Settimana della Critica nelle sale Triveneto: dal 23 settembre al 17 ottobre proiezioni gratuite

Dal 23 settembre al 17 ottobre saranno proiettati gratis, in 13 sale ‘Essai del triveneto i film della ‘Settimana della Critica’ della Mostra del Cinema di Venezia grazie alla Fice Tre Venezie con il contributo di Veneto, Friuli V.G. e del Trentino A.A.”L’iniziativa -dice Cristiano Corazzari, assessore alla cultura Regione Veneto, Coordinatore del progetto – consentirà al pubblico di vedere un prodotto qualificato ed in visione esclusiva”. In Veneto: Italia a Belluno (23/9); Pio X-Mpx (3/10) e Esperia (16/10) a Padova;Edera a Treviso (7/10);Odeon a Vicenza (7/10) e Pindemonte di Verona (30/9 e 7/10).Astra (25/9 e 14/10) e Modena (2 e 16/10) a Trento, Capitol (30/9, 7-14/10)a Bolzano. In Friuli:Kinemax a Gorizia (10/10), Cinemazero a Pordenone (15/10), Centrale a Udine (24/9) e Ariston a Trieste (17/10). Proiettati anche i corti del “Short Italian Cinema” selezione di cortometraggi di autori italiani non ancora approdati al lungometraggio: “Passatempo” di G.Amelio (2019) e “Destino” di B.Angius (2019).




Vescovi: “Voto 4 al governo gialloverde”

In occasione dell’assemblea di Confindustria Vicenza, durante il dibattito con Luca Zaia, Luciano Vescovi ha parlato del governo gialloverede.

Durante l’assemblea degli imprenditori, il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi ha espresso la sua opinione sul governo del cambiamento.

“Il governo precedente il mio voto è 4, perché non ha rispettato le nostre attese, mentre quello che appena iniziato non può essere giudicato. Senza la Lega al Governo due fondamentali opere per il nostro territorio come la Pedemontana Veneta e Tav probabilmente si sarebbero bloccate.”

Vescovi ha spiegato che: “La nostra proposta è quella di far entrare i giovani nelle nostre aziende con uno stipendio oltre il salario d’ingresso. Io rilancio questa idea intelligente e coraggiosa, credo che valga la pena esplorarla, vorrebbe dire dare un segnale di fiducia verso i ragazzi e le ragazze in gamba di questo Paese e verso il domani di tutti gli italiani.

Non so se si tratti della panacea di tutti i mali. Probabilmente no, non basta, ma sarebbe sicuramente il primo passo di un sentiero nuovo”.

Vedremo solo in futuro se sarà possibile realizzare questo sentiero nuovo.




Autonomia: D’Incà cerca il compromesso

Autonomie: D’Incà prova a ripartire dal compromesso.

Federico D’Incà, ministro per i rapporti con il Parlamento ha dichiarato che: Si riparte da quanto fatto in passato e poi da un incontro che si farà lunedì tra il ministro Boccia e il presidente del Veneto, Luca Zaia. Con il primo ho parlato più volte e credo che questo Governo riuscirà a portare a casa l’Autonomia per il Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, trovando quel giusto compromesso in modo tale che il Paese resti unito e si alleggerisca quel clima di tensione che fino ad oggi si è registrato.”

“Lunedì siamo assolutamente pronti per ricevere il ministro Boccia che avrà modo di conoscere dal vivo e da vicino la commissione trattante, ovvero gli estensori della legge, che sono autorevoli accademici. Tra l’altro nell’occasione vorrò consegnare ufficialmente la bozza nelle mani del ministro in modo che non ci siano dubbi.

Io sono l’unico che dice che alla fine l’Autonomia la portiamo a casa. Non ci siamo riusciti con il Governo Renzi e con il Conte 1, vediamo se ce la faremo con il Conte bis. Altrimenti prima o poi arriverà qualcuno. Si prenda atto che siamo partiti da una situazione di utopia pura rispetto alla celebrazione del referendum, al fatto che oggi l’autonomia è centrale nell’agenda di governo. Abbiamo fatto passi da gigante, ma adesso basta compiti per casa, li abbiamo fatti tutti.”

