Il bambino di 3 anni scomparso e trovato morto

 

E’ stato ritrovato a circa 500 metri dall’abitazione di famiglia, nei pressi della foce del fiume Bradano, il cadavere di Diego, il bambino di tre anni che era scomparso ieri mattina in una contrada di Metaponto di Bernalda (Matera).

Secondo la prima ricostruzione fatta dai Carabinieri, il bambino, figlio unico, si sarebbe allontanato da casa mentre giocava con i cani di famiglia e poi sarebbe scivolato sull’argine del fiume Bradano, nei pressi della foce, finendo in acqua e annegando.

La prima visita sul corpo ha confermato l’ipotesi dell’incidente: non sono stati trovati segni di violenza. Ieri il Bradano era in piena e quindi, quando le acque si sono abbassate, i cani molecolari del Gruppo cinofili di Firenze dei Carabinieri hanno subito ritrovato il cadavere, quasi completamente ricoperto di fango, a circa 500 metri dall’abitazione di famiglia.

Era stato il cagnolino di famiglia a condurre già ieri le ricerche verso la zona impervia del fiume Bradano.

Ieri mattina il bambino, che stava giocando all’aperto, si è allontanato dall’abitazione famigliare e nei primi momenti i genitori avevano pensato che si fosse allontanato di poco, proprio insieme al cagnolino, che non era nelle vicinanze della casa. Pochi minuti dopo hanno quindi lanciato l’allarme alle forze dell’ordine.

Le ricerche sono andate avanti tutta la notte, fino a quando i cani molecolari hanno ritrovato il cadavere del bambino. “E’ stata – ha detto il sindaco di Bernalda (Matera), Domenico Tataranno – una sfortuna immensa. In questo momento, già tragico per l’emergenza coronavirus, siamo tutti increduli e solo in un secondo momento valuterò la possibilità di proclamare il lutto cittadino”.

“Una tragedia senza senso che spezza in due il cuore di tutti noi”: sono le parole scritte su Facebook e ribadite   dal sindaco.




L’emergenza “Coronavirus” non frena i controlli del territorio – 6 persone denunciate

Il Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, attraverso i Reparti dipendenti, negli ultimi giorni ha ulteriormente intensificato il controllo del territorio nei 100 comuni potentini e lungo le principali arterie di comunicazione.

Ciò è avvenuto in concomitanza con l’attuazione delle varie misure predisposte dalle istituzioni per evitare il contagio e la diffusione del fenomeno epidemico “Coronavirus”, così che l’Arma potentina, nell’ambito delle molteplici attività d’istituto di competenza, ha ricompreso appositi servizi finalizzati anche a monitorare il rispetto delle prescrizioni impartite nello specifico dalle Autorità nazionali e locali.  

In tale contesto, i Carabinieri dei Comandi Stazione e Compagnia hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria 1 persona, per “evasione” dagli arresti domiciliari, ed altre 5 responsabili di violazioni di carattere penale e amministrativo in materia di armi, circolazione stradale e uso di sostanze stupefacenti, sequestrando 2 coltelli e alcuni grammi di marijuana.

In particolare, a:
 Senise (PZ):
 un 46enne del posto, il quale, sebbene sottoposto agli arresti domiciliari, è stato sorpreso al di fuori dell’abitazione, mentre era nel centro abitato, senza fornire spiegazioni plausibili che giustificassero la violazione degli obblighi a cui è sottoposto;
 un 56enne del luogo, che, sottoposto ad accertamento tramite apparecchio “etilometro”, è stato trovato con un tasso alcolemico superiore al valore consentito. La patente di guida è stata ritirata ed il veicolo sequestrato;   
 Brindisi Montagna (PZ), un 58enne di Lavello (PZ), il quale, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso, senza giustificato motivo, di un coltello del genere vietato, sequestrato;
 San Fele (PZ), un 46enne del posto, che, sottoposto a perquisizione personale e veicolare, è stato trovato in possesso, senza giustificato motivo, di un coltello a serramanico e di un martello, entrambi sequestrati;
 Filiano (PZ), un 66enne del luogo sorpreso alla guida della sua autovettura privo di patente di guida poiché mai conseguita, oltre che senza assicurazione r.c.a. e revisione del mezzo. L’auto è stata sequestrata;   
 Balvano (PZ), un 45enne di Vietri di Potenza (PZ), che è stato sorpreso alla guida della sua autovettura privo di patente di guida, poiché precedentemente revocata. Il veicolo è stato sequestrato.  

