Corteo anarchico pro-migranti, solo trenta adesioni

Il corteo pro-migranti organizzato da un gruppo di anarchici ha ricevuto solo poche decide di adesioni, nonostante ne fossero previste a centinaia.

La città aveva spiegato non poche forze dell’ordine per proteggere la città e garantire l’ordine in occasione del corte pro-migranti di un gruppo anarchico, che manifestava “contro gli autoritarismi e le frontiere chiuse”. La rotta prevista partiva da Melezet, frazione del comune di Bardonecchia (Torino), al confine con la Francia, fino al centro di Bardonecchia. Il percorso in Alta Valle di Susa è stato scelto appositamente, in quanto è la strada che molti migranti scelgono per cercare di uscire dall’Italia e tentare di raggiungere il Nord Europa. La città era pronta ad arginare gli eventuali disordini delle centinaia di anarchici che si pensava avrebbero aderito al corteo, in realtà si sono presentati solo in trenta.

Uno dei portavoce dei manifestanti ha dichiarato che sono loro a decidere “come e quando attaccare. Oggi abbiamo scelto di essere qui in pochi. Lo abbiamo scelto per fronteggiare un grosso schieramento di polizia. Per prendervi in giro”. Intanto, gli anarchici in questi giorni hanno allestito un campeggio nella zona, che hanno chiamato Passamontagna. Per questo Bardonecchia continua ad essere blindata e le forze dell’ordine non abbassano la guardia. Dispiegamenti di agenti sono presenti a presidio dei ponti che collegano il centro abitato con via Einaudi. Pare, infine, che alcuni gruppi di anarchici si siano appostati nei boschi intorno al comune piemontese.




Ferrero cerca nuove ricette all’Università di Pollenzo

Il gruppo dolciario Ferrero ha sfidato gli studenti dell’Università di Pollenzo (Cuneo), chiedendo di studiare nuove ricette per i prodotti da forno Kinder.

Venticinque studenti dell’Università di Pollenzo (Cuneo) si sono sfidati a colpi di ricette per impressionare la Ferrero, il celebre gruppo dolciario padre delle delizie Kinder. La sfida è stata lanciata da Ferrero e dall’Università di Scienze Gastronomiche (Unisg) di Pollenzo, indirizzata ai frequentanti del master in Food Culture, Communication & Marketing, che forma nuovi dottori in gastronomia. Gli studenti partecipanti hanno cercato di individuare e interpretare i nuovi trend alimentari che si stanno sviluppando tra i consumatori, e da questi hanno ideato nuove ricette in linea con le nuove preferenze del pubblico.

Gli studenti, di 11 diverse nazionalità, che partecipano al master e alla sfida lanciata da Ferrero, sono stati divisi in squadre. Dopo aver studiato le moderne tendenze del settore alimentare, i partecipanti hanno proposto ricette innovative per futuri prodotti da forno Kinder. Il direttore del master Michele Fino ha annunciato ieri il gruppo vincitore, i cui partecipanti si sono aggiudicati un’esperienza lavorativa e formativa all’interno dell’ufficio Marketing di Ferrero Commerciale Italia. Il vincitore è stato deciso da una giuria composta da rappresentati del gruppo dolciario Ferrero e del corso di Marketing di Scienze Gastronomiche. Ieri, inoltre, la ricetta vincitrice è stata realizzata dai pasticceri Ferrero in occasione di Terra Madre Salone del Gusto.




Aereo guasto, fallito il rimpatrio: l’imbarazzo del Viminale

Quindici tunisini irregolari dovevano essere rimpatriati con un aereo della compagnia maltese Air Horizont. Per un guasto al motore sono rimasti a terra.

Sette cittadini tunisini irregolari sono partiti una sera da Torino, diretti all’aeroporto di Fiumicino, dove ad attenderli c’era un aereo della compagnia maltese Air Horizont che li avrebbe rimpatriati a Tunisi. Tuttavia, l’aereo non è riuscito a partire per via di un guasto al motore, e così i sette immigrati sono rimasti a terra. Insieme a loro, dovevano partire altri otto tunisini provenienti da altre città italiane, anche loro lasciati liberi. In compenso, la Questura ha emesso nei confronti di tutti loro un ordine di lasciare l’Italia entro sette giorni. L’episodio ha messo in imbarazzo il Viminale, che segue una linea intransigente sull’immigrazione irregolare. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha già richiesto spiegazioni sull’accaduto. Il Viminale ha anche chiarito che i tunisini non sono stati riportati nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) da dove erano partiti, perché i loro posti erano già stati occupati.

