Vendevano mascherine a prezzo maggiorato, 3 persone denunciate

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno denunciato tre persone di 46, 53 e 56 anni, per il reato di manovre speculative su merci.
In particolare, i tre, amministratore, contabile e legale rappresentante di un esercizio commerciale del Comune di Santa Marinella, approfittando dell’attuale emergenza da Covid-19 in atto, hanno pensato bene di speculare sui dispositivi di protezione individuale (mascherine del tipo ffp2) vendendoli al dettaglio ad un prezzo maggiorato del 400% circa, rispetto al normale valore di mercato.
I Carabinieri della Stazione di Santa Marinella, nel corso di una mirata attività, hanno controllato il negozio di articoli sanitari e hanno accertato l’illecita condotta. 
Per i tre è scattata la denuncia in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria poiché ritenuti responsabili, del reato ex art. 501 bis c.p. “manovre speculative su merci”.  




Carabinieri fermano 19enne ricercato dal 2014

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma EUR hanno arrestato un 19enne di origini romene, ricercato dal 2014, destinatario di un ordine di esecuzione pena, dovendo espiare la pena di 3 mesi e 20 giorni di reclusione per un furto aggravato, commesso a Milano nell’anno 2014, quando era ancora minorenne. Il ragazzo è stato notato in via Severino Delogu, mentre passeggiava, in compagnia di un coetaneo connazionale e da una verifica alla banca dati è risultato da arrestare; i Carabinieri dell’Eur lo hanno condotto ora presso l’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo.
Per entrambi i ragazzi che non hanno fornito valide motivazioni circa la loro presenza fuori dal proprio domicilio, contravvenendo alle disposizioni imposte dal Governo, per il contenimento del contagio da COVID-19, sono stati entrami denunciati anche ai sensi dell’art. 650 CP..




Carceri s.pp. Di Giacomo: oltre diecimila detenuti potrebbero uscire dalle carceri

“Nelle mani dei magistrati ci sono circa diecimiladetenuti per i quali, per la nota situazione dell’emergenza sanitaria da coronavirus e dall’interno di un quadro giuridico già normato e certo, ci sono alcune condizioni di sospensione penache i tribunali di sorveglianza ed il magistrato potrebbero portare fuori dalcarcere secondo una “proposta”di provvedimento di natura esclusivamente “sanitaria-umanitaria””.

È quanto sostiene il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo:“Il magistrato di Sorveglia può concedere licenze ai detenuti in semilibertà e permessi a quelli sottoposti a regime art.21 per un massimo di 45 giorni, un periodo che consentirebbe di “governare” la fase oggi più acuta di diffusione del contagio da coronavirus e allentare le tensioni nelle carceri”. In proposito –spiega il segretario del S.PP. Di Giacomo -il tribunale di sorveglianza può avvalersiditre leggi: la 354/75 che regolamenta la detenzione domiciliare; la 199/2010(cosiddetta legge Alfano) e la 207/2003 (cosiddetto indultino). Il Tribunale di Sorveglianza -è bene precisarlo –può intervenire nei casi di richiesta da parte dei detenuticon pene residue inferiori ai due anni e solo in alcuni casi superiori. Come è bene precisare che questi benefici non sono automatici e sono applicabili in presenza di una serie di requisiti, primo fra tutti la buona condotta. La plateadegli eventuali aventi diritto supera abbondantemente le 25 unità. Come sindacato e in coerenza con la battaglia ingaggiata per la legalità e per il riconoscimento del lavoro deiservitori dello Stato –polizia penitenziaria –ovviamente sappiamo bene che nessun appartenente a clan o organizzazioni criminali, per intenderci sottoposti al 41 bis, potrà mai beneficiarne. Siamo consapevoli che in assenza di norme specifichee di un’assenzatotale di decisioni politiche non c’è altra strada perché né il migliaio di nuovi agenti di polizia penitenziaria né le risorse destinate agli istituti che hanno subito i danni provocati dalle rivolte di questi giorni serviranno nel breve-medio periodo a risolvere l’emergenza che nelle carceri è sanitaria ma anche di sicurezza. Per questo appare necessario per i prossimi mesi avvalersi dell’esercito per presidiare l’esterno dei penitenziari; inoltre, serve con urgenzaun provvedimento di legge semplicissimoed in tempi rapidissimiche scoraggi altre rivolte prevedendo contro chi partecipa a proteste, istiga, devasta, aggredisce il personaledi polizia penitenziaria o altri detenuti più deboli, utilizzi telefoninio chi cerca di introdurre cellulari, siano applicate pene severe non inferiori nel minimo a 5anni ein regime di reclusione duro”.




