Milano- Pronto l’acquisto di prefabbricati per sostituire temporaneamente le scuole

Le scuole di Milano sono alla disperata ricerca di spazi in vista del ritorno tra i banchi a settembre, quando – emergenza coronavirus permettendo – gli studenti faranno nuovamente capolino in aula e dovranno rispettare alcune misure di sicurezza, su tutte il distanziamento. Palazzo Marino, stando a quanto spiegato lunedì in commissione consiliare dall’assessore all’edilizia scolastica Paolo Limonta, investirà 2,8 milioni di euro per l’acquisto di strutture temporanee e provvisorie, come prefabbricati leggeri, che saranno così trasformate in aule temporanee.

“Nelle scorse settimane abbiamo avviato una dettagliata mappatura degli spazi delle scuole interni come aule, palestre, atri e corridoi, e di quelli esterni ai muri della scuola, come parchi, biblioteche, centri culturali, marciapiedi, pezzi di piazze prospicienti agli ingressi”, ha spiegato Limonta, sottolineando che “a settembre la scuola deve tornare ad essere protagonista e non si possono trasformare le scuole in uffici e reparti ospedalieri, prestando attenzione solo al distanziamento”.

Per questo, secondo l’assessore sarà necessario “uscire dai confini delle scuole usando strutture sia comunali che non comunali per garantire il distanziamento e un percorso didattico ed educativo altissimo. Abbiamo intenzione di incrementare la manutenzione ordinaria per recuperare spazi e stiamo ragionando di acquisire strutture leggere per le scuole che non hanno abbastanza spazio all’interno per garantire il distanziamento e non possono basarsi nemmeno su spazi all’esterno. Per queste situazioni, stiamo pensando di allestire strutture temporanee e provvisorie”, ha ribadito Limonta. Anche gli “spazi amministrativi e di segreteria” andranno ripensati, così come “gli spazi di accesso ad alcune strutture scolastiche dove si condensano centinaia di alunni e genitori in entrate ed uscita”, ha spiegato poi l’assessore.

Altro tema toccato da Limonta in commissione è stato quello del “tempo scuola e dei tempi della didattica”: “Non vogliamo ridurre il tempo scuola. A settembre devono esserci le condizioni di garanzia del tempo scuola come è stato fatto fino a febbraio 2020. Il 95% delle scuole di Milano funziona con il tempo pieno e questo deve essere ancora garantito, anche a settembre”. Per far questo, secondo l’assessore è necessaria una “sinergia tra diverse istituzioni, amministrazioni locali, scuole e il ministero dell’Istruzione che dovrà mettere in gioco anche delle risorse in relazione al rafforzamento degli organici. Il primo di settembre ogni istituto dovrà avere tutti gli insegnanti necessari, il personale Ata e di segreteria. Ci dovranno essere graduatorie di insegnanti supplenti a disposizione dei dirigenti scolastici: se un insegnante si ammala non si può dividere il gruppo in altre classi per le regole del distanziamento”, ha concluso l’assessore.




Bambina travolta e uccisa il conducente si è costituito

 

Una bambina di nove anni è morta investita da un’auto pirata; il conducente ha fatto perdere le sue tracce. E’ accaduto nella tarda serata di ieri a Bagnolo Mella, nel Bresciano. Secondo una prima ricostruzione, la vittima, di origini straniere, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali con alcune persone, tra cui la madre. Ferita anche la donna, illesi invece il padre e altri due figli.

L’investitore si è costituito in Procura. Secondo le prime informazioni si tratta di un italiano. Le indagini sono affidate al sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo.




Coronavirus, uno studio rivela: “2 ceppi diversi di virus in Lombardia”

 

Due ceppi diversi per il Covid-19 in due tra le aree della Lombardia più colpite dalla pandemia. Ad annunciarlo, in un convegno svoltosi all’Università di Pavia ed organizzato dall’associazione culturale “Nova Ticinum” presieduta dal prof. Mario Viganò, è stato il professor Fausto Baldanti, direttore della Virologia del San Matteo. “Grazie a uno studio che abbiamo condotto con il Niguarda di Milano – ha spiegato Baldanti – abbiamo scoperto che ci sono stati due diversi ceppi del virus in Lombardia. Quello circolato nella zona di Bergamo è diverso dal Coronavirus che si è diffuso nelle province di Cremona e Lodi. Due virus differenti tra di loro, per sequenza genetica e caratteristiche, che hanno provocato due diversi focolai”.

