Maltempo, Rapallo studia lezioni on line

 

Le continue allerta meteo che hanno costretto i sindaci della Liguria a chiudere le scuole per salvaguardare l’incolumità di bambini e famiglie ha spinto l’ amministrazione di Rapallo a proporre di digitalizzare le lezioni, per consentire agli studenti di non perdere giorni di formazione, anche quando costretti a casa, senza correre alcun rischio. Il sindaco Carlo Bagnasco e la consigliera alla pubblica istruzione Laura Mastrangelo vogliono creare una piattaforma “facilmente realizzabile e già in uso nelle più importanti università del mondo – spiegano -, che consenta ai docenti sia lezioni in streaming che registrate in modo tale che la lezione possa essere seguita dagli studenti in tutta sicurezza senza farli spostare durante le allerta”. L’idea è che le lezioni siano riconosciute dal Miur diventando parte della didattica: “Rapallo può essere la prima città in Italia a dotarsi di questo strumento fondamentale in un territorio fragile e soggetto a frequenti rischi idrogeologici” ha detto Bagnasco.




Istituito il Comitato per l’archivio storico del terremoto del 1976

Il compito del Comitato sarà di creare un archivio storico in cui recuperare e valorizzare i documenti relativi alla ricostruzione delle zone scosse dal sisma del 1976.

“L’eredità del terremoto del 1976 non è fatta esclusivamente delle ferite e dei tragici ricordi che hanno segnato famiglie e territori, ma anche del riscatto che il Friuli Venezia Giulia seppe trarre dalla ricostruzione, diventando agli occhi di tutta la Nazione un simbolo di forza, efficienza e fiducia. Di quel riscatto c’è traccia in ogni singolo disegno, progetto, atto amministrativo con cui, passo dopo passo, si è giunti alla ricostruzione delle imprese, delle case, dei paesi ovvero dell’identità friulana stessa”. Con queste parole l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, ha annunciato la costituzione del Comitato per l’archivio storico del terremoto che dovrà occuparsi del recupero e della valorizzazione documentale relativa alle opere di ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici. “L’archivio storico – ha spiegato l’assessore – sarà una struttura permanente in cui verranno raccolti, inventariati e conservati i documenti tecnico amministrativi di interesse storico, assicurandone la consultazione per finalità di studio e ricerca”.

L’istituzione del comitato è stata preceduta, nel dicembre 2017, dalla sottoscrizione di un accordo di collaborazione tra la Regione (direzione Infrastrutture e Territorio) e l’Università di Udine (dipartimento politecnico di Ingegneria e Architettura) per l’avvio della fase preliminare di un progetto unitario e coordinato di recupero, studio, archiviazione, conservazione e valorizzazione della documentazione tecnico amministrativa relativa alle opere della ricostruzione, finalizzato alla creazione dell’archivio storico. L’operatività entra ora nel vivo con questo nuovo tavolo di lavoro che resterà in carica fino alla fine della legislatura.

Il Comitato è composto, a norma di legge, dallo stesso assessore (o da un suo delegato) con funzioni di Presidente, dal direttore regionale Infrastrutture e Territorio o suo delegato, dall’assessore regionale con delega alla Protezione civile; dal direttore regionale Protezione civile, da tre rappresentanti dell’associazione consiglieri Fvg (Rino Bianchini, Otello Bosari, Roberto Dominici), da tre rappresentanti dell’associazione Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione Fvg (Franceschino Barazzutti, Loris Cargnelutti, Floriana Marino), da due membri della federazione dell’Ordine degli ingegneri Fvg (Diego Carpenedo e Umberto Natalucci), da due membri della federazione dell’Ordine degli architetti Fvg (Annamaria Brovedani e Isabella Moreale), da un rappresentante designato dal comitato regionale dei collegi dei geometri e geometri laureati Fvg (Elio Miani), da un membro del collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati delle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine (Sergio Lupieri), da un membro dell’ordine dei geologi Fvg (Gianni Menchini), da due rappresentanti dell’Università di Udine (Alessandra Gubana e Andrea Zannini) e, infine, da un rappresentante della direzione regionale competente in materia di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico culturale (Raffaella Sgubin). Per i componenti del comitato non è previsto alcun compenso o rimborso spese.