 

 




Barca si schianta su diga Venezia, 3 morti e un ferito

 

Tre persone sono morte ed una quarta è rimasta ferita in un incidente nautico avvenuto stasera a Venezia. Secondo le prime informazioni riferite dai vigili del fuoco, uno scafo offshore sarebbe finito contro la diga di San Nicoletto, in località Lunata, e nello schianto tre occupanti della barca sono morti. Sul posto si trovano i vigili del fuoco e mezzi della Capitaneria di Porto.

I corpi dei primi due deceduti sono stati recuperati subito, mentre un terzo componente dell’equipaggio risultava disperso. E’ stato individuato poco dopo, anch’egli deceduto, dai vigili del fuoco. L’incidente, con il buio fitto, sarebbe avvenuto davanti alla sulla ‘lunata’, una diga artificiale fatta di grossi massi calati sul fondale costruita a protezione delle opere del Mose, a sud della diga di San Nicolò del Lido.

Tra le vittime c’è il progettista e pilota motonautico Fabio Buzzi, detentore di numerosi record nell’offshore, una delle vittime dell’incidente di stasera a Venezia. Buzzi stava tentando il record della Venezia-Montecarlo. Buzzi aveva 76 anni. Le altre due vittime, ha riferito sempre Montevoci, sono due piloti inglesi – non si conoscono al momento i loro nomi -. Ferito gravemente nell’incidente un altro pilota italiano, Mario Invernizzi, trasportato in ospedale. La potente imbarcazione, lunga una ventina di metri e con motori che consentono di raggiungere velocità massime di 70 nodi (circa 130 km/h), era partita da Montecarlo ieri mattina, verso le 11, e stava tentando di battere il record della traversata. Quando si è schiantata era ormai nei pressi del traguardo, al Lido.




Disabili lasciati fuori dalle scuole

A Venezia degli alunni disabili sono stati lasciati fuori dalle scuole.

A Venezia degli alunni disabili esclusi da scuola a causa della mancanza di insegnanti di sostegno. bIl fatto è stato denunciato dall’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan.

Donazzan ha infatti spiegato che: “In queste ore mi giungono le voci preoccupate di famiglie a cui gli istituti scolastici, in particolare quelli primari, chiedono di non mandare i propri figli in classe, ma di tenerli a casa. La cosa gravissima è che si tratta di bambini con certificazioni, quindi i più fragili, spesso con disabilità. Sto verificando con l’Ufficio scolastico regionale la portata del problema che pure avevo evidenziato già da qualche mese. Ma il fatto più grave, oltre all’assenza di insegnanti nell’organico di diritto, è la soluzione prospettata, ovvero di indurre le famiglie a tenere i loro figli a casa.”

Marta Viotto, segretaria regionale della Flc-Cgil, è senza parole: “Vorrei conoscere i nomi delle scuole al centro del caso sollevato dall’assessore Donazzan perché fatico a pensare che un dirigente scolastico, consapevole dell’attenzione riposta oggi sul tema delle disabilità e delle severe conseguenze che possono scaturire dalle sue decisioni, possa aver lasciato un alunno fuori dalla scuola. Il tema della mancanza di insegnanti ed in particolare di quelli di sostegno è nota da anni, come sindacato non smettiamo di denunciarla, e posso immaginare che ci siano situazioni di particolare difficoltà ma sempre il corpo docente prova comunque a trovare una soluzione, garantendo flessibilità anche ricorrendo a insegnanti non specializzati.”

 




700 bambini non vaccinati: niente materna

Vaccini in Veneto: la situazione si fa sempre più difficile. 700 bambini non possono iniziare l’asilo perché non in regola con le vaccinazioni.

