Regionali: Toti, grazie Liguria, altri 5 anni insieme

 

“Grazie Liguria! altri 5 anni insieme per rendere meravigliosa la nostra regione”. Lo scrive sui social il governatore ligure Giovanni Toti, quando in corso di scrutinio la percentuale della sua coalizione è al 54% contro quella del principale sfidante, Ferruccio Sansa per i giallorossi è al 40%. Il candidato sostenuto da Italia Viva, Aristide Massardo è fermo al 2%




Sansa chiusa ‘partita’ elezioni gioca a pallone con i figli

 

 

Due tiri a pallone con i figli di 15, 13 e 10 anni, ma per un breve momento anche con il segretario regionale del Pd Simone Farello, per Ferruccio Sansa, al termine della lunga giornata elettorale. Il candidato del Pd-M5s, sconfitto dal governatore uscente Giovanni Toti nella corsa alla guida della Regione Liguria, era arrivato poco prima delle 5 alla sede del proprio comitato elettorale, stabilita nel circolo ricreativo del porto di Genova, il Cap. Verso le 6 e mezza è sceso per incontrare la stampa, accettare il risultato del voto e guardare al proprio futuro di consigliere regionale.
Nell’attesa del padre i tre ragazzi Sansa si erano messi a fare due tiri nel campetto in sintetico del circolo. E dopo la sfilza di interviste e dirette televisive, il giornalista – che pure è apparso sempre sorridente – ne ha approfittato per raggiungerli e scaricare la tensione della giornata chiudendo così la ‘partita’ elettorale




Massardo, Sansa scelta perdente

 

“Sansa perde per 15 punti, mi sembra che sia stata una scelta perdente. E’ stato un errore scegliere Sansa, ma lui è contento”. Lo dice Aristide Massardo, candidato alle elezioni regionali in Liguria di Italia Viva, +Europa e Psi, interpellato dall’ANSA sull’esito del voto che a poco meno di metà delle sezioni scrutinate vede la sua lista al 2,3%. “Abbiamo avuto pochissimo tempo per presentare la nostra proposta – aggiunge Massardo -: era progettuale non in antagonismo. Non so se abbiamo più o meno del 3%, speriamo di poter eleggere un consigliere. Abbiamo lanciato un progetto riformista e in una elezione polarizzata come questa è molto difficile – aggiunge -. Il riformismo è abbastanza in difficoltà. Mi dispiace che venga definita una ‘allegra sconfitta’ della sinistra. non ci vedo nulla di allegro”.




Affluenza urne in Liguria: si arriva al 44% di votanti per il referendum

La Liguria al voto per il secondo giorno per la prima volta dall’inizio della pandemia di coronavirus: lunedì 21 settembre i seggi sono aperti sino alle 15, dopo la giornata intera di domenica in cui, alle 23, l’affluenza era del 44,04% per il referendum e del 39,80% per le Regionali.

Per la prima chiamata alle urne dopo il coronavirus è stata adottata una lunga serie di misure di sicurezza: obbligo di indossare la mascherina, di sanificare le mani e le matite e di non assembrarsi all’interno dei seggi.

La domenica di voto, in Liguria, si è conclusa senza particolari criticità. Unica eccezione, quanto accaduto nel seggio 323 di Oregina, che domenica mattina è stato chiuso dopo che il presidente è stato accompagnato in ospedale a causa di una febbre alta e sottoposto a tampone covid.

L’uomo è risultato negativo al tampone, ma il seggio è rimasto chiuso sino a quando i locali non sono stati interamente sanificati e il personale – sia il presidente sia gli scrutatori – non sono stati sostituiti.

Elezioni Liguria, affluenza

L’affluenza in Liguria alle 23 di domenica 20 settembre per il referendum era del 44,04% (facendone la quinta regione italiana in termini di affluenza) e del 39,80% per le Regionali.
Nel corso della giornata, l’affluenza per il referendum è stata del 15,43% alle 12 e del 35,42% alle 19. A Genova alle 12 avevano votato il 15,72% degli aventi diritto, alle 19 il 35,47%, alle 23 il 44,04%.

