Coronavirus, barbiere abusivo positivo. Tutti i clienti in quarantena

 

Un barbiere abusivo è risultato positivo al coronavirus, e ora una quarantina di persone, i clienti, sono finiti in quarantena. E’ successo durante il periodo di lockdown a Campofranco, piccolo centro della provincia di Caltanissetta. Il barbiere, in barba a i divieti, si era recato a casa di diversi clienti per il taglio dei capelli e la barba.

Tampone previsto nei prossimi giorni anche per i familiari dei clienti, ne dà conferma anche il sindaco Rosario Pitanza sul profilo Facebook del piccolo comune di Campofranco. Pitanza scrive: ”E’ risultato positivo al test un nostro concittadino dopo i risultati dei tamponi fatti nella mattinata di ieri. Il nostro concittadino sta bene, non avverte nessun sintomo, così come i contatti che al momento si sono attenzionati. A tutti è stata imposta la quarantena domiciliare come da protocollo e nei prossimi giorni saranno sottoposti a tampone. Invito ancora una volta i miei concittadini a rimanere calmi senza farsi prendere dal panico, usare sempre le precauzioni annunciate da tempo. Credo che in questi momenti più che mai, bisogna essere sereni e collaborativi anche con il solo silenzio”.

Il sindaco capisce il momento difficile dei suoi concittadini: “Ci sono famiglie che stanno vivendo momenti terribili, in crisi di nervi e con preoccupazione sino allo sfinimento; ci sono persone che continuamente chiamano il sindaco, il prete, il pastore, i medici per avere notizie rassicuranti e parlare perché hanno bisogno di sostegno morale e psicologico. E qualcuno spreca tempo a scrivere post che offendono la dignità e lo stato d’animo di chi per ora non vive momenti belli. Ma nello scrivere o commentare, non ve ne siete accorti, siete andati oltre la legalità verso la persona. E sicuramente qualcuno ne risponderà nelle sedi opportune”.




Mafia: maxiblitz a Palermo, 91 arresti

 

La Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato 91 tra boss, gregari, estortori e prestanomi di due storici clan palermitani. Il maxiblitz, coordinato dalla Dda di Palermo guidata da Francesco Lo Voi, ha colpito i clan dell’Acquasanta e dell’Arenella. In manette sono finiti esponenti di storiche famiglie mafiose palermitane come quelle dei Ferrante e dei Fontana. Le accuse contestate sono a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, ricettazione, riciclaggio, traffico di droga, frode sportiva e truffa.
Il blitz è in corso in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania.
L’inchiesta, che disarticola due “famiglie” di spicco di Cosa nostra palermitana, ha svelato gli interessi dei clan negli appalti e nelle commesse sui lavori eseguiti ai Cantieri navali di Palermo, nelle attività del mercato ortofrutticolo, nella gestione delle scommesse online e delle slot-machine, oltre che in quella “storica” del traffico di droga e nelle corse dei cavalli. Lunghissima la lista delle attività commerciali sottoposte al racket del pizzo. Sequestrati anche beni del valore di circa 15 milioni di euro.




Secondo pacco bomba in 7 giorni

 Allarme bomba a Siracusa. E’ il secondo in una settimana

 

Un ordigno artigianale è stato trovato intorno alle 19 in via Filisto, zona nord di Siracusa. E’ stato un residente a segnalare alla polizia un pacco sospetto appoggiato per terra, a ridosso del muro di un’abitazione. La zona è stata messa in sicurezza e sono in arrivo gli artificieri della polizia di Catania.

Gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di capire se si tratti di un messaggio intimidatorio nei confronti di qualcuno ma al momento non sembra esserci un riferimento particolare. Sulla pericolosità del pacco bomba bisognerà attendere la relazione degli artificieri anche per capire se a confezionarla possa essere stata la stessa mano che ha realizzato lo stesso ordigno lasciato una settimana in via Pietro Novelli, non molto distante dal ritrovamento di oggi.




Covid: In Sicilia 2.080 casi, 47 in meno rispetto ieri

Degli attuali 2.080 positivi, 294 pazienti (-35) sono ricoverati – di cui 17 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.786 (-12) sono in isolamento domiciliare

 

Sono 2.080 lr persone attualmente positive al Coronavirus in Sicilia, 47 in meno rispetto a ieri, con 2.837 tamponi eseguiti, che fa salire il numero complessivo a oltre 101mila. E’ quanto emerge dal report comunicato dalla Regione all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 101.548 (+2.837 rispetto a ieri), su 90.885 persone: di queste sono risultate positive 3.313 (+12), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.080 (-47), 977 sono guarite (+56) e 256 decedute (+3).




Dal 18 Maggio parrucchieri e barbieri pronti a riaprire in Sicilia

Affilano le forbici gli oltre ottomila barbieri, parrucchieri e titolari di centri benessere siciliani che si preparano all’apertura delle botteghe al massimo entro il prossimo 18 maggio

 

Nelle ultime settimane, i maestri del taglio hanno rivoluzionato gli spazi dove lavorano, regolando la distanza tra le poltrone, inserendo barriere in plexiglass, armandosi di tutto punto di visiere, mascherine, camici e guanti in lattice. Locali sanificati e disinfettante per le mani a disposizione di ogni cliente, che si dovrà presentare indossando mascherina e guanti.

