Carabinieri sequestrano 10 chili cocaina , trovati vani nascosti in auto con la sostanza occultata

 

I carabinieri della Compagnia di Bressanone hanno sequestrato 10 chili di cocaina e arrestato un cittadino polacco di 25 anni. Lo stupefacente, secondo gli uomini dell’Arma, avrebbe fruttato sul mercato una cifra compresa tra i 2,5 ed i 3 milioni di euro. L’uomo è stato fermato nel corso di controllo sui veicoli nella zona di Bressanone. Il 25enne è stato fermato a bordo di un’Audi A6 perché, passando nei pressi dei posti di blocco, aveva insospettito i militari con alcune manovre insolite. L’uomo è stato dapprima seguito da carabinieri in borghese e controllato a distanza, quindi si è deciso di fermarlo per una verifica più approfondita. Malgrado l’auto ed i documenti di circolazione fossero in regola, il giovane è parso nervoso ed i militari hanno approfondito, trovando un cavetto di acciaio accanto al sedile del guidatore. Tirandolo, i carabinieri hanno scoperto vani nascosti dietro i sedili con la droga occultata. Le indagini proseguono per verificare a chi fosse destinato lo stupefacente.

 




Bolzano, camion di traverso blocca autostrada del Brennero: conducente aveva bevuto una bottiglia di vodka

Tasso alcolemico di 2,93 grammi su litro

 

 

La Polizia Stradale di Bolzano è stata contattata sabato 23 febbraio per un autoarticolato, con targa polacca, che procedeva pericolosamente lungo l’autostrada del Brennero, in direzione Nord. Il camion sbandava in modo evidente nel tratto tra i caselli autostradali tra Egna e Bolzano Sud, impegnando tutte le corsie di marcia, compresa quella d’emergenza. Un pattuglia ha inseguito da dietro il mezzo ancora in movimento, per segnalare il pericolo alle macchine in corsa, rallentando il traffico in modo da evitare il coinvolgimento di altri veicoli. Di punto in bianco il camion polacco si è arrestato tra Bolzano Sud e Bolzano Nord, posizionandosi di traverso e bloccando tutta la carreggiata, tanto da formare circa 1 km di coda in pochissimi minuti.

Il conducente polacco è stato fatto scendere dal mezzo, ed era in evidente stato di alterazione alcolica. Nel frattempo il camion è stato posto in sicurezza e la circolazione stradale si è sbloccata. All’interno del’abitacolo è stata rinvenuta una bottiglia di Vodka del tutto vuota e l’uomo barcollava vistosamente, tanto da necessitare di un sostegno per camminare. Sul posto è intervenuto il personale sanitario che ha portato l’uomo all’ospedale di Bressanone, dove gli è stata misurata la presenza di alcol nel sangue pari a 2,93 g/l. Immediato il ritiro della patente di guida ai fini della sospensione e la segnalazione all’Autorità Giudiziaria per i provvedimenti penali.




Numero verde : Per semplificare l’attività di denuncia dei cittadini

 

Istituire un numero verde per segnalare i rifiuti abbandonati. Questa la proposta di Futura2018, che attraverso una interrogazione firmata dai consiglieri Lucia Coppola e Paolo Ghezzi propone di semplificare l’attività di denuncia dei cittadini, come già attuato da altre amministrazioni italiane.
L’istituzione del numero verde, sostengono i consiglieri, sarebbe un incentivo al rispetto delle regole, dal momento che ci sono “troppi sacchetti di rifiuti abbandonati nei centri abitati ma anche nelle nostre campagne e nei boschi. “Si potrebbe pensare ad una app oppure ad un contatto wathsapp o telegram che permetta di mandare anche le immagini semplificando così il lavoro degli addetti alla raccolta dei rifiuti e dei cittadini stessi che troppe volte rinunciano a rivolgersi a Comune e vigili asportando in proprio i rifiuti lasciati da persone incivili”, sostengono i consiglieri di Futura2018.