Per quanto riguarda le Regionali, alle 23, con 234 Comuni andati al voto, l’affluenza era del 39,80 % alle 23. Alle 12 è stata del 13,95%, alle 19 del 32,07%. Guardando nello specifico alle province, a Genova alle 23 ha votato il 40,09% degli aventi diritto, a Imperia il 37,15%, alla Spezia il 39,47%, a Savona il 41,18%.

Elezioni Liguria, per cosa si vota

In Liguria si vota per il Referendum costituzionale, le Suppletive del Senato, le Regionali e in alcuni Comuni per le Amministrative. Per quanto riguarda il Referendum, votando “sì” si chiede la riduzione del numero di parlamentari, le Regionali sono finalizzate invece a eleggere il nuovo presidente di Regione (Giovanni Toti, candidato unico di centrodestra e leader di Cambiamo, è quello uscente) e il nuovo consiglio regionale.

Per quanto riguarda le Comunali, si elegge il nuovo sindaco a:

– Casella, Cogoleto, Crocefieschi, Ronco Scrivia, San Colombano Certenoli, Torriglia, Vobbia, Zoagli in provincia di Genova;

– Aquila d’Arroscia, Perinaldo, Pietrabruna, Rocchetta Nervina, Santo Stefano al Mare in provincia di Imperia;

– Lerici e Levanto in provincia di La Spezia;

– Zuccarello in provincia di Savona;

Elezioni in Liguria, come si vota da casa

Il Comune di Genova pga predisposto un  vademecum per consentire anche a chi è a casa malato o in quarantena per covid-19 di votare.

Gli elettori genovesi sottoposti a trattamento domiciliare, in isoalmento o in quarantena devono contattare l’Ufficio Elettorale del Comune di Genova.

La richiesta, indispensabile per partecipare al voto, va inviata all’indirizzo e-mail elettorale@comune.genova.it e corredata con:

– Una dichiarazione in cui si attesta la volontà dell’Elettore di esprimere il voto presso il proprio domicilio, indicando con precisione l’indirizzo completo del domicilio stesso (vedi modello disponibile sul sito internet del Comune di Genova all’indirizzo https://smart.comune.genova.it/notizie/election-day-20-e-21-settembre-2020-esercizio-del-diritto-di-voto-da-parte-degli-elettori);

– Un certificato rilasciato dal funzionario medico designato dai competenti organi dell’Azienda Sanitaria Locale, in data non anteriore al 6 settembre 2020, che attesti l’esistenza delle condizioni di cui all’art. 3, comma 1 del decreto legge 103/2020 (trattamento domiciliare o condizioni di quarantena o isolamento fiduciario per Covid-19). Info e documentazione al link https://www.asl3.liguria.it/archivio-comunicazioni/item/3057-elezioni-2020-voto-a-domicilio-per-gli-elettori-in-quarantena-o-isolamento-domiciliare.html;

– Copia scannerizzata di un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, patente, passaporto).

Per ogni ulteriore informazione si può contattare l’Ufficio Elettorale del Comune di Genova ai numeri di telefono 010 5576829, 010 5576841 e 010 5576846.




Presidente sta male, chiuso seggio

 

Giornata di elezioni regionali 2020 e referendum, tra curiosità e qualche intoppo. Come a Genova, dove un seggio elettorale è stato chiuso perché il presidente è stato male nella notte, con febbre alta e sintomi riconducibili al Covid. Si tratta di un seggio nel popolare quartiere di Oregina, il numero 323. Il presidente è stato sottoposto a esami nella notte è stamani al suo posto c’era regolarmente un sostituto.
Il seggio è stato aperto ma successivamente chiuso per precauzione, in attesa del risultato del tampone del presidente e degli scrutatori che, ieri, erano stati a contatto con lui. Problemi anche a Roma, dove si è registrata la rinuncia di 760 presidenti. «Ringrazio di cuore tutti i dipendenti capitolini, l’ufficio elettorale, gli agenti della Polizia Locale e tutti coloro che stanno consentendo lo svolgimento delle operazioni di voto in una situazione particolarmente complessa e certamente fuori dall’ordinario», dichiara l’assessore al Personale del Comune di Roma Antonio De Santis.




