Bancarelle in centro, Comune: “Ci pensino i Municipi”

Via le bancarelle dal centro. Ma chi deve provvedere?

Via le bancarelle dal centro di Roma. Ma chi ci deve pensare? Uno degli argomenti chiava del Tavolo per il Decoro è diventato un campo di battaglia.

Un problema che si trascina da anni e non sembra vedere la luce quello delle bancarelle e dei camion bar che in molti casi oscurano i principali monumenti storici della città.

Dopo cinque anni, il Tavolo per il decoro ha definito le postazioni idonee e non. Tuttavia, la questione principale rimane chi debba occuparsi del ricollocamento dei venditori ambulanti.

Nel frattempo, le giunte sui territori attaccano. Tatiana Campioni l’assessora al Commercio del I municipio, spiega: “Hanno scaricato l’incombenza su di noi, ma queste posizioni alternative non esistono. Lo dicono i verbali della polizia locale e le note della Sovrintendenza capitolina. Stiamo parlando del centro storico della capitale d’Italia dichiarato sito Unesco. Il Comune se ne deve far carico e ricercare una soluzione che non può che essere quella di trovare postazioni in altri municipi.”

Colosseo, Caracalla ed Esquilino sono le zone più colpite. Il consigliere 5 Stelle e presidente della commissione Commercio Andrea Coia dice: “Spostate le bancarelle oppure revocate la licenza”. Il messaggio è principalmente per Sabrina Alfonsi e all’assessora Campioni.

Quest’ultima ribatte: “Basta strumentalizzare politicamente la vicenda. La questione è seria, molto complessa ed è impossibile rilocalizzare tutte quelle dichiarate incompatibili dal Tavolo del Decoro nel municipio I. Coia questo lo sa benissimo.”




Zingaretti dice sì alle alleanze regionali con i 5S

Zingaretti dice sì alle alleanze regionali con M5S, ma i 5 Stelle non sono d’accordo.

Sì alle alleanze regionali con il Movimento 5 Stelle. Questa è l’idea di Nicola Zingaretti per le prossime elezioni regionali. “Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro per l’Italia, perché non provare anche nelle Regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare?” dice il segretario.

Peccato che i suoi ipotetici alleati non siano così entusiasti. Fonti interne al Movimento fanno sapere che non c’è lo stesso entusiasmo. “Il tema delle alleanze alle regionali non è all’ordine del giorno. Dunque non c’è in ballo alcuna possibile alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni Regionali. Le priorità per il MoVimento sono altre, ci sono temi importanti da affrontare e provvedimenti da realizzare in tempi celeri a favore dei cittadini. Una cosa è certa: le dinamiche interne tra forze politiche non interessano agli italiani e non servono a far crescere il Paese. Rimaniamo concentrati sulle cose concrete come il taglio dei parlamentari e l’abbassamento delle tasse”.

L’ex sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano spiega: “Abbiamo già detto chiaramente che non è possibile per noi, non è previsto dal nostro statuto e non c’è nessuna volontà di farlo. Quindi l’argomento per noi non esiste nemmeno. Non ci sono deroghe. Il nostro statuto, recentemente modificato, parla di alleanze possibili solo in via sperimentale con liste civiche”.

Walter Verini, commissario straordinario del Pd umbro, aggiunge: “Lo statuto del Movimento Cinque stelle impedisce alleanze elettorali con i partiti, ma nel caso dell’Umbria si tratterebbe di un’alleanza con un profilo civico. Trovare una soluzione dipenderà da Di Maio, noi aspettiamo. Di tempo ce n’è poco, ma se c’è la volontà si può fare”.




Di Battista: “Pd garante del sistema”

Alessandro Di Battista commenta alleanze vecchie e nuove al talk show di Del Debbio.

Dopo un momentaneo silenzio, torna in scena Alessandro Di Battista al talk show condotto da Paolo Del Debbio, su Retequattro. Il primo attacco è per l’ex alleato Matteo Salvini: “State parlando con colui che è sempre stato un acerrimo nemico di Salvini, mi voleva mandare a quel paese tutti i giorni. Ho contrastato tantissimo anche la Lega. Personalmente Salvini mi ha deluso quando si è dimostrato molto pavido di fronte a quelli che sono ‘i poteri forti'”.

Poi passa al nuovo governo PD-5 Stelle e dice: “Speriamo bene, che vi devo dire? Non è un segreto di Stato il fatto che io sia scettico, conosco il Partito Democratico… Vedremo, come tutti i cittadini, mi auguro il meglio”. Per quanto riguarda il premier Conte: “Non lo so staremo a vedere. Come tutti quanti i cittadini io sono un elettore, quindi un datore di lavoro dei politici e aspetterò di vedere e giudicherò i risultati”.

Poi la stoccata finale a Matteo Renzi: “Avrebbe dovuto mollare la politica, ma soltanto io ho fatto ciò che ho detto. E per quanto mi riguarda, non lo so, secondo me proverà a riorganizzare i gruppi parlamentari e proverà a creare una sorta di ‘minoranza interna’: questo l’hanno sempre fatto all’interno del parlamento della repubblica.