“Siamo pronti a garantire sicurezza e professionalità dei servizi, e vorremmo ripartire subito, anche anticipando la data di apertura all’11 maggio – afferma Nunzio Reina, responsabile aerea produzione Sicilia di Confesercenti – Va bene gli aiuti economici, anche se finora hanno disatteso le aspettative. Il nostro principale obiettivo è quello di tornare a lavorare con tutte le precauzioni per contenere il contagio, in un ambiente sicuro per i nostri dipendenti e per i clienti, che non aspettano altro di tornare nei nostri centri. Se dovessimo ancora ritardare le riaperture – conclude Reina – la sacca di lavoro nero si allargherà ancora di più. A quel punto saranno gli stessi titolari di negozi a lavorare senza regole, e questo provocherebbe un disastro per l’intera categoria”




Turismo: Video figlia barista, tutto chiuso per il coronavirus aiutateci

 E’ un appello accorato quello lanciato attraverso un video da Maia Arnone, 8 anni, figlia di un barista di Marinacorta di Lipari

E’ al viso pulito e ingenuo di Maia che il comitato “Eolie 20-30” si affida per richiamare i turisti nel tentativo di evitare il tracollo di un settore che dà lavoro a buona parte degli isolani. Insieme all’appello della bimba, gli operatori turistici, capeggiati da Danilo Conti e Fabrizio Famularo, hanno fatto pervenire ai governi nazionale e regionale una serie di proposte concrete per fronteggiare la crisi, a cominciare dall’istituzione di una Zona Franca Urbana. E ancora gli operatori del settore turistico chiedono l’annullamento della tassazione per tutto il 2020, un condono fiscale per le partite Iva e una copertura assicurativa in grado di coprire l’operatore dal rischio di un risarcimento danni conseguente all’ipotesi di “vacanza annullata” a causa delle restrizioni causate dalla situazione sanitaria.
“Siamo certi – dicono – che questi aiuti siano l’unico strumento utile ad evitare che infiltrazioni mafiose possano domani avere gioco facile sull’acquisizione di aziende che in mancanza di una politica di rilancio seria, saranno costrette a chiudere ed essere svendute per quattro denari”.




Catania: piantagione con 284 piante di cannabis, due arresti

Il proprietario del fondo ai carabinieri ha detto di non sapere inizialmente della reale attività dei due e quando si è accorto di cosa veramente coltivavano di non aver avvisato le forze dell’ordine per paura di ritorsioni

Carabinieri della squadra Lupi del nucleo Investigativo del comando provinciale di Catania, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, hanno arrestato e posto ai domiciliari il 37enne Marco Tomasello ed il 36enne Gabriele Fallica per coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo l’accusa avrebbero affittato da un ignario agricoltore due appezzamenti di terreno nelle campagne di contrada Rascaporto di Paternò dove avrebbero impiantato e coltivato una piantagione di canapa indica costituita da 284 arbusti, alti tra i 70 e 240 centimentri al momento del sequestro, dalla quale era possibile ottenere 56 chilogrammi di marjuana




In Sicilia 2.201 positivi, uno in meno di ieri

E’ quanto emerge dai dati comunicati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 92.999 (+1.693 rispetto a ieri), su 83.908 persone: di queste sono risultate positive 3.281 (+14), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.201 (-1), 830 sono guarite (+12) e 250 decedute (+3).
Degli attuali 2.201 positivi, 384 pazienti (-9) sono ricoverati – di cui 25 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.817 (+8) sono in isolamento domiciliare. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 125 (16, 26, 11); Catania, 691 (82, 240, 90); Enna, 292 (114, 100, 29); Messina, 370 (71, 130, 52); Palermo, 397 (58, 95, 30); Ragusa, 54 (3, 33, 7); Siracusa, 111 (36, 99, 25); Trapani, 92 (4, 42, 5).




In Sicilia 2.202 positivi

Sono guarite 809 persone e ne sono morte 244

 

In Sicilia vi sono 2.202 casi di positivi al coronavirus uno meno di ieri, 809 sono i guariti (+14) e 244 i deceduti (+2). Degli attuali 2.202 positivi, 403 pazienti (-9) sono ricoverati – di cui 27 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.799 (+8) sono in isolamento domiciliare. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 87.166 (+1.211 rispetto a ieri), su 79.336 persone: di queste sono risultate positive 3.255 (+15).




Droga e armi, 25 arresti Gdf di Catania

 

Criminali di Catania, vicino a Cosa nostra, che trafficavano cocaina, marijuana, hashish e crack sono stati arrestati dalla Guardia di finanza del capoluogo etneo che ha eseguito un’ordinanza cautelare per 25 persone.
Il provvedimento del gip, su richiesta della Dda, dispone il carcere per 21 indagati e i domiciliari per altri quattro. E’ stato eseguito da militari del Comando provinciale di Catania supportato da quelli di Roma, Napoli, Palermo e dal Gruppo Aeronavale di Messina.
Contestato il traffico illecito di sostanze stupefacenti, con le aggravanti di avere agevolato la famiglia Santapaola-Ercolano e di detenere armi. È in corso il sequestro di un’attività imprenditoriale e di due immobili. L’indagine ‘Shoes’ del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania ha fatto luce su clan catanesi riforniti da formazioni criminali campane, albanesi, calabresi e laziali con l’arresto in flagranza di sei corrieri di droga e il sequestro di 4 kg di cocaina, 52 kg di marijuana e 25 kg di hashish.