunque non dice – prosegue
l’Assessore – che non solo il ministero ha sempre dato parere positivo
all’impianto di Chioggia, ma che tutti i ricorsi presentati dai comitati
e dal Comune sono stati rigettati sia dal TAR che dal Consiglio di
Stato”.

“Il tema, quindi – conclude il rappresentante della Giunta – non è se il Presidente della Regione o l’assessorato che rappresento vogliano o meno bloccare quest’opera, con i dubbi e i rischi annessi; è che né il Presidente, né l’Assessore né qualsiasi altro organo della Regione ha alcuna competenza su questo tema. Se la consigliera Baldin intende continuare a cavalcare un tema così delicato, prendendo in giro i cittadini di Chioggia e dell’intera Regione, delle due l’una: o è il suo partito che conoscendo la realtà delle competenze fa orecchie da mercante perché al MISE interessa questa opera, o veramente non sa come stanno le cose. Nel primo caso dovrebbe farsi un esame di coscienza prima di parlare, nel secondo dovrebbe informarsi correttamente, il che sarebbe perfino un suo preciso dovere nel rispetto dei cittadini che la pagano per rappresentarli”.




Zaia, coronavirus: “Mantenere l’isolamento è un atto responsabile”

Il governatore della Regione Veneto ha detto si essere d’accordo con il ministro Speranza nel mentenere la quarantena.

“Con questo provvedimento il ministro Speranza dimostra onestà intellettuale e correttezza, scegliendo la via della tutela della salute e del bene dei cittadini. La circolare pone uno scenario nuovo e, finalmente, si può parlare di isolamento fiduciario per quei pochi casi di studenti delle scuole dell’obbligo che arrivano da una permanenza in zone infette da Coronavirus. Ho sentito più volte il Ministro in questi giorni, a lui va riconosciuto che, come noi, sa guardare oltre gli schieramenti politici”.

Così il Presidente della Regione del Veneto commenta il provvedimento reso noto oggi dal Ministro della Sanità in materia di isolamento fiduciario.

“I giovani che possono arrivare da zone infette, perché dichiarate tali dall’OMS, non sono solo cittadini cinesi – prosegue il Governatore -. Possono essere anche italiani o di qualsiasi altra cittadinanza. È bene che, qualora fossero anche asintomatici, possano essere seguiti dai nostri dipartimenti di prevenzione e dai nostri servizi sanitari e, logicamente, essere agevolati verso un percorso di isolamento fiduciario per i necessari quattordici giorni. Questo per evitare contatti qualora fossero portatori del virus anche assenza di sintomi evidenti”.

“Ritengo sia un preciso dovere oltre che una norma di buon senso mettere in sicurezza rispetto al possibile contagio da Coronavirus le comunità di giovanissimi studenti – conclude il Presidente del Veneto – considerato che una persona infetta, chiusa in un’aula per ore insieme ad altre, inevitabilmente metterebbe a contatto col virus anche la popolazione sana. Andare nella direzione della tutela è sempre un bene”.  




Caccia: anagrafe informatizzata per controllare chi richiede le autorizzazioni

Una anagrafe unica informatizzata di tutti i cacciatori in Veneto e il controllo in tempo reale delle oltre 3 mila richieste ricevute all’esercizio della mobilità venatoria.

Sono i risultati presentati a Hit Show, a Vicenza, della prima stagione venatoria in Veneto in cui è stata possibile la mobilità dei cacciatori tra ambiti di caccia differenti.

A partire dal 1° ottobre del 2019 la Regione Veneto ha dato la possibilità ai cacciatori di
poter esercitare la caccia alla selvaggina migratoria in ambiti di
caccia diversi da quello di iscrizione. Per gestire prenotazioni e
autorizzazioni la Regione ha creato la prima banca dati regionale dei
cacciatori e  un portale online (www.movemose.it) attraverso il quale i cacciatori veneti hanno potuto accedere al regime della mobilità venatoria.

“Un’operazione
di razionalizzazione e unificazione dei sette sistemi provinciali
svolta a tempo di record – ha sottolineato l’assessore regionale
all’Agricoltura e alla caccia, presentando i risultati al salone
specializzato di Vicenza– che ci consente di identificare correttamente i
quasi 40 mila possessori di tesserino venatorio attivi in Veneto e di
gestire con rapidità ed efficienza le loro richieste attraverso il
sistema informatico. Il tasso di soddisfazione degli utenti registrato
in questa prima stagione di attività è più che confortante”.

Da ottobre ad oggi il sistema informatico della mobilità venatoria ha registrato 3.119 prenotazioni (su un totale di 39.224 iscritti), confermato 2.955 autorizzazioni alla mobilità, autorizzato 1.106 cacciatori alla pratica venatoria in ambiti diversi da quello di residenza. Risultano essere solo 31 i cacciatori che hanno usufruito di più di 10 giornate di mobilità venatoria. Molto modesto anche il ricorso al servizio di assistenza e prenotazione telefonica, con poco più di cento chiamate: segno che i cacciatori hanno confidenza con il web e le nuove tecnologie.  Con il 55% delle richieste, sono i cacciatori degli ambiti di caccia vicentini quelli che hanno usufruito maggiormente di questo istituto. Gli ambiti di caccia di destinazione più richiesti sono quelli veronesi (in testa il Tartaro, Adige e Valli Grandi, insieme a Vicenza sud), seguiti dal Cittadellese.

“I dati confermano la buona gestione del nuovo regime e l’infondatezza dei tanti timori iniziali – conclude Pan – L’investimento effettuato per informatizzare il settore e creare la prima banca dati regionale agevolerà una gestione sempre più rapida e snella delle procedure, nel rispetto dei diritti reciproci degli appassionati dell’arte venatoria e dei residenti”.