Sono state anche segnalate alla Prefettura di Potenza, per uso personale di stupefacenti, 2 persone residenti a Potenza e Marsicovetere (PZ), sorprese in possesso di complessivi grammi 2 di “marijuana”, sequestrati.

Per tutti, in aggiunta, è scattata l’ulteriore denuncia all’Autorità Giudiziaria, poiché tali comportamenti rappresentano una forma di inottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo scorso e, pertanto, palese violazione dell’art. 650 del codice penale, quale “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.




Coronavirus, procurato allarme attraverso i social network. Cittadino Denunciato dai Carabinieri

I Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza anche in questo delicato periodo, in cui vengono messe in campo dalle istituzioni competenti tutte le misure atte ad evitare il contagio e la diffusione del fenomeno epidemico “Coronavirus”, sono in prima linea per garantire un’attenta vigilanza sul territorio di competenza, di modo da sostenere ed indirizzare le popolazioni dei 100 comuni che ricadono su di esso.

In tale ottica stanno agendo i Carabinieri delle 7 Compagnie e delle 76 Stazioni, quali reparti territoriali capillarmente distribuiti e deputati prioritariamente a monitorare, da un lato, il rispetto delle prescrizioni impartite nello specifico dalle Autorità nazionali e locali, ma pure far si che vengano preservate le ordinarie condizione di ordine e sicurezza pubblica delle singole comunità locali, le quali, oggigiorno, sono costantemente sollecitate dalle notizie sul tema che si susseguono.

A tal riguardo, i Carabinieri della Compagnia di Potenza hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un 44enne residente nel potentino, ritenuto responsabile del reato di “Procurato allarme”.

Questi, nei giorni scorsi, aveva pubblicato sul proprio profilo “Facebook” un post con il quale asseriva di trovarsi a Codogno (LO), suscitando allarme nella popolazione, poiché, allo stesso tempo, veniva notato dai concittadini nel centro abitato in cui vive, ove girovagava, senza sottoporsi alla prevista misura della quarantena volontaria, qualora fosse stato effettivamente proveniente dal noto comune lombardo.

I militari, avendo appreso la notizia, hanno immediatamente effettuato gli accertamenti del caso ed appurato che il soggetto aveva inventato il tutto, poiché non si era mai recato nella “zona rossa” del nord – Italia, motivo, per cui, è scattata la denuncia nei suoi confronti.

L’episodio sottolinea quanto essenziale sia assicurare risposte efficaci e tempestive in ordine a situazioni del genere, capaci di ingenerare grande preoccupazione in realtà già di per sé provate da un fenomeno che in questi giorni sta replicando i suoi effetti negativi nel meridione.

Affinché ciò possa realizzarsi, è necessario, in analoghi casi, rivolgersi quanto prima al presidio territoriale di riferimento costituito dal Comando Stazione Carabinieri, così da rendere possibile provvedimenti risolutivi, od ancora segnalarli al Numero Unico di Emergenza 112 di pronto intervento dell’Arma. 




La Polizia resta senza mascherine

Intervista a Elvio Vulcano, portavoce del sindacato di polizia LeS: Siamo stanchi di aspettare quanto ci è dovuto.

Sono ormai settimane che le forze di polizia di stato aspettano i Dispositivi di Protezione Individuali ai qualli hanno diritto, eppure le forniture tardano ad arrivare ed i poliziotti continuano a rischiare di mettere a repentaglio la loro salute senza essere tutelati.

Vi presentiamo le risposte di Elvio Vulcano, il quale si fa portavoce del sindacato di polizia LeS (Libertà e sicurezza), illustrandoci la difficile situazione nella quale si trovano le forze di polizia in questo periodo.

Se non abbiamo capito male, il personale della Polizia di Stato non ha ancora ricevuto dal Ministero le mascherine per proteggersi dal Coronavirus?

Esattamente, o meglio, le quantità distribuite sono talmente scarse che, in effetti, le hanno solo pochissimi colleghi e colleghe.

Ci spieghi meglio.

“Il presidente Conte lo scorso 14 marzo ha firmato un documento che fornisce specifici indirizzi per la tutela dei lavoratori a causa della pandemia in atto. Tuttavia, a monte, c’è sempre il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, e cioè il decreto legislativo n. 81 del 2008 che all’articolo 74, definisce i DPI come una qualsiasi “attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro”.”