Valorizzazione patrimonio culturale, accordo Regione-Diocesi

Valorizzare e tutelare il patrimonio culturale lucano è l’obiettivo centrale dell’accordo da 4,3 milioni firmato dalla Regione Basilicata e le Diocesi e Arcidiocesi del territorio.

Per l’attuazione di “Interventi per la tutela e la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale” è stato firmato ieri in Regione, presso il Dipartimento Attività Produttive, l’Accordo di Procedura Negoziata tra la Regione Basilicata e le Diocesi e Arcidiocesi della Basilicata. L’Accordo – raggiunto in seguito ad un incontro di pochi giorni fa tra la Conferenza episcopale lucana ed il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi – prevede una spesa di 4,3 milioni di euro. E’ stato firmato dall’assessore alle Attività Produttive, Francesco Cupparo, da monsignor Salvatore Ligorio per l’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo, da monsignor Vincenzo Orofino per la Diocesi di Tursi-Lagonegro e da monsignor Ciro Fanelli per la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa. La scelta della Conferenza episcopale di Basilicata – è stato spiegato dai tre vescovi – ha individuato interventi in un vasto territorio, in quanto si tratta di “emergenze di notevole valore architettonico, artistico, culturale, religioso e con forte valenza turistica ma che per le condizioni di fatiscenza in cui versano non possono essere fruiti”.

I progetti prevedono interventi per 2,4 milioni di euro per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete di beni culturali ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo (Città di Potenza); 1,2 milioni di euro per la Diocesi di Tursi-Lagonegro (per la Basilica di Santa Maria di Anglona, per il museo-archivio-biblioteca del Comune di Tursi, nonché per la Basilica di San Biagio a Maratea; 1,3 milioni di euro per la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, di cui 0,9 milioni di euro per l’ex Convento dei Frati Minori Osservanti e 0,4 milioni di euro per la Cattedrale Santa Maria Assunta di Melfi.

“La strategia messa in atto – ha evidenziato l’Assessore Cupparo, sottolineando l’impegno del Presidente Bardi a tutela del patrimonio culturale e religioso – è di aumentare l’offerta attrattiva della Basilicata in questo particolare momento di visibilità quale riflesso di Matera Capitale Europea della Cultura mettendo in rete attrattori culturali di notevole pregio. Nello specifico, il turismo religioso viene ulteriormente promosso e valorizzato per consentire itinerari religiosi tra i più importanti beni ecclesiali di Potenza, Tursi, Maratea e Melfi. Interessante – ha aggiunto – è anche la ricaduta dal punto di vista della creazione di occasioni di sviluppo del territorio, in quanto il recupero dei beni individuato sarà volano per la creazione di attività connesse alla gestione e fruizione degli stessi e di conseguenza aumentando la presenza di visitatori incrementerà lo sviluppo delle attività economiche turistiche locali”.




Terni: parco intitolato a David Raggi, ucciso a 27 anni nel 2015

Terni, la città di David Raggi, dedica un parco a quel giovane 27enne a cui venne strappata la vita nel marzo 2015.

Si è svolta ieri pomeriggio la cerimonia di intitolazione dei giardini in via Irma Bandiera del villaggio Matteotti al giovane David Raggi, di Terni, ucciso nel 2015. Erano presenti sindaco di Terni Leonardo Latini, la giunta comunale e molti esponenti del Consiglio che all’unanimità si era espresso favorevolmente affinché il giovane Raggi fosse ricordato dalla comunità e dalle nuove generazioni. David è morto a 27 anni, ucciso nel marzo 2015 in piazza dell’Olmo da un cittadino irregolare ubriaco.

“Ci sono dei momenti – ha dichiarato il sindaco Leonardo Latini – in cui le persone e le città sanno reagire come ha fatto la famiglia Raggi. Per questo vi ringrazio a nome dell’intera di città di Terni per aver dato una dimostrazione di coraggio che ha colpito tutti i cittadini. Un ringraziamento anche alla Prefettura di Terni che si è prodigata molto affinché l’intitolazione avvenisse in deroga alle norme ordinarie che prevedono un tempo di dieci anni. Ora attraverso il parco restituito, guardiamo avanti avendo nel cuore la memoria di David Raggi e aprendo nuove possibilità di incontro e di scambio ai bambini del quartiere, che potranno beneficiare anche dei giochi ripristinati”.

