Coronavirus- Microsoft, Nvidia e san Raffaele insieme per un solo scopo: salvare più vite possibili

La battaglia al coronavirus parte da tre colossi. Tutti insieme. Tutti alleati nella guerra al coronavirus. E quello che stanno partorendo è un progetto di intelligenza artificiale per individuare immediatamente (o quasi) i malati di Covid che svilupperanno la forma più grave della patologia. L’obiettivo è uno solo: garantire interventi sanitari mirati e tempestivi per salvare vite e ridurre l’impatto sul sistema sanitario.  Dietro al progetto Ai-Score (acronimo di Artificial Intelligence – Sars Covid Risk Evaluation) ci sono i professori Carlo Tacchetti e Antonio Esposito, entrambi docenti dell’Università Vita-Salute San Raffaele, rispettivamente direttore e vice-direttore del centro di imaging sperimentale dell’Irccs. Non solo: ci sono anche due colossi mondiali dell’information technology come Microsoft e Nvidia, con il Centro di Omics sciences dell’Irccs Ospedale San Raffaele diretto dal dottor Giovanni Tonon. Inoltre stanno lavorando al progetto altre due aziende: Orobix srl, società attiva nell’ingegneria, produzione e governance di sistemi di Ai con esperienza decennale e internazionale in ambito healthcare, e Porini, centro di eccellenza e partner internazionale di Microsoft sulle piattaforme Cloud Azure e sulle soluzioni di advanced analytics.

“Fino a ora siamo stati incapaci di identificare correttamente e con anticipo le persone più fragili tra i pazienti con i primi sintomi della malattia — ha spiegato Carlo Tacchetti, coordinatore del progetto —. Vogliamo poterlo fare in modo preciso e veloce, perché solo così potremo capire chi sono i soggetti che, una volta infettati, necessitano di cure tempestive, anche in assenza di sintomi gravi. Ovviamente, il nostro sogno è di spingere oltre queste potenzialità e sfruttare questa occasione per sviluppare algoritmi trasversali in grado di individuare i soggetti maggiormente a rischio anche nella popolazione generale, e non solo nei soggetti con sospetto Covid-19“.

Il progetto 

L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato riconoscere nella popolazione generica le persone a maggior rischio di sviluppare le forme gravi di Covid-19 se infettate dal virus, quelle da proteggere maggiormente; dall’altro riconoscere tra i pazienti che mostrano i primi sintomi da Covid-19 quelli che avranno la prognosi peggiore. Il progetto partirà da questo secondo obiettivo, con un algoritmo AI che integrerà immagini diagnostiche, parametri clinici e di laboratorio, stato infiammatorio, e profilo genetico del paziente e del virus.

La piattaforma tecnologica è basata sulle innovazioni Microsoft per l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale e permetterà di raccogliere, elaborare, gestire e utilizzare in totale rispetto della privacy dati eterogenei, provenienti da più fonti, per fornire al personale medico e di ricerca informazioni tempestive e dettagliate utili a supportarne la fase decisionale e i processi necessari per rispondere alle varie fasi dell’emergenza. Microsoft ha messo inoltre a disposizione un ampio ecosistema di partner che sulle sue piattaforme sviluppa soluzioni capaci di re-inventare la sanità, in questo progetto specifico Nvidia, Porini e Orobix, che insieme all’Ospedale San Raffaele andranno a individuare opportunità all’intersezione tra tecnologia, medicina, e computer science.

Le fasi

Il progetto prevede tre fasi principali: una prima fase di raccolta e omogeneizzazione dei dati di oltre 2mila pazienti ricoverati nelle scorse settimane e di cui si conosce la prognosi; una seconda fase di sviluppo e implementazione dell’algoritmo, che verrà “allenato” per imparare a combinarli in modo “intelligente” per predire il rischio del singolo paziente, e una terza fase di test e validazione del prodotto su una seconda coorte di pazienti e in eventuali studi prospettici.

