Carcere sovraffollato e carenza di organico, la denuncia della Cisl

Il carcere di Latina continua ad essere in una situazione di emergenza come molti altri istituti penitenziari del Lazio. La segnalazione, l’ennesima, arriva dal Segretario generale aggiunto della Cisl Fns Massimo  Costantino che fornisce i numeri pubblicati sul sito del Ministero della giustizia. Secondo i dati ufficiali nella casa circondariale di via Aspromonte ci sono 65 detenuti in più rispetto alla capienza prevista tanto da far definire la situazione “particolarmente critica”.

Complessivamente nel Lazio il sovraffollamento è di  1.319  detenuti rispetto ai 6.566 reclusi totali  e quelli in attesa di primo giudizio sono 1.209 di cui  474 stranieri.

“Purtroppo il  quadro delle carceri del Lazio attualmente non risulta roseo – sottolinea il sindacalista – considerato che le carenze degli organici della polizia penitenziaria non vengono ricoperte e che molte carceri, alcune dell’epoca borbonica, sono inadeguate. Sovraffollamento, inadeguatezza edilizia delle strutture e crescente carenza di risorse umane producono anche un deficit qualitativo dell’attività lavorativa. Chiediamo da tempo al Ministero della Giustizia ed al Dap – conclude – soluzioni concrete e soprattutto una visione prospettica, ma le risposte continuano a non arrivare”.“




Con le armi nascoste in auto. Denunciato un 23enne

Trovato in auto con armi bianche, viene denunciato. E’ accaduto nella serata di ieri, quando un giovane 23enne di Roma è stato fermato dai carabinieri del locale nor sezione radiomobile, nel corso di servizio di controllo del territorio. Nella circostanza i militari hanno proceduto d’iniziativa al controllo dell’autovettura condotta dal ragazzo, rinvenendo durante la perquisizione veicolare un coltello a serramanico con lama da 10 cm collocato all’interno della tasca portaoggetti dello sportello lato guida, mentre, occultato sotto al sedile dell’autista, era stata nascosta una roncola con impugnatura in legno di grosse dimensioni.  Il materiale recuperato è stato sottoposto a sequestro.




Tenta di soffocare la compagna, arrestato per tentato omicidio

Una violenta lite in una stanza d’albergo che poteva trasformarsi in tragedia. Un uomo curdo e una donna messicana hanno avuto una lite all’alba di oggi e lui ha provato a soffocarla, dopo averla picchiata. Fondamentale l’intervento del portiere d’albergo e degli agenti della polizia. 

Questa mattina, all’alba, su disposizione del 113, gli equipaggi della Squadra Volanti si portavano presso una struttura ricettiva del centro cittadino per segnalazione di urla di donna, provenienti da una delle camere dell’albergo. Giunti tempestivamente sul posto, i poliziotti prendevano contatti con il richiedente il quale, in qualità di portiere notturno, riferiva che all’interno di una stanza del primo piano vi era una lite animata tra un uomo ed una donna. Pertanto, gli agenti raggiungevano la stanza, che individuavano subito anche perché dall’esterno si udivano chiaramente urla femminili. Al suo interno vi era una donna visibilmente agitata, piangente e con andatura claudicante che cercava di uscire dalla camera con i propri effetti personali al seguito, ma veniva trattenuta per un braccio da un uomo che, con violenza, le impediva di allontanarsi. Vista la situazione, i poliziotti, dopo aver separato immediatamente le parti e tranquillizzato la donna, facevano giungere sul posto personale sanitario del 118 per soccorrere la malcapitata.

La donna, cittadina messicana, presentava evidenti segni di percosse sul corpo e mimando alcuni gesti faceva capire di essere stata vittima di violenza fisica da parte del suo compagno. Sulla base di quanto accertato l’uomo veniva accompagnato in Questura per gli accertamenti del caso. Dalla ricostruzione della dinamica, anche grazie ad alcuni testimoni, emergeva che verso le ore 05:30, iniziava una discussione violenta tra i due conviventi per motivi di gelosia, anche perché la donna aveva manifestato l’intenzione di fare rientro nel proprio paese di origine. L’uomo, venuto a conoscenza dell’intenzione della propria compagna, dava in escandescenza iniziando ad urlare, scagliandosi con violenza nei suoi confronti, iniziando dapprima a colpirla in testa, dopodiché continuava con calci e pugni su tutto il corpo.