‘Genova non si lega’, Salvini contestato

 

Un centinaio di persone ha manifestato a un appuntamento elettorale di Matteo Salvini, che poi ha chiuso la campagna elettorale per le regionali del centrodestra in centro a Genova. Imponente il dispositivo di sicurezza, che ha chiuso piazza Settembrini nel quartiere di Sampierdarena. Megafono, fischietti e gran fracasso, i manifestanti con la bandiera Antifa hanno mostrato cartelli con scritte “Genova non si lega”. “Genova è solo antifascista” e “fuori i fascisti dalla città”, alcuni degli slogan scanditi.
Alla contestazione Salvini ha risposto così: “Sono cresciuto a pane e De Andrè. Sogno il giorno in cui potrò fare due passi in centro a Genova come Matteo Salvini senza mobilitare decine di poliziotti come oggi”. “Non è un bel segno quando i cosiddetti contestatori minacciano di usare violenza per farti tacere ma rispondiamo col sorriso, con il lavoro e con la serenità”.




A 14 mesi morso da vipera, ricoverato al Gaslini

 

Un bambino di 14 mesi è stato morso da una vipera ad un piedino. E’ accaduto nel giardino dell’abitazione del piccolo in località Valdonica nel Comune di Calice al Cornoviglio, un piccolo centro dello Spezzino a 400 metri di altezza che confina con la Toscana. Il piccolo è stato prima soccorso dai familiari e poi trasportato alla più vigina caserma dei vigili del fuoco da dove è stato prelevato dall’elisoccorso e trasportato all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Il piccolo è arrivato all’ospedale nel tardo pomeriggio e curato nel reparto di terapia subintensiva. La direzione sanitaria del Gaslini fa sapere che il piede del bambino “è molto edematoso. La situazione clinica è stabile”. Il piccolo resta ricoverato per la somministrazione del siero antivipera come concordato dopo un consulto con il centro antiveleni di Pavia .




Detenuti espulsi nelle carceri genovesi

 

Nello scorso mese di agosto la polizia ha eseguito quattro accompagnamenti coatti alla frontiera a carico di cittadini stranieri pluripregiudicati condannati a vario titolo e destinatari di decreto d’espulsione emesso dal Tribunale di Sorveglianza come sanzione alternativa alla detenzione.

Il primo a essere accompagnato in frontiera è stato un albanese di 38 anni, imbarcato su volo diretto Genova-Tirana. L’uomo dal 2014 aveva accumulato svariati pregiudizi di polizia tra le provincie di Savona e Genova tra cui ricettazione, spendita di banconote contraffatte, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e maltrattamenti in famiglia. In particolare nel 2015 era stato responsabile di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, lesioni personali e rapina aggravata, tutto in danno della moglie. Lo scorso 7 agosto è partito dal carcere di Pontedecimo, dove avrebbe dovuto scontare ancora 4 anni di carcere, per fare rientro nel suo Paese d’origine.

L’8 agosto è stato il turno di un tunisino 28enne, detenuto presso la casa circondariale di Chiavari per resistenza, ricettazione, furto con destrezza e spendita di banconote contraffatte oltre che ingresso e soggiorno illegale sul territorio nazionale. Condannato dalla Procura di Padova, una delle città insieme ad Udine e Genova dove l’uomo ha condotto i suoi malaffari, avrebbe dovuto scontare ancora circa due anni di carcere prima di essere accompagnato alla frontiera marittima genovese per imbarcarsi su di una nave diretta a Tunisi.

Il terzo espulso è un albanese 24enne e ‘ladro di professione’, condannato dalla Procura genovese per svariati reati contro il patrimonio a 5 anni di reclusione. Dal carcere di Marassi, il 24 agosto è stato accompagnato alla frontiera aerea genovese dove è stato imbarcato su un volo diretto a Tirana.

Infine il 7 settembre è stato espulso, sempre con volo diretto Genova-Tirana, un altro albanese di 27 anni. Il giovane era detenuto presso il carcere di Chiavari per espiare una condanna di 6 anni per cumulo di pene in ordine ai reati di spaccio, rissa e possesso ingiustificato di armi e oggetti atti a offendere.
 



Tutta la verità riguardo all’assenza dei banchi nella scuola di Genova

“Cara Azzolina, questi sono gli alunni di una classe genovese, che scrivono in ginocchio perché non hanno i banchi che avevate promesso. E non sarebbero gli unici purtroppo!”: questa la denuncia del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che pubblica una foto in cui si vedono dei bambini della scuola elementare in ginocchio mentre svolgono i compiti utilizzando ognuno la