“Il Covid-19 – ha aggiunto il virologo pavese – secondo i nostri studi circolava nella zona rossa di Codogno già dalla metà di gennaio: dagli esami effettuati, abbiamo scoperto anticorpi che risalivano a quell’epoca. L’immunità di gregge comunque è ancora lontana dall’essere raggiunta. Sempre dai controlli effettuati è emerso che nella zona rossa di Codogno solo il 23 per cento della popolazione ha incontrato il virus. Da questo dato capiamo quanto sia importante rispettare le regole di prevenzione, dalla mascherina al distanziamento sociale”.

Il prof. Raffaele Bruno, primario di Malattie Infettive, ha sottolineato che “il San Matteo ha avuto il merito di reggere l’urto della pandemia, anche nella fase più acuta, grazie allo straordinario impegno di tutto il personale, con una menzione particolare per gli infermieri. Al Policlinico ci siamo resi conto che il protocollo seguito a Wuhan da noi non funzionava: abbiamo seguito altre terapie antivirali, puntando molto sulle terapie antivirali”. Il prof. Cesare Perotti, primario del Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, ha tracciato un bilancio della plasmaterapia: “Abbiamo raccolto 329 donazioni, con donatori giunti anche dal Trentino. Una manifestazione di grande generosità, che ci consente ora di avere a disposizione un numero di sacche di plasma da utilizzare in caso di un’eventuale seconda ondata in autunno. Il ricorso al plasma iperimmune ha ridotto la mortalità dal 15 al 6 per cento. A riconoscere il nostro lavoro è stata anche la Commissione Europea, che ci ha assegnato l’incarico di scrivere le linee guida per tutta Europa per la terapia con il plasma donato da pazienti convalescenti. Il rammarico è che in Italia solo i colleghi dell’ospedale di Mantova hanno deciso di adottare il nostro protocollo: abbiamo calcolato che se l’identica scelta fosse stata adottata in tutta Italia, probabilmente sarebbe stato possibile salvare oltre 3mila pazienti che purtroppo sono morti”.




Coronavirus: In ospedale di Alzano scorso inverno 110 polmoniti ‘strane’

 

Sono stati 110 i pazienti con polmoniti di cui non si conosceva la causa ricoverati fra novembre e gennaio scorso all’ospedale di Alzano Lombardo, ora al centro dell’inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione dell’emergenza Covid. Lo riferisce l’Eco di Bergamo.
A fornire i dati – su richiesta del consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta – sono stati l’Ats Bergamo e Asst Bergamo Est. Queste polmoniti sono state 18 a novembre, 40 a dicembre e 52 a gennaio. In tutto il 2019 256 contro le 196 dell’anno prima, un aumento di circa il 30%.




Terrore bus: perizia,Sy no infermo mente

 

Osseynou Sy, il 47enne di origini senegalesi che nel marzo 2019 ha sequestrato, dirottato e incendiato un bus con a bordo 50 ragazzini, due insegnanti e una bidella di Crema, non e? affetto da “vizio di mente per infermità?”. Lo scrivono gli psichiatri Renato Ariatti e Franco Martelli nella perizia che era stata richiesta dalla Corte d’Assise di Milano per accertare la sua “capacità di intendere e di volere al momento del fatto” e che è stata da poco depositata. Secondo i periti, Sy non è affetto “da alcun disturbo psichiatrico inquadrabile in una diagnosi codificata” e “non è stato possibile derivare l’esistenza, all’epoca dei fatti, di uno scompenso di natura psicopatologica avente correlazione causale con le condotte antigiuridiche, di cui ai capi di imputazione, tale da potersi configurare vizio di mente per infermità?”.




