Trovato ordigno bellico in centro Roma, isolata zona

 

Ritrovato un piccolo ordigno bellico, probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale, in via dei Cappellari, a due passi da Campo de’ Fiori, nel centro storico di Roma. L’ordigno, grande 15-20 centimentri, è stato trovato a circa un metro di profondità da alcuni operai che stavano effettuando lavori di ristrutturazione in un negozio. Sul posto carabinieri della compagnia Centro, artificeri e pattuglie della polizia locale del I Gruppo Trevi che stanno effettuando le chiusure per isolare la zona. I vigili stanno anche procedendo con la la rimozione di alcuni veicoli per consentire le operazioni di recupero e messa in sicurezza. Sono circa cento le persone momentaneamente evacuate da abitazioni private e negozi per la messa in sicurezza dell’ordigno bellico. Sul posto carabinieri e polizia locale. In arrivo il Genio Militare per l’intervento di messa in sicurezza. Isolate anche al passaggio dei pedoni le strade circostanti.




Scuola:in Sardegna 3000 banchi monoposto su 50.000 richiesti

 

Su 50mila banchi monoposto richiesti in Sardegna ne sono arrivati solo circa 3mila consegnati alle scuole dell’Isola dove, tra i problemi legati all’avvio di questo anno scolastico caratterizzato dalle misure anti-covid, c’è anche quella della carenza di docenti. “Abbiamo coperto solo in minima parte i 2000 posti di cui abbiamo necessità e dovremo fare non meno di 30 concorsi a partire dal 22 ottobre”, ha spiegato alla Commissione pubblica istruzione del Consiglio regionale il responsabile dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani. Il dirigente ha anche ricordato che il non aver scelto la procedura semplificata nei concorsi ha rallentato il sistema e il reclutamento “generalista” ha rinviato ancora una volta il ricambio generazionale nel mondo della scuola.




Fidanzati uccisi: avvocato, ragazzo molto provato

 

“Il ragazzo è molto scosso e molto provato da questa situazione. E’ consapevole della delicatezza e della gravità dell’intera vicenda. Al momento è in isolamento per ragioni sanitarie, per le misure anti covid. E’ molto confuso e sofferente rispetto a quello che è successo”. Lo ha detto l’avvocato Andrea Starace, legale d’ufficio cui subentrerà un legale di fiducia, a proposito delle condizioni di Antonio De Marco, reo confesso dell’omicidio di Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta.
Starace ha incontrato De Marco questa mattina nel carcere di borgo San Nicola a Lecce dove lo studente è rinchiuso dall’altra notte in stato di fermo. Il gip ha fissato per domani mattina in carcere l’udienza di convalida.




Azzolina, concorsi sicuri, chi dice no strumentalizza

 

“Il concorso straordinario si svolgerà in assoluta sicurezza grazie alla distribuzione territoriale e alla scansione temporale della prove non ci sarà assembramento nè concentrazione dei candidati al di là di quello che qualcuno dice in modo strumentale”. Saranno “concorsi seri, selettivi. Serve una verifica concorsuale che selezioni chi merita di insegnare; le famiglie chiedono docenti preparati”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in question time alla Camera.




Striscione contro Salvini, denunciata consigliera Aosta

 

Per aver violato il divieto di coprirsi il volto durante una manifestazione politica (legge 152/1975) la consigliera comunale uscente di Aosta Carola Carpinello (movimento di sinistra Adu) è stata denunciata a piede libero dalla polizia. I fatti risalgono al 16 settembre scorso quando il leader della Lega Matteo Salvini stava tenendo un comizio nella centrale piazza Chanoux del capoluogo valdostano: all’improvviso da un balcone del Municipio è stato srotolato uno striscione con la scritta ‘No Lega Bella Ciao’ da una persona con la tuta rossa e la maschera di Dalì, outfit dei protagonisti della celebre serie spagnola ‘La Casa di Carta’. Le indagini della Digos hanno portato all’individuazione della consigliera comunale quale autrice del gesto. “Non avevo nessun motivo – ha detto all’ANSA – per celare la mia identità, la mia era una performance di protesta che comprendeva l’utilizzo della maschera. Infatti sono entrata in Municipio timbrando il badge e senza nascondermi”




