Si tuffa per evitare arresto, preso con il pattino

 

Quando ha visto gli agenti in spiaggia si è tuffato in mare per cercare di sfuggire alla cattura: è stato preso dalla Polizia in una località balneare della provincia napoletana, dove trascorrere le vacanze con i familiari, L.F., 45 anni, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli (Ufficio Esecuzioni Penali), in quanto condannato alla pena di 4 anni e 2 mesi di reclusione per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Il ricercato è stato prima raggiunto con un pattino da salvataggio e poi arrestato.
Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli lo hanno localizzato dopo numerosi servizi di osservazione e dopo averlo cercato, senza trovarlo, in alcune abitazioni utilizzate dall’uomo.




Sequestrate a Napoli 42 tonnellate rifiuti dirette in Africa

 

Quarantadue tonnellate di rifiuti speciali diretti in Africa sono state sequestrate nel porto di Napoli dai funzionari di Agenzia Dogane e Monopoli in servizio presso l’Ufficio delle Dogane di Napoli 1, insieme con militari del II Gruppo della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di diverse operazioni condotte nello scalo partenopeo. I rifiuti speciali pericolosi e non, erano stipati in quattro container destinati in Nigeria e Burkina Faso che, sulla base della documentazione accompagnatoria, avrebbero dovuto contenere, invece, effetti personali e masserizie.
Al loro interno è stato rinvenuto, occultato da autoveicoli e da fusti contenenti indumenti usati ed in pessimo stato di conservazione, un ingente quantitativo di elettrodomestici e pneumatici fuori uso, balle di indumenti e scarpe non sanificati, nonché 175 batterie per auto ed accumulatori per ripetitori telefonici non dichiarati e verosimilmente rubati.
In totale circa 42 tonnellate di rifiuti speciali che avrebbero fruttato proventi per oltre 150.000 euro.
Denunciati all’autorità giudiziaria 12 responsabili, quattro italiani, due nigeriani, due ghanesi, un burkinabé e tre togolesi, per falsità ideologica, traffico illecito di rifiuti, ricettazione e violazioni al Testo Unico Ambientale.
L’operazione – sottolinea una nota – conferma “la proficua sinergia tra l’Agenzia Dogane e Monopoli e la Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti, anche a presidio delle norme di tutela ambientale”.




Fondi migranti usati per spese voluttuarie

 

Fondi pubblici per oltre 1,1 milioni di euro, destinati a una struttura di accoglienza per migranti di Benevento, usati dall’amministratore del centro non per il benessere degli ospiti ma per sue spese voluttuarie. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Benevento che al termine di indagini coordinate dalla Procura ha notificato all’amministratore del Consorzio Maleventum un decreto di sequestro da 1 milione e 146mila euro emesso dal gip.
Sequestrati, a fini di confisca, anche oltre 774mila euro, frutto dell’appropriazione indebita, trovati nella disponibilità del gestore del consorzio e dei suoi familiari.
Il denaro – è emerso dalle indagini – veniva intascato dall’amministratore direttamente e anche attraverso suoi congiunti.
Gli inquirenti gli contestano i reati di appropriazione indebita e frode nelle forniture pubbliche. Nel “Maleventum”, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno rilevato importanti carenze, determinate dal business “redditizio e illecito” condotto ai danni degli ospiti portato avanti con le risorse pubbliche ricevute dalla Prefettura di Benevento.




Noemi: 18 anni a killer, 14 a fratello

 

Il gup di Napoli Vincenzo Caputo (24esima sezione penale), al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, ha condannato a 18 anni di reclusione Armando Del Re e a 14 anni suo fratello Antonio, ritenuti responsabili dell’agguato a colpi di pistola esplosi tra la folla, avvenuto il 3 maggio 2019 in piazza Nazionale, a Napoli, nel quale venne anche gravemente ferita Noemi, una bimba che all’epoca dei fatti aveva 4 anni, e la nonna. Vero obiettivo del raid era Salvatore Nurcaro, ritenuto un esponente di un clan loro rivale, anch’egli rimasto gravemente ferito. Al termine della requisitoria i pm antimafia Antonella Fratello e Simona Rossi avevano chiesto 20 anni di carcere per i due fratelli.
Noemi rimase ricoverata in ospedale per molti giorni in pericolo di vita.




Ditte estromesse da appalti con frode fiscale

 

Beneficiava, illecitamente, di un consistente risparmio di imposte e contributi e riusciva attraverso una frode fiscale milionaria a estromettere dalle gare d’appalto della cantieristica navale le imprese concorrenti. E’ quanto hanno scoperto i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli che, al termine di una indagine coordinata della Procura hanno sequestrato, tra le province di Napoli, Venezia e Ravenna, beni per 3,8 milioni di euro. Destinatari del provvedimento emesso dal Gip di Napoli sono una società, la CO.S. srl, e i relativi prestanome e amministratori di fatto che, attraverso un sistema fraudolento che utilizzava false fatturazioni e società “cartiere” riuscivano a vantare un credito d’IVA poi utilizzato per compensare le imposte e i contributi dovuti.




