Pordenonelegge: divieti, restrizioni e stretta sulla sicurezza

La città si prepara all’evento letterario ‘Pordenonelegge’: la Polizia chiama i rinforzi dalle Regioni vicine e il Comune emette un’ordinanza anti-alcol e uno straordinario divieto di sosta.

Nella mattinata di ieri lunedì 16 settembre, si è svolta presso la  Questura di Pordenone  una conferenza stampa, nel corso della quale il Prefetto della Provincia di Pordenone Maria Rosaria Maiorino ed il Questore della Provincia di Pordenone Marco Odorisio hanno illustrato le misure di sicurezza in occasione dello svolgimento della XX° edizione della manifestazione letteraria denominata “Pordenonelegge – Festa del libro con gli autori” in programma a Pordenone da mercoledì 18 a domenica 22 settembre 2019. Per tutta la durata dell’evento è stata allestita presso la “Sala Operativa Grandi Eventi”  della Questura di Pordenone una cabina di regia da dove sarà possibile monitorare con speciali  telecamere dedicate predisposte dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Padova i luoghi ove si svolgerà la manifestazione.

In occasione della manifestazione letteraria i servizi di ordine e sicurezza pubblica assicurati dalle forze di polizia territoriali della Polzia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza saranno integrati da  un Team “UOPI” (Unità Operative Pronto Intervento) e  pattuglie del  “Reparto di Prevenzione Crimine Veneto della Polizia di Sato di Padova”, Team artificieri delle  Questura di Belluno,  una pattuglia Ippomontata  del Reparto a Cavallo della Questura di Milano e operatori del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Padova. Sarà inoltre vietato consumare e abbandonare negli spazi aperti nonché vendere per asporto bevande di qualsiasi genere contenute in lattine e bottiglie o altri contenitori in vetro, all’interno della Zona a Traffico Limitato della città. Infine, sarà in vigore il divieto di transito e di sosta (con rimozione) nella Zona a traffico limitato e in piazza della Motta da mercoledì 18 a domenica 22 settembre 2019 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 22.00.




Domani anche in Fvg la Giornata mondiale per la Sicurezza delle Cure

“La nostra regione è una delle realtà nazionali più organizzate sul tema, che ha trovato l’articolazione formale nella Rete Cure Sicure Fvg”, spiega l’assessore Riccardi.

Nel maggio 2019 la 72. assemblea della Salute tenutasi a Ginevra, partecipata da 194 Paesi, ha stabilito che il 17 settembre diventi la Giornata mondiale per la Sicurezza delle Cure, ritenendo questo come uno dei temi di importanza prioritaria per la salute a livello mondiale. “Favorire l’uso consapevole e sicuro dei farmaci, prevenire le infezioni correlate all’assistenza, garantire la sicurezza in chirurgia, sostenere il corretto utilizzo degli antibiotici e combattere la diffusione dei batteri resistenti a questi farmaci, favorire azioni per prevenire l’insorgenza delle lesioni da decubito e per evitare le cadute, gestire nella maniera più efficace per il paziente il dolore e valutare la qualità e la sicurezza della documentazione clinica sono alcuni dei programmi della Rete Cure Sicure già attiva da anni in Fvg”. Lo afferma il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ricordando che anche la nostra regione focalizzerà in questa giornata l’attenzione sul tema della sicurezza delle cure per sostenere la consapevolezza e favorire le attività in questo ambito anche a livello locale.

L’Italia partecipa attivamente a questa importante iniziativa, forte anche di una specifica legge, la 24/2017, in tema di sicurezza delle cure. “La nostra regione – evidenzia Riccardi – è una delle realtà nazionali più organizzate sul tema e il programma, partito nel 2011 sulla base della lunga tradizione presente sin dagli anni ’90, ha poi trovato l’articolazione formale nella Rete Cure Sicure Fvg”. La rete coinvolge tutte le aziende sanitarie che erogano prestazioni per conto del sistema sanitario regionale, sia pubbliche che private accreditate, per garantire la presenza degli stessi standard di sicurezza e qualità delle cure su tutto il territorio regionale. “Il miglioramento della sicurezza delle cure – spiega il vicegovernatore – non può prescindere dal coinvolgimento attivo del paziente/cittadino. Su questo la Rete Cure Sicure Fvg ha lavorato molto anche in sinergia con alcune associazioni di cittadini che sono parte integrante della rete”.