“Cosa rischia il datore di lavoro se non fornisce guanti e mascherine al dipendente?”

R.: “Nel caso in cui venisse accertata l’omissione, il datore di lavoro rischia la reclusione da due a quattro mesi e un’ammenda dai 1.644 ai 6.576 euro o procedimenti penali se, da una inadempienza, dovesse derivare un danno più o meno grave come un infortunio o la morte. Però sino ad ora la legge, malgrado i nostri appelli ai vertici della Polizia di Stato, non è stata rispettata in toto o in parte, o volutamente elusa.”

Forse perché i DPI, come ha detto lei, non sono stati forniti a tutti i poliziotti?

“Esattamente, infatti i DPI sono stati dati solo ad alcuni e, giustamente, dico io, è stato prioritario fornirli al personale delle Volanti, ma pur avendo fatto una scelta restrittiva, i dispositivi sono stati forniti solo a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Oltretutto, per esempio, le mascherine, sono state date una ad operatore, ma non una al giorno, una e basta, con la raccomandazione di usarla solo in caso di necessità. Non vogliamo le mascherine prima degli operatori sanitari, ma ci chiediamo perché si deve arrivare alla necessità di stabilire delle priorità e quali sono i criteri per queste priorità, visto che anche medici ed operatori del 118 hanno perso la vita, per soccorrere le persone. E noi poliziotti svolgiamo un servizio di enorme importanza per la collettività e non è giusto che dobbiamo correre altri rischi, oltre quelli che normalmente corriamo”

Vista la penuria, come dovrebbero usare questa unica mascherina i suoi colleghi?

“Il personale operante deve prima essere in grado di valutare se la situazione che deve fronteggiare richiede l’uso dei DPI, poi indossare i dispositivi e procedere all’intervento.”

E se, in questo frattempo, ad esempio, il ladro o lo scippatore o il rapinatore o il violentatore fugge?

“E’ esattamente quello che potrebbe accadere. Ci troveremmo davanti ad una situazione paradossale ed abnorme, con colleghi e colleghe che, per non rischiare una sanzione disciplinare, devono rischiare la salute, procedendo ad arresti che, spesso, richiedono colluttazioni o, comunque contatti estremamente ravvicinati con i malviventi, senza aver indossato alcun dispositivo di protezione o, nel migliore dei casi, avendo indossato dispositivi ormai inservibili”.

Se l’operatore di polizia si dovesse contagiare?

“Altra situazione paradossale perché il datore di lavoro ne uscirebbe pulito, senza rischiare nulla, avendo fornito i DPI, mentre la responsabilità ricadrebbe sul poliziotto che non ha indossato la mascherina. Siamo consapevoli che il problema è che le mascherine sono introvabili, ma ci chiediamo: chi gestisce le forze dell’ordine non doveva prevedere uno scenario del genere? Le epidemie ci sono sempre state e si ripetono in maniera quasi cadenzata, basti pensare al colera di Napoli nel 1973, alla SARS nel 2003 o al virus N1-H1 nel 2009! Chi ha sbagliato, continuando a sottovalutare scenari periodici, forse è giusto che paghi!”.

Si spieghi meglio.

“Come LeS, stiamo valutando se non sia il caso di procedere con la denuncia al nostro datore di lavoro, ovvero il soggetto che ha l’obbligo giuridico di valutare i rischi e di provvedere di conseguenza alla prevenzione e alla protezione dei lavoratori che da lui dipendono, che, nel nostro caso, sono i Questori, i Direttori d’Istituti di formazione, etc.”. Che dire? Uno scenario certamente non simpatico e speriamo che, dopo il provvedimento firmato da Conte, alle forze dell’ordine i DPI siano forniti prima della prossima epidemia!

Che dire? Uno scenario certamente non simpatico e speriamo che, dopo il provvedimento firmato da Conte, alle forze dell’ordine i DPI siano forniti prima della prossima epidemia!

Ufficio Stampa Segreteria Nazionale.

Roma, 16/03/2020




Potenza, i servizi del Comune per aiutare i più fragili

Dalla consegna di cibo a domicilio fino all’assistenza telefonica per i più bisognosi, il Comune di Potenza garantisce aiuto alle persone più fragili.