Non crediate che si sia convertito sulla via di Damasco… Se si fosse andati al voto, la maggior parte dei suoi parlamentari non sarebbero stati candidati da Zingaretti e lui si sarebbe trovato con un pugno di mosche in mano. Ha agito essenzialmente per istinto di sopravvivenza”.

 




Bruciata la panchina dove è stato ucciso Piscitelli

È stato dato fuoco alla panchina dove è stato ucciso il capo ultrà Piscitelli, la polizia indaga.

All’alba è andata a fuoco la panchina dove è stato ucciso il 7 agosto il capo ultrà degli irriducibili Fabrizio Piscitelli. Il leader degli irriducibili è stato freddato con un colpo di pistola alla testa. Una vera e propria esecuzione.

Quella panchina all’angolo di via Lemonia, nel quartiree Appio-Tuscolano era diventata protagonista inconsapevole dell’omicidio del capo ultrà e, nelle scorse settimane, gli ultrà e gli amici avevano portato scarpe e foto, creando una specie di monumento commemorativo.

Poi l’incendio. La polizia non si sbilancia, ma non pensa che sia di natura dolosa. Ritiene piuttosto che sia stato un incidente e, con tutte le sciarpe biancoazzurre che sono state lasciate e qualche scintilla, la panchina abbia preso fuoco.

I tifosi non si sono lasciati abbattere. Nel pomeriggio hanno riportato tutti i cimeli per ricordare l’amico.




Chiuso consultorio di via Silveri: persone insorgono

Dopo 40 anni di attività è stato chiuso il consultorio di via Silveri.

Dopo 40 anni di attività è stato chiuso il consultorio di via Silveri 8, in zona San Pietro. La notizia ufficiale è del 21 agosto, quando il personale sanitario e amministrativo ha ricevuto una lettera dall’Asl Roma 1 che ha per oggetto: “accorpamento attività dei consultori familiari del distretto 13 nella sede di via Tornabuoni, 50”.

Una decisione cheè stata accolta con rammarico da tutti, sia dalle operatrici che dagli utenti. In particolare dalle assemblee delle donne dei consultori di Roma e Castelli romani, che proprio ieri pomeriggio si sono riuniti, costituendo pubblicamente l’assemblea del consultorio di via Silveri.




Processo Gambacurta: assenti sia il Comune che le vittime

Né il Comune né le vittime erano presenti al processo contro il clan Gambacurta.

Alla prima udienza per il processo del clan Gambacurta non erano presenti né le vittime né il Comune. Quando la presidente della IV sezione ha fatto l’appello non ha risposto nessuno. Nessuno delle otto parti lese era lì.

8 parti lese e 69 imputati che per anni hanno controllato i quartieri di Montespaccato e Primavalle con violenza e soprusi, intimidazioni e pestaggi.

Il procuratore capo della dda Prestipino, quando annunciò gli arresti in conferenza, disse: “Non esiste intercettazione nell’ambito della criminalità organizzata romana nel quale non viene indicato il nome di Franco Gambacurta “.

Gambacurta è ancora in carcere per associazione per delinquere finalizzata a una serie di delitti aggravati dalle modalità mafiose (art. 7), in particolare usura, esercizio abusivo del credito, estorsioni, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, intestazione fittizia di beni immobili, rapporti creditizi, attività economiche ed imprenditoriali, nonché di associazione finalizzata al traffico transnazionale di stupefacenti.

L’avvocato Carmine Laurenzano dell’associazione antiracket e antiusura Codici, presente ieri come parte civile al processo, ha condiviso i suoi pensieri.

“Sono allarmato da questa situazione di assenteismo delle vittime in aula. Questo dimostra la piena sfiducia nelle istituzioni e il fallimento dei meccanismi repressivi dello Stato. Ma anche di quelli preventivi. Le vittime di usura non denunciano più: se nel 2007 a noi si rivolgevano 250 persone l’anno, ora sono 20”.

La prossima udienza è fissata per il 10 ottobre.




Bambini maltrattati: indagate suore Angeline Francescane

Suora dell’asilo Angeline Francescane indagata per maltrattamenti.

Come ha anticipato il Messaggero, una suora dell’asilo delle Angeline Francescane, nel quartiere Aldobrandeschi, tra Monteverde e l’Aurelio è indagata per maltrattamenti.

La donna vessava i bambini in ogni modo. Li strattonava, li costringeva a mangiare aprendo la bocca a forza e buttare dentro il cibo.

Quando li metteva in punizione li costringeva a stare su un armadio alto e non scendere, lasciandoli lì per ore. Non contenta, legava loro i polsi con dei calzini. A volte li rinchiudeva in una stanza buia.

Poi, per completare il quadro, bestemmiava anche. Adesso la sua è agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamento di minori. Altre tre sue colleghe sono indagate: non sono intervenute per aiutare i piccoli, pur avendo assistito a quei comportamenti.