Siamo felici della disponibilità offerta dal papà di David per le aperture e le chiusure del parco – ha commentato l’assessore ai lavori pubblici Enrico Melasecche – un atto di volontariato che simbolicamente acquisisce maggiore importanza considerando che questo spazio, torna ad essere un luogo che si apre alla vita, dove gli amici e la famiglia di David così come gli abitanti del quartiere, possono continuare a riunirsi e ritrovarsi”.

 




Sorge un bosco al posto di Expo Milano 2015

Migliaia di alberi ricopriranno la pista di Expo Milano 2015, per un totale di oltre 150 ettari di nuovo verde.

Un totale di 159 ettari di nuovo verde, ovvero la dimensione su cui sorgeva la piastra di Expo Milano 2015, trova una ‘nuova vita’ grazie a un’operazione di ‘compensazione’, gestita da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), con la supervisione dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi. Un’azione che riguarda complessivamente 45 progetti attuativi dislocati in 18 Comuni dell’area metropolitana milanese nei quali sono coinvolti anche il Parco Sud e un’oasi del Wwf. I risultati dell’intervento sono stati presentati nel corso del convegno ‘Le città come Foreste Urbane – Da Expo 2015 ad Agenda 2030’ svoltosi a Palazzo Lombardia.

Il progetto complessivo è costato 11 milioni di euro ed è stato articolato in due parti: la ricostruzione ecologica compensativa per una spesa di 4,8 milioni di euro e il recupero e valorizzazione del paesaggio per 6,2 milioni di euro. Il progetto ha dato attuazione a una convezione siglata nell’aprile del 2013 il cui oggetto è stato il contro-bilanciamento del consumo di suolo per i padiglioni dell’Esposizione Universale con la piantumazione di una superficie equivalente. Inviando un messaggio ai partecipanti all’incontro, Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi ha sottolineato che “le città come ‘foreste urbane’ sono un obiettivo tanto ambizioso quanto auspicabile”. L’assessore ha anche voluto ringraziare ERSAF sia per il lavoro svolto che per l’organizzazione dell’incontro.

“Uno dei capitoli più attuali, rispetto alle tematiche ambientali, è quello delle compensazioni”, ha quindi precisato il presidente dell’ERSAF, Alessandro Fede Pellone. “ERSAF – ha spiegato – sta lavorando in maniera scientifica e completa per arrivare a modelli che possano essere utilizzati non solo in Lombardia, ma anche in altre parti del Paese”. Tutta l’operazione ha consentito il recupero e la riqualificazione anche di manufatti idraulici ed elementi tipici del nostro sistema arboreo e forestale. Infine, sono state implementate tutte le zone verde e creati nuovi spazi per piste ciclopedonali.




Maltempo di ottobre, la Lombardia chiede lo stato di emergenza

Il Presidente Fontana ha inoltrato a Conte la ‘richiesta di deliberazione dello stato di emergenza’ in Lombardia.

Regione Lombardia ha formalizzato, in una lettera alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Dipartimento della Protezione civile, la ‘richiesta di deliberazione dello stato di emergenza riguardante i fenomeni meteorologici avversi che hanno colpito il territorio della Lombardia dal 19 al 21 ottobre 2019’. “In Lombardia – scrive il presidente della Giunta, Attilio Fontana, nella richiesta – le aree più colpite sono nelle province di Pavia, Sondrio, Bergamo, Lecco, Como, Cremona, Lodi e Milano. Gravi danni, in particolare, si sono registrati nell’Oltrepò pavese, nella zona compresa tra la provincia di Alessandria e il Lodigiano, con allagamenti diffusi e smottamenti che hanno determinato la chiusura di diverse strade provinciali e comunali isolando alcune frazioni”.

Le strade Provinciali maggiormente colpite sono state la SP 12, la SP 195, la SP 3, la SP 80 e la Tangenziale Casteggio Voghera. Per il ripristino di questi collegamenti, oltre all’intervento dei volontari di Protezione Civile prontamente attivati, sono stati necessari interventi di imprese specializzate e interventi di particolare urgenza. Molte di queste arterie richiedono ora interventi strutturali per il ripristino dei sistemi di drenaggio delle acque e la messa in sicurezza dei sedimi. Gravi danni hanno subito anche privati e attività produttive nonché infrastrutture pubbliche che necessitano di importanti interventi di ripristino.