Violenze domestiche, espulso da Pordenone e mandato in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Roma

Dopo anni di violenze e maltrattamenti verso la moglie e i due figli, il Questore di Pordenone ha deciso di far rimpatriare un 40enne originario del Ghana.

Il Questore della Provincia di Pordenone dr. Marco Odorisio ha disposto il collocamento con trattenimento presso il “Centro di Permanenza per il Rimpatrio” di  “Ponte Galeria” – Roma,  nei confronti di un 40enne cittadino ghanese resosi responsabile di atti violenti e maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli di appena 4 anni e di 7 mesi. Infatti, verso le ore 23.00 di venerdì 13 settembre, si presentava in Questura una donna ghanese, che aveva con se due figli minori,  seguita a breve distanza dall’ex consorte, per l’appunto il 40enne cittadino del Ghana. La donna, accolta negli uffici della Questura riferiva che nel corso della medesima serata, alcune ore prima, l’uomo si era presentato presso  l’abitazione della stessa ed una volta in casa inveiva contro la ex afferrandola  per il collo e procurandole delle lesioni. La donna riusciva, quindi, a calmare l’aggressore dopo di che temendo per l’incolumità propria e dei figli piccoli, decideva di recarsi in Questura.

Qui il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico “Squadra Volante”, faceva intervenire anche un’autoambulanza del locale  “118” che trasportava la giovane donna presso il pronto soccorso del locale Ospedale Civile per le cure del caso. Prontamente in base alle disposizioni del cosiddetto “Codice Rosso”, dei fatti veniva informato il Pubblico Ministero di turno. Nel corso dell’attività si riscontrava come al 40enne cittadino ghanese, già in data 6 aprile 2016, veniva inflitta dal Tribunale di Pordenone una condanna definitiva alla pena di mesi 3 di reclusione in quanto resosi responsabile di percosse, lesioni personali e minacce contro la giovane moglie. Infatti, in quella occasione il maltrattante, oltre a minacciare pesantemente la consorte, la picchiava causandole, finanche, la rottura di un dente, violenze accadute nel dicembre del 2014.

Dopo tale episodio l’uomo si allontanava dall’abitazione diventando, di fatto senza fissa dimora. Rintracciato nel 2018 veniva, quindi, emesso nei suoi confronti un provvedimento di espulsione  non ottemperato. Si evidenzia, altresì, la particolare indole violenta dell’uomo, che risultava già essere stato arrestato per rissa nel 2007, oltre che denunciato  per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali ed evasione. Indole da maltrattante, evidenziatasi anche il 27 agosto scorso, quando si era respo responsabile di lesioni nei confronti del figlio della compagna di appena 4 anni. L’epilogo, quindi, nella serata di venerdì 13 settembre con la violenta aggressione contro la ex moglie, fatti per i quali il ghanese è stato indagato in ordine ai reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni, con contestuale concessione  da parte del Pubblico Ministero del nulla-osta all’espulsione.

Quindi, al fine anche di salvaguardare l’incolumità fisica della donna e dei due figlioli in tenera età, l’immediato provvedimento del Questore della Provincia di Pordenone che ha disposto nei confronti dell’uomo il collocamento e trattenimento nel “C.P.R.” di   “Ponte Galeria” – Roma, al fine del definitivo allontanamento dal territorio nazionale. L’uomo scortato da due agenti della Questura  di Pordenone è stato condotto all’aeroporto  “Marco Polo” di Venezia e imbarcato sul volo con destinazione Roma venendo collocato per il trattenimento presso il sopracitato “C.P.R”.




“Apollo 11” in programma al cinema Centrale fino all’11 settembre

Nell’anno del 50esimo anniversario dall’allunaggio, il cinema Centrale di Udine proietta per tre giorni il celebre capolavoro “Apollo 11”.