Tirolo, contadino dovrà pagare mezzo milione di euro di risarcimento per la mucca che uccise turista 5 anni fa

Secondo i giudici serviva una recinzione

 

 

Cinque anni fa una mucca uccise una turista tedesca in Tirolo, ora il contadino dovrà risponderne con un risarcimento da quasi mezzo milione di euro. 487 mila euro per l’esattezza è il valore dell’indennizzo per l’incidente che avvenne il 28 luglio 2014, durante un’escursione nella Pinistal. Nello specifico la donna, di 45 anni, fu calpestata e uccisa da una mucca, mentre con il suo cane stava attraversando un prato. Il contadino ha sempre negato ogni responsabilità, sottolineando la presenza di cartelli che mettevano in guardia da mucche con vitellini liberi sul pascolo, che appunto possono risultare aggressive se si sentono minacciate.

Invece secondo l’accusa, era necessaria una recinzione per delimitare il pascolo delle mucche. Il contadino ha annunciato che non ci sta e che farà ricorso. La sentenza potrebbe avere comunque forti ripercussioni sulle gestione dei pascoli in Austria. Le modalità del pascolo trentino potrebbero mutare definitivamente o comunque questa sentenza potrebbe scatenare una serie di provvedimenti ad hoc.




Rivolta nel carcere di Trento: 85 detenuti indagati

Rivolta scoppiata nel carcere di Spini di Gardolo lo scorso 22 dicembre
 

 

Sono 85 gli indagati per la rivolta nel carcere di Trento del 22 dicembre scorso. Le accuse sarebbero violenza a pubblico ufficiale e lesioni nei confronti di dieci agenti della polizia penitenziaria che erano rimasti leggermente feriti. I detenuti, alcuni trasferiti in altre carceri dopo la sommossa, hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini e rischiano di vedersi aumentare in modo concreto l’entità della pena da scontare.

Alla protesta avevano partecipato soprattutto detenuti stranieri, in particolare maghrebini. In quanto la sommossa sarebbe stata innescata dal suicidio del detenuto Sabri El Abidi. Gli italiani invece ne sono rimasti fuori, solo 6 gli indagati. La procura ha individuato anche i presunti promotori della rivolta, accusati anche di incendio e danneggiamento. Le indagini hanno permesso di ricostruire passo per passo le fasi della sommossa nel carcere di Spini di Gardolo, grazie all’ausilio delle telecamere di sicurezza e alle testimonianze degli agenti coinvolti.

Ampie aree del carcere, lo scorso 22 dicembre, erano in mano ai rivoltosi che disintegravano, bruciavano, sfasciavano, lanciavano oggetti e pezzi di sanitari contro gli agenti. La situazione era del tutto fuori controllo. Decisiva è stata la mediazione condotta dal prefetto Sandro Lombardi, dal questore Giuseppe Garramone e dalla direttrice del carcere Francesca Gioieni che hanno convinto i detenuti a tornare pacificamente nelle celle, in parte devastate.




Bolzano: 12 ore di lavoro senza ferie e malattia ‘a pagamento’ ,3 arresti

 

Nelle prime ore del mattino, la Guardia di finanza di Bolzano hanno arrestato 3 cittadini cinesi, gestori, nel capoluogo altoatesino, di un ristorante facente capo a una nota catena di ristorazione di sushi, le accuse sono quelle di estorsione e sfruttamento aggravato del lavoro in danno di 14 dipendenti pachistani, impiegati come lavapiatti, camerieri e aiuto cuoco. I dipendenti – si apprende – erano costretti a lavorare 12 ore al giorno, senza poter fruire di ferie e subivano una decurtazione dello stipendio in caso di assenza per malattia. I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11 di oggi presso il comando provinciale della Guardia di finanza di Bolzano .




Campodazzo, morte sul lavoro: operaio precipita nel vuoto

Stava posando delle reti paramassi ed era imbragato

 

 

Terribile incidente sul lavoro a Campodazzo, provincia di Bolzano. Un operaio, mentre stava posando delle reti paramassi, è caduto nel vuoto ed è precipitato su dei massi. Le cause della tragedia sono in via di accertamento, ma è quasi sicuro che l’uomo fosse imbragato. I lavori che stava eseguendo sono necessari a proteggere la statale del Brennero, in un punto frequentemente interessato dal distacco di massi. L’operaio ha riportato ferite mortali e non c’è stato nulla da fare all’arrivo dei soccorsi. Stando alle prime informazioni l’uomo, di 40 anni, era di origini milanesi. Per recuperare il corpo è intervenuto il Soccorso alpino ed erano presenti sul posto anche i carabinieri e i vigili del fuoco di Campodazzo.