 



Coronavirus: Lombardia, Piemonte e Liguria sorvegliate speciali

 

Tornano a salire i dati su contagi e decessi per l’epidemia di Covid-19 in Italia e le regioni sorvegliare speciali sono ancora Lombardia, Piemonte e Liguria, in un’Italia decisamente frammentata, con regioni in cui i nuovi casi si contano sulla punta delle dita e altre in cui sono nell’ordine delle decine e delle centinaia. E’ una situazione molto diversificata, quella dell’andamento dell’epidemia in Italia, proprio in un momento come questo, in cui “i dati importanti sono quelli relativi ai parametri nelle diverse regioni italiane in vista della riapertura”, osserva il fisico Federico Ricci Tersenghi, dell’Università Sapienza di Roma.

Secondo il bilancio giornaliero della protezione civile sono 50.966 i malati di coronavirus in Italia, 1.976 meno del giorno prima, quando il calo era stato di 2.358.

Sono 117 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore, in risalita rispetto al livello più basso da inizio marzo toccato con 78. In Lombardia nell’ultima giornata se ne sono registrate 58, la metà del dato nazionale, mentre il giorno prima erano state 22. I morti a livello nazionale salgono così a 33.072. Otto regioni – Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise, Basilicata – e la Provincia di Bolzano senza nuove vittime.

Risalgono i nuovi positivi in Italia, con un ritorno ai livelli di 4 giorni fa. Sono ora 231.139 i contagiati totali, 584 i più. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 384 in più. Il giorno prima l’incremento nazionale era stato di 397.

Sono saliti a 147.101 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento di 2.443. Martedì l’aumento era stato di 2.677.

Sono 505 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 16 in meno. Di questi, 175 sono in Lombardia, 8 meno. I malati ricoverati con sintomi sono invece 7.729, con un calo di 188, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 42.732, con un calo di 1.772.

Il rapporto tra tamponi fatti nelle ultime 24 ore (67.324) e casi individuati (584) è di un contagiato ogni 115,3 test, quasi lo 0,87%, nella media degli ultimi giorni. Se si escludono i tamponi ripetuti, circa il 40% in media, la percentuale di positivi sui soli nuovi casi testati – come da parametri del ministero della Salute – sale all’1,6%.




Coronavirus- a 18 anni si ritrova i polmoni bruciati, ormai appeso ad un filo arriva il miracolo al policlinico di Milano

In meno di quattro giorni si è trovato in un letto d’ospedale senza neanche più la forza di respirare. Lui, Francesco, un ragazzone di 18 anni – alto e in salute – si è trovato attacco a una macchina che gli permettesse di continuare ad avere aria nei polmoni, ormai “bruciati”. Oggi però quel ragazzone sta di nuovo bene, sta ricominciando a respirare e sta iniziando la sua nuova vita grazie a quel “salto nel vuoto” che i medici del Policlinico di Milano hanno avuto il coraggio di fare. “ Sì perché Francesco è stato il primo in tutta Europa a essere sottoposto a un trapianto di polmoni, effettuato proprio nell’ospedale meneghino, dopo aver contratto il Coronavirus.

L’accaduto

Il calvario del 18enne inizia il 2 marzo, quando lui è da poco diventato maggiorenne. Il giovane, senza nessuna patologia pregresse, inizia ad accusare una febbre alta e nel giro di quattro giorni viene ricoverato nella terapia intensiva realizzata alla tensostruttura del San Raffaele, nata proprio per rispondere all’emergenza Covid.  Dopo due giorni la situazione precipita ulteriormente: Francesco ha bisogno di essere intubato mentre – raccontano dal Policlinico – “il virus non smette di fare danni e compromette i polmoni del ragazzo così tanto che il 23 marzo i medici dell’Unità di Terapia Intensiva cardiochirurgica del San Raffaele lo devono collegare alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea”.  Anche questo, però, non basta e i dottori si rendono conto che i suoi polmoni “si sono compromessi irrimediabilmente, non si torna più indietro”. Così quel 18enne in salute, sano, resta in vita soltanto grazie alle macchine.