Quando 50 anni fa, nel 1969, la missione Apollo 11 si avviò verso lo spazio, vennero girate centinaia di ore di immagini in formato 70 mm. Grazie a questo incredibile materiale digitalizzato in 4K, il regista Todd Douglas Miller ci conduce direttamente nel cuore della più celebre missione della NASA, quella che per prima ha portato l’umanità sulla Luna, consegnando alla Storia gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, i primi a toccare il suolo lunare, assieme a Michael Collins, pilota del modulo di comando.

Per rivivere quelle ore e quei giorni epici arriva nel 2019 sul grande schermo del cinema Centrale da lunedì 9 a mercoledì 11 settembre “Apollo 11”, vincitore del Premio Speciale della Giuria Documentari per il Miglior Montaggio al Sundance Film Festival 2019. Proprio quel montaggio serrato ci permette di rivivere, nel senso più stretto del termine, quei momenti di 50 anni fa, facendoci immergere nella prospettiva degli astronauti, della squadra ‘Mission Control’ e dei milioni di spettatori sintonizzati sulla terra, con tutta l’adrenalina di quei giorni e la tensione di quelle ore memorabili in cui il genere umano fece un balzo gigantesco verso il futuro.

“Apollo 11” sarà in programma al Cinema Centrale lunedì 9 e mercoledì 11 settembre alle ore 19.30, martedì 10 settembre alle ore 15.00e 19.30 (biglietto intero intero €10, ridotto €8). Per informazioni, consultare il sito www.visionario.movie, la pagina facebook.com/VisionarioUdine o contattare il numero 0432/227798.

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“Apollo 11”
di Todd Douglas Miller
USA 2019, 93’

CINEMA CENTRALE
9 e 11 settembre ore 19.30
10 settembre ore 15.00 – 19.30
Biglietto intero €10 – ridotto €8




Pallamano, giovani campioni triestini premiati in Municipio

Festosa cerimonia di premiazione in Municipio per i ragazzi della Pallamano Trieste under 15, recenti vincitori del titolo italiano di categoria battendo, il 7 luglio scorso a Riccione, i coetanei del Teramo. Nel tradizionale Salotto Azzurro, presenti con i giovanissimi campioni l’allenatore Claudio Schina, il direttore sportivo Giorgio Oveglia e lo “storico” Presidente della Pallamano Giuseppe Lo Duca, l’Assessore allo Sport Giorgio Rossi si è vivamente complimentato, con toni di sincera e affettuosa ammirazione, con “i conquistatori di uno scudetto non facile, ottenuto per la prima volta, a onore e gloria della Pallamano Trieste e di tutta la nostra Città, lottando con grande tenacia, forte impegno di gruppo e personale e capacità di mantenere alta la guardia per tutto il campionato!”

All’insegna di questo spirito lodevolmente combattivo e dei valori sportivi di dedizione e di sforzo comune di squadra, l’Assessore Rossi ha consegnato ai ragazzi una bella targa del Comune, a ricordo e riconoscimento dell’impresa compiuta, recante l’iscrizione: “con l’augurio di una straordinaria carriera sportiva, con affetto e gratitudine”, firmata assieme all’Assessore Rossi anche dal Sindaco Dipiazza. E mentre nel centro del tavolo del Salotto Azzurro campeggiava trionfante la Coppa da poco conquistata, anche il Presidente e i tecnici della Pallamano si sono alternati a lodare questi nostri giovanissimi, stimolandoli nel contempo a non coltivare gli allori ma a mirare a mantenere e incrementare l’alto livello raggiunto, poiché – come ha detto l’allenatore Claudio Schina, peraltro ribadendo un concetto basilare già espresso dallo stesso Assessore Rossi – “vincere è bellissimo, ma più difficile è riconfermarsi e mantenere i risultati raggiunti. Ma questi ragazzi straordinari, capaci di ottenere successi fino a oggi imprevedibili, ce la faranno ancora”, ha concluso un più che convinto e raggiante Schina.