Preso dall’ira, l’aggressore provava anche a soffocarla ma anche grazie all’intervento del portiere dell’albergo e subito dopo dei poliziotti riusciva a sottrarsi alla violenza dell’uomo. 




Furto a Nettuno, sfondano i finestrini di un’auto per rubare una borsa

Si è conclusa con tanta amarezza e innumerevoli danni la passeggiata nel bosco che una famiglia di Aprilia ha effettuato ieri nella pineta della Campana, all’estrema periferia di Nettuno.

Infatti, nel corso della mattinata, la famiglia, con tanto di bimbi al seguito, ha raggiunto via Selciatella e ha parcheggiato l’auto nella zona sterrata a ridosso dei pini, sul lato opposto a quello del Parco archeologico della Via Recta: prima di scendere, uno di loro avrebbe posizionato una borsa in una zona non visibile dall’esterno, ma questa azione è stata sicuramente notata dall’ignoto malvivente che, una volta accertato l’allontanamento nel bosco della famiglia, ha deciso di sfondare due finestrini del mezzo – dove peraltro c’erano anche dei seggiolini – e di rubare la borsa, prima di dileguarsi.

Al ritorno in auto, la famiglia si è accorta del tutto e, chiaramente, anche di aver perso documenti, chiavi e quant’altro contenuto in quella borsa rubata.

Il fatto è stato reso noto attraverso un post pubblicato sul gruppo Facebook “Sei di Aprilia Se” e, a quanto sembra, pare che un fatto del genere non sia il primo a essere registrato in zona.

Chiaramente, i cittadini ora auspicano l’installazione di telecamere: da anni, infatti, episodi simili pare si ripetano con frequenza e, di conseguenza, chi si reca in zona per passeggiare, correre o portare a spasso il proprio animale domestico è stufo di quanto accade in via Selciatella.




[FOTO] Primo incendio del 2020: a Sezze brucia la zona del Belvedere

 sedici giorni dall’inizio dell’anno, ieri mattina a Sezze è stato registrato il primo incendio del 2020.

Il rogo è stato avvistato a ridosso dell’area del belvedere di Santa Maria, all’interno della vallata che conduce al nuovo tratto della 156 dei Monti Lepini.

Intorno alle 10.30 una vasta colonna di fumo, ben visibile sia da monte che da valle, ha iniziato a salire repentinamente sul crinale.

Immediato è scattato l’allarme e sul posto si è recata con tempestività una pattuglia dei vigili del fuoco proveniente da Latina.

Il personale ha potuto valutare la portata delle fiamme e ha iniziato subito l’intervento, scendendo qualche metro di crinale per arginare il fronte del fuoco che iniziava a farsi minaccioso.

L’intervento è durato circa un’ora, al termine della quale si è potuto fare un bilancio di quanto verde fosse andato perduto ed è stata predisposta una bonifica dei luoghi interessati dal fronte “caldo”.

Gli stessi vigili del fuoco hanno potuto ipotizzare quali siano state le cause del rogo, chiaramente di origini dolose considerato il periodo nel quale si è verificato.

Già nei giorni scorsi, in alcune zone adiacenti, erano state viste alcune fiamme alzarsi dal crinale, chiaro segnale che qualcuno, approfittando del fatto che quella zona è da anni ormai completamente abbandonata a se stessa, pensi bene di recarsi lì e di dar fuoco a rifiuti generici, magari sfalci di potature che coscientemente si decide di andare a smaltire altrove dando loro fuoco.

Una situazione che, ieri come in altre occasioni, mette a repentaglio ettari di macchia mediterranea e le stesse abitazioni adiacenti, sommerse letteralmente dal fumo.

Tutto questo, come se non bastasse, a ridosso del belvedere di Santa Maria, nel quale fa brutta mostra di sé un cantiere ormai bloccato da otto mesi e sul quale non si è ancora deciso come proseguire.

Una situazione che fa comprendere come il problema non sia la statua da sistemare a ridosso dell’affaccio sulla pianura, quanto piuttosto un serio ragionamento per recuperare l’intera area del centro storico setino.




Arrestao il pusher di Fondi.

L’uomo era un 56enne del luogo.

Nella giornata di
ieri, verso mezzogiorno, i carabinieri di Fondi (provincia di Latina) hanno
arrestato un 56enne del luogo trovato in possesso svariati grammi di cocaina ed
altri “strumenti del mestiere”.

Sono state
eseguite ben due perquisizioni nella casa dell’accusato, durante le quali è
stato trovato anche dell’hashish ed importanti somme di denaro.