L’assessore alle Politiche Sociali Fernando Picerno sottolinea che l’emergenza Covid-19 ha richiesto una revisione generale delle modalità di erogazione dei servizi. Comunica che anche il Servizio Sociale del Comune di Potenza ha rimodulato l’organizzazione dei servizi, ma precisa che “tutto ciò che è urgente e improrogabile non viene ne posticipato ne rimandato. Consapevoli, infatti, delle difficoltà insite nella gestione di questa nuova emergenza, il Servizio Sociale di Potenza ha attivato sin da subito il monitoraggio a distanza, attraverso contatti telefonici, nei confronti dei nuclei familiari in carico. Questo al fine di dare un concreto segnale di vicinanza ai cittadini, nonché di rilevare le eventuali criticità e offrire possibili risposte”.

L’assessore Picerno continua: “Ci rendiamo conto che la nostra comunità è resa vulnerabile di fronte a tale prova per cui è necessario ripensare alle forme di intervento e servizio al fine di preservare quanto più possibile lo stato di salute fisico e psichico delle persone. L’Amministrazione comunale si propone, quindi, di essere fianco a fianco di chi è più fragile, così come ha sempre fatto”.

A tale proposito si segnalano le seguenti iniziative a carattere sociale.

  • Servizio telefonico per l’assistenza a persone over 65 e con disabilità gravi per la consegna di alimenti e medicinali: su indirizzo del Sindaco e dell’Assessore Fernando Picerno è stato istituito presso la Protezione civile, sin dai primissimi giorni dell’emergenza sanitaria, un servizio telefonico per garantire la consegna di alimenti e medicinali per persone over 65 e con disabilità gravi. Il numero messo a disposizione è lo 0971415783 della Protezione Civile.

    Tale servizio è attestato presso l’assessorato alle Politiche Sociali, nella persona dell’Assessore Fernando Picerno, con il supporto tecnico del personale dei Servizi sociali e dell’U.O. Protezione civile.

    Il sevizio telefonico è erogato da due volontari di Protezione civile in raccordo con l’ufficio servizi sociali nei seguenti giorni: dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13,30 e dalle ore 16 alle ore 18.

  • Servizio di ascolto telefonico. Il Servizio Sociale del Comune di Potenza ha attivato il Servizio di ascolto telefonico rivolto alle persone più fragili e maggiormente esposte (anziani soli, disabili o famiglie in difficoltà) per meglio affrontare la solitudine di questo momento e poter richiedere supporto nella risoluzione di problematiche sociali e familiari causate dall’emergenza Covid-19.

    Attraverso tale servizio è possibile, inoltre, per tutti i cittadini segnalare situazioni di difficoltà di cui si è venuti a conoscenza. Il numero telefonico è 0971415785 ed è attivo dalle ore 9 alle ore 12 dal lunedì al venerdì. L’ascolto telefonico è garantito dagli operatori del Servizio sociale del Comune di Potenza.




Trasporto pubblico ridotto in Basilicata

La nuova ordinanza del Governatore Bardi che impone una riduzione del trasporto pubblico, garantendo però i servizi essenziali.

Con decorrenza immediata e fino al 25 marzo 2020, è disposta su tutto il territorio regionale lucano la riduzione della programmazione dei servizi erogati dalle aziende del Trasporto pubblico locale, in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus in atto. E’ disposta la riduzione in misura pari al cinquanta per cento dei programmi di esercizio previsti in via ordinaria.

Recita così l’ordinanza regionale numero 6 emanata dal governatore Vito Bardi per far fronte all’emergenza coronavirus.

Devono comunque essere garantiti i servizi minimi essenziali di trasporto pubblico locale, tra cui: i servizi da e verso gli ospedali e le altre strutture sanitarie, con particolare riguardo ai collegamenti negli orari utili al trasporto degli operatori sanitari; i servizi di TPL in fascia pendolare per fruire dei servizi istituzionali essenziali erogati dalla pubblica amministrazione; i servizi verso le aree industriali ove vi siano stabilimenti produttivi in attività, garantendo l’esercizio dei servizi stessi.

In relazione a quanto disposto con la nuova ordinanza, le aziende di Trasporto pubblico locale, la Società Trenitalia SpA e la società Ferrovie Appulo Lucane Srl sono tenute a dare la più ampia diffusione della nuova programmazione dei servizi minimi essenziali a tutti gli utenti sui propri siti istituzionali e con ogni altro mezzo di comunicazione, nonché alle stazioni.