Soddisfattissimi anche il direttore sportivo Giorgio Oveglia che ha parlato di “un grande risultato ottenuto grazie a un grande, tenace lavoro” e, infine, il Presidente Lo Duca, commosso, sottolineando con forza come – riallacciandosi in ciò anche alla celebrazione di ieri per i 50 anni della Società – “in tutti questi anni abbiamo conseguito tante vittorie ma questo successo dei nostri “under 15” mi è specialmente caro, ed è particolarmente importante e significativo, anche da un punto di vista molto concreto, per la “vetrina” nazionale nella quale ci permette di inserirci, con grandi vantaggi di visibilità e notorietà, a beneficio dell’intera Pallamano Trieste e della sua struttura sociale, e a ulteriore onore e notorietà della città tutta. Un grande grazie perciò a questi nostri bravissimi ragazzi!”




“Il lago di Doberdò è unico al mondo”, bisogna tutelarlo

L’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari è intervenuto al convegno “L’Isonzo sotterraneo e il Lago di Doberdò tra speleologia, conservazione e sfruttamento idropotabile”.

“Il Friuli Venezia Giulia ha un territorio meraviglioso ma il lago di Doberdò è unico al mondo. È quindi importante che questa straordinaria risorsa ecologica, che possiede un’enorme biodiversità, venga tutelata, difesa ed anche valorizzata. In quest’ottica sono fondamentali studi dettagliati che ci permettano di comprendere appieno i meccanismi di funzionamento dei fiumi sotterranei tipici del Carso”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale a Patrimonio e Demanio, Sebastiano Callari, intervenendo al convegno “L’Isonzo sotterraneo e il Lago di Doberdò tra speleologia, conservazione e sfruttamento idropotabile”, svoltosi questa mattina a Monfalcone, nel corso del quale sono stati presentati i risultati degli studi effettuati dall’Università di Trieste con l’aiuto della Federazione speleologica regionale nell’ambito di quella che, è stato detto, può essere definita come la più vasta campagna di mappatura delle acque carsiche isontine dalla metà dell’Ottocento.

In merito, Callari ha rimarcato la rilevanza delle ricerche volte alla comprensione del funzionamento della rete idrica sotterranea perché “sarebbe gravissimo e miope mettere a rischio un patrimonio come quello del lago di Doberdò e dell’Isonzo. La Regione, sostenendo questo progetto, vuole quindi essere al fianco di coloro che si stanno adoperando in tale senso e che devono trovare nelle istituzioni il giusto supporto per proseguire in questo interessante lavoro. La ricerca a favore dell’ambiente, infatti, rappresenta un investimento per il futuro di cui beneficeranno le prossime generazioni”. Il valore dell’iniziativa è stata sottolineata anche dal sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, la quale ha spiegato che “l’acqua è un bene fondamentale da tutelare perché significa vita e salute e, di conseguenza, dobbiamo impegnarci a tutti i livelli, istituzionali e non, per valorizzare e proteggere questo patrimonio. Ben vengano le sinergie, anche quelle transfrontaliere, che consentono di studiare e valorizzare le nostre risorse idriche delle quali fruiscono oltre 400mila persone”.




Il nuovo progetto di housing sociale in via Planis a Udine

Il Fondo Housing Sociale FVG realizzerà a Udine un nuovo modello di convivenza che mira a creare una comunità solidale e sostenibile.

Non è solo una casa: è molto di più. Il progetto di housing sociale di via Planis a Udine è il secondo progetto che il Fondo Housing Sociale FVG ha pensato e realizzato nel Comune di Udine. Sarà un nuovo modello di convivenza urbana, dove essere inquilini non significa solo condividere il medesimo edificio, ma contribuire alla creazione di una comunità sostenibile e solidale. Le iniziative del Fondo, infatti, hanno l’obiettivo di promuovere una nuova cultura dell’abitare, con un’offerta di alloggi ad alta efficienza energetica (classe A3), con costi di gestione contenuti e con una particolare attenzione dedicata alla socialità della comunità dei residenti. Il Fondo Housing Sociale FVG gestito da Finint Investments SGR, ha come principali sottoscrittori CDP Investimenti SGR S.p.A. (Gruppo Cassa depositi e prestiti) attraverso il F.I.A. – Fondo Investimenti per l’Abitare, che ad oggi ha investito 81 milioni di euro nel Fondo Housing Sociale FVG accanto alla Regione Friuli Venezia Giulia (8 milioni) e al circuito delle Banche di Credito Cooperativo del territorio.