La speranza

A metà aprile arriva il primo barlume di speranza: in un confronto con gli esperti della chirurgia toracica e trapianti di polmone del Policlinico, diretti da Mario Nosotti, si decide di tentare un’ultima strada, quella di donare al 18enne dei polmoni nuovi. Una via disperata, mai tentata prima in Europa – negli stessi giorni un intervento simile sarà eseguito a Vienna -, che gli stessi medici definiscono “un salto nel vuoto”. “Qui, oltre alle competenze tecniche – racconta il professor Nosotti -, devo sottolineare la caparbietà e il coraggio dei colleghi del San Raffaele che, invece di arrendersi, ci hanno coinvolto in una soluzione mai tentata prima nel mondo occidentale. La nostra esperienza prende spunto da quella del professor Jing-Yu Chen dell’ospedale di Wuxi in Cina, che conosciamo personalmente e con quale abbiamo discusso alcuni aspetti tecnici, dal momento che per ovvi motivi si è trovato a fronteggiare il problema prima di noi”. L’idea e la voglia di realizzare il miracolo ci sono, ma la strada non è semplice. “Gli ospedali sono impegnati con la pandemia e ogni procedura, anche la più banale, ha bisogno di attenzioni e cautele finora impensabili”, raccontano dall’ospedale. Ma la macchina sanitaria si mette in moto: “L’intervento e le condizioni del paziente passano al vaglio della task force infettivologica che in questo momento ha il delicato compito di proteggere il sistema trapianti dal Covid-19 e, dopo la valutazione positiva, il giovane viene inserito in lista d’attesa urgente nazionale” il 30 aprile, spiegano ancora dal Policlinico.

L’intervento

Pochi giorni dopo sembra esserci un donatore disponibile, ma risulta quasi subito non idoneo, mentre Francesco continua a peggiorare e “le sue riserve – commenta Nosotti – sembravano ormai prossime alla fine”. Ma poco meno di due settimane fa è arrivata la svolta tanto attesa: viene individuato un organo idoneo, donato da una persona deceduta in un’altra Regione e negativa al coronavirus, e viene immediatamente predisposto il prelievo e il trasporto dei polmoni a Milano. “Nel frattempo – ricostruisce Nosotti – i colleghi del San Raffaele affrontavano la delicata fase di trasporto del paziente nella nostra sala operatoria dedicata agli interventi Covid”, dove i medici indossano tutti i dispositivi necessari che fiaccano la resistenza, “tanto che – ammette il dottor Nosotti – avevamo programmato un cambio di equipe chirurgica, così come di quella anestesiologica ed infermieristica ad intervalli regolari in modo da permettere ai colleghi di riprendere fiato”. “I polmoni apparivano lignei, estremamente pesanti e in alcune aree del tutto distrutti. È stato poi confermato all’esame microscopico un diffuso danno degli alveoli polmonari, ormai impossibilitati a svolgere la loro funzione, con note di estesa fibrosi settale”, spiega il medico. Eppure, nonostante tutto, l’intervento si conclude perfettamente e dopo circa 12 ore viene scollegata la circolazione extracorporea: “Una cosa non del tutto comune, soprattutto considerando che il paziente era collegato alla Eco da due mesi”, sottolinea Nosotti, chiarendo anche che “nella delicata gestione post-operatoria è stato utilizzato anche il plasma iperimmune”. Dopo due mesi di incubo, oggi Francesco è sveglio, segue la fisioterapia e viene lentamente svezzato dal respiratore. Ci vorrà ancora del tempo perché possa tornare a una vita il più possibile normale, ma forse il peggio è passato. Grazie a quel miracoloso “salto nel vuoto”.