Infine, le aziende di Trasporto pubblico locale sono tenute a far garantire le necessarie distanze di sicurezza interpersonale di un metro tra i passeggeri quale misura di contenimento della diffusione del COVID-19, a tutela della salute del personale e degli utenti, anche mediante la segnalazione delle postazioni che possono essere utilizzate sui mezzi di trasporto.




Basilicata, nuova ordinanza del governatore: regole più strette

Chiunque entri in Basilicata deve comunicarlo a un medico o al numero regionale appositamente attivato.

“In linea con le direttive dettate dall’ultimo decreto del Presidente del Consiglio, ho emanato un’ordinanza più restrittiva della precedente perché abbiamo la necessità di limitare fortemente la circolazione delle persone. Dobbiamo fare questo sforzo per diminuire il più possibile la possibilità di diffusione del virus”.

E’ quanto dichiara il presidente della Regione, Vito Bardi, che ha emesso domenica sera l’ordinanza n. 5 che prevede ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 con precise disposizioni relative all’ingresso e permanenza delle persone in Basilicata.

“Osservare tali disposizioni – commenta Bardi – è un nostro preciso dovere, non solo verso noi stessi, ma soprattutto per le persone che ci circondano, per i nostri cari, per i figli e per i nipoti. Rivolgo ancora una volta un appello ai lucani perché rimangano nelle loro abitazioni ed escano solamente nei casi previsti. Rivolgo un plauso – continua Bardi – ai medici e agli infermieri, a tutti i volontari della Croce Rossa, dalle Protezione Civile e delle associazioni che sono protagonisti indiscussi di questi giorni. La mia gratitudine e la gratitudine del popolo lucano va anche ai sindaci e a tutti coloro che, soprattutto nei comuni, sono in prima linea”.

Queste (per estratto) le disposizioni dell’ordinanza n. 5 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata Speciale numero 19:

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del COVID-19, con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020 tutti i soggetti che facciano ingresso in Basilicata da altre regioni o dall’estero, e vi soggiornino anche temporaneamente, devono comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale (MMG) o a un pediatra di libera scelta (PLS) o al numero verde appositamente istituito dalla Regione 800996688, con l’obbligo – fatta eccezione per i casi previsti al comma 2 – di osservare la permanenza domiciliare con isolamento per 14 giorni, con divieto di contatti sociali, spostamenti o viaggi, e di rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza. In caso di comparsa di sintomi da COVID-19 si applica quanto previsto dall’articolo 3, comma 5, del DPCM 8 marzo 2020.

2. Con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020 su tutto il territorio regionale è vietato a chiunque di allontanarsi dal proprio domicilio, abitazione o residenza, salvo nei casi previsti dall’articolo 1 del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020:
a) comprovate esigenze lavorative, ivi compreso il transito e il trasporto delle merci;
b) situazioni di necessità, ivi comprese quelle correlate alle esigenze primarie delle persone e degli animali di affezione;
c) spostamenti per motivi di salute.




Parchi pubblici chiusi a Potenza

Sarà anche vietato utilizzare gli impianti ludici per bambini, mentre per tutti gli altri spazi si invitano a rispettare le regole governative.

Con proprio provvedimento, il Sindaco di Potenza Mario Guarente ha ordinato l’interdizione dell’accesso ai parchi e giardini pubblici della città. Nello specifico, saranno chiusi: Parco Montereale; Villa Santa Maria; Parco Elisa Claps; Parco Fluviale del Basento; Parco S. Antonio La Macchia; Parco Europa Unita (Poggio Tre Galli); Parco Rossellino; Parco Baden-Powell; Parco del Seminario; Parco “La Nave” – Serpentone; Giardino Torre Guevara; Giardino tra via S. Iosa e via F.S. Nitti; Giardino Rione Santa Croce.

Con lo stesso documento dispone il divieto di utilizzo delle aree attrezzate con strutture ludiche (giochi per bambini), nonché dell’impiantistica sportiva a libera fruizione presente all’interno di parchi e giardini.

Raccomanda, inoltre, in tutte le aree verdi pubbliche (parchi, giardini, verde annesso a edifici pubblici e verde di arredo) diverse da quelle sopra indicate, il rigoroso rispetto delle disposizioni contenute nel DPCM del 9 marzo 2020 in ordine al divieto di ogni forma di assembramento.