“Ora – ha osservato l’assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni – restiamo in attesa di una risposta da Roma. Sono convinto che, una volta riscontrata la gravità del fenomeno abbattutosi su gran parte del territorio lombardo, la nostra richiesta sarà non solo legittima, ma assolutamente meritevole di essere soddisfatta”. Regione Lombardia è intervenuta nella fase di emergenza attivando prontamente il sistema di Protezione Civile, coinvolgendo e coordinando centinaia di volontari, numerosi mezzi e attrezzature nonché le strutture tecniche delle varie Province coinvolte, utilizzando anche mezzi e personale della Colonna Mobile Regionale. A seguito delle calamità descritte la struttura di protezione civile regionale, in collaborazione con gli enti locali, ha condotto una ricognizione preliminare dei danni, che ammontano a circa 20 milioni di euro.




Verona: inauguarata 121a edizione Fieracavalli

Inaugurata la 121a edizione di Fieracavalli a Verona.

Inaugurata a Veronafiere la 121/a edizione di Fieracavalli, il più importante e prestigioso salone equestre internazionali, in programma fino a domenica 10 novembre. E’ la rassegna più longeva nel calendario dell’ente fieristico veronese: la prima edizione risale a marzo 1898.

Nei quattro giorni della manifestazione sono attesi 160 mila visitatori da oltre 60 Paesi. In “vetrina” 2.400 cavalli di 60 razze, 750 aziende del settore da 25 Paesi, buyer in arrivo da 18 nazioni, 35 associazioni allevatoriali e più di 200 eventi in agenda, tra gare sportive, spettacoli e convegni.

“Con questa edizione – ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – è stato avviato un progetto con uno speciale focus sulla sostenibilità ambientale. Sentiamo questa responsabilità e per questo abbiamo lanciato l’Academy, per un nuovo approccio etico al mondo del cavallo”. La commissione etica varata nel 2014 è presieduta da Nicole Berlusconi.




Gdf Vicenza: scoperti 3 falsi invalidi

La Guardia di Finanza di Vicenza ha scoperto tre falsi invalidi durante un controllo.

La guardia di Finanza di Vicenza ha sequestrato denaro e un immobile nella disponibilità di 3 falsi invalidi, tutti stranieri e appartenenti alla stessa famiglia, accusati di truffa aggravata.

Gli indagati di 66, 40 e 69 anni hanno percepito dall’Inps dal 2015 pensioni di invalidità e di altri emolumenti elargiti da altri enti pubblici, a fronte di patologie gravemente invalidanti: cecità assoluta, cardiopatia e menomazioni mentali, tali da impedire, almeno all’apparenza, lo svolgimento di ogni lavoro.

Le indagini si sono svolte con pedinamenti, sopralluoghi, acquisizioni di informazioni che hanno portato a scoprire che i tre non avevano nessuna patologia invalidante. E’ stata accertata l’incoerenza tra le patologie lamentate ed il quotidiano stile di vita dei tre che avevano sottoscritto lo scorso maggio da un notaio, un trust in cui erano confluiti una serie di fabbricati di proprietà di uno degli indagati per sottrarli all’esproprio.




Mostra mercato tartufo bianco: è polemica

Scatta polemica sulla mostra mercato dedicata al tartufo bianco che si è tenuta presso il salone dei Cinquecento lo scorso settembre.

Il consigliere Dmitrij Palagi di SPC, in seguito alla mostra mercato del tartufo bianco che si è tenuta nel salone dei Cinquecento ha fatto una domanda all’amministrazione fiorentina.

“Un intero pomeriggio nel salone dei Cinquecento quanto costa? Nel caso di una mostra mercato, se piace all’amministrazione, poco più di mille euro (1.318,82 iva inclusa, per essere precisi). A giustificare il prezzo di favore viene citato niente meno che Cosimo I dei Medici, in virtù dei rapporti storici iniziati molti secoli fa tra Palazzo Vecchio e il Valdarno Inferiore. Per spiegare la cosa il comune cita anche un pannello del soffitto del luogo affittato. I 500 anni dalla nascita di Cosimo I erano già stati utili per una due giorni di agosto all’Isola d’Elba, con gonfalone in gita, accompagnato da un consigliere comunale. Ora sono funzionali a un evento il cui scopo è sicuramente importante per la valorizzazione del territorio, ma che rimane evidentemente un appuntamento di natura commerciale. Una mostra mercato e Cosimo I dei Medici ci paiono davvero difficilmente collegabili. Comunque all’amministrazione segnaliamo che anche un parente di Savonarola dava indicazioni su come cucinare il tartufo: può essere l’occasione per un convegno in quello stesso salone a cui è rimasto legato? O forse più alla piazza antistante…”.

