Per Galli l’epidemia “non finirà prima di 3 mesi”

“La mia speranza è che di questo virus ci si possa liberare in non più di 3 mesi dal momento dell’applicazione di determinate regole. E ho già dato un termine agghiacciante. Non è e non sarà una cosa breve, se dovesse avvenire in tempi brevi sarò il primo a fare una festa”. Lo ha detto Massimo Galli, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, a Tv2000 in collegamento con il programma ‘Il mio medico’ parlando dell’emergenza coronavirus.

“Il vaccino – ha aggiunto Galli – è una speranza. Ci sono almeno 18 programmi aperti per arrivare al vaccino. Mi auguro che nelle varie dichiarazioni che si susseguono ci sia del vero piu’ o meno in tutte. Sicuramente qualcosa verrà fuori ma dubito che noi siamo in grado di delimitare e circoscrivere l’epidemia e di superarla attendendo il vaccino. Il vaccino verosimilmente ad essere fortunati arriverà dopo l’estate, non prima. E anche se arrivasse prima passeranno comunque dei mesi”.

“Sui farmaci – ha spiegato Galli a Tv2000 – andiamo per tentativi. L’utilizzo della clorochina, farmaco antimalarico, è un po’ quello che facciamo sempre in mancanza di altro nell’ipotesi abbastanza vaga che possa funzionare. Stiamo cercando di mettere in fila dei numeri per cercare di capire se funziona e stiamo aspettando che dalla Cina arrivino delle indicazioni perché loro questi conti li hanno fatti prima di noi. Sul farmaco Remdesivir abbiamo iniziato la sperimentazione per saperne veramente di più e ne abbiamo usato parecchio come farmaco concesso fuori da studi per uso compassionevole. Il punto è a chi e quando darlo e capire se effettivamente può funzionare”.




La Polizia resta senza mascherine

Intervista a Elvio Vulcano, portavoce del sindacato di polizia LeS: Siamo stanchi di aspettare quanto ci è dovuto.

Sono ormai settimane che le forze di polizia di stato aspettano i Dispositivi di Protezione Individuali ai qualli hanno diritto, eppure le forniture tardano ad arrivare ed i poliziotti continuano a rischiare di mettere a repentaglio la loro salute senza essere tutelati.

Vi presentiamo le risposte di Elvio Vulcano, il quale si fa portavoce del sindacato di polizia LeS (Libertà e sicurezza), illustrandoci la difficile situazione nella quale si trovano le forze di polizia in questo periodo.

Se non abbiamo capito male, il personale della Polizia di Stato non ha ancora ricevuto dal Ministero le mascherine per proteggersi dal Coronavirus?

Esattamente, o meglio, le quantità distribuite sono talmente scarse che, in effetti, le hanno solo pochissimi colleghi e colleghe.

Ci spieghi meglio.

“Il presidente Conte lo scorso 14 marzo ha firmato un documento che fornisce specifici indirizzi per la tutela dei lavoratori a causa della pandemia in atto. Tuttavia, a monte, c’è sempre il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, e cioè il decreto legislativo n. 81 del 2008 che all’articolo 74, definisce i DPI come una qualsiasi “attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro”.”

“Cosa rischia il datore di lavoro se non fornisce guanti e mascherine al dipendente?”

R.: “Nel caso in cui venisse accertata l’omissione, il datore di lavoro rischia la reclusione da due a quattro mesi e un’ammenda dai 1.644 ai 6.576 euro o procedimenti penali se, da una inadempienza, dovesse derivare un danno più o meno grave come un infortunio o la morte. Però sino ad ora la legge, malgrado i nostri appelli ai vertici della Polizia di Stato, non è stata rispettata in toto o in parte, o volutamente elusa.”

Forse perché i DPI, come ha detto lei, non sono stati forniti a tutti i poliziotti?

