In vista un possibile intervento militare da parte di Ankara

  • Haftar ai libici: armatevi contro i turchi.

Il generale Khalifa Haftar ha lanciato un appello a tutti i libici affinche’ si armino in risposta ad un possibile intervento militare da parte della Turchia per rafforzare il governo di Tripoli sostenuto dall’Onu e guidato da Fayez al-Sarraj. Il Parlamento turco ha approvato giovedì l’invio di truppe in Libia su richiesta di un supporto militare da parte del governo di Sarraj. “Noi accettiamo la sfida e dichiariamo la jihad e una chiamata alle armi”, ha detto Haftar ieri sera durante un discorso trasmesso in tv. Ed ha poi esortato “tutti i libici” ad armarsi: “uomini e donne, soldati e civili, per difendere la nostra terra e il nostro onore”.




Omicidio a Pescara,preso presunto autore

 

Preso dalla Polizia il presunto responsabile dell’omicidio di Marco Cervoni, il 35enne morto in ospedale dopo essere stato trovato in una pozza di sangue nel complesso conosciuto col nome ‘Ferro di cavallo’ nel quartiere Rancitelli di Pescara considerato la centrale dello spaccio abruzzese. Si tratta di Guerino Spinelli, 29enne di etnia rom con numerosi precedenti di polizia. Nei suoi confronti gli uomini della Mobile, diretti da Dante Cosentino, stanno eseguendo il fermo di polizia giudiziaria.
L’ipotesi di reato è omicidio volontario. Il giovane, si apprende, non si è consegnato volontariamente. Verrà portato in carcere. Plauso del sindaco di Pescara, Carlo Masci, alla Polizia che “in tempi rapidissimi ha assicurato il responsabile alla giustizia, dimostrando l’efficienza delle nostre forze dell’ordine”, ha detto il primo cittadino che ha annunciato “l’obiettivo di abbattere il ‘ferro di cavallo’, del tutto o in parte, perché è una struttura che è oggetto di pericolosità sociale”.




“Le Anime Sante”,racconto di un restauro

È stato presentato oggi all’Aquila, in anteprima, il documentario “Le Anime Sante. Il racconto del restauro della Chiesa simbolo del terremoto del 2009”. Sede dell’appuntamento è stata l’aula A3 del Dipartimento di Scienze umane dell’Università, in viale Nizza, per seguire le fasi dell’impegnativo cantiere di recupero e restauro della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta anche delle Anime Sante, coordinato dal Segretariato Regionale MIBACT e finanziato dai Governi francese e italiano. Ad intervenire sono stati il regista Luca Cococcetta e l’autore Marco Zaccarelli insieme a Franco De Vitis, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Sabap) L’Aquila; Anna Colangelo, Soprintendenza dell’Abruzzo; Leonida Pelagalli, Ati Italiana Costruzioni Fratelli Navarra. Modera Carla Bartolomucci, Dipartimento Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale dell’ateneo aquilano. Il documentario ripercorre le fasi di messa in sicurezza dopo il sisma, i 4 anni di un cantiere innovativo e trasparente, la riconsegna agli aquilani. Il documentario è stato realizzato da Visioni Future grazie al finanziamento del Programma Restart e dell’ATI Italiana Costruzioni Fratelli Navarra, con la partecipazione della Parrocchia di Santa Maria del Suffragio Anime Sante, del Comune dell’Aquila, del Segretariato Regionale dell’Abruzzo – Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, di SABAP-AQ e SABAP Abruzzo e del Corpo nazionale Vigili del Fuoco.




Trasporti: Tua presenta nuova app

Si chiama TUAAbruzzo la nuova app presentata dall’Azienda Unica di Trasporti della Regione e che “permetterà – come ha spiegato il presidente Gianfranco Giuliante – con un semplice click sul proprio supporto mobile di avere e poter usufruire di una serie di servizi come la consultazione degli orari delle corse dei bus, l’acquisto dei titoli di viaggio, degli abbonamenti e le informazioni su altri servizi, oltre che pagare il parcheggio sulle strisce blu nei centri urbani dove è attivo My Cicero. Questa è una app che ha comportato oltre un anno di studio perché è fra le più complete nell’ambito del trasporto pubblico locale. Basti pensare che ci sono 80 milioni di interazioni possibili soluzioni intermodali che possono essere scelte con questa app e che ha dovuto lavorare su un realtà da un punto di vista orografico sicuramente difficile dove la TUA ha circa novemila fermate.




