Undicenne rischia di annegare, è grave

 

Una undicenne ha rischiato di annegare questa mattina nel mare di Marina di Butera (Caltanissetta). La ragazzina è stata subito soccorsa dai bagnanti che si sono accorti di quanto stava accadendo e da un medico che si trovava sul posto. Dalla centrale del 118 di Caltanissetta è stato inviato un elisoccorso. Medici e infermieri hanno intubato l’undicenne che è stata trasferita a Catania. Le sue condizioni sono gravi.




Azzolina alla scuola Falcone a Palermo

 

“Con la mia presenza voglio sottolineare che non siete soli”. Lo ha detto la ministro della pubblica istruzione Lucia Azzolina ai docenti nell’aula riunioni della scuola Giovanni Falcone. “Gli insegnanti hanno cercato in questi mesi di sopperire alle tante mancanze nel quartiere. E’ stata attivata una raccolta di pc e tablet e una colletta alimentare per rispondere alle tante esigenze dello Zen uno dei quartieri più degradati di Palermo. Non abbiamo lasciato indietro nessuno e abbiamo fatto in modo attraverso la didattica a distanza di legare maggiormente i rapporti con le famiglie”, ha detto la dirigente Daniela Lo Verde. “Li abbiamo portati a vedere anche una tragedia greca”, racconta l’insegnante Antonella Saverino, “c’è molto desiderio di conoscere e abbiamo registrato un grande entusiasmo. I problemi sono i mezzi”.




Migranti: 28 positivi al Covid a Porto Empedocle

 

Sono 28 i migranti, salvati in acque internazionali dalla nave Sea Watch e imbarcati sulla nave-quarantena Moby Zazà che è in rada a Porto Empedocle (Agrigento), che sono risultati positivi al Covid-19. I tamponi rino-faringei sui 209 extracomunitari presenti sulla Moby Zazà erano stati effettuati nella mattinata di ieri. E in meno di 24 ore è arrivato l’esito. Appena ieri sera era stato reso noto che uno dei migranti sbarcati dalla Sea Watch era stato ricoverato a Malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Inizialmente era un caso di sospetta tubercolosi. Poi l’esito del tampone aveva fatto chiarezza.

“Le procedure adottate per i migranti sbarcati dalla nave Sea Watch e accolti per la quarantena obbligatoria a bordo del traghetto Moby Zaza, ancorato nella rada di Porto Empedocle, garantiscono la piena tutela della sicurezza sanitaria del Paese”. Così fonti del Viminale, precisando che “tutti i migranti sono stati sottoposti fin dal loro arrivo alle procedure previste dalle linee guida sul sistema di isolamento protetto elaborate dalla direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute”.

“Ventotto migranti positivi sono sulla nave in rada a Porto Empedocle, soluzione che con caparbietà abbiamo preteso il 12 aprile scorso dal governo centrale per evitare che si sviluppassero focolai sul territorio dell’isola, senza poterli circoscrivere e controllare”. Lo afferma in un post su Facebook il Governatore della Sicilia Nella Musumeci commentando l’esito dei tamponi effettuati sulle persone a bordo della nave quarantena Moby Zaza. “Oggi si capisce meglio – aggiunge Musumeci – quella nostra richiesta. E chi ha vaneggiato accusandoci quasi di razzismo, oggi si renderà conto che avevamo ragione. Nelle prossime ore andranno adottati provvedimenti sanitari importanti al principio della precauzione. Voglio sperare che a nessuno venga in mente di non coinvolgere la Regione nelle scelte che dovranno essere assunte”.




Azzolina, la scuola ‘Falcone’ protetta

 

“Dopo l’ennesimo atto vandalico ai danni della scuola ‘Falcone’ di Palermo”, la ministra Lucia Azzolina ha nuovamente contattato la dirigente scolastica, Daniela Lo Verde, per “portare la massima vicinanza ad una comunità scolastica duramente colpita in passato e anche in queste ultime settimane”. La ministra fa sapere che sarà presto a Palermo.
“È evidente – spiega – che questa scuola faccia paura. Ma lo Stato c’è, sono in contatto con la Prefettura, dobbiamo proteggere quella scuola. Servono segnali chiari e immediati per chi pensa di poter attaccare un simbolo dell’educazione alla legalità. La scuola ‘Falcone’ non si piegherà e il Ministero le sarà accanto. Ricompreremo subito tutto ciò che è stato rubato o distrutto e io stessa mi recherò a Palermo quanto prima per portare questo messaggio con chiarezza”.




Elicottero precipita nel palermitano

 

Un elicottero privato con due persone a bordo è precipitato nelle campagne di Collesano, un paese delle Madonie in provincia di Palermo. La scena è stata ripresa con un cellulare da una persona che ha dato l’allarme. Intervenute sul posto squadre dei vigili del fuoco, della Forestale e del 118 oltre ai carabinieri. Non si conoscono ancora le condizioni delle due persone a bordo.