Coronavirus: Situazione difficile in Lombardia. Anestesista di Bergamo: ‘Reggeremo pochissimo’

Situazione sempre più difficile in Lombardia sul fronte Coronavirus“Se il trend dell’epidemia da SarsCov2 continuerà con questo ritmo, Bergamo reggerà ancora per pochissimo: gli ospedali sono saturi ed anche i posti in Regione Lombardia si stanno esaurendo”, è la testimonianza di Ivano Riva, anestesista e rianimatore all’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo e vice presidente dell’Associazione degli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani Aaroi-Emac Lombardia. Ormai, afferma, “intubiamo in Terapia intensiva anche più di 7 persone al giorno e lavoriamo senza sosta, con in media un turno di riposo ogni 14 giorni”.

Credo che ci sia una percezione sbagliatissima a Roma e non solo.
La situazione è oggettivamente gravissima – dice in una intervista a
Repubblica il governatore alla Lombardia Attilio Fontana – il virus è
subdolo, scompare e ricompare e colpisce duro. Siamo agli sgoccioli dei
letti per la terapia intensiva, l’assessore mi dice che sono poche
decine”.

“Sono almeno 7 giorni che arriviamo a fine serata solo con 15 letti liberi in terapia intensiva. C’è un limite che è soprattutto quello dei respiratori”, è l’allarme lanciato ieri dall’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Guido Bertolaso sarà il “consulente personale” del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per la realizzazione del progetto riguardante la costruzione di un ospedale dedicato ai pazienti Covid presso le strutture messe a disposizione della Fondazione Fiera di Milano.

Sale intanto ancora il conteggio dei positivi al Coronavirus in Veneto.
Sono, stamane, 2.172, con l’aggiunta degli ultimi 178 casi con i quali è
stato aggiornato il report della Regione Veneto. I pazienti ricoverati
sono 426 (+10), quelli in terapia intensiva 129 (+4). Si aggrava il
bilancio dei morti, ora a quota 63, con 3 malati deceduti nella notte. I
pazienti dimessi dall’inizio dell’emergenza, il 21 febbraio, sono 120.

Per far fronte all’emergenza coronavirus, Consip ha
già ordinato 3.800 ventilatori polmonari, ne ha reso disponibili in
pronta consegna ulteriori 300, e ha contrattualizzato forniture per
oltre 30 milioni di mascherine chirurgiche, più di 7 milioni di guanti,
oltre 13 milioni di tute, calzari, cuffie e camici (ancora da assegnare
da parte di Protezione Civile) e per oltre 390 mila tamponi e più di 260
kit diagnostici corrispondenti a oltre 67 mila test. Lo rende noto la
società spiegando che tutte le forniture “sono completamente sicure”.

Sono 17.750 i malati di coronavirus in Italia, 2.795 in più in un giorno, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 21.157. E’ il dato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 1.441 le vittime. In un solo giorno c’è stato un aumento di 175 morti. Sono 1.518 i malati ricoverati in terapia intensiva, 190 in più rispetto al giorno prima. “Siamo di fronte ad una grande pandemia – ha aggiunto – dobbiamo lavorare tutti insieme senza polemiche”, ha detto Borrelli sulle  accuse delle Regioni, in particolare della Lombardia (sulle mascherine).




Approvata memoria per sostegno a filiera turismo

Via libera della Giunta capitolina alla Memoria che dispone la valutazione di misure urgenti a sostegno del territorio e del comparto turistico,
a seguito dei danni economici causati dall’emergenza Covid-19. Date le
ingenti perdite registrate dalle imprese, soprattutto per il calo di
presenze nelle strutture ricettive e negli alloggi ad uso turistico, si
rende necessaria l’esatta misurazione dell’impatto sull’indotto di
settore per calcolare i sostegni necessari, da erogare nel rispetto di
apposita disciplina regolamentare da assumere. Questa quantificazione
sarà compito dei Dipartimenti Sviluppo Economico e Turismo, nonché
dell’Ufficio di scopo per la Pianificazione Strategica Economica e
Urbana.