Raccomanda infine in ogni zona della città il puntuale rispetto da parte dei singoli cittadini delle disposizioni relative alla limitazione allo spostamento delle persone fisiche (comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza) contenute nel DPCM del 9 marzo 2020. Si avverte che in caso di mancata ottemperanza agli obblighi della stessa ordinanza, si procederà alla denuncia all’autorità competente per l’accertamento delle responsabilità.

Il Sindaco ha ritenuto di emanare l’ordinanza considerato che l’evolversi dell’emergenza sanitaria internazionale legata al diffondersi del contagio da COVID-19 indica chiaramente la necessità di adottare tutte le misure possibili atte a tutelare la salute pubblica, con particolare riguardo al divieto di ogni forma di assembramento e al puntuale rispetto delle disposizioni relative alle limitazioni allo spostamento delle persone fisiche (comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza) contenute nel DPCM 9 marzo 2020.

Così come il provvedimento si è reso necessario verificato che, nonostante le prescrizioni in essere, sono pervenute numerosissime segnalazioni circa comportamenti personali non rispettosi delle disposizioni concernenti in particolare il divieto di ogni forma di assembramento emanate dalla Autorità di Governo, con particolare riferimento a parchi e giardini.




Esplosione auto Cifarelli, c’è un sospettato

L’indagato per l’atto intimidatorio contro il consigliere lucano è un uomo ci 50 anni originario di Matera.

La Polizia di Stato ha eseguito la misura del fermo di indiziato di delitto, disposta dalla Procura della Repubblica di Matera, nei confronti di un cinquantunenne materano ritenuto responsabile dei delitti detenzione e porto di sostanze esplosive e di tentata estorsione.

Le indagini che hanno portato all’emissione del provvedimento restrittivo, svolte dalla Digos e dalla Squadra Mobile, hanno avuto avvio a seguito dell’ordigno esplosivo fatto deflagrare a Matera la notte del 3 marzo scorso all’interno dell’autovettura di proprietà del consigliere regionale Roberto Cifarelli, capogruppo del Partito Democratico alla Regione Basilicata.

Al soggetto fermato sono stati contestati il delitto di detenzione e porto di esplosivo, in concorso con altre persone al momento ignote, incaricate di collocare l’ordigno fatto esplodere all’interno dell’autovettura del Consigliere Regionale, nonché quello di tentata estorsione aggravata nei confronti di un noto imprenditore materano cui erano state rivolte dall’indagato minacce, anche di morte, al fine di costringerlo a versargli una cospicua somma di denaro. Quest’ultimo, però, opponendo un deciso rifiuto ha denunciato il tutto alla Polizia.

Sono state effettuate contestualmente anche delle perquisizioni che hanno consentito di sequestrare materiale di interesse investigativo. Dopo l’esecuzione della misura il fermato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Matera.




Servizio di videochiamata per dare informazioni ai cittadini sordi

Un servizio di messaggistica istantanea e videochiamata a cui potranno fare riferimento le persone sorde per ricevere aggiornamenti sull’emergenza Covid-19.

Il dipartimento Politiche della persona della Regione Basilicata ha istituito un servizio di messaggistica istantanea e videochiamata a cui potranno fare riferimento le persone sorde per ricevere aggiornamenti sull’emergenza Covid-19. L’iniziativa nasce con la collaborazione, a titolo gratuito, della cooperativa sociale “Segnalis” e del Consiglio regionale dell’Ente nazionale sordi.

Contattando i numeri 334.6125159, 331.6521097 e 331.6719719, attivi da oggi tutti i giorni dalle ore 8.00 alle 20.00, gli interessati potranno contare sul supporto di un operatore che, attraverso la lingua dei segni o la tastiera, risponderà in tempo reale alle loro domande.

“Con questo servizio vogliamo mettere i cittadini sordi nella condizione di potersi informare sui provvedimenti adottati per l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus” ha commentato l’assessore regionale alla Salute e Politiche sociali, Rocco Leone. “Stiamo lavorando strenuamente per gestire questo delicato momento – ha aggiunto Leone – e tutti i cittadini, anche quelli che affrontano determinate problematiche, devono essere messi nella condizione di avere notizie aggiornate e di poter fare la propria parte per il bene della Basilicata e del Paese”.