Sono circa settemila i bambini veneti non vaccinati che non potranno entrare negli asili nido e nella scuole d’infanzie regionali. Il numero emerge nella sintesi dei dati elaborati dalle aziende sanitarie del Veneto che indicano, a inizio settembre, 3.113 bambini in età da asilo nido e altri 3.670, tra i 3 e i 6 anni, pronti per la scuola d’infanzia, per un totale di 6.783, a cui saranno impediti gli accessi ai servizi perchè inadempienti alle disposizioni della ‘legge Lorenzin’ che dispone l’obbligatorietà del vaccino.

L’area con il più alto numero di inadempienti, nella fascia 0-6 anni, è quella che cade sotto l’ influenza dell’Usl 6 ‘Euganea’ con 1.377 casi.

Segue la 2 della Marca Trevigiana con 1.373 bambini senza alcuna somministrazione vaccinale. E in ordine di numeri ci sono poi l’Usl 9 ‘Scaligera’ con 983, la 7 ‘Pedemontana’ con 826, la 8 ‘Berica’ con 777, la 3 ‘Serenissima’ con 747, l’1 ‘Dolomiti’ con 260, la 4 del ‘Veneto Orientale’ con 233 e la 5 ‘Polesana’ con 217.




Prosecco: via il nome dalla etichette

Nome sì o nome no? Non tutti sono d’accordo.

Alcuni produttori di collina, guidati da Col Vetoraz, cantina guidata da Loris Dall’Acqua, il Gran Maestro della Confraternita di Valdobbiadene, hanno una proposta.

Ovvero abolire la parola Prosecco sulle etichette della Docg per distinguersi dalla massa. L’altra faccia della medaglia è il Consorzio della stessa Docg, guidato da Innocente Nardi, sostenuto da Luca Zaia, che non la vedono proprio allo stesso modo.

La questione è stata posta così. Visto che adesso il Prosecco è diventato mainstream, come possono differenziarsi le cantine che producono nella zona storica da quelle con le uve Doc? La proposta è stata quella di mettere la lettera V in rilievo.

Adesso l’associazione ha inviato 2.640 questionari ai produttori Docg per prendere una decisione. Il Gran Maestro, Dall’Acqua: “Al momento ci hanno risposto in 400, in molti sostengono la nostra battaglia”. In contemporanea, con una nota stampa, Col Vetoraz ha spiegato perché, sin dalla vendemmia del 2017, ha tolto la parola Prosecco dalle sue etichette, sostituendola con Valdobbiadene Docg: “Difendiamo la nostra identità territoriale”.

Da sottolineare che il disciplinare del Consorzio già oggi permette al singolo produttore di non usare la parola Prosecco. Stando a un’inchiesta del Cirve (Centro ricerca viticoltura ed enologia di Conegliano), l’8% dei 90 milioni di bottiglie della Docg adotta questa soluzione.

Nel dibattito è intervenuto Luca Zaia dicendo: “Togliere la parola Prosecco dalle etichette è una partita che riguarda i produttori. Personalmente penso che togliere repentinamente il nome dalle etichette farà spostare gli acquirenti, soprattutto all’estero, su quelle che il nome ce l’hanno. Tuttavia, è inaccettabile sentir dire che il decreto del 2009, che io feci da ministro, sia stato fatto per fini politici. Non è così, è un decreto condiviso con il territorio”.




Asilo gratis: ci pensa il Comune

Tre anni di asilo gratuiti: ci penserà il Comune a coprire le spese.

Tre anni di asilo gratis, per tutti i bambini, pagato dal Comune. Sembrava impossibile, ma è successo.

A riuscire nell’impresa è un piccolo centro in provincia di Treviso, Spresiano. Lì il sindaco Marco Della Pria, espressione di una lista civica, ha deciso di utilizzare per la gratuità degli asili 600 mila euro recuperati con efficienze di bilancio, dovute a incassi straordinari, recupero di crediti evasi, e le multe dell’efficiente T-red sul territorio.