Il complesso immobiliare di via Planis 127 è composto da 16 alloggi con ampie logge, di cui 12 bicamere e 4 monocamera. Inoltre, il complesso immobiliare è dotato sia dell’impianto solare che dell’impianto fotovoltaico. Gli alloggi saranno disponibili in locazione con canoni che, a titolo esemplificativo, sono di circa 450 € per i mini e 540 € al mese per un bicamere, ed in vendita a 1.800 euro al mq. Vi sarà la possibilità di sottoscrivere anche contratti di rent to buy per divenire proprietari dell’appartamento in un tempo di 8 anni (durata del contratto di locazione). Inoltre sarà fruibile uno spazio ad uso gratuito per i condomini, dove organizzare incontri, feste e attività ricreative. Gli alloggi saranno assegnati attraverso un avviso per la raccolta di manifestazioni di interesse che sarà disponibile online dal 7 al 30 settembre 2019 (www.housingsocialefvg.it), curato dal Gestore Socio-immobiliare C.A.S.A. FVG. Nell’avviso saranno indicati i criteri per l’assegnazione tra cui capacità economica (ISEE non superiore a € 40.000) e situazione soggettiva dei richiedenti. Nella stessa giornata – 7 settembre, per i cittadini che intendo visitare gli alloggi dei progetti di housing sociale a Udine, sarà possibile visitare anche il progetto “Borgo Lumi” in via Lumignacco, promosso a marzo 2019 e che ha ancora appartamenti disponibili mono, bicamere e tricamere. A dare il via a questa nuova opportunità sul territorio sarà presente l’Amministrazione Comunale di Udine con il vicesindaco Loris Michelini a conferma del grande valore di questi progetti nella costruzione di una città “realizzata per gli abitanti”.

Il portafoglio del Fondo HS FVG, ad oggi, è composto da 15 iniziative realizzate e in corso di realizzazione per un totale di 554 unità abitative e 4 unità commerciali, collocate interamente nel territorio della Regione Friuli Venezia Giulia: 28 unità a Maniago (PN), 54 unità a Pordenone, 15 unità a Pasiano di Pordenone (PN), 31 unità a Remanzacco (UD), 140 unità a Trieste, 203 unità a Udine, 20 unità a Lignano Sabbiadoro (UD) e 67 a Monfalcone (GO). Maggiori informazioni sono presenti nel sito: www.housingsocialefvg.it.




Stringono i controlli in stazione a Udine, due spacciatori arrestati e un furto sventato

Mercoledì 4 settembre il personale della Polizia della Questura e della Sezione della Polizia Ferroviaria di Udine ha tratto in arresto 3 cittadini stranieri.

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura, nelle prime ore del 4 settembre, nell’ambito di servizi di osservazione svolti in divisa e in borghese, nella zona della Stazione e dell’autostazione, ha tratto in arresto due cittadini pakistani di 20 e 25 anni. In particolare, il personale ha notato che il 25enne scendeva dal treno proveniente da Venezia verso l’una e passava, con fare circospetto, uno zaino al 20enne che attendeva, assieme ad altri soggetti, il suo arrivo nei pressi del binario. Fermati i due soggetti, veniva rinvenuto all’interno dello zaino un involucro contenente circa 1 kg di hashish frazionato in 100 ovuli da 10 grammi ciascuno. I due uomini, pertanto, sono stati arrestati e condotti presso il carcere di Udine.

