Furto in casa di Diletta Leotta a Milano

 

Un furto è stato messo a segno, la scorsa notte, nell’abitazione di Diletta Leotta, la nota giornalista e conduttrice televisiva. Lo ha confermato stamani la questura di Milano, dove la donna, questa mattina, si è recata a sporgere denuncia. Il caso viene seguito dalla Squadra Mobile.
A scoprire l’incursione sarebbe stata proprio la padrona di casa, che ieri sera tardi, rincasando, ha trovato a soqquadro il suo appartamento, che si trova al nono piano di un palazzo nei pressi di corso Como. I ladri forzando una porta-finestra si sono introdotti in casa e hanno portato via gioielli e orologi, in particolare alcuni Rolex, per un valore che supererebbe i 100mila euro. E’ stata la stessa Leotta a chiamare la polizia, e sul posto si è recata per i rilievi anche la Polizia Scientifica.




Lombardia, 142 positivi e 27 morti

 

Con 13.696 tamponi effettuati, sono 142 in un giorno le persone risultate positive al Coronavirus in Lombardia (una percentuale quindi dell’1,04% rispetto agli esami effettuati). Dall’inizio dell’epidemia sono in tutto 90.070 i contagiati. Sono 110 le persone al momento ricoverate in terapia intensiva, dieci meno di ieri, e 2.840 quelle negli altri reparti (-120). I decessi registrati sono 27, in totale 16.249.




Imprenditore scomparso:risentito operaio

 

A pochi giorni dall’inizio dell’udienza preliminare – prevista giovedì a Brescia – a carico di uno dei nipoti dell’imprenditore scomparso cinque anni fa Mario Bozzoli, si registra un colpo di scena nel giallo della fonderia di Marcheno, nel Bresciano. Secondo quanto riporta il Giornale di Brescia ieri sono stati sentiti Oscar Maggi e la moglie del senegalese Abu. Maggi e lo straniero erano in fabbrica la sera dell’otto ottobre 2015 ed erano finiti sotto inchiesta con l’accusa di favoreggiamento perché non avrebbero raccontato quello che sapevano. Nelle scorse settimane però la Procura generale ha chiesto l’archiviazione per loro e per Alex Bozzoli, uno dei nipoti dello scomparso, mentre per Giacomo Bozzoli, altro nipote dell’imprenditore svanito nel nulla, è stato chiesto il rinvio a giudizio. Maggi è stato sentito come persona informata sui fatti e gli inquirenti hanno fatto domande su quanto accaduto la sera della scomparsa di Bozzoli e nei giorni scorsi.




Milano- i famosi youtuber “The Show” rischiano grosso dopo aver finto di essere ” assistenti civici”

Lo scherzo

Il ragazzo, allora, ha reiterato il gesto accendendo un secondo petardo che l’uomo ha afferrato, fronteggiando contemporaneamente lo sconosciuto prendendolo per il bavero della camicia e allontanandolo con vigore di alcuni metri per poi tornare verso il locale. Il giovane ha seguito il negoziante e, dopo aver estratto un blocchetto, gli ha detto che avrebbe provveduto a verbalizzare la violazione ed elevare la relativa contravvenzione. L’uomo si è reso conto, a quel punto, che non era un blocchetto per verbali ma per ricevute, intuendo che non si trattava quindi di un pubblico ufficiale.

Il titolare dell’esercizio commerciale domenica ha inviato una mail Pec al Commissariato Monforte Vittoria segnalando l’episodio e i poliziotti lunedì mattina 1 giugno si sono recati da lui per delucidazioni sull’accaduto: in quel frangente, i due giovani sono stati notati in piazza Medaglie d’Oro poiché riconosciuti dall’esercente mentre transitavano a piedi. Gli agenti hanno, quindi, fermato i due giovani uno dei quali stava proprio indossando la pettorina lungo la strada in modo tale, considerate le misure anti Covid19 in atto, da ingenerare confusione nei passanti in relazione alla presunta “qualifica” rivestita. Subito dopo i due 29enni, sono stati accompagnati presso gli uffici di via Poma dove i poliziotti, dopo aver posto sotto sequestro il materiale, li hanno deferiti all’autorità giudiziaria in stato di libertà per usurpazione di titoli.