Falcone e Borsellino, presentata la scultura a Pescara

L’immagine storica di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sorridenti diventa una scultura in pietra della Majella, come simbolo della legalità. L’hanno realizzata gli studenti del liceo Artistico di Castelli (Teramo), con la guida del maestro e scultore Valentino Giampaoli. Trentacinque quintali di peso, l’opera, itinerante, sarà visibile dai cittadini fino alle 14 di domani nella Questura di Pescara dove sabato è stata scoperta durante una cerimonia. All’iniziativa, nell’ambito del Premio Borsellino, hanno partecipato il viceministro dell’Interno Vito Crimi, il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra, il prefetto Luigi Savina, già vice capo della Polizia, il prefetto di Pescara Gerardina Basilicata, il questore Francesco Misiti, forze dell’ordine e una delegazione degli studenti che hanno realizzato l’opera, accompagnati dal docente Marcello Mancini. Sulla scultura la scritta “Le idee restano”.




Francabandera, ‘no’ attacco a Consulta

“Mi è dispiaciuto ascoltare delle critiche e quello che definisco un attacco sulla questione dell’ergastolo ostativo alla Corte Costituzionale, e tanto più alla Corte Europea, e parliamo di presidi di legalità fondamentali. E quindi anziché criticare le sentenze della Corte Costituzionale che è uno dei baluardi di legalità più importanti, cerchiamo di capire quello che ci dice perché legalità è sempre non solo nella risposta alla delinquenza e alla mafia, ma legalità è anche la risposta di uno Stato di diritto nella fase della esecuzione della pena. Questa è la differenza fra loro e noi”. Lo ha detto la presidente della Corte di Appello dell’Aquila Fabrizia Francabandera, premiata questa mattina a Pescara per la 24/a edizione del “Premio Nazionale Paolo Borsellino”.




Pescara, vetrine vuote e crisi dell’artigianato

Nel secondo trimestre del 2019 in provincia di Pescara hanno cessato l’attività 260 imprese a fronte di 251 che si sono iscritte al registro della Camera di Commercio. Di quelle che hanno chiuso i battenti, 127 sono nel settore del commercio (114 iscrizioni), 34 in quello del turismo e della ristorazione (34 iscrizioni) e 99 nel settore dell’artigianato (110 iscrizioni). Le imprese complessivamente attive nei tre settori sono 19.180; a giugno 2018 erano 19.239.
Emerge da dati Infocamere aggiornati a giugno 2019.
Se l’artigianato è l’unico a far registrare un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni, in realtà è il settore che se la passa peggio: le imprese attive sono 7.080, contro le 7.224 del giugno 2018. Leggermente migliore la situazione per il commercio (9.771 attive nel 2019 contro le 9.719 dello scorso anno) e per turismo e ristorazione (2.329 attive nel 2019 contro le 2.296 del 2018).




‘Tesori rurali’ per fermare spopolamento

Meeting a Pescara a conclusione del primo anno del progetto europeo “Tesori rurali” Erasmus + KA204 “Social entrepreneurship – the heart of rural development – Rural Treasures”. L’iniziativa coinvolge Lettonia, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Italia, Repubblica Ceca, UK, Turchia e costituisce un’occasione per affrontare l’articolata tematica dell’imprenditoria sociale e come essa può essere elemento cardine in grado di ridurre lo spopolamento delle aree interne e rurali. Il progetto coinvolge lo scambio internazionale di buone pratiche di imprenditoria sociale e di percorsi formativi finalizzati alla promozione e allo sviluppo delle aree interne. All’Aurum sono intervenuti il presidente dell’Associazione Culturale ‘SmartLab Europe’ Annarita Bini, la coordinatrice capofila del progetto Arnita Gaiduka (Lettonia), il presidente di ConfCooperative regione Abruzzo Massimiliano Monetti, che ha presentato le “Buone pratiche”di impresa per lo sviluppo sociale e cooperativo in Abruzzo, il presidente del Consorzio dello zafferano dell’Aquila Dop Massimiliano D’Innocenzo che tratterà l’agricoltura di comunità e tesori rurali. Sono state presentate buone pratiche di imprenditoria sociale da parte dei partner greci e romeni; infine la referente della comunicazione dell’Unità EPALE Italia Alessandra Ceccherelli ha illustrato il contributo della piattaforma EPALE (Electronic Platform for Adult Learning in Europe) per apprendere in dimensione europea, coordina i lavori la giornalista Mila Cantagallo. Nella giornata di sabato 26 ottobre, l’Associazione culturale SmartLab Europe ha organizzato un bus tour alla volta di Navelli e Fontecchio (L’Aquila) per conoscere alcune buone pratiche di imprenditoria sociale in Abruzzo. Il tour ha compreso la raccolta dei fiori di zafferano nei campi di Civitaretenga, lo svolgimento dell’attività della sfioratura, cui è seguita la visita al complesso monastico di Bominaco. Altra tappa del tour sarà Fontecchio dove si è tenuto l’incontro con la cooperativa Le Fonti oltre alla visita del borgo e delle botteghe.




