Chiuso Covid Hospital di Jesolo

 

Il reparto Covid-19 dell’ospedale di Jesolo (Venezia) è stato chiuso dopo la dimissione delle ultime due pazienti e il personale medico-infermieristico si è lasciato andare a una grande festa. Stamani si sono date appuntamento circa 150 persone per celebrare il momento. Guidati dal primario del reparto di Malattie Infettive Lucio Brollo, i sanitari hanno curato complessivamente circa 200 pazienti: nei momenti di massima urgenza e incidenza della pandemia, ci sono state anche 60 persone ricoverate contemporaneamente.
Come una liberazione, questa mattina l’equipe del reparto si è ritrovata intonando canti e balli e perfino il più classico dei cori da stadio: “Chi non salta Covid-virus è”. Subito dopo il primario ha chiuso simbolicamente a chiave la porta del reparto in cui negli ultimi mesi si sono combattute battaglie quotidiane contro il Coronavirus e in cui complessivamente si sono alternati circa 300 sanitari.




Veneto, fine obbligo mascherina da 1/6

L’uso della mascherina non sarà più obbligatorio per strada in Veneto dal primo giugno prossimo.
Continuerà ad essere indispensabile “nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (bar, negozi etc)), e all’esterno solo nelle occasioni in cui non sia possibile garantire continuamente la distanza di sicurezza tra i non conviventi”. Lo prevede la nuova ordinanza regionale annunciata da Luca Zaia, che avrà valore dall’1 al 15 giugno. Il provvedimento dovrebbe essere firmato nel pomeriggio.




In aula con roncola, denunciato avvocato

 

Denunciato dai Carabinieri di Vicenza per porto abusivo d’arma perchè trovato con una roncola all’interno del Palazzo di Giustizia. Protagonista della vicenda un avvocato padovano che si era recato in Tribunale per difendere una persona imputata in un processo per lesioni. Il legale ne ha giustificato il possesso riferendo che doveva esibirla al giudice per la ricostruzione dei fatti in aula.




San Marco Venezia,poca gente prima messa

 

– È stata riaperta stamani a Venezia la Basilica di San Marco, al centro del cuore della città lagunare. Alle ore 8,30 la prima celebrazione eucaristica alla quale tuttavia non hanno partecipato molte persone, così come sul sagrato non vi è la consueta coda di visitatori o di Fedeli.
Il piano di revisione dei posti a sedere, in base ai protocolli di sicurezza, prevede in ogni caso un massimo di 120 ingressi. Il salotto della città è deserto, chiusi i classici caffè, dal Florian al Quadri. Solo il caffè Chioggia è aperto per le pulizie. Rari i passanti, molti gli uffici aperti, i locali stanno approfittando della disposizione del comune che ha permesso l’ampliamento dei plateatici, alla ricerca di clienti.




Più 32 positivi, 62 in terapie intensive

 

Sono 32 in più rispetto a 24 ore fa i casi riscontrati di positività al Coronavirus in Veneto, che portano il totale di contagi dall’inizio dell’epidemia a 18.845.
Lo riferisce il bollettino regionale. I soggetti attualmente positivi sono 4.718, quelli posti in isolamento domiciliare sono 4.436. I decessi complessivi sono 1.743, dei quali 1.290 in ambito ospedaliero. Le morti rispetto a ieri sera son cresciute di 2. Negli ospedali sono ricoverati 623 pazienti, tra positivi e negativizzati; nelle terapie intensive vi sono 62 pazienti; i dimessi sono 3.102.




Il Veneto adotta un piano per combattere la povertà in aumento

Questo l’obiettivo del confronto promosso dal Tavolo regionale per la lotta alle povertà, Veneto Lavoro, Alleanza contro le povertà, Anci Veneto e gli  amministratori dei 21 ambiti territoriali del Veneto

 

Il numero dei disoccupati in Veneto – calcola il direttore di Veneto Lavoro, Tiziane Barone – è destinato a salire velocemente dai 133 mila di fine dicembre ai 180 mila previsti a fine del primo semestre 2020. Da febbraio ad oggi Veneto Lavoro calcola che si siano persi circa 10 mila contratti a tempo indeterminato e 60 mila contratti a tempo determinato, in particolare tra gli stagionali del turismo, del commercio e servizi, delle costruzioni e tra gli operatori della logistica.

Crescono di pari passo le domande di accesso al reddito di cittadinanza: le 62.245 richieste dei primi di febbraio, registrate in Veneto dall’Osservatorio statistico dell’Inps, sono lievitate alle 66.767 della prima settimana di aprile. Di queste, ne sono state accolte 36.561 (circa il 55%), di cui 2.422 tra febbraio e aprile, con un trend evidente in crescita.