I singoli Assessorati, in coordinamento con l’Assessorato al Bilancio
e con il Gabinetto della Sindaca, predisporranno le misure settoriali
di competenza per mitigare gli effetti negativi e gli impatti economici
all’interno della strategia complessiva di rilancio della città. Step
successivo, l’analisi del fabbisogno finanziario aggiuntivo rispetto ai
vigenti stanziamenti di bilancio, per intervenire a sostegno dei diversi
comparti della spesa di competenza comunale.

Eventuali altre soluzioni di supporto alla filiera saranno proposte
dal Dipartimento Risorse Economiche, anche attraverso interventi
sull’imposizione tributaria, e tramite la sospensione o il differimento
del versamento del contributo di soggiorno da parte dei gestori delle
strutture ricettive e degli alloggi ad uso turistico, nonché di ogni
altro soggetto responsabile del pagamento.

La Ragioneria Generale proporrà le possibili coperture finanziarie
per le misure così identificate, anche attraverso prelevamento dal fondo
di riserva o altre variazioni di bilancio aventi carattere d’urgenza.

Tutti gli Assessorati collaboreranno alla stesura di un piano anticrisi che
la Sindaca potrà sottoporre al Governo, per individuare le modalità di
assegnazione di contributi e risorse finanziarie a Roma Capitale e porre
in essere ogni altra iniziativa utile a supportare l’indotto.

“Lavoriamo senza sosta per supportare la filiera del turismo cittadino, con tutti gli strumenti a nostra disposizione”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro. “Dopo
la necessaria stima di perdite e interventi necessari, valutiamo
possibili interventi su tassazione, sospensione del contributo di
soggiorno e ogni altra iniziativa utile al comparto, primo fra tutti a
essere stato duramente colpito dall’emergenza sanitaria in atto. Tutti
insieme stileremo un piano emergenziale che la Sindaca potrà sottoporre
al Governo, perché  Roma possa tornare più forte di prima”
.

Per dotare l’Amministrazione di una struttura in grado, tra le varie
attribuzioni, di gestire gli effetti sul comparto del turismo
determinati dall’emergenza sanitaria in atto, l’Assessorato allo
Sviluppo Economico e Turismo, di concerto con l’Assessorato alle
Partecipate, avvierà la costituzione di una Destination Management Organization, (DMO) che regoli i rapporti con l’Ente e con gli stakeholder e le modalità di gestione dei relativi processi.

Quanto alla strategia di promozione turistica cittadina,
l’Assessorato Sviluppo Economico-Turismo-Lavoro, in sinergia con
l’Agenzia Nazionale Italiana del Turismo ENIT, definirà un piano di comunicazione per veicolare un messaggio integrato sulla reale situazione della città di Roma
e sulla piena operatività di tutti i servizi che attengono alla filiera
del turismo, cui potrebbe anche essere destinata una quota delle somme
previste per la partecipazione alle fiere di settore.




Roma: stop a versamento rette per asili e mense scolastiche. Differite scadenze Tari, Cosap e canoni mercati

La Giunta Capitolina ha disposto l’annullamento del
versamento delle quote contributive per gli asili nido e per le mense
scolastiche nelle scuole d’infanzia, per il periodo di chiusura dovuto
all’emergenza Covid-19
.

La decisione rientra in un pacchetto di misure richieste dalla
sindaca Virginia Raggi e contenute in una memoria predisposta
dall’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti. L’obiettivo è sostenere il
tessuto economico-produttivo della città, in sofferenza a causa delle
misure di contenimento del contagio da Coronavirus, e alleggerire il
peso sulle famiglie.

Il provvedimento prevede il mancato addebito agli utenti
delle quote per asili nido e mense scolastiche, relative ai periodi di
chiusura delle strutture comunali o in convenzione per l’emergenza
Coronavirus, e la previsione di meccanismi di rimborso-compensazione per
gli utenti che hanno versato le quote anticipatamente
.