 



Continuano le aggressioni a Milano: ragazzo accoltellato in via Varsavia, gravi le condizioni

Accompagnato in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico il 21enne che è stato accoltellato in via Varsavia a Milano (zona Ortomercato) nella serata di martedì 26 maggio. Tutto è accaduto poco prima delle 23.45, come riportato dall’azienda regionale di emergenza urgenza.

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I contorni della vicenda non sono ancora chiari e sul caso stanno indagando gli agenti della Questura di Milano, secondo quanto trapelato il 21enne sarebbe stato raggiunto da due fendenti. Le condizioni del 21enne sono subito apparse gravi, tanto che la centrale operativa del 118 aveva inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica in codice rosso. Il 21enne è stato trasportato con la massima urgenza all’ospedale.

 



Prefettura di Varese mette Fontana sotto scorta

 

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, da due giorni è sotto scorta. Lo riporta oggi il quotidiano La Stampa. La misura è stata decisa dalla prefettura di Varese dopo che “il clima intorno al governatore lombardo si è fatto incandescente” con due murales, a Milano, cui viene apostrofato come “assassino” e minacce sul web. A seguire Fontana, quindi, adesso c’è anche un’auto di scorta con un agente, che configura un provvedimento “di quarto livello”.




Il primo giugno riaprono 5 piscine a Milano, con acquisto del biglietto d’ingresso online

Sono pronte alla riapertura cinque piscine a Milano, il 1 giugno, data fissata da Regione Lombardia per la riapertura dei centri sportivi, tra cui anche le palestre. Milanosport ha reso noto gli orari fino al 14 giugno: le prime due settimane saranno una sorta di sperimentazione e rodaggio, anche perché dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19 sono in vigore nuove regole per prevenire il diffondersi del virus, dettate dalle linee guida ministeriali.

Le piscine aperte

Le piscine che riaprianno subito sono la Cozzi (viale Tunisia), la Carella-Cantù (via Graf), la Murat (via Villani), la Procida (via Giovanni da Procida) e la Saini (via Corelli, solo la vasca da 50 metri). Ognuna di queste piscine osserverà un giorno di chiusura settimanale, rispettivamente sabato, martedì, venerdì, mercoledì e lunedì (ma lunedì 1 giugno la Saini sarà comunque aperta). Gli ingressi sono nella maggior parte dei casi scaglionati ogni due ore. L’ingresso resta gratuito per i bimbi sotto i 5 anni e per gli adulti sopra i 65 che hanno un Isee inferiore a 6.500 euro; ridotto (da 4 a 6 euro a seconda dell’impianto) per chi ha tra 5 e 25 anni e per gli over 65 con Isee tra 6.500 e 18.000 euro. La tariffa intera varia invece da 6 a 8 euro, sempre a seconda dell’impianto. Un pdf di Milanosport indica nel dettaglio le tariffe, gli orari e i giorni di apertura e chiusura di tutte le cinque piscine. Tre piscine (Lido, Suzzani e Quarto Cagnino) non potranno invece riaprire nemmeno da metà giugno. Erano infatti interessate da lavori di manutenzione che sono stati ritardati dal lockdown, pertanto non saranno operative per l’estate 2020.

Le regole

Per evitare code e assembramenti, Milanosport attiverà l’acquisto online del biglietto d’ingresso direttamente dal sito ufficiale. Nelle piscine coperte dove si potrà praticare solo il nuoto libero, e la permanenza consentita nel centro sarà di massimo due ore. Nei Centri Balneari e piscine scoperte con giardini adibite a nuoto ludico la permanenza sarà di mezza giornata.