Bambini uccisi, trovati due telefonini

 

Due telefonini sono stati trovati nella campana per la raccolta del vetro nella piazza della funivia, a poca distanza dalla casa di villeggiatura a Margno, in Valsassina, di Mario Bressi che la notte tra venerdì e sabato ha ucciso i suoi due figli gemelli di 12 anni per poi togliersi la vita. Appartenevano probabilmente ai due piccoli uccisi in quanto il padre ha continuato a mandare messaggi WhatsApp alla moglie anche tra le 2 e le 3 di notte prima di gettarsi da un ponte a una decina di chilometri dalla casa. Il suo apparecchio, quindi, potrebbe trovarsi nei pressi del luogo in cui è precipitato ma non è ancora stato trovato. I telefoni saranno analizzati dai carabinieri che conducono le indagini diretti dal procuratore di Lecco, Antonio Chiappani e dal pm Andrea Frigoni. Altri dati potrebbero venire dal computer dell’uomo mentre martedì saranno eseguite le autopsie sui corpi dei due gemelli.
Si capirà anche se erano stati sedati prima di essere uccisi. Due telefonini sono stati trovati nella campana per la raccolta del vetro nella piazza della funivia, a poca distanza dalla casa di villeggiatura a Margno, in Valsassina, di Mario Bressi che la notte tra venerdì e sabato ha ucciso i suoi due figli gemelli di 12 anni per poi togliersi la vita. Appartenevano probabilmente ai due piccoli uccisi in quanto il padre ha continuato a mandare messaggi WhatsApp alla moglie anche tra le 2 e le 3 di notte prima di gettarsi da un ponte a una decina di chilometri dalla casa. Il suo apparecchio, quindi, potrebbe trovarsi nei pressi del luogo in cui è precipitato ma non è ancora stato trovato. I telefoni saranno analizzati dai carabinieri che conducono le indagini diretti dal procuratore di Lecco, Antonio Chiappani e dal pm Andrea Frigoni. Altri dati potrebbero venire dal computer dell’uomo mentre martedì saranno eseguite le autopsie sui corpi dei due gemelli.




Covid: Lombardia 77 positivi, 4 a Milano

 

Sono 77 i nuovi positivi Covid registrati in Lombardia (di cui 21 a seguito di test sierologici e 32 ‘debolmente positivi’), di questi 4 sono stati registrati a Milano, di cui uno solo in città. Dall’inizio dell’epidemia quindi il totale dei contagiati è di 93.664. Rispetto a ieri è calato il numero dei ricoverati: in terapia intensiva sono 43 (-4), negli altri reparti 415 (-86), mentre sono stati 2 i decessi, per un totale di 16.626.




Crolla tetto, muore madre con due figli piccoli

 

Una mamma è morta con i due figli, di 15 mesi e 5 anni, travolti dal cornicione di un ex fabbricato industriale. La tragedia oggi pomeriggio ad Albizzate, in provincia di Varese, davanti agli occhi terrorizzati del fratello maggiore delle due piccole vittime, di 9 anni. Si è salvato perché era dall’altro lato della strada. “Adesso non riesco a parlare, più tardi”, si limita a dire Mirko Zorzo, sindaco di Albizzate, che ha una attività nello stesso edificio del crollo. Terribile la scena che si sono trovati di fronte i soccorritori in via Marconi. A piombare sui passanti in strada è stato un lungo cornicione, che ha tirato giù un’ampia porzione lungo il fronte dell’edificio, fino a qualche anno fa occupato da una azienda tessile, la Bellora. Ben 73 metri di cemento, coppi e mattoni, che non hanno lasciato scampo a Fouzia Taoufiq, 38enne di origini marocchine, e ai due figli.

Immediati i soccorsi, ma per la donna e il bimbo di 5 anni, che era in bicicletta, non c’era più nulla da fare. La piccola di 15 mesi, che si trovava nel passeggino, è stata trasportata in elicottero in gravi condizioni all’ospedale di Gallarate, dove è morta poco dopo l’arrivo per le ferite riportate. “E’ stato un boato assurdo, come un’esplosione”, ha raccontato una dipendente del Crai che si trova di fronte all’edificio del crollo. Nonostante lo choc, la donna si è accorta di quel bambino in lacrime di fronte alla famiglia sterminata: “piangeva e voleva la mamma, io ho cercato di calmarlo”, racconta con quel “gran boato” ancora nelle orecchie. “L’ho portato nel supermercato – aggiunge – finché non è arrivato il papà, che era al lavoro”. Ferita anche una donna di 42 anni, che è stata trasportata all’ospedale di Gallarate non in pericolo di vita. La procura di Busto Arsizio ha aperto un’inchiesta per omicidio e disastro colposo, al momento a carico di ignoti. A coordinare le indagini di carabinieri e vigili del fuoco è la pm Nadia Calcaterra. Gli investigatori dovranno stabilire le cause del crollo, secondo i primi accertamenti un cedimento strutturale dell’edificio di archeologia industriale, a ridosso del centro del paese, che ora ospita alcune attività commerciali, tra cui quella del sindaco Zorzo e una pizzeria, ‘Lo sfizio’.