Inoltre, in attesa di eventuali provvedimenti del Governo che
sospendano il pagamento delle tasse locali, la Giunta ha disposto anche
il differimento della scadenza della prima bolletta Tari al 30
settembre 2020 e il rinvio alla stessa data del pagamento della Cosap e
dei canoni dei mercati in scadenza al 30 giugno
.

Per supportare il tessuto produttivo, aiutare i romani e fronteggiare l’emergenza in atto, Roma Capitale chiederà al Governo di adottare anche altre misure di carattere normativo e finanziario urgenti quali: forme di ristoro per i gestori di attività commerciali e turistiche della Capitale; possibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione risultante in bilancio, e i proventi delle concessioni edilizie,
per la copertura di spese correnti legate alla gestione dell’emergenza
Coronavirus o per interventi di sostegno economico a cittadini e
imprese, fermo restando il rispetto del principio di equilibrio di
bilancio; interventi di protezione del bilancio comunale
a fronte della forte restrizione delle entrate derivanti dal contributo
di soggiorno, dall’addizionale comunale sui diritti di imbarco e dal
canone di occupazione di suolo pubblico; la possibilità di estendere a tutte le categorie di lavoratori,
esclusi a normativa vigente dall’accesso agli ammortizzatori sociali,
forme di sostegno al reddito quali il Reddito di Cittadinanza, in
conseguenza della sospensione temporanea o della significativa
limitazione delle loro attività lavorativa.




Coronavirus, da sabato 14 stop servizio metro-ferroviario e di superficie dalle 21

Parte il nuovo piano di trasporto pubblico a Roma in considerazione
dell’emergenza sanitaria e per contenere la diffusione del
virus COVID-19. Roma Capitale ha adottato il programma di esercizio
presentato da Atac e Roma Tpl che prevede l’ultima corsa di metro, bus e
tram alle ore 21 e la riduzione estiva dei trasporti. La rimodulazione
tiene conto del calo della domanda ed è in linea con quanto previsto dal
decreto ministeriale.

A partire da domani il servizio di superficie e metropolitano sarà
interrotto alle 21 e riprenderà al mattino. Inoltre sarà operativa la
riprogrammazione del servizio di superficie con orario estivo. Già da
oggi è sospeso il servizio notturno di superficie. Maggiori dettagli
sono reperibili sul sito https://www.atac.roma.it/.

In ottemperanza all’Ordinanza della Regione Lazio saranno garantiti i
servizi minimi essenziali privilegiando l’integrazione tra le varie
modalità, favorendo quella con minore possibilità di contatto tra
persone e scegliendo, tra più soluzioni atte a garantire sufficienti
servizi di trasporto, quella che permetta maggiore superficie
disponibile per i viaggiatori e comunque almeno un metro di distanza tra
i passeggeri. Obiettivo garantire la massima sicurezza per utenti e
operatori.

Le aziende di Tpl manterranno i livelli di servizio adeguati sulle
linee di superficie che consentono collegamenti con le strutture
sanitarie e ospedaliere e con le realtà produttive in servizio.

Tali provvedimenti sono stati condivisi con la Regione Lazio seguendo un programma preciso e strutturato.




Coronavirus, Borrelli: ‘Quasi 15mila i malati, 1266 i decessi’

Sono 14.955 i malati di coronavirus in
Italia, 2.116 in più di ieri, mentre il numero complessivo dei
contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 17.660.
Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

Sono 1.266 i morti per coronavirus in Italia, 250 in un solo
giorno, secondo i dati forniti dalla Protezione civile. Ieri l’aumento
era stato di 189 decessi.

“Il distanziamento sociale è la chiave per ridurre la diffusione del
contagio. Le prossime settimana saranno decisive e dipendono dal
comportamento di ogni singolo cittadino”, ha dichiarato il ministro
della Salute Roberto Speranza in relazione ad ipotesi di picchi e numero dei contagi.

Grazie alle forti misure di contenimento in atto “eviteremo un picco
insostenibile, diluendo e rallentando i casi di SarsCov2, che comunque
ci saranno, in un tempo più lungo: l’epidemia in atto, cioè, durerà di
più ma il numero di casi risulterà gestibile per il Servizio sanitario”.
Lo spiega all’ANSA Pier Luigi Lopalco, professore di igiene
all’università di Pisa e responsabile epidemiologia nella task force
della Regione Puglia per il contrasto al nuovo coronavirus.