19enne morta:’Processare pusher e amico’

 

La procura di Firenze ha chiesto il processo per due persone nell’ambito delle indagini sulla morte di Erika Lucchesi, la 19enne di Livorno morta il 20 ottobre 2019 dopo aver accusato un malore in una discoteca di Sovigliana di Vinci (Firenze). La richiesta di rinvio a giudizio è per un 28enne tunisino – in carcere da luglio scorso per aver venduto alla 19enne almeno 4 pasticche di ecstasy – e uno degli amici della ragazza. Sono accusati di morte in conseguenza di altro delitto e di spaccio. Ancora al vaglio degli inquirenti la posizione, stralciata, della titolare della discoteca. In base alle indagini la 19enne morì nella discoteca per un malore provocato dall’assunzione della droga. Il pusher, che si trovava ancora dentro, saputo del fatto avrebbe regalato le pasticche che gli erano rimaste agli altri giovani in modo da uscire senza stupefacente addosso ed evitare così problemi in caso di controlli dei carabinieri. Già nel 2018 l’attività di quella discoteca venne sospesa dopo un controllo la notte di Halloween quando i militari trovarono droga divisa in dosi nel guardaroba.




Malore in motorino, uomo morto

 

Un uomo di 80 anni è morto colpito da infarto mentre guidava il motorino lungo la via Aurelia a Sestri Levante nelle gallerie di S.Anna. La circolazione è stata sospesa per tentare di soccorrere l’uomo, ma i tentativi del personale del 118 di rianimare il pensionato sono risultati inutili. In un primo tempo si pensava ad un incidente stradale poi i vigili urbani di Sestri Levante ed i carabinieri hanno escluso il coinvolgimento di altri mezzi. La vittima è Alfredo Marchese, residente a Riva Trigoso, persona nota in quanto per decenni e’ stato il maestro alle scuole elementari di Riva Trigoso




Le accreditano 10mila euro per errore e li spende,denunciata

 

Ha sbagliato a digitare il codice Iban e ha fatto partire un bonifico da 10 mila euro su un conto di una coppia di trentenni. I due, invece di restituire la somma, si sono dati allo shopping sfrenato. Gli agenti li hanno identificati e denunciati per furto aggravato e, solo la donna, per simulazione di reato continuato.
E’ accaduto a giugno: la donna si è accorta dell’errore ha chiesto alla fortunata beneficiaria di restituirle la cifra. La beneficiaria ha però raccontato di avere perso il bancomat e che qualcuno aveva fatto acquisti per 7.500 euro. A quel punto la donna si è rivolta agli agenti che hanno scoperto che la beneficiaria aveva denunciato il finto furto del bancomat.
Attraverso gli sms degli acquisti e i tabulati telefonici, gli agenti hanno capito che in realtà quello del furto del bancomat era stata una scusa perché in tutti i negozi visitati era passata la donna con suo compagno. In casa i poliziotti hanno trovato abiti, gioielli, attrezzi per l’edilizia e articoli per la casa acquistati con i soldi indebitamente ottenuti.




Vannini: Antonio Ciontoli condannato a 14 anni

 

Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni mentre la moglie e i due figli a 9 anni e 4 mesi per la morte di Marco Vannini avvenuta a Ladispli nel maggio del 2015.

E’ quanto hanno stabilito i giudici della seconda sezione della Corte d’Assise di Appello di Roma. Per il capofamiglia i giudici, nell’ambito del processo di appello bis, hanno riconosciuto il reato di omicidio volontario con dolo eventuale. Per i componenti della famiglia, la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina, fidanzata di Marco Vannini, è stato riconosciuto l’omicidio volontario anomalo

“Chiedo perdono per quello che ho commesso e anche per quello che non ho commesso. So di non essere la vittima ma il solo responsabile di questa tragedia”, ha detto Antonio Ciontoli. “Sulla mia pelle – ha continuato Ciontoli – sento quanto possa essere insopportabile, perché innaturale, dover sopportare la morte di un ragazzo di vent’anni, bello come il sole e buono come il pane. Quando si spegneranno le luci su questa vicenda, rimarrà il dolore lacerante a cui ho condannato chi ha amato Marco. Resterà il rimorso di quanto Marco è stato bello e di quanto avrebbe potuto esserlo ancora e che a causa del mio errore non sarà. Marco è stato il mio irrecuperabile errore”.