Sul posto i carabinieri del Reparto operativo di Varese con la squadra rilievi, cui spetteranno le indagini, e una squadra Usar, Urban Search and Rescue, che con l’aiuto di cani cerca-persona hanno scavato nelle macerie per scongiurare la presenza di altre persone. Per estrarre i corpi delle vittime ci sono volute diverse ore. L’intera area è stata isolata e l’edificio è stato messo in sicurezza insieme con il fabbricato ‘gemello’ in cui si trova il supermercato, che è stato fatto chiudere. “Con immenso dolore apprendo dell’incidente avvenuto ad Albizzate”, commenta il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che esprime “il dolore di tutti i lombardi unendomi in preghiera”. Il cordoglio della politica è unanime: è “una tragedia immane, che ci lascia increduli e attoniti – commenta Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati – Un tetto crolla e una madre con i suoi due bambini perdono inspiegabilmente la vita. Silenzio e preghiera per questi angeli”. Parla di una “tragedia che lascia senza parole” anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che attraverso i social rivolge “una preghiera per le vittime, tra cui una bimba piccolissima” e ringrazia “vigili del fuoco e volontari”. “Un abbraccio commosso a tutta la comunità di Albizzate – conclude l’ex ministro dell’Interno -: è un dolore immenso”.




Tangenti metro: sequestrati 67mila euro

 

La Gdf di Milano, nel corso delle perquisizioni nell’inchiesta su presunte tangenti per i lavori della metro, che ieri ha portato a 13 arresti, ha trovato nella disponibilità di Paolo Bellini, il dirigente Atm finito in carcere, 17mila euro in contanti a casa sua e 50mila euro nelle sedi di società a lui riferibili. In particolare, oltre ai 17mila euro trovati nell’abitazione di Bellini, che era responsabile fino a ieri degli ‘impianti di segnalamento e automazione’ delle linee metropolitane, gli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf hanno trovato 50 mila euro, sempre cash, negli uffici della Ivm, una delle due società, assieme alla Mad System, utilizzate da Bellini, come “socio occulto”, per ottenere subappalti dalle imprese vincitrici delle gare che lui stesso avrebbe truccato fornendo informazioni privilegiate.




Emilio Fede arrestato per evasione dai domiciliari: “Come il peggiore dei delinquenti”

 

L’ex direttore del Tg4, Emilio Fede, è stato arrestato a Napoli per evasione dagli arresti domiciliari. Ieri sera stava cenando sul lungomare con la moglie, l’ex senatrice Diana De Feo, in occasione del suo 89esimo compleanno. Fede non avrebbe atteso l’autorizzazione del giudice di sorveglianza per trasferirsi da Milano a Napoli. Fede, sottolineano fonti a lui vicine, avrebbe comunicato il suo spostamento ai carabinieri di Segrate.

“E’ stato terrorizzante. Mi sono venuti ad arrestare per evasione perché non ho atteso le disposizioni per i servizi sociali. In un ristorante si sono presentati un capitano dei carabinieri, peraltro gentilissimo, con tre militari, come fossi il peggiore dei delinquenti”, dice all’Ansa, Emilio Fede.

A seguito della condanna nel processo Ruby, Emilio Fede, dopo avere scontato 7 mesi ai domiciliari, avrebbe dovuto completare la pena inflittagli con 4 anni di servizi sociali.

 

 

“Sei giorni fa, – fa sapere l’ex direttore del TG4 – il Tribunale di sorveglianza di Milano, precisamente il magistrato La Rocca, mi ha comunicato che mi era stata concessa una liberazione anticipata. Sono proprio cose da pazzi, stavo mangiando una pizza con mia moglie ed ero appena arrivato a Napoli”. “Pensi – sottolinea il giornalista – che mi è stato addirittura negato di aprire la finestra. Voglio ricordare che sono caduto e adesso cammino appoggiandomi su un bastone. Immagini quanto posso essere pericoloso. Sono dispiaciuto per la giustizia e per la vita sociale visto che non posso neppure affacciarmi alla finestra”.