“Il numero reale di contagiati” dal Coronavirus “è più alto di quello ufficiale”, dice Massimo Galli,
primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. “Nella zona di
Vo’, sono stati fatti tantissimi tamponi e si sono visti stati
risultati. La scelta di non farne altrettanti in altre zone per me – ha
aggiunto Galli – è discutibile, anche se probabilmente è dovuta alla
disponibilità negli spazi di laboratori. La battaglia si vince nei
territori, come sul campo di battaglia. Gli ospedali sono nelle
retrovie, se continuano ad arrivare feriti, non riusciranno mai a
reggere. Il circolo vizioso va interrotto sul campo”.

Se le misure attuate avranno risultati si potrà vedere “ottimisticamente in due settimane.
Faccio un paragone Wuhan attorno al 25-26 gennaio c’era un numero di
casi paragonabile a quello della Lombardia al 3 di marzo. E noi abbiamo
avuto 3-4 settimane il cui il virus ha circolato liberamente. Questa è
una bestia che ci ha invaso e che ci terrà compagnia per un periodo
ancora non breve e la mobilitazione di tutti è fondamentale perché
questo periodo venga accorciato”.

Intanto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha deciso di chiudere i parchi della città
e firmerà una ordinanza in questo senso. “Oggi pomeriggio firmerò una
ordinanza per chiudere i parchi recintati da domani mattina. – ha detto
in un video su Facebook -. È necessario farlo, non possiamo estendere la
stessa regola ai parchi non recintati”.

Le città pensano anche a preparare nuovi posti letto per curare malati e convalescenti in piena pandemia da coronavirus. A Genova si lavora su un luogo insolito: trasformare un traghetto in ospedale anticoronavirus.
“Nel giro di cinque giorni saremo pronti ad utilizzarlo”, annuncia il
presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Sul traghetto
cominceremo con moduli da 25 posti per salire fino a 200”. La nave
ospedale potrebbe servire a ricoverare le persone positive al virus
dimesse dagli ospedali ma impossibilitate alla convalescenza a casa, i
casi positivi non gravi, oppure potrebbe essere impiegata per liberare
posti letto nelle strutture sanitarie in caso di urgenza.

Alla fiera di Milano per ora non sarà allestito nessuna struttura di terapia intensiva al momento.
“La Protezione civile non è in condizione di fornirci quanto promesso”:
lo ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana ai
giornalisti spiegando che non è in grado di fornire i 500 letti di
terapia intensiva che si volevano allestire nei padiglioni del Portello a
Milano. do di fornire i 500 letti di terapia intensiva che si volevano
allestire nei padiglioni del Portello a Milano. “Ci stiamo interessando
sul mercato internazionale per trovare letti di rianimazione – ha
aggiunto – Speriamo di avere risposte positive dai fornitori”.

A Roma stop metro e bus dalle 21 – Parte il nuovo piano di trasporto pubblico a Roma in considerazione dell’emergenza sanitaria e per contenere la diffusione del virus COVID-19. L’ultima corsa di metro, bus e tram sarà alle ore 21 e e ci sarà la riduzione estiva dei trasporti. La rimodulazione tiene conto del calo della domanda ed è in linea con quanto previsto dal decreto ministeriale. In ottemperanza all’Ordinanza della Regione Lazio saranno garantiti i servizi minimi essenziali privilegiando l’integrazione tra le varie modalità, favorendo quella con minore possibilità di contatto tra persone e scegliendo quella che permetta maggiore superficie disponibile per i viaggiatori e almeno un metro di distanza tra i passeggeri per garantire la massima sicurezza a utenti e operatori. Le aziende di Tpl manterranno i livelli di servizio adeguati sulle linee di superficie che consentono collegamenti con le strutture sanitarie e ospedaliere e con le realtà produttive in servizio. L’azienda ricorda che al momento non è possibile utilizzare la porta anteriore dei mezzi di superficie, salvo che per ragioni di emergenza.(ANSA).