L’odissea dei sette è cominciata a Torino, dove erano ospitati in un Cpr. Un pomeriggio, 18 poliziotti il hanno prelevati dal Cpr di corso Brunelleschi, e verso sera si sono messi in viaggio per l’aeroporto di Fiumicino, su un pullman della polizia. Il viaggio è durato dieci ore, e giunti a destinazione i sette sono stati raggiunti da altri otto immigrati, provenienti da altre città d’Italia, a loro volta scortati dai poliziotti. In tutto, quindi, all’aeroporto di Fiumicino c’erano 15 immigrati irregolari di origini tunisine e un centinaio di poliziotti. Intorno alle 9 del mattino, si scopre che l’aereo charter non può partire per via di un guasto al motore. Così gli oltre cento uomini, tra poliziotti e stranieri, attendono cinque ore prima di sapere come muoversi. Alla fine, ai 15 tunisini è stato consegnato un ordine emesso dalla Questura di lasciare l’Italia entro sette giorni autonomamente, e sono stati rimessi in libertà.

La linea intransigente del Ministro dell’Interno sui rimpatri si scontra con la realtà.

Il Vicepremier, che da sempre ha dettato una linea ferrea in tema di accoglienza, immigrazione e rimpatri, si sta scontrando con le prime difficoltà di attuazione. Il guasto al motore dell’aereo è stato di certo un inconveniente imprevedibile e improbabile, ma spinge sicuramente a porsi delle domande. “Non è la fine del mondo”, ha detto Eugenio Bravo, segretario generale del sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato (Siulp). “Purtroppo gli imprevisti non possono essere imputabili a nessuno e tuttavia con il grande impegno della politica che fa l’impossibile per controllare l’immigrazione clandestina, e i salti mortali per siglare accordi bilaterali con i Paesi riluttanti ai rimpatri, assistere a una siffatta débacle dell’espulsione lascia uno scoraggiante retrogusto di improvvisazione e di imbarazzante situazione grottesca”.

“Si sa che nessuno straniero ottempererà all’ordine del questore”, aggiunge il sindacato. “Rilasciarli, per quanto legittimo, fa venir meno lo sforzo e l’impegno dei poliziotti e rende vani i costi sopportati dallo Stato”. Inoltre, il Siulp ha sottolineato che i poliziotti che avrebbero dovuto riaccompagnare i tunisini in patria sono rimasti in servizio per un turno di 20 ore, “senza che fosse previsto il pagamento delle ore di straordinario notturno”. Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia, e Maurizio Marrone (Fdi) hanno commentato la vicenda dicendo che “lo Stato italiano rimedia l’ennesima figura meschina davanti all’arroganza dell’immigrazione clandestina e all’inefficacia del sistema di espulsioni, contro cui evidentemente non stanno prevalendo nemmeno le buone intenzioni proclamate dal ministro Salvini”. L’episodio è stato definito un “teatrino di un’inutile gita con la scorta di 18 agenti in straordinario da Torino a Roma”. “Quante altre volte le espulsioni sono state trasformate in inutili ordini di allontanamento per ordine delle Questure? Lo chiariremo con un’interrogazione parlamentare”.

Il fallimento del rimpatrio dei quindici irregolari non è l’unica delusione che Matteo Salvini ha ricevuto negli ultimi giorni.

Nonostante i tentativi del Viminale di tener fede alle promesse elettorali di tolleranza zero nei confronti dell’immigrazione irregolare, ci sono diversi elementi che sembrano porsi tra il dire e il fare. Oltre allo sfortunato episodio del guasto al motore dell’aereo maltese, e alla discussa scelta di lasciare liberi i tunisini con in tasca solo un ordine di lasciare il paese, Matteo Salvini ha dovuto fare i conti anche con la poca collaborazione della Tunisia.