 



Coronavirus: riapre pronto soccorso ospedale Codogno

 

Riapre ufficialmente il pronto soccorso dell’ospedale di Codogno, chiuso dalla notte tra il 20 e il 21 febbraio scorso, dopo l’accertamento del primo caso di Coronavirus in Italia, quello di Mattia. Alla riapertura sono presenti oltre ai vertici della Asst di Lodi e ai dirigenti medici, anche Francesco Passerini, il sindaco del comune del Lodigiano, uno dei 10 compresi nella prima zona rossa, tra i simboli della lotta al Covid-19.

Un primo paziente sospetto Covid ha fatto ingresso al pronto soccorso. Il paziente sospetto Covid è stato instradato su un percorso dedicato che lo isola dagli altri malati. In tutto fino ad ora sono sette i cittadini che si sono recati al pronto soccorso di Codogno dalla riapertura di questa mattina per varie problematiche, ma non Covid.




Milano- si torna a respirare: sospeso il divieto d’asporto di bevande per bar e locali

Riparte la movida a Milano. Mercoledì sera, palazzo Marino ha infatti deciso di sospendere il divieto d’asporto di bevande da bar e locali che era stato decretato lo scorso 25 maggio dopo un weekend “difficile”, durante il quale non erano mancati assembramenti nelle zone “calde” della città in barba alle norme anti Coronavirus.  Per effetto di quell’intervento, voluto fortemente dal sindaco Beppe Sala, dalle 19 i locali potevano vendere bevande soltanto ai clienti seduti ai tavoli. Da ora, però, il divieto decade grazie a un’ordinanza del comune pubblicata sull’albo pretorio che revoca “con effetto immediato” le precedenti restrizioni.  E la stessa amministrazione, nello spiegare il perché della nuova decisione, fa anche i complimenti ai cittadini, che hanno “acquisito una maggiore consapevolezza e responsabilità in ordine al rispetto del divieto di assembramento, all’obbligo dell’uso dei dispositivi di protezione individuali, mascherine, e in genere all’osservanza delle misure igienico-sanitarie”. Pollice su anche per i gestori dei bar, che – si legge ancora nell’ordinanza – “si sono attivati nel fare osservare la distanza interpersonale e le altre misure di sicurezza, onde evitare il formarsi di assembramenti all’interno e all’esterno dei loro locali”, come confermato dai vari controlli della polizia locale, che ha staccato soltanto otto sanzioni.

Il comune tira poi in ballo anche il governo, sottolineando che “a decorrere dal 3 giugno 2020 a livello governativo secondo l’andamento della curva di diffusione del virus Covid-19 non sono state adottate misure limitative agli spostamenti interregionali anche limitatamente a specifiche aree del territorio nazionale”, il che ha spinto palazzo Marino a ritirare l’ordinanza “nel rispetto del principio di proporzionalità e adeguatezza”.  “Rimane salva – conclude il testo – l’adozione di eventuali e successivi provvedimenti, in considerazione dell’evolversi della diffusione epidemiologica del virus Covid-19, delle verifiche periodiche sull’osservanza dei divieti e di eventuali nuove decisioni che potranno essere assunte dal comitato di ordine pubblico e sicurezza”.