Chiusa la sede Rai Puglia, un positivo – Intanto la sede Rai della Puglia è stata chiusa temporaneamente per sanificazione dopo che un giornalista è risultato positivo. E’ stata già compiuta pulizia straordinaria dei locali, ma Buongiorno Regione delle 7.30 non è andato in onda. La struttura si sta organizzando per trasmettere da remoto il Tg Puglia delle 14. Tutti i giornalisti e gli operatori della sede che hanno avuto contatti con il collega sono in quarantena.

C’è il nodo delle carceri – Sono pronte le “linee
guida” per la “formulazione di programmi terapeutici provvisori
domiciliari” e, se possibile, anche in comunità, per i detenuti delle
carceri milanesi e per il “relativo controllo sul territorio”, data
“l’emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus e dai successivi
disordini verificatisi all’interno degli istituti”. Lo si legge in un
documento che ha fissato le procedure per concedere, valutate una serie
di condizioni, gli affidamenti ai detenuti, redatto dal Tribunale di
Sorveglianza di Milano e dalla Direzione del Serd Medicina
penitenziaria.

Nei giorni scorsi, quando era esplosa una rivolta a San Vittore, il
presidente della Sorveglianza Giovanna Di Rosa aveva spiegato che il
Tribunale si era attivato per “liberare” le carceri “il più possibile”
e, visto il problema di sovraffollamento acuito dall’emergenza
sanitaria, aveva avviato “intese con il Sert per potenziare gli
affidamenti terapeutici e le misure alternative”. Tra i punti delle
linee guida la valutazione “accurata” delle condizioni di salute dei
detenuti: con “patologie simil-influenzali” non si può “accedere al
programma” di affidamento.




Paese fantasma: questa la situazione attuale dell’Italia al di fuori delle proprie abitazioni

Papaverone Roberto Juno

Con le nuove misure di contenimento del coronavirus le città si sono svuotate lasciando spazio ad atmosfere surreali. Le foto di strade, piazze e vicoli deserti in tutta Italia.

Ma andiamo a vedere come saranno le strade, le piazze, gli angoli nascosti e gli scorci di metropoli, cittadine e paeselli privati degli schiamazzi, della frenesia, e della presenza della gente? Da quando l’Italia intera è ufficialmente diventata zona protetta, chiusa, per il contenimento del coronavirus dall’8 marzo, alle persone è stato chiesto di evitare qualsiasi spostamento da casa se non per necessità. Così, la vita nei luoghi pubblici si è messa in pausa. Le saracinesche sono state abbassate, gli uffici chiusi, gli eventi cancellati e la gente si è ritirata nelle proprie abitazioni, per contribuire a che il momento passi il più in fretta possibile.

Le città svuotate dal coronavirus. Roma

 

L’Italia deserta durante il contenimento del coronavirus

Nelle più grandi città italiane, solitamente abituate a ricevere numeorsi turisti ogni giorno dell’anno, ora si ascolta e si assiste a un silenzio e una calma surreali.  Questa la situazione attuale nelle città che cercano di contrastare un virus ormai definito una pandemia, nell’attesa di tornare a riempirle con una nuova forza e vivacità non appena il difficile sarà passato.

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Vanno in giro in auto per il paese perché a casa si annoiano: 4 denunciati

I Carabinieri della stazione di Tuscania ieri pomeriggio, nell’ambito dei serrati controlli per il rispetto delle disposizioni anti-coronavirus, hanno denunciato 4 giovani, tre stranieri ed una ragazza italiana, dopo che li avevano visti transitare in auto per il paese più volte ed apparentemente senza meta.
Li hanno fermati per controllarli e per accertarsi che fossero a conoscenza delle disposizioni sulle restrizioni ai movimenti ed, alla domanda per quale motivo fossero in giro, i giovani hanno risposto che a casa si annoiavano.
A quel punto sono stati denunciati per avere violato le prescrizioni di pubblica sicurezza (quelle più permissive in vigore fino a ieri) che imponevano ai cittadini di uscire di casa solo in presenza di un motivo di necessità, per recarsi al lavoro o per motivi di salute, visto il particolare momento di pericolo di contagio dovuto alla estrema diffusione del virus.Da oggi, come noto, le misure sono ancora più limitative.