“Esattamente, infatti i DPI sono stati dati solo ad alcuni e, giustamente, dico io, è stato prioritario fornirli al personale delle Volanti, ma pur avendo fatto una scelta restrittiva, i dispositivi sono stati forniti solo a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Oltretutto, per esempio, le mascherine, sono state date una ad operatore, ma non una al giorno, una e basta, con la raccomandazione di usarla solo in caso di necessità. Non vogliamo le mascherine prima degli operatori sanitari, ma ci chiediamo perché si deve arrivare alla necessità di stabilire delle priorità e quali sono i criteri per queste priorità, visto che anche medici ed operatori del 118 hanno perso la vita, per soccorrere le persone. E noi poliziotti svolgiamo un servizio di enorme importanza per la collettività e non è giusto che dobbiamo correre altri rischi, oltre quelli che normalmente corriamo”

Vista la penuria, come dovrebbero usare questa unica mascherina i suoi colleghi?

“Il personale operante deve prima essere in grado di valutare se la situazione che deve fronteggiare richiede l’uso dei DPI, poi indossare i dispositivi e procedere all’intervento.”

E se, in questo frattempo, ad esempio, il ladro o lo scippatore o il rapinatore o il violentatore fugge?

“E’ esattamente quello che potrebbe accadere. Ci troveremmo davanti ad una situazione paradossale ed abnorme, con colleghi e colleghe che, per non rischiare una sanzione disciplinare, devono rischiare la salute, procedendo ad arresti che, spesso, richiedono colluttazioni o, comunque contatti estremamente ravvicinati con i malviventi, senza aver indossato alcun dispositivo di protezione o, nel migliore dei casi, avendo indossato dispositivi ormai inservibili”.

Se l’operatore di polizia si dovesse contagiare?

“Altra situazione paradossale perché il datore di lavoro ne uscirebbe pulito, senza rischiare nulla, avendo fornito i DPI, mentre la responsabilità ricadrebbe sul poliziotto che non ha indossato la mascherina. Siamo consapevoli che il problema è che le mascherine sono introvabili, ma ci chiediamo: chi gestisce le forze dell’ordine non doveva prevedere uno scenario del genere? Le epidemie ci sono sempre state e si ripetono in maniera quasi cadenzata, basti pensare al colera di Napoli nel 1973, alla SARS nel 2003 o al virus N1-H1 nel 2009! Chi ha sbagliato, continuando a sottovalutare scenari periodici, forse è giusto che paghi!”.

Si spieghi meglio.

“Come LeS, stiamo valutando se non sia il caso di procedere con la denuncia al nostro datore di lavoro, ovvero il soggetto che ha l’obbligo giuridico di valutare i rischi e di provvedere di conseguenza alla prevenzione e alla protezione dei lavoratori che da lui dipendono, che, nel nostro caso, sono i Questori, i Direttori d’Istituti di formazione, etc.”. Che dire? Uno scenario certamente non simpatico e speriamo che, dopo il provvedimento firmato da Conte, alle forze dell’ordine i DPI siano forniti prima della prossima epidemia!

Che dire? Uno scenario certamente non simpatico e speriamo che, dopo il provvedimento firmato da Conte, alle forze dell’ordine i DPI siano forniti prima della prossima epidemia!

Ufficio Stampa Segreteria Nazionale.

Roma, 16/03/2020




In vista un possibile intervento militare da parte di Ankara

  • Haftar ai libici: armatevi contro i turchi.

Il generale Khalifa Haftar ha lanciato un appello a tutti i libici affinche’ si armino in risposta ad un possibile intervento militare da parte della Turchia per rafforzare il governo di Tripoli sostenuto dall’Onu e guidato da Fayez al-Sarraj. Il Parlamento turco ha approvato giovedì l’invio di truppe in Libia su richiesta di un supporto militare da parte del governo di Sarraj. “Noi accettiamo la sfida e dichiariamo la jihad e una chiamata alle armi”, ha detto Haftar ieri sera durante un discorso trasmesso in tv. Ed ha poi esortato “tutti i libici” ad armarsi: “uomini e donne, soldati e civili, per difendere la nostra terra e il nostro onore”.