Venerdì scorso 184 migranti, la maggior parte di origine tunisina, sono sbarcati a Lampedusa, e Salvini ha spinto perché fossero rimpatriati nel minor tempo possibile. Tuttavia, le procedure di rimpatrio accordate con la Tunisia prevedono un limite di 80 persone rimandate indietro a settimana. I rimpatri avvengono due volte a settimana, con due voli charter. A Vienna il Ministro dell’Interno Salvini ha avuto un colloquio informale con il suo omologo tunisino Hichem Fourati, chiedendo che venissero studiate strategie per rimandare immediatamente indietro le quasi 200 persone da poco sbarcate in Italia. Il ministro tunisino, però, ha subito frenato l’entusiasmo di Salvini, chiarendo che non saranno disposti rimpatri straordinari fuori dagli accordi.

Dall’inizio del 2018 sono stati individuati oltre 3500 tunisini giunti irregolarmente in Italia, di cui solo 1600 circa, meno della metà, sono stati rimpatriati. Ieri al Viminale si è tenuto un incontro tra Salvini e il suo omologo tunisino, “per rendere più veloci e numerose le espulsioni: l’accordo fatto dal pd è del tutto insufficiente e stiamo cercando di rimediare”, scrive il ministro. “Tutte le mie energie sono dedicate a riportare un po’ di ordine e sicurezza in più in questo Paese e a non deludere le aspettative degli italiani”.

Di A.C.




Festival internazionale di teatro di figura a tema viaggio

La 25esima edizione del Festival internazionale di teatro di figura è dedicato al tema del viaggio, nella cronaca reale e nell’antica leggenda.

Da sempre il tema del viaggio ha affascinato gli artisti di tutti i tempi, ispirando, tra tutti, le magiche avventure di Ulisse. Ma il viaggio è diventato anche simbolo dei pericoli che i migranti affrontano in cerca di nuove terre. Queste anime del viaggio, reale e fantastico, documentato o metaforico, come simbolo di conoscenza o di speranza, saranno al centro della 25esima edizione del Festival internazionale di teatro di figura. Il titolo della rassegna è “Incanti”, e da 25 anni è il punto di riferimento europeo per questo genere di forma d’arte. Quest’anno si terrà a Torino dal 2 all’8 ottobre. Per sette sere diverse compagnie si esibiranno alla Casa del Teatro di Torino, per dare la loro interpretazione di viaggio: giungeranno attori da Francia, Belgio, Gran Bretagna, Olanda, Germania e da tutta Italia. A dare il via alle danze il 2 ottobre sarà la compagnia Controluce con “Il labirinto”, incentrato sul mito del Minotauro.

Quest’anno sarà anche riproposto il Progetto Cantiere, un’iniziativa realizzata grazie alle compagnie del teatro di figura italiane, con l’obiettivo di supportare e incoraggiare l’estro artistico dei giovani artisti. Il direttore Alberto Jona ha spiegato che in questo modo si vuole “supplire alla mancanza in Italia di una scuola di teatro di figura”. Gli assessori alla Cultura di Regione Piemonte e Città di Torino, Antonella Parigi e Francesca Leon, hanno sottolineato “l’importanza di un festival piccolo, ma prezioso, di grande valore culturale”.




#Iosonosuperottimista, campagna per archivio Superottimisti

Il 20 settembre parte la campagna di crowdfunding #Iosonosuperottimista, con l’obiettivo di realizzare un archivio di pellicole Super8, 8mm e 9,5 mm Pathé Baby.

Dal 20 settembre all’11 novembre, sulla piattaforma Produzioni dal Basso, sarà attiva la campagna di crowdfunding #Iosonosuperottimista. L’obiettivo è raccogliere 5mila euro, cifra sufficiente per creare un sito per l’archivio Superottimisti. L’idea è di riuscire a completare i lavori entro il 2019, in modo da poter raccogliere in un unico luogo, digitalizzare e catalogare pellicole Super8, 8mm e 9,5 mm Pathé Baby. La campagna di crowdfunding #Iosonosuperottimista prevede un cartellone di eventi incentrati sul cinema, la gastronomia e la musica.