Trentino, un terzo dei sentieri danneggiati a causa del maltempo

1800 chilometri sui 5500 totali secondo la Sat

 

 

Un terzo della rete dei sentieri trentini, ben 1800 chilometri sui 5500 totali, risulta allo stato attuale danneggiata. E’ quanto hanno comunicato Roberto Bertoldi e Luca Biasi della Sat in audizione davanti alla commissione speciale del Consiglio provinciale di Trento istituita in seguito ai danni provocati dal maltempo di fine ottobre.  La Sat non ha rilevato grossi danni ai rifugi ma, al contrario, la situazione dei sentieri “è disastrosa, sopratutto per quanto riguarda la fascia di bosco. Non si riesce nemmeno fisicamente a passare”, hanno riferito Bertoldi e Biasi.

“A proposito del come intervenire abbiamo fatto presente che la Sat fa manutenzione ordinaria, attraverso i suoi volontari, sui sentieri iscritti nel catasto sentieri, ma è ovvio che qui parliamo di una manutenzione straordinaria. L’obiettivo che ci si dovrebbe porre” – ha aggiunto Roberto Bertoldi – “è legato alla frequentazione dei sentieri: la priorità da darsi deve consentire al turista, quando comincerà la stagione (giugno-settembre), di raggiungere agevolmente almeno i rifugi.”

Demis Centi, Presidente della Cooperativa delle Guide Alpine del Trentino, ha evidenziato come siano cambiati i sentieri di mezza montagna, al livello degli abeti al di sotto dei 1800 metri, all’indomani della tempesta dell’ottobre scorso. I boschi sono stati stravolti e i percorsi si presentano accidentati e questo aspetto deve essere valutato attentamente, secondo Centi.




Tentata rapina a Caldonazzo: anziano mette in fuga ladri con un pugno allo stomaco

Marito e moglie settantenni stavano guardando la televisione quando sono entrati i ladri

 

 

Tutto è iniziato quando i ladri hanno staccato la corrente e la televisione si è spenta improvvisamente. Due coniugi 70enni erano in camera da letto nella loro casa a Caldonazzo, quando i malviventi hanno fatto irruzione nella stanza, sbucati dal nulla, armati di pistola e hanno mostrato l’arma senza proferire parola. Il padrone di casa, dopo essere stato colpito alla testa con il calco della pistola, ha sferrato un pugno allo stomaco ad uno dei ladri. La moglie invece, si è vista davanti un uomo con una bomboletta spray e ha cercato di scappare verso la cucina, ma è stata inseguita, finché il consorte non è arrivato, aprendo un cassetto con l’intenzione di estrarne un coltello. Forse sorpresi dalla reazione degli anziani, i ladri sono fuggiti.

Questo è il racconto dei due anziani, Natalina e Ottorino Pompermaier, rapinati domenica a Caldonazzo in Trentino. Erano da poco passate le 23 e i ladri erano fuggiti quando in via Vegri sono arrivate l’ambulanza e le pattuglie dei Carabinieri. Moglie e marito sono stati scortati al pronto soccorso del Santa Chiara di Trento. Lei, 73 anni, era sotto shock, e lui, 76 anni, con una profonda ferita alla testa.




Trentino, valanga travolge 5 escursionisti in Val dei Mocheni: nessuna vittima

Gli scialpinisti sono riusciti ad uscire da soli dalla massa nevosa

 

 

Evitato il peggio questa mattina in Trentino, dove 5 scialpinisti sono stati sorpresi da una valanga in Val dei Mocheni, località Prati Imperiali. Tre donne e due uomini, quattro trentini e uno straniero, sono riusciti a tirarsi fuori da soli dalla massa nevosa, che fortunatamente non li aveva coperti del tutto. Si trovavano sotto la cima Mut, sul Lagorai, a una quota di circa 1.900 metri, quando una valanga di circa 200 metri di lunghezza si è abbattuta su di loro.

A dare l’allarme è stato uno degli escursionisti, intorno alle 10:45, e subito sono intervenuti sul posto il Soccorso Alpino del trentino e l’unità cinofila. Le cinque persone sono state rinvenute in superficie, tre di loro erano illese mentre gli unici due feriti sono stati trasportati presso l’ospedale Santa Chiara di Trento, per politraumi. La valanga è stata da subito bonificata e i tre scialpinisti illesi sono stati scortati a valle dal personale del Soccorso Alpino.