Omicidio a Pescara,preso presunto autore

 

Preso dalla Polizia il presunto responsabile dell’omicidio di Marco Cervoni, il 35enne morto in ospedale dopo essere stato trovato in una pozza di sangue nel complesso conosciuto col nome ‘Ferro di cavallo’ nel quartiere Rancitelli di Pescara considerato la centrale dello spaccio abruzzese. Si tratta di Guerino Spinelli, 29enne di etnia rom con numerosi precedenti di polizia. Nei suoi confronti gli uomini della Mobile, diretti da Dante Cosentino, stanno eseguendo il fermo di polizia giudiziaria.
L’ipotesi di reato è omicidio volontario. Il giovane, si apprende, non si è consegnato volontariamente. Verrà portato in carcere. Plauso del sindaco di Pescara, Carlo Masci, alla Polizia che “in tempi rapidissimi ha assicurato il responsabile alla giustizia, dimostrando l’efficienza delle nostre forze dell’ordine”, ha detto il primo cittadino che ha annunciato “l’obiettivo di abbattere il ‘ferro di cavallo’, del tutto o in parte, perché è una struttura che è oggetto di pericolosità sociale”.




“Le Anime Sante”,racconto di un restauro

È stato presentato oggi all’Aquila, in anteprima, il documentario “Le Anime Sante. Il racconto del restauro della Chiesa simbolo del terremoto del 2009”. Sede dell’appuntamento è stata l’aula A3 del Dipartimento di Scienze umane dell’Università, in viale Nizza, per seguire le fasi dell’impegnativo cantiere di recupero e restauro della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta anche delle Anime Sante, coordinato dal Segretariato Regionale MIBACT e finanziato dai Governi francese e italiano. Ad intervenire sono stati il regista Luca Cococcetta e l’autore Marco Zaccarelli insieme a Franco De Vitis, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Sabap) L’Aquila; Anna Colangelo, Soprintendenza dell’Abruzzo; Leonida Pelagalli, Ati Italiana Costruzioni Fratelli Navarra. Modera Carla Bartolomucci, Dipartimento Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale dell’ateneo aquilano. Il documentario ripercorre le fasi di messa in sicurezza dopo il sisma, i 4 anni di un cantiere innovativo e trasparente, la riconsegna agli aquilani. Il documentario è stato realizzato da Visioni Future grazie al finanziamento del Programma Restart e dell’ATI Italiana Costruzioni Fratelli Navarra, con la partecipazione della Parrocchia di Santa Maria del Suffragio Anime Sante, del Comune dell’Aquila, del Segretariato Regionale dell’Abruzzo – Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, di SABAP-AQ e SABAP Abruzzo e del Corpo nazionale Vigili del Fuoco.




Trasporti: Tua presenta nuova app

Si chiama TUAAbruzzo la nuova app presentata dall’Azienda Unica di Trasporti della Regione e che “permetterà – come ha spiegato il presidente Gianfranco Giuliante – con un semplice click sul proprio supporto mobile di avere e poter usufruire di una serie di servizi come la consultazione degli orari delle corse dei bus, l’acquisto dei titoli di viaggio, degli abbonamenti e le informazioni su altri servizi, oltre che pagare il parcheggio sulle strisce blu nei centri urbani dove è attivo My Cicero. Questa è una app che ha comportato oltre un anno di studio perché è fra le più complete nell’ambito del trasporto pubblico locale. Basti pensare che ci sono 80 milioni di interazioni possibili soluzioni intermodali che possono essere scelte con questa app e che ha dovuto lavorare su un realtà da un punto di vista orografico sicuramente difficile dove la TUA ha circa novemila fermate.




Falcone e Borsellino, presentata la scultura a Pescara

L’immagine storica di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sorridenti diventa una scultura in pietra della Majella, come simbolo della legalità. L’hanno realizzata gli studenti del liceo Artistico di Castelli (Teramo), con la guida del maestro e scultore Valentino Giampaoli. Trentacinque quintali di peso, l’opera, itinerante, sarà visibile dai cittadini fino alle 14 di domani nella Questura di Pescara dove sabato è stata scoperta durante una cerimonia. All’iniziativa, nell’ambito del Premio Borsellino, hanno partecipato il viceministro dell’Interno Vito Crimi, il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra, il prefetto Luigi Savina, già vice capo della Polizia, il prefetto di Pescara Gerardina Basilicata, il questore Francesco Misiti, forze dell’ordine e una delegazione degli studenti che hanno realizzato l’opera, accompagnati dal docente Marcello Mancini. Sulla scultura la scritta “Le idee restano”.