Gli eventi inizieranno il giorno dell’apertura della campagna, che è anche la data dell’inaugurazione di Terra Madre Salone del Gusto. Il progetto Superottimisti è un’iniziativa culturale dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino. I Superottimisti hanno come obiettivo quello di salvare le preziose pellicole dal deterioramento, organizzando un archivio digitale accessibile a tutti. In questo modo chiunque potrà fare esperienza di questi reperti visivi, che saranno a disposizione della comunità per qualsiasi necessità o curiosità. Per completare il database sono necessari 5mila euro, per poter finanziare gli aspetti tecnici e grafici dell’archivio.




MiTo, l’Orchestra Nazionale della Rai chiude l’edizione 2018

MiTo SettembreMusica chiude la sua 12esima edizione con l’Orchestra Nazionale della Rai, con due concerti a Torino e a Milano, il 18 e il 19 settembre.

Iniziata il 3 settembre, la 12esima edizione del festival MiTo SettembreMusica si chiude con due concerti a Torino e Milano che vedranno come protagonista l’Orchestra Nazionale della Rai. Infatti, martedì 18 settembre l’Orchesta si esibirà all’Auditorium Rai Toscanini di Torino, in diretta su Radio3 Rai, e il 19 settembre al Teatro Dal Verme di Milano, con la direzione di Stanislav Kochanovsky. L’edizione 2018 del festival prevede una chiusura in due eventi dal titolo “Altre Danze”, incentrati sulla prima esibizione italiana di Azul, concerto per violoncello e orchestra dell’argentino di origine ebraica Osvaldo Golijov.

I due concerti vogliono accompagnare lo spettatore in un viaggio cosmico che attraversa le profondità dello spazio e le intimità dell’uomo, oscillando tra i ritmi ammalianti del tango e le sonorità klezmer, sulla scia della struttura di una Ciaccona di Couperin. A interpretare questo viaggio sarà il violoncellista torinese Enrico Dindo, già vincitore del Premio Rostropovic di Parigi 1997. Dindo è stato ospite di orchestre internazionali e grandi festival, e ha collaborato con grandi direttori come Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev e Riccardo Muti. Ci sarà poi posto per un’esibizione della Sinfonia n. 4 di Brahms, l’ultima fatica per orchestra del compositore tedesco.




Arte Contemporanea, sessanta opere da Torino a Cuneo

Anche quest’anno la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) sposta le sue opere a Cuneo per una mostra che aprirà il 24 ottobre.

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) conferma per il secondo anno la collaborazione con la Città di Cuneo. Una sessantina di opere saranno trasferite per una mostra temporanea nel complesso monumentale di San Francesco, che nel 2011 è stato restaurato dalla Fondazione Crc in collaborazione con la GAM. Già l’anno scorso nel complesso monumentale era stata allestita la mostra “Io non amo la natura”, realizzata con l’aiuto della GAM, che ha riscosso notevole successo tra il pubblico.

L’iniziativa si ripropone anche quest’anno con la mostra “Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte. Arte informale dalle collezioni della Gam”, che aprirà al pubblico il 24 ottobre e sarà visitabile fino al 20 gennaio. La mostra è curata da Riccardo Passoni e saranno esposte una sessantina di opere provenienti dalla GAM, frutto del lavoro di pittori e scultori italiani, attivi prevalentemente nel secondo dopoguerra. I rappresentanti di uno stile artistico unico, le voci di quel periodo che è stato insieme rammarico per il passato e speranza per il futuro, sono Alberto Burri, Lucio Fontana, Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, il Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova), e molti altri.




Febbre del Nilo, confermato un caso anche a Torino

Si continuano a registrare casi di Febbre del Nilo in Italia. Un nuovo caso a Torino: il paziente è stato ricoverato all’ospedale Amedeo di Savoia, sta bene.