Medici Vo’,premio anche a colleghi morti

 

“Da una parte c’era la paura per una situazione in divenire, dall’altra la passione per mestiere, e il desiderio di sopperire a una carenza che lasciava un’intera comunità senza la figura sanitaria di riferimento”. Mariateresa Gallea, 33 anni, medico di continuità assistenziale a Conselve, nominata Cavaliere al merito per la lotta al coronavirus dal presidente Mattarella, insieme ai colleghi Paolo Simonato e Luca Sostini, 29 e 34 anni, racconta così le emozioni vissute dai tre giovani dottori il 23 febbraio, quando d’improvviso finirono nella ‘trincea’ di Vo’, ‘focolaio’ del Covid in Veneto. Vennero chiamati dalla Federazione medici di medicina generale, che chiese loro di sostituire i tre medici di Vo’, finiti in quarantena dopo l’istituzione della zona rossa. Accettarono subito. “Io e Simonato – racconta – siamo rimasti a Vo’ due settimane, Sostini un mese. Il riconoscimento premia noi, ma anche tutti i colleghi che purtroppo hanno perso la vita”.




321 contagiati in più,73,8% in Lombardia

 

Stabile l’aumento dei contagiati per il coronavirus: sono 233.836, con un incremento di 321 casi rispetto a ieri, quando si era registrato un aumento pari a 318.
Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 237 in più, pari al 73,8% dell’aumento odierno in Italia. A zero contagi ci sono otto regioni e la provincia autonoma di Bolzano. I dati sono stati resi noti dalla Protezione Civile. Le vittime nelle 24 ore sono 71, in aumento rispetto alle 55 di ieri. I morti salgono così a 33.601, con 12 regioni che non registrano nuovi decessi, mentre salgono a 160.938 i guariti e i dimessi, con un incremento di 846 rispetto a ieri quando l’aumento era stato di 1.737. I malati sono attualmente 39.297, 596 meno di ieri quando il calo era stato di 1.474, mentre sono 353 i ricoverati in terapia intensiva, 55 meno di ieri. I ricoverati con sintomi sono 5.742, con un calo di 174 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 33.202, in calo di 367.




Uccide amico con una roncola dopo lite nel Bresciano

 

Omicidio nella notte a Esine, in Vallecamonica, in provincia di Brescia. Un 59enne, Vincenzo Arrigo, è stato ucciso a colpi di roncola al termine di un litigio. I carabinieri hanno fermato un 53enne convivente della vittima e proprietario dell’abitazione dove è avvenuto l’omicidio. La vittima era stata allontanata dalla famiglia per maltrattamenti sulla moglie e aveva trovato ospitalità dall’amico ora accusato di omicidio. Il presunto responsabile è stato fermato dai carabinieri che indagano sul delitto avvenuto in un contesto di degrado.

Arrigo sarà interrogato nel pomeriggio dal sostituto procuratore Paolo Savio, titolare dell’inchiesta. I due vivevano insieme dopo l’allontanamento da casa della vittima, per maltrattamenti sulla moglie.

Era agli arresti domiciliari a casa dell’amico che lo ha ucciso. Aveva testimoniato nell’ultimo processo per la Strage di piazza Loggia. Arrigo era stato in cella con Maurizio Tramonte, condannato all’ergastolo, e aveva rivelato che Tramonte in cella gli avesse mostrato una fotografia in bianco e nero spiegando che era presente in piazza il 28 maggio 1974 giorno dell’attentato.




Suora ruba via Crucis, tele recuperate

 

Quattordici dipinti su tela raffiguranti una Via crucis e risalenti al 17° secolo, rubati da una suora in un convento di Bolzano nel 2003, sono stati recuperati in provincia di Mantova dai carabinieri del comando tutela del patrimonio culturale di Monza al termine di lunghe indagini. I quadri sono stati trovati in un circolo filatelico numismatico e hobbistico del Mantovano che li aveva acquistati in un mercato dell’antiquariato in città. Le indagini dei carabinieri, in collaborazione con diversi comandi tra cui quello di Mantova, erano iniziate un anno fa quando i militari si accorsero della presenza di un annuncio pubblicitario su cui era riportata l’immagine dell’intera via Crucis dipinta su olio.
I carabinieri sospettarono subito che si trattasse di opere artistiche rubate e, infatti, le indagini consentivano di risalire al proprietario legittimo, l’ente ecclesiastico “Suore di carità di San Vincenzo De Paoli” di Bolzano.