Arrestato uno spacciatore di cocaina e hashish a Cori, in provincia di Latina.

L’UOMO, A SEGUITO DI PERQUISIZIONE LOCALE ESEGUITA PRESSO UN ESERCIZIO PUBBLICO E DOMICILIARE, È STATO TROVATO IN POSSESSO DI GR 50 DI “COCAINA”, GR 100 DI “HASHISH”,

È successo la notte
del 12 gennaio, i militari della stazione locale di Cori al servizio dell’antidroga
hanno scovato un 36 enne locale in possesso di cocaina e hashish.

L’uomo,
successivamente, ha ricevuto una perquisizione nel suo domicilio nel quale sono
state ritrovate anche un bilancino ed altri strumenti “del mestiere”.




Revenge porn: arrestato per atti persecutori nei confronti di una donna

Questa mattina, personale della Squadra Mobile – Sezione Reati contro la persona , in danno di minori e reati sessuali – ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di T.G. classe1968 poiché ritenuto dei reati di cui agli artt. 612bis e 612ter stalking e revenge porn.

In particolare, l’uomo, tra i mesi di Marzo 2019 e Novembre 2019, assumeva un comportamento persecutorio, attraverso atti ingiuriosi e molesti, nei confronti di una donna, la quale in sede di denuncia riferiva di avere intrapreso con T.G. una relazione extraconiugale, di averlo incontrato in alcune circostanze ma di avere presto deciso di interrompere questo rapporto.

Tale decisione non veniva condivisa dall’odierno arrestato che iniziava a minacciare la donna di rendere nota alla famiglia la loro relazione: per questo l’uomo la costringeva ad incontralo, almeno altre sette volte. Veniva quindi riscontrato come T.G. cominciava a pubblicizzare la relazione extraconiugale ad alcuni conoscenti della donna, riferendo particolari dei rapporti sessuali che intratteneva. La vittima decideva allora di interrompere definitivamente la relazione, bloccando il numero di telefono del T.G. ma non riuscendo a liberarsi dell’odierno indagato che cominciava a contattare telefonicamente e con messaggi il marito ed i figli della vittima.

Nel corso di una perquisizione delegata lo scorso Dicembre dal Procuratore Aggiunto dr. Carlo LA SPERANZA, T.G. aveva con sé il telefono cellulare riportante ancora le immagini della vittima a seno nudo. Al riguardo si rappresenta che l’indagato risulta già gravato da precedenti specifici: T.G. infatti risulta essere già stato arrestato per il reato di atti persecutori e sottoposto al divieto di avvicinamento al coniuge per tali fatti. L’arrestato al termine delle formalità di rito veniva associato dagli agenti della Squadra Mobile presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’AG procedente.




Minacce, violenze e insulti per evitare lo sfratto di casa: arrestato

Per opporsi allo sfratto di casa aggredisce con minacce e insulti l’avvocato e i carabinieri, provando a colpire con uno schiaffo il curatore della procedura esecutiva immobiliare. Per questo un 56enne di Cori è stato arrestato dagli uomini dell’Arma con l’accusa di violenza e minacce a pubblico ufficiale. L’uomo ha dato letteralmente in escandescenze quando gli è stato notificato il terzo provvedimento, scagliandosi come una furia contro la professionista che aveva curato l’esecuzione. La furia del 56enne non si è fermata davanti ai carabinieri del reparto territoriale, intervenuti sul posto, anzi ha continuato a inveire contro la donna tentando di colpirla con uno schiaffo, colpendo però solo la cartellina con i documenti.  A quel punto i carabinieri del reparto territoriale sono intervenuti in difesa dell’avvocato, l’uomo di Cori però ha continuato con gli insulti e perciò è stato prima bloccato e poi arrestato. 




Aggressione con calci e pugni sul litorale. Ferite gravi per un 60enne

Picchiato brutalmente in strada, un uomo di circa 60 anni è finito in ospedale con una serie di ferite e contusioni piuttosto gravi. L’aggressione si è consumata nel primo pomeriggio di ieri al lido di Latina, nei pressi del Consorzio residenziale Astura, dove sono intervenuti i soccorritori di un’ambulanza del 118 oltre alle pattuglie dei Carabinieri che si sono occupate dei primi accertamenti finalizzati soprattutto alle ricerche degli aggressori, almeno due, svaniti nel nulla in pochi minuti.