Nella serata sempre di mercoledì 4 settembre poi gli operatori della Sezione Polizia Ferroviaria di Udine venivano allertati in merito ad un’aggressione in corso sulla pensilina del binario 4. Una trentenne, sedicente gambiana, aveva infatti appena aggredito con numerosi pugni al volto ed al capo una donna cercando di sottrarle la borsa che teneva a tracolla. Solo il pronto intervento degli agenti e di alcune persone che si trovavano sui binari, permetteva di interrompere l’azione criminosa evitando ulteriori conseguenze negative. La cittadina straniera, appena portata negli uffici della Polizia Ferroviaria in stato di fermo, è risultata essere in Italia senza fissa dimora, priva di lavoro ed attualmente in attesa dell’eventuale riconoscimento della richiesta di protezione internazionale. Sottratta al violento tentativo di rapina, la vittima, visibilmente provata, veniva dunque accompagnata in ambulanza all’ospedale di Udine ove le sono state refertate lesioni per 5 giorni di prognosi, salvo complicazioni. L’immediata attività svolta dai poliziotti, attraverso l’assunzione delle testimonianze dei presenti e l’esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, ha condotto all’arresto della cittadina straniera per i reati di rapina aggravata tentata e lesioni; la donna è stata, infine, trasportata al carcere di Trieste e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




L’emigrazione al centro della manifestazione dell’Associazione Partigiani Osoppo

Il 15 settembre a Porzus (Udine) l’Apo organizza una giornata per riflettere sull’emigrazione, con un evento dal titolo “Ai confini del mondo e ritorno.

“Ai confini del mondo e ritorno” è il titolo di quest’anno della manifestazione che l’Associazione Partigiani Osoppo organizza per riflettere sulla realtà della emigrazione: l’appuntamento è per domenica 15 settembre a Porzus (Udine), indubbiamente luogo simbolo per Osoppo, ma anche per il Friuli, poiché, sottolinea l’associazione, “questa borgata montana, al pari di tante altre, è la rappresentazione concreta di quello che è stato il fenomeno dell’emigrazione”. Infatti, le borgate della montagna friulana, carnica e pordenonese sono state quelle più colpite dal fenomeno migratorio che ha interessato in particolare gli anni del secondo dopoguerra e che ha portato prima a una situazione di forte invecchiamento e in anni più recenti allo spopolamento quasi totale di queste zone. Questa doppia valenza ha indotto nel 2000 l’Associazione Partigiani Osoppo a promuovere questo momento estivo con lo scopo di celebrare il fenomeno migratorio, con le sue sofferenze e i suoi sacrifici, e al tempo stesso riflettere su ciò che l’emigrazione ha rappresentato per la Regione ed i legami forti ed importanti che i friulani all’estero hanno mantenuto e che si sono resi evidenti soprattutto negli anni della ricostruzione dopo il terremoto.

In tanti anni sono stati ricordati i moltissimi partigiani della Brigata Osoppo che dopo la guerra e la Resistenza sono emigrati nel mondo, come l’architetto Rinaldo Fabbro, che fu uno dei più grandi costruttori edili di Sydney. Nell’edizione dell’anno scorso, il 2018, è stata ricordata, a pochi mesi dalla scomparsa, la figura di Mario Toros, per decenni presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, tra gli “uomini simbolo” di questa epoca della emigrazione, che ha visto nascere e poi crescere in ogni angolo del mondo i fogolars, le comunità dei friulani emigrati. Negli anni scorsi, ricorda l’Apo, non è mancata una riflessione sui nuovi fenomeni migratori che ovviamente hanno interessato anche il Friuli e che, riflette l’associazione, “hanno portato persone provenienti da mondi e culture molto diverse dalla nostra con tutti i problemi che questo ha comportato. Gli ultimi anni, gli anni della crisi, hanno messo in luce un fenomeno migratorio che ha preso il volto di tanti nostri giovani, con una elevata preparazione culturale e professionale e che trovano maggior sbocco nei paesi esteri. Non vi è dubbio che questo fenomeno abbia non poche connotazioni negative, a iniziare dal bilancio strettamente economico (l’Italia spende importanti risorse per formare i giovani che poi lavorano e producono in altri contesti e società) ma che coinvolge anche l’aspetto demografico impoverendo una società già fortemente invecchiata, così come produce un inevitabile indebolimento delle relazioni familiari e sociali, determinato dalla distanza e dal crearsi di nuovi legami nei paesi di emigrazione”.