Mafia, arresti a Trapani: nel 2015 Messina Denaro voleva acquistare terreno che fu di Riina

 

E’ in corso dalle prime luci dell’alba un blitz della Polizia di Stato volto al contrasto della criminalità organizzata nella Provincia di Trapani e in quella di Caserta. La Squadra Mobile di Trapani, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, sta eseguendo numerose perquisizioni e arresti nei confronti dei favoreggiatori di Matteo Messina Denaro.

Quindici gli indagati a vario titolo per associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi e favoreggiamento della latitanza del boss mafioso. Perquisita anche l’abitazione di Castelvetrano, residenza anagrafica del latitante Messina Denaro. La Squadra Mobile di Caserta, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sta eseguendo numerosi arresti nei confronti degli esponenti del sodalizio criminale con a capo un ex cutoliano, attuale reggente del clan dei Casalesi nell’agro Teano. Tra gli arrestati anche il referente di zona del federato clan “Papa”.




Spaccio di hashish a Misilmeri: tra i clienti anche dei ragazzi minorenni

Chi cercava hashish a Misilmeri non aveva bisogno di fare alcuna chiamata, gli bastava raggiungere i luoghi frequentati dai pusher per comprare qualche stecca a buon mercato. I carabinieri della compagnia di Misilmeri hanno arrestato quattro persone con l’accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. A finire nel carcere di Termini Imerese in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare sono F.V. (20 anni), A.Z. (44, nato in Marocco), D.A. (24) e B.M. (26, nato in Marocco).

Le indagini culminate negli arresti dell’operazione di stanotte Easy drug (“droga facile”) sono state avviate a marzo del 2019 e si sono concluse appena un mese dopo. Otto in tutto gli indagati coinvolti secondo gli investigatori nella filiera che serviva a rifornire Misilmeri. “Attraverso pedinamenti e servizi di osservazione – spiegano dal Comando provinciale – i carabinieri hanno potuto documentare numerosi episodi di spaccio di hashish da parte degli indagati nei confronti di altrettanti ragazzi, alcuni dei quali pure minorenni”.

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma i quattro arrestati “curavano lo spaccio in via Cialdini, angolo Via Roma, nella vicina piazza Cosmo Guastella, e davanti ad alcuni locali del centro”. Questi i punti che i clienti dovevano raggiungere per acquistare l’hashish, senza bisogno di alcun contatto preventivo per organizzare gli incontri. Durante le indagini i carabinieri hanno effettuato riscontri fermando diversi clienti, poi segnalati in Prefettura come assuntori, trovati in possesso dello stupefacente appena comprato.

 



Sindaco indagato, conosco boss di vista

 

“Ieri dormivo serenamente, tutto mi aspettavo tranne che di ricevere un avviso di garanzia”. Lo ha detto il sindaco di Castellammare del Golfo (Tp) Nicola Rizzo che ieri ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di una indagine della Dda di Palermo. Rizzo è stato sentito oggi dai pm.
Alla domanda se avesse mai conosciuto il capomafia Francesco Domingo, arrestato ieri Rizzo ha risposto: “lo conosco di vista, è noto alle cronache giudiziarie ma non si è mai presentato in Comune”. Il sindaco non ha voluto rivelare quali fatti gli contesti la Procura, ha solo detto che si tratta di episodi del settembre 2019 e che non sono relativi ad appalti o ad atti del Comune. “Parliamo di una cosa marginale – ha spiegato il suo avvocato – Quando sarà possibile saremo più chiari”.




Omicidio cuoco Modica: arrestato Cc

 

– C’è un presunto colpevole per l’omicidio del cuoco di Modica, Peppe Lucifora, 57 anni morto in circostanze misteriose, chiuso a chiave all’interno di una stanza della sua abitazione ai Modica, il 10 novembre del 2019.
I carabinieri hanno arrestato il loro collega Davide Corallo, 39 anni, enne, residente a Giarratana (Ragusa) ma in servizio nel Siracusano. Era tra i sospettati ed era stato anche sentito sul caso. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri di Modica, su richiesta del sostituto procuratore di Ragusa Francesco Riccio e su disposizione del Gip Eleonora Schininà.




Casa a fuoco:muore donna,grave la figlia

 

– Una donna di 79 anni, Francesca Maria Acanfora, è morta questa notte a Palermo in un incendio divampato in un appartamento al nono piano di un palazzo di via Pacinotti 19, una zona residenziale della città. Nel rogo è rimasta gravemente ustionata anche la figlia della vittima, che è stata trasportata all’ospedale civico. Nel corso delle operazioni di soccorso anche nove agenti di polizia sono rimasti intossicati e trasportati in codice giallo al policlinico.
L’allarme è scattato poco dopo le 5, quando i vicini di casa sono stati svegliati dal fumo che aveva invaso le scale e che proveniva dall’abitazione dove vivevano le due donne. Cinque squadre dei vigili del fuoco intervenute sul posto stanno ancora lavorando per mettere in sicurezza l’edificio. Tutti i condomini sono stati sgomberati in attesa delle verifiche di agibilità del palazzo. Fra le ipotesi al vaglio dei vigili del fuoco c’è il corto circuito dell’impianto elettrico ma anche una sigaretta dimenticata accesa.