Dello stesso avviso il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Alessandro Draghi: “Ci tengo a ricordare che il salone dei Cinquecento per essere locato ad un soggetto privato costerebbe ottomila euro in media, cinquemila per convolare a nozze sotto la statua di Leone X. Il tartufo bianco è uno dei prodotti di lusso più ricercati e prestigiosi al mondo, un tubero che, al peso, arriva costare a 300 euro all’etto, esso diffonde un odore intenso e pungente, questa volta infatti ho fiutato qualcosa di sbagliato”.

Palazzo Vecchio risponde: “L’evento che si è svolto lo scorso 23 settembre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio è stata la presentazione della 49/a edizione della mostra mercato del tartufo bianco di San Miniato e per quanto attiene l’uso dello spazio è stato applicato il corrente Disciplinare per la concessione degli ambienti del Palazzo.

Il comune di San Miniato, nella persona del sindaco, ha richiesto all’amministrazione di poter svolgere la presentazione nel salone dei Cinquecento, proprio nell’anno in cui si festeggiano i 500 anni dalla nascita di Cosimo I de’ Medici, ricordando che il comune di San Miniato ha un particolare legame con il comune di Firenze risalente al periodo mediceo, come testimonia una delle tavole dipinte nel soffitto del salone che rappresenta la città di San Miniato tra le città amiche di Firenze a fianco del Granduca.

Per quanto attiene alle modalità di concessione, al comune di San Miniato è stato riservato il trattamento previsto dall’art.8 c.1 lettera c) del Disciplinare per la concessione in uso di ambienti di particolare rilievo storico e artistico (delibere 2018/565 e 2018/698), che prevede l’agevolazione pari al canone di concessione (fermo restando il pagamento di quanto dovuto a titolo di rimborso spese forfettario e a titolo di corrispettivo per servizi strumentali alla concessione ai sensi dell’art.7 del medesimo Disciplinare) in favore di enti pubblici nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali che svolgano iniziative finalizzate alla promozione culturale, economica e turistica del territorio”.




Nuove minacce per il sindaco di Empoli Brenda Barnini

Il sindaco di Empoli Brenda Barnini è stata nuovamente minacciata.

Brenda Barnini, sindaco di Empoli, è stata di nuovo vittima di minacce. Era già accaduto nel 2018. In quel frangente, i cittadini scesero in piazza per manifestare la loro solidarietà.

In un lungo post su Facebook Brenda Barnini ha raccontato: Ricevere due lettere di minacce per due giorni consecutivi non fa piacere. Soprattutto quando i contenuti sono palesemente istigati dall’odio razziale e se la prendono con me come rappresentante di una parte politica che si oppone a quel pensiero.

Non so chi le ha scritte, ho fatto denuncia alle autorità e sarà compito loro indagare. Chiunque sia stato però ha le idee chiare sul fatto che io sia una donna di sinistra e antifascista ed è questo il motivo per cui si sente in dovere di minacciare me e la mia Giunta con parole violente e volgari che inneggiano all’avvento di un nuovo Governo nazionale che finalmente farà pulizia etnica e politica.

Aprite gli occhi per favore, iniziate a pensare che ogni parola scritta su questo social contro gli stranieri e per mettere prima gli italiani in realtà non è altro che la prosecuzione di un disegno ideologico di destra, fascista e nazionalista. Aprite gli occhi, pensate che aver bocciato la Commissione Segre che chiedeva di occuparsi proprio delle parole dell’odio è una scelta politica precisa da parte di chi vuole continuare a spargere questo clima da guerra civile.

Aprite gli occhi e se volete più sicurezza e protezione chiedetela a chi insieme vi garantisce libertà e diritti. Perché gli altri, quelli della sicurezza e basta insieme ci mettono anche razzismo, violenza e odio con il quale continuare ad alimentare le nostre paure”.