Francabandera, ‘no’ attacco a Consulta

“Mi è dispiaciuto ascoltare delle critiche e quello che definisco un attacco sulla questione dell’ergastolo ostativo alla Corte Costituzionale, e tanto più alla Corte Europea, e parliamo di presidi di legalità fondamentali. E quindi anziché criticare le sentenze della Corte Costituzionale che è uno dei baluardi di legalità più importanti, cerchiamo di capire quello che ci dice perché legalità è sempre non solo nella risposta alla delinquenza e alla mafia, ma legalità è anche la risposta di uno Stato di diritto nella fase della esecuzione della pena. Questa è la differenza fra loro e noi”. Lo ha detto la presidente della Corte di Appello dell’Aquila Fabrizia Francabandera, premiata questa mattina a Pescara per la 24/a edizione del “Premio Nazionale Paolo Borsellino”.




Pescara, vetrine vuote e crisi dell’artigianato

Nel secondo trimestre del 2019 in provincia di Pescara hanno cessato l’attività 260 imprese a fronte di 251 che si sono iscritte al registro della Camera di Commercio. Di quelle che hanno chiuso i battenti, 127 sono nel settore del commercio (114 iscrizioni), 34 in quello del turismo e della ristorazione (34 iscrizioni) e 99 nel settore dell’artigianato (110 iscrizioni). Le imprese complessivamente attive nei tre settori sono 19.180; a giugno 2018 erano 19.239.
Emerge da dati Infocamere aggiornati a giugno 2019.
Se l’artigianato è l’unico a far registrare un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni, in realtà è il settore che se la passa peggio: le imprese attive sono 7.080, contro le 7.224 del giugno 2018. Leggermente migliore la situazione per il commercio (9.771 attive nel 2019 contro le 9.719 dello scorso anno) e per turismo e ristorazione (2.329 attive nel 2019 contro le 2.296 del 2018).




‘Tesori rurali’ per fermare spopolamento

Meeting a Pescara a conclusione del primo anno del progetto europeo “Tesori rurali” Erasmus + KA204 “Social entrepreneurship – the heart of rural development – Rural Treasures”. L’iniziativa coinvolge Lettonia, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Italia, Repubblica Ceca, UK, Turchia e costituisce un’occasione per affrontare l’articolata tematica dell’imprenditoria sociale e come essa può essere elemento cardine in grado di ridurre lo spopolamento delle aree interne e rurali. Il progetto coinvolge lo scambio internazionale di buone pratiche di imprenditoria sociale e di percorsi formativi finalizzati alla promozione e allo sviluppo delle aree interne. All’Aurum sono intervenuti il presidente dell’Associazione Culturale ‘SmartLab Europe’ Annarita Bini, la coordinatrice capofila del progetto Arnita Gaiduka (Lettonia), il presidente di ConfCooperative regione Abruzzo Massimiliano Monetti, che ha presentato le “Buone pratiche”di impresa per lo sviluppo sociale e cooperativo in Abruzzo, il presidente del Consorzio dello zafferano dell’Aquila Dop Massimiliano D’Innocenzo che tratterà l’agricoltura di comunità e tesori rurali. Sono state presentate buone pratiche di imprenditoria sociale da parte dei partner greci e romeni; infine la referente della comunicazione dell’Unità EPALE Italia Alessandra Ceccherelli ha illustrato il contributo della piattaforma EPALE (Electronic Platform for Adult Learning in Europe) per apprendere in dimensione europea, coordina i lavori la giornalista Mila Cantagallo. Nella giornata di sabato 26 ottobre, l’Associazione culturale SmartLab Europe ha organizzato un bus tour alla volta di Navelli e Fontecchio (L’Aquila) per conoscere alcune buone pratiche di imprenditoria sociale in Abruzzo. Il tour ha compreso la raccolta dei fiori di zafferano nei campi di Civitaretenga, lo svolgimento dell’attività della sfioratura, cui è seguita la visita al complesso monastico di Bominaco. Altra tappa del tour sarà Fontecchio dove si è tenuto l’incontro con la cooperativa Le Fonti oltre alla visita del borgo e delle botteghe.