Riapre Poste Italiane in centro storico a L’Aquila

Poste Italiane torna, a dieci anni dal sisma dell’Aquila, nel centro storico del capoluogo abruzzese con una struttura all’avanguardia. È stato l’amministratore delegato Matteo Del Fante a inaugurare il nuovo ufficio “L’Aquila Centro Storico” in corso Vittorio Emanuele II, nel corso di un evento davanti alla nuova sede, presenti, tra gli altri, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Bondi. “Siamo felici – ha spiegato l’Ad di Poste – di aver riaperto un nostro ufficio postale in pieno centro storico, contribuendo alla rinascita di una bellissima città e in particolare del suo nucleo urbano più antico”. “La riapertura delle Poste – ha detto il ministro Patuanelli – è un simbolo di comunità che si ritrova e che ha sofferto, le cui ferite non si rimarginano facilmente, anche per colpa di qualche lontananza da parte delle istituzioni”.




Muore macchinista su Regionale FS a Foggia

Era alla guida del treno regionale 35461 quando il macchinista Leonardo Martino, di 57 anni, ha subito un malore e si è accasciato sul banco di manovra.

Così è morto ieri il macchinista impiegato nel trasporto regionale. Sul treno era occasionalmente presente il secondo macchinista, perché in viaggio di trasferimento senza pendolari; il collega ha dato l’allarme, portato il treno fuori dalla galleria e consentito l’intervento del soccorso pubblico nella stazione di Fossacesia (Chieti).

Purtroppo le manovre di rianimazione effettuate col defibrillatore solo all’arrivo dell’ambulanza si sono rivelate inutili. La relativa tempestività del soccorso in questo caso è stata garantita dalla presenza del secondo macchinista, ma purtroppo si è rivelata vana.

Sorge spontanea una domanda: come sarebbe stato garantito un soccorso tempestivo, nel caso in cui fosse stato da solo, come avviene ormai in quasi tutti i treni e il convoglio si fosse fermato nella galleria? La sicurezza della circolazione ferroviaria in caso di malore per i treni con un solo macchinista ancora oggi è affrontata semplicemente con il dispositivo a “uomo morto”, che arresta il treno appena il macchinista smette di azionare il relativo ‘pedale’.

Resta aperta una questione per noi vitale sul chi, come e in che tempi ci soccorre quando abbiamo un malore e il treno si ferma in un qualsiasi punto della linea ferroviaria, lontano da strade, case, stazioni ecc. Sarebbe opportuno introdurre misure di pronto soccorso tempestive ed efficaci. Questa tragedia, oltre al dolore e allo sgomento dei familiari e quello di tutti i compagni di lavoro, ripropone all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni competenti il tema della particolare gravosità del lavoro dei macchinisti e della preoccupante incidenza di morti premature, molto in anticipo sulla durata della vita media.

Ciò, nonostante l’esistenza dei controlli sanitari periodici a cui i macchinisti sono sottoposti; probabilmente questi, pur finalizzati alla sicurezza ferroviaria, attualmente risultano del tutto inefficaci in termini di prevenzione e di tutela della salute dei lavoratori.

In assenza di studi ufficiali, sulla scorta di dati certi, è possibile affermare che con alta probabilità l’anomala frequenza di macchinisti che subiscono malori significativi e morti premature, prevalentemente tumori ed  eventi cardio circolatori, sia correlata alla tipologia del lavoro ai turni irregolari, ai carichi di lavoro, ai ritmi alterati dei cicli sonno veglia, dell’alimentazione allo stress ecc.

A dare maggiore significato a questi dati vi è la circostanza, non ancora adeguatamente indagata, che i macchinisti vengono selezionati all’assunzione e rappresentano quindi un ‘gruppo sano’ al quale non possono essere raffrontate direttamente le statistiche di mortalità riferite all’intera popolazione.

Le Regioni e il Ministero dei trasporti, committenti del servizio, dovrebbero intervenire anche sulla mancanza di defibrillatori sui treni locali e sugli Intercity, come previsto invece a bordo di alcuni di quelli “veloci”. Si possono anche accettare alcune differenze in termini di comodità e di qualche lusso tra il trasporto pubblico e quelle cosiddetto a mercato ma ciò non dovrebbe riflettersi sulle misure di tutela e prevenzione per la salute che non possono sostenere tali discriminazioni tra  viaggiatori e lavoratori, quando c’é bisogno di un intervento di emergenza per infarto a seconda della categoria di treno utilizzato.

Dopo alcune ore è giunta anche la notizia del decesso di un un altro macchinista di Bologna, di 62 anni e da poco in pensione.

Il tragico bilancio sale a 77 macchinisti morti dal 2015, di età compresa tra i 53 e i 63 anni, quasi tutti a causa di infarto o tumore. Una incidenza fortemente anomala,  che richiederebbe un serio approfondimento da parte delle Organizzaioni sindacali e degli stessi Organi di Vigilanza deputati alla tutela della salute sui luoghi di lavoro.

Resta da chiedersi: quando verranno prese in considerazione nella contrattazione sindacale gli elementi di tutela della salute correlati ai turni aciclici che impongono condizioni di lavoro disumane ?