“Finalmente è stato dimostrato quello che era palese fin dall’inizio. Se fosse stato soccorso subito Marco sarebbe qui. La giustizia esiste e per questo non dovete mai mollare”. Ha commentato tra le lacrime Marina, mamma di Marco Vannini.

Nel secondo processo d’appello, dopo la pronuncia della Cassazione che ha chiesto di riconoscere l’accusa più grave per i Ciontoli rispetto all’omicidio colposo, il pg ha sollecitato la condanna per il capofamiglia Antonio Ciontoli e per la moglie Maria Pizzillo e i figli Federico e Martina, quest’ultima fidanzata di Vannini.

In subordine l’accusa ha chiesto di ritenere solamente i familiari di Ciontoli responsabili di concorso anomalo in omicidio e di condannarli alla pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione. Vannini venne ucciso da un colpo di pistola esploso da Antonio Ciontoli mentre si trovava nel bagno dell’abitazione di Ladispoli.

“Un secondo dopo lo sparo è scattata la condotta illecita – ha detto il pg Vincenzo Saveriano nel corso delle repliche -. Tutti i soggetti sono rimasti inerti, non hanno alzato un dito per aiutare Marco. Un pieno concorso, una piena consapevolezza di quello che voleva fare Antonio Ciontoli e cioè di non far sapere dello sparo. Tra la vita di Marco e il posto di lavoro del capofamiglia, hanno scelto la seconda cosa”. L’avvocato Franco Coppi, legale dei Vannini, aveva chiesto “una sentenza giusta, non vogliamo denaro”.




Rivoluzione corriere Atp: da adesso sarà presente il display conta persone

Sulle corriere di Atp (sulle linee a maggiore frequenza e densità) arriva il sistema conta passeggeri che permette, attraverso il display luminoso del bus, di conoscere in ogni momento il numero di persone che possono salire a bordo. A questo si aggiunge il monitoraggio costante del rispetto delle norme anti Covid, la presenza di steward a disposizione dei passeggeri per dare informazioni.

Per rispondere alla necessità di offrire un servizio adeguato e rispettoso dei protocolli di sicurezza, Atp Esercizio ha avviato, in questi giorni, una serie di iniziative; alcune delle quali anche originali come il sistema contapersone.

«Si tratta di una modalità che sta funzionando bene – dice Andrea Geminiani, coordinatore generale di Atp – sulla questione dei numeri voglio ricordare che il protocollo deciso a livello nazionale prevede l’occupazione dell’80% dei posti a bordo. Questo significa che se un bus ha una capienza di 100 persone, la quota limite è di 80. Fino a oggi i casi di bus troppo pieni sono stati una ventina. Del resto a confermare che il numero di viaggiatori resta limitato, è un dato statistico: rispetto allo stesso periodo di un anno fa, gli incassi da vendita di biglietti e abbonamenti sono ridotti del 50 per cento».

Sempre in questi giorni sono attivi alcuni steward che si occupano di informare chi viaggia e invitare, nel caso, a indossare le mascherine. Sul fronte del servizio legato alla scuola, la situazione resterà comunque complicata fino a quando non ci saranno orari definitivi: «Purtroppo abbiamo tante scuole che ogni giorno modifica gli orari di entrata e di uscita da scuola, rendendo di fatto impossibile una programmazione. L’auspicio è che questa fase possa concludersi al più presto».

Attualmente, infatti, in molti casi gli studenti lasciano i rispettivi istituti intorno alle 11.15, dopo poche ore di attività didattica. Le tratte maggiormente interessate dal sovraffollamento, dove Atp ha inserito corse di riserva, sono le linee 4, 98 e 5 tra Sestri levante e Chiavari.