Non dichiara redditi, sequestro 1,7 mln

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno eseguito il sequestro preventivo per equivalente di beni fino a concorrenza delle imposte evase di circa 1,7 milioni di euro nei confronti di una ditta individuale con sede a Schio (VI) e del suo titolare, cittadino Scledense.
Gli accertamenti preliminari sulla base di gravi indizi di violazione alle norme tributarie emersi mediante l’analisi degli alert di rischio derivanti dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo hanno ricondotto l’operatività della ditta all’illecito fenomeno economico-finanziario del “sommerso d’azienda”, non avendo questa presentato le dichiarazioni fiscali ai fini imposte dirette ed I.V.A. per tutte le annualità d’imposta dal 2012 al 2017.




Sequestro a Salerno 14 tonnellate droga Isis

 

La Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato nel Porto di Salerno un ingente quantitativo di droga, 14 tonnellate di amfetamine, 84 milioni di pasticche col logo “captagon”, prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo. Il valore della droga, trovata dalle “fiamme gialle” in 3 container, è stato stimato in oltre 1 miliardo di euro. La droga era stata nascosta in cilindri di carta per uso industriale e macchinari costruiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuare il contenuto.




Tensione per focolaio a Mondragone, incendiato un furgoncino

 

Ancora tensione nella notte a Mondragone nell’area dei palazzi ex Cirio, che da lunedì è zona rossa a causa di una cinquantina di contagi da coronavirus, diffusi in particolare nella comunità bulgara che abita lì. Verso le 2 i vigili del fuoco sono intervenuti per l’incendio di un furgoncino in viale Margherita, a ridosso dei palazzi.
Il mezzo dovrebbe essere di proprietà di un bulgaro. Dai primi accertamenti sembra che la causa sia dolosa e che sia stata usata una bottiglia incendiaria.




Coronavirus: tensioni a Mondragone per focolai. Lancio di pietre e sedie

 

 

Alta tensione nella cittadina casertana di Mandragone dopo l’esplosione di un focolaio Covid.  Un gruppo di bulgari, residenti ai palazzi Ex Cirio, ha protestato uscendo fuori dalla zona rossa istituita nell’area per la presenza di quasi 50 casi di positività al Covid. Le forze dell’ordine che presidiano i varchi sono riuscite a riportare dentro gli stranieri. Sono arrivati a quota 49 i casi di positività  nel complesso residenziale.

Si tratta in massima parte di cittadini bulgari residenti in quattro dei cinque palazzoni divenuti off limits da lunedì 22 giugno, dopo che è entrata in vigore l’ordinanza della Regione. Vanno inoltre avanti, anche se a rilento, le operazioni di trasferimento delle persone positive, peraltro tutte asintomatiche, al Covid Hospital di Maddaloni, dove sono diciannove quelli attualmente ricoverati; ieri sono stati trasferiti sei contagiati, ne mancano all’appello altri tredici, cui si aggiungono i nuovi positivi. Qualcuno tra i positivi, però, non si riesce a rintracciare; molti inquilini, specie tra gli stranieri, non risultano censiti, e si ipotizza che abbiano fatto perdere le tracce, anche per timore di perdere il lavoro; molti sono braccianti agricoli, spesso sfruttati dai caporali di nazionalità bulgara, alcuni dei quali vivono anche agli ex Palazzi Cirio.

Un altro momento di tensione c’è stato successivamente tra i manifestanti italiani che presidiano il varco d’accesso e i bulgari che abitano all’interno della zona rossa. Un bulgaro ha lanciato una sedia dal balcone, gli italiani hanno risposto lanciando pietre e sfondando i finestrini delle auto dei bulgari parcheggiate. Poi hanno mostrato le targhe delle vetture a mo’ di trofeo. Sotto al palazzo si è radunata una folla che accusa anche la polizia di “essere stata troppo permissiva coi bulgari”.

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato l’arrivo dell’esercito: “Questa mattina ho avuto un colloquio con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in relazione alla zona rossa istituita negli ex palazzi Cirio di Mondragone. Ho chiesto l’invio urgente di un centinaio di uomini delle forze dell’ordine per garantire il controllo rigoroso del territorio. Il Ministro ha annunciato l’arrivo di un contingente dell’Esercito”.




Focolaio Mondragone, resta alta tensione

 

Resta alta la tensione ai palazzi ex Cirio di Mondragone (Caserta), dove è in vigore la zona rossa decretata dalla Regione dopo l’emersione di un focolaio da Covid-19 che riguarda soprattutto cittadini bulgari, residenti in gran parte nel degradato complesso formato da cinque palazzi; 30 i casi positivi, tutti bulgari con un solo italiano. Ieri mattina alcuni inquilini italiani si sono lamentati accusando la comunità bulgara di responsabilità in ordine alla diffusione del contagio. Oggi la tensione è meno visibile, ma si percepisce parlando tanto con gli italiani che con i bulgari.