Una nobile iniziativa che permette anche alle famiglie con un reddito più basso di portare i propri bambini a scuola. In questo modo si ovvia al costo di una baby-sitter et similia.

In seguito a questa decisione, molti altri comuni hanno deciso di prendere ispirazione. Diversi sindaci hanno contatto l’Anci regionale per capire come sia riuscito a pagare l’asilo per tre anni ai bambini di Spresiano.

Della Pria lo ritiene un aiuto alle famiglie e anche alle scuole paritarie, che con il progressivo calo di iscrizioni rischierebbero di dover chiudere. Il sindaco inserirà il provvedimento del bilancio di previsione di dicembre. I genitori dei bimbi che frequentano scuole paritarie potranno portare al Comune la certificazione dei pagamenti mensili, e riceveranno il rimborso.




Autonomie regionali: prosegue la polemica

Continua la polemica sulle autonomie. Questa volta i protagonisti sono Attilio Fontana e Francesco Boccia.

Dopo la discussione tra Boccia e Zaia è il turno di Attilio Fontana, governatore della Lombardia. “Aspettiamo il confronto con il ministro Francesco Boccia. Ma sulle autonomie regionali bisogna ripartire da dove si era arrivati. E la Lombardia è pronta ad assumere le competenze su scuola e sanità”, dice il governatore.

Il ministro per gli Affari Regionali Boccia replica: “A tutti i presidenti delle Regioni ricordo che la casa comune delle Regioni è il ministero ed è a loro disposizione. E la Conferenza Stato-Regioni vorrei lavorasse molto meno sulle leggi da impugnare. Voglio rassicurare Fontana: andrò da lui, da Toti, Zaia, Bonaccini. Dobbiamo improntare il rapporto su una collaborazione senza verità inconfutabili, non reagirò a nessuna provocazione, avrò un approccio gandhiano. Consiglio di non dire ‘o si fa come dico io o io vado avanti lo stesso’; rispettiamoci e ascoltiamoci”.

Fontana non è convinto: “La scuola credo non potrebbero non considerarla, tenuto conto che c’è una sentenza della Corte Costituzionale in cui si dichiara che le Regioni possono organizzare una parte di questa materia. Se dovessero dire di no, faremo una legge nel rispetto di quella sentenza della Corte costituzionale. Ho sentito il ministro Boccia dire che vuole incontrare i tre governatori, quindi aspettiamo la convocazione. Sono disponibile a discutere a patto che si mettano da parte pregiudizi e affermazioni sgangherate e che si riparta dal lavoro già fatto.”




Fotomontaggio con svastica in fronte: solidarietà per Donazzan

Realizzano un fotomontaggio ispirato al film Bastardi senza gloria, ma con l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan.

Il Coordinamento studenti medi ha realizzato un meme ispirato al film di Tarantino Bastardi senza gloria. Peccato che la persona con la svastica insanguinata in fronte sia Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione.

Come mai questo meme? L’esponente di Fratelli d’Italia ha partecipato alla Festa nazionale di Casapound a Verona.

Donazzan denuncia: “Questo nuovo attacco ha superato ogni limite. È un atteggiamento che richiama alla memoria le pagine più brutte della nostra storia quando per mano dei partigiani veniva perpetrata ogni forma di violenza contro le donne fasciste”.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha espresso solidarietà alla collega di Giunta: “È un gesto volgare e violento verso una donna. Azione grave che non va derubricata a semplice errore, ma che mi auguro possa essere perseguita nelle sedi adeguate perché la sua gravità va oltre il fatto specifico.

In un momento in cui si fa un gran parlare della necessità di rafforzare la lotta alla violenza verso le donne una donna e una brava amministratrice viene messa nel mirino con un gesto di rara violenza che richiama a sua volta violenze storiche e regimi che non bisogna dimenticare. Mai. Gran brutta cosa, come l’aria che tira di sempre meno rispetto per le persone e per la democrazia”.