La questione è stata denunciata dai genitori dei piccoli che, prima di passare alle vie legali, hanno provato a parlare con le maestre.

I piccoli infatti avevano davvero paura ad entrare a scuola. La suora, tuttavia, pur sapendo che ciò che i bambini raccontavano era vero, li ha convinti che i piccoli avessero disturbi della personalità, invitandoli a consultare degli specialisti.

I maltrattamenti sono stati filmati dalla polizia. Filmati che hanno convinto il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pubblico ministero Stefano Pizza a chiedere i domiciliari per la suora.




Delitto Di Pietrantonio: ex fidanzato condannato all’ergastolo

Condannato all’ergastolo l’ex fidanzato di Sabrina Di Pietrantonio, accusato di averla tramortita e uccisa nel 2016.

Condannato all’ergastolo Vincenzo Paduano, l’ex fidanzato di Sara Pietrantonio. L’ex guardia giurata il 29 maggio nel quartiere Magliana a Roma ha tramortito, strangolato e poi dato alle fiamme la studentessa di 22 anni.

La Suprema Corte di Cassazione, quando ha accolto il processo della procura generale, aveva disposto un nuovo processo. In questo caso, il reato di stalking era stato considerato separato da quello di omicidio.

Concetta Raccuia, la mamma di Sara ha commentato la nuova condanna dicendo: “Sara non me la riporta più nessuno, nemmeno dieci ergastoli. Ma spero che tutto questo dolore e questa fatica possano servire per altre ragazze e quelle donne che si trovano in questa difficile situazione di stalking psicologico. La corte, riconoscendo lo stalking come reato autonomo rispetto all’omicidio e punendolo in presenza di una violenza invisibile, ha deciso oggi un qualcosa di storicamente significativo per chi si trova a vivere quello che ha vissuto Sara.”

Nicodemo Gentile, l’avvocato per parte civile del papà di Sara ha spiegato che: “Tecnicamente, codice penale alla mano, c’è molta soddisfazione perché siamo in presenza di una pena giusta alla luce dei reati contestati. Questa sentenza sancisce la vittoria della giustizia e la sconfitta dell’amore. Non bisogna festeggiare per un ergastolo inflitto a un ragazzo giovane ma è giusto rimarcare quando una pena è meritata. La famiglia ha avuto la sua condanna tre anni fa con la morte della ragazza”.

 

 




Tenta di introdursi in appartamento: ladro fermato dai Carabinieri

Si tratta di un 51enne pregiudicato

Nella notte, i Carabinieri della Stazione Roma Città Giardino hanno sorpreso un “topo d’appartamento” che stava per entrare in casa di una donna di 56 anni ubicata in via col di Lana.

L’uomo, un cittadino romeno di 51 anni, con precedenti, è stato sorpreso mentre, “armato” di un seghetto e un tondino in ferro, stava forzando la finestra dell’abitazione.

La sua “opera” è stata bruscamente interrotta dai Carabinieri che lo hanno arrestato con l’accusa di tentato furto in abitazione aggravato.

Gli arnesi in suo possesso sono stati sequestrati mentre l’operaio-ladro è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.




Segre: “Sì al governo giallorosso”

La senatrice Liliana Segre, sopravvissuta allo sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, ha votato sì per il nuovo governo Pd-5 Stelle.

Liliana Segre ha 89 anni ed è senatrice a vita. È una dei pochi sopravvissuti a quello che fu lo sterminio degli ebrei per mano del nazi-fascismo durante le Seconda guerra mondiale.

Oggi, in veste di senatrice, dice sì al governo giallo-rosso e spiega perché. “Mi accingo a esprimere fiduciosa la fiducia a questo governo. Ho vissuto sulla mia pelle l’intolleranza e l’odio e so la facilità di passare dalle parole ai fatti. Mi hanno insegnato che chi salva una vita salva il mondo intero; per questo un mondo in cui chi salva vite viene osteggiato mi pare proprio un mondo rovesciato”.

Ovviamente al centro del suo discorso c’è Matteo Salvini: “Mi hanno preoccupato i numerosi episodi susseguitisi durante l’ultimo anno che mi hanno fatto temere un imbarbarimento con casi di razzismo trattati con indulgenza, la diffusione dei linguaggi di odio. Anche con l’utilizzo di simboli religiosi in modo farsesco e pericoloso, un revival del ‘gott mit uns’. A me fanno questo effetto, forse solo a me in quest’aula. La politica che investe nell’odio è sempre una medaglia a due facce, non danneggia solo coloro che vengono scelti come bersaglio, ma incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio. L’odio si diffonde e questo è anche un po’ più pericoloso. (…) Vorrei che questo governo non nascesse dalla consapevolezza di uno scampato pericolo, dal senso di sollievo dopo che si è giunti sull’orlo di un precipizio e ci si ritrae in tempo. Occorre ripristinare un terreno di valori condiviso nella difesa costante della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Costituzione e dalla Resistenza”.