I percettori di reddito di cittadinanza abili al lavoro in Veneto in questo momento sono 20 mila: di questi 7.113 hanno già siglato un patto per il lavoro, 4.295 sono esclusi, 1.695 sono esonerati, 2.511sono in attesa di convocazione da parte dei centri per l’impiego, 818 sono già stati riconvocati.

Dai primi di marzo la Regione Veneto – ricapitola l’assessore – ha anticipato un fondo di emergenza di 9,4 milioni di euro,  potenziando tutte le misure di emergenza già attivate contro la povertà e allargandone l’accesso anche prescindendo dalla dichiarazione Isee: 24 empori della solidarietà, fondo di sostegno per la casa (affitto o mutuo), reddito di inclusione attiva anche in assenza di patto personalizzato, iniziative per i senza fissa dimora e i più indigenti, progetti contro la povertà educativa allargando la fascia dei destinatari, dai 3 ai 17 anni.




Guida in stato di ebbrezza e si scontra con la Gazzella dei Carabinieri

Il pericoloso conducente di una Lancia Ypsilon ha perso il controllo del mezzo e si è scontrato con una vettura dei Carabinieri

 

Il 32enne alla guida dell’autovettura si è scontrato la scorsa notte contro la Gazzella ferma dei carabinieri. Il giovane di Povegliano sottoposto ad alcoltest è risultato positivo con un tasso alcolemico superiore a 2 grammi di alcol per litro di sangue. Un valore che ha portato al sequestro del veicolo e alla segnalazione all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza.

 

Sono in corso accertamenti anche sulla patente dell’uomo, per questo è stata coinvolta la Motorizzazione.




Il 18 maggio soltanto i confini rimarranno chiusi

Le linee guida e i protocolli di sicurezza saranno indicati per ogni attività perché possano riaprire nella massima sicurezza

Entro venerdì, sulla base dei dati del monitoraggio, arriveranno le linee guida per consentire alle Regioni di riaprire dal 18 maggio commercio al dettaglio, bar e ristoranti, estetisti e parrucchieri.  E’ quanto emerso, secondo quanto si apprende, nel corso dell’incontro tra governo e Regioni.

Rimangono ancora molti dubbi, invece, per quanto riguarda la riapertura dei confini interregionali ed internazionali.

 




Covid: Contagio ai minimi storici a Verona

La città ha risposto in maniera positiva all’allentamento delle limitazioni

Tante le famiglie, i giovani e le persone che, tra sabato e domenica, hanno sfruttato le giornate di sole per fare una passeggiata in centro storico, come previsto dalle norme regionali e nazionali. Dal 4 maggio, infatti, sono autorizzati gli spostamenti all’interno della regione, e quindi anche fuori dal proprio comune di residenza, per praticare attività motoria e sportiva, così come per visitare i congiunti, fare la spesa e ritirare il cibo d’asporto. E i controlli messi a punto dalla Polizia locale hanno attestato il rispetto delle regole. Sono state 197 le persone fermate nella giornata di sabato e 147 quelle controllate domenica. Nessuna multa è stata comminata. Così come per i 167 esercizi ispezionati sabato e i 62 sottoposti a controlli domenica.




Riaperture musei: scommettere sulle aperture serali

Le indicazioni del Comitato Scientifico privilegiano  i siti museali con meno di centomila visitatori nell’ultimo anno, Verona può contare su un patrimonio che aspetta di essere valorizzato

Nel 2019 il Museo Archeologico ha superato di poco i 100 mila visitatori. Museo degli Affreschi e Lapidario Maffeiano sono ampiamente sotto. E tutti questi siti dispongono anche di spazi all’aperto, indispensabili per rendere la visita più adeguato alle nuove disposizioni. Tre musei per riscoprire la storia di Verona e che possono diventare un vero vettore della rinascita cittadina, offrendo ai veronesi in primis un motivo per tornare a vivere la città.

Ma nelle indicazioni governative è contenuta anche la richiesta di non far coincidere apertura e chiusura con gli orari di punta, per non alimentare ulteriormente traffico e assembramenti. Un invito che a Verona potrebbe tradursi in un ampliamento dell’orario di visita anche alle ore serali, da tempo richiesto e auspicato. Aprire dopo per chiudere dopo, con un duplice vantaggio: evitare di aggravare il traffico cittadino, e offrire a veronesi e turisti un’opportunità in più, importante soprattutto durante il periodo estivo. Le aperture notturne, che altri musei nel mondo prevedono in maniera sistematica mentre a Verona non sono mai state programmate in modo organico, sarebbero una novità importante, indispensabile per completare l’offerta del centro storico che non vede l’ora di ripartire.