Presentati a Milano gli ospiti di Trieste Next 2019, il Festival della Ricerca Scientifica di Trieste

Il tema di quest’anno saranno i Big Data e l’Intelligenza Artificiale. Annunciati gli ospiti che parteciperanno quest’anno a Trieste Next dal 27 al 29 settembre.

Gli ospiti e il programma completo dell’edizione 2019 di “Trieste Next”, il Festival della Ricerca Scientifica di Trieste incentrato quest’anno su Big Data e Intelligenza Artificiale che si svolgerà nel capoluogo friulano dal 27 al 29 settembre, è stato presentato in anteprima mercoledì mattina alla conferenza stampa che si è tenuta presso la rappresentanza della Commissione Europea a Milano.

Durante la conferenza sono stati rivelati gli ospiti di punta dell’edizione 2019, tra cui spiccano Marc Mézard, direttore della Scuola Normale Superiore di Parigi, Peter Wadhams, docente di Fisica degli oceani dell’Università di Cambridge (fra i protagonisti del recente documentario HBO “Ice on fire”) e Luca Attias, commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. E poi ancora: Oliver Bruns e Jian Cui, rispettivamente principal investigator in SWIR imaging e nanomateriali e nanofotonica all’Helmholtz Pioneer Campus di Monaco; Sabina Leonelli, filosofa della scienza all’Università di Exeter; Antonio Moschetta, medico e docente di Medicina Interna Università di Bari; Anna Mondino, capo Unità di Ricerca IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
Con dibattiti che andranno da “Il calcolo scientifico nell’era dell’intelligenza aumentata: dal supercomputer al digital twin, passando per il web, per l’innovazione”, a “Il lato (umano) dell’Intelligenza Artificiale”, da “Come fare ricerca in Europa” a “Big Data nuove informazioni e nuovi strumenti per l’economia, la finanza, il business”, venerdì 27 settembre romperà il ghiaccio con la nuova edizione del Festival. Mentre lezioni come “Le nuove frontiere della ricerca europea”, o “neuroscienze e Intelligenza Artificiale”, porteranno il pubblico verso due degli appuntamenti più attesi, ossia quelli delle 16.30 e delle 18.00 di sabato 28 al Teatro Miela: “Verso l’era dell’Intelligenza aumentata?”, di Marc Mézard, e “Farewell to ice”, di Peter Wadhams. Il programma completo disponibile qui.

Come ogni anno l’obiettivo di Trieste Next è quello di favorire il dialogo tra ricerca e impresa e di promuovere il confronto costruttivo tra le cosiddette discipline STEM (scienze, tecnologie, ingegneria e matematica), e le scienze umane e sociali. Fra i tanti ospiti si trovano infatti anche alcuni importanti imprenditori, come Federico Faggin, fisico, imprenditore e inventore del primo microprocessore commerciale al mondo, Fabrizio Renzi, direttore della ricerca di IBM Italia e Marco Landi, ex presidente di Apple. Valore aggiunto del festival è anche la presenza dei tanti e autorevoli istituti di ricerca del territorio, che vantano una consolidata ed eccellente expertise proprio nei big data e che porteranno quindi la loro esperienza diretta in questo ampio e variegato campo di studi. Alla presentazione hanno partecipato Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, Angela Brandi, assessore Educazione, Scuola, Università, Ricerca del Comune di Trieste, Roberto Di Lenarda, rettore dell’Università degli Studi di Trieste, Antonio Maconi, direttore di Trieste Next, Filiberto Zovico, editore ItalyPost, Paola Del Negro, direttore generale OGS, Serena Mizzan, direttore dell’Immaginario Scientifico, Stephen Taylor, direttore del Servizio Innovazione e Sistemi Complessi di Area Science Park, Guido de Vecchi, direttore generale Intesa Sanpaolo Innovation Center e Niccolò Contucci, direttore generale di Fondazione AIRC.