Coronavirus Lombardia, 148 nuovi positivi e 34 morti dopo i “decessi zero” di domenica

 

Sono 34 le persone decedute per coronavirus in Lombardia rispetto a ieri quando non erano stati segnalati decessi. Nessun boom dunque se si considera che sabato il numero dei morti era stato di 56. Sale così a 15.874 il numero complessivo di chi ha perso la vita per Covid. Sono stati invece 148 i positivi riscontrati in un giorno per un totale da inizio epidemia di 87.258.
Scende sotto 4mila il numero di persone ricoverate: di queste 196 sono in terapia intensiva (uno meno di ieri) e 3.721 negli altri reparti, con una diminuzione in un giorno di 296. I tamponi effettuati sono stati 5.641 per un totale complessivo di 675.882. Le persone attualmente positive sono 25.215 (in calo di 399).




Abbraccia fidanzata, multa di 400 euro

 

Ha abbracciato la sua fidanzata mentre stavano passeggiando in Strada Nuova, nel centro di Pavia. Uno slancio affettivo che non è ammesso dalle attuali regole contro la diffusione del coronavirus. Il giovane, poco più che ventenne, è stato sanzionato da una pattuglia di agenti in borghese: dovrà pagare una multa di 400 euro (che potrà essere ridotta a 280, se la sanzione verrà saldata entro 30 giorni dalla emissione del verbale).
Sia il ragazzo che la sua fidanzata avevano la mascherina. Ma a creargli i problemi è stato l’improvviso abbraccio: un comportamento che non rispetta le norme sul distanziamento sociale. Gli agenti, dopo aver appurato che i due giovani sono conviventi, hanno sanzionato il ragazzo. Nel corso del fine settimana a Pavia e nel resto della provincia sono stati intensificati i controlli da parte delle forze dell’ordine. Sono state elevate alcune sanzioni a persone trovate senza mascherina o che non rispettavano le distanze sociali.




Drogava e abusava bimba, vendeva video

 

– Un trentenne comasco è stato arrestato dalla polizia postale di Milano per violenza sessuale aggravata, detenzione e produzione di materiale pedopornografico: l’accusa è di avere abusato sessualmente di una bambina in età prescolare, dopo averla drogata, poi di avere filmato gli atti sessuali e infine di avere messo in vendita i video sul web.
La vicenda è emersa nel corso di un’indagine sul “deep web” durante la quale i poliziotti si sono imbattuti nella segnalazione di un utente su un italiano che stava cercando di vendere prodotti pedopornografici. L’italiano non aveva coperto le sue tracce, per cui attraverso l’ip del suo computer è stato possibile risalire al comasco Stefano Taroni, disoccupato, che è stato perciò arrestato.




Sala interviene sulla movida:” inammissibile un’altro weekend così a Milano”

No ad assembramenti soprattutto durante il weekend, nelle strade e nei locali.Nell’ormai consueto video messaggio del mattino, pubblicato sui social network. «Un altro weekend come quello che si è concluso a Milano non è possibile immaginarlo», ha commentato Sala tracciando un bilancio della prima settimana di riapertura degli esercizi commerciali, dei bar e dei ristoranti. E, da lunedì 25 maggio, tutti i mercati rionali scoperti. Lo stesso Sala ha abbandonato i toni del primo video messaggio dopo la riapertura, quello in cui s’era scagliato contro la movida sui Navigli documentata da un video che, però, “schiacciava” molto, in alcuni punti, la prospettiva. Lunedì 25 ha invece detto di voler evitare «di metterci in due parti avverse, cioè chi si diverte eccedendo e chi, da casa, denuncia questi comportamenti».

«Io ricevo centinaia di messaggi, foto di assembramenti nelle vie, nei parchi», ha detto il sindaco: «Bisogna trovare una formula e qui denuncio tutta la mia frustrazione, e anche quella dei sindaci delle grandi città italiane, perché gli inviti al buon senso, alla responsabilità funzionano anche pochino. Ed è illusorio promettere ai cittadini di riuscire a controllare tutto. Dobbiamo trovare una formula, lo capisco. Oggi mi incontrerò con il prefetto per capire cosa si può fare».