Ultimamente si sono registrati diversi casi di Febbre del Nilo nel nord Italia e in Sardegna. L’ultimo caso riguarda un anziano residente a Chieri, nel torinese, ricoverato nel reparto di microbiologia e virologia dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino. L’uomo accusava i sintomi del West Nile Disease, la Febbre del Nilo Occidentale, che si trasmette attraverso le punture di zanzara culex, notoriamente un insetto vettore, in grado cioè di trasmettere le malattie dagli animali all’uomo. La notizia del nuovo caso nel torinese è stata data dal giornale locale Corriere di Chieri, e le fonti sanitarie hanno confermato la diagnosi. Il paziente ora sta meglio.

L’ospedale Amedeo di Savoia, in cui l’uomo era ricoverato, è specializzato nel trattamento delle malattie infettive. Le autorità sanitarie hanno contattato il Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (SEREMI) e l’Istituto per le piante da legno e l’ambiente (IPLA), che si è occupato dei sopralluoghi e della disinfestazione dell’ambiente in cui il paziente ha contratto il morbo. Negli ultimi quattro mesi in Piemonte si sono registrati 42 casi di Febbre del Nilo, di cui 15 nel torinese. L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Antonio Saitta, tuttavia, scongiura l’ipotesi di emergenza, invitando a evitare “inutili allarmismi”, che “non servono e sono controproducenti”.




Nizza Monferrato, arresto per resistenza a pubblico ufficiale

Mercoledì 12 settembre i Carabinieri di Canelli hanno identificato due stranieri accusati di interruzione di pubblico servizio. Uno dei due è stato arrestato.

Due cittadini di origini nigeriane si trovavano presso la Stazione Ferroviaria di Nizza Monferrato nella giornata di mercoledì 12 settembre, intorno alle ore 15. I due erano saliti su un treno che percorreva la linea Asti-Acqui Terme sprovvisti di biglietto, fermandosi però sulla porta, in modo da impedirne la chiusura e di conseguenza la partenza del convoglio. Così i militari della Compagnia Carabinieri di Canelli, in particolare quelli delle Stazioni di Nizza Monferrato e Quaranti-Mombaruzzo, sono giunti sul luogo per riportare l’ordine.

I militari hanno effettuato l’identificazione e la denuncia a piede libero dei due extracomunitari per interruzione di pubblico servizio. Tuttavia, uno dei due, pregiudicato, si è ribellato all’imposizione dell’autorità da parte dei Carabinieri, scagliandosi contro di loro mentre cercavano di farsi dire le sue generalità. L’uomo è stato prontamente immobilizzato e arrestato con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. L’arrestato è stato portato presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia di Canelli, in attesa di essere sottoposto a rito direttissimo.




Mondovì, spray al peperoncino sulla folla durante concerto

Wake Up Festival a Mondovì, durante il concerto è stato spruzzato dello spray al peperoncino sulla folla. Un giovane è stato ricoverato, si cerca il colpevole.

Durante il Wake Up Festival, dedicato a musica dance, elettronica e pop, che si tiene al Parco Commerciale Mondovicino (a Mondovì, Cuneo), qualcuno ha spruzzato dello spray al peperoncino sulla folla causando brevi momenti di panico. Sul palco della Mondovicino Arena si stava esibendo l’icona della musica trap Sfera Ebbasta, intorno a mezzanotte. La folla era composta da circa tremila persone, tra cui molti ragazzi giovani. Quando lo spray è stato diffuso nell’aria, la performance musicale è stata temporaneamente interrotta, per poi riprendere pochi minuti dopo, quando il pericolo era stato scongiurato.

Un ragazzo ha riportato fastidi alla vista e ha lamentato forti bruciori al petto e al volto, ed è stato soccorso dagli operatori sanitari presenti. In seguito, per consentire accertamenti approfonditi, è stato portato in ospedale e ricoverato. Anche altre venti persone hanno richiesto l’intervento degli operatori del presidio medico, presenti con una postazione di pronto intervento della Croce Rossa. Tutti i pazienti manifestavano difficoltà respiratorie, ma si sono riprese senza conseguenze. Al concerto erano presenti anche decine di Carabinieri, alcuni in divisa mentre altri si confondevano tra la folla in borghese. Le indagini sono scattate immediatamente per risalire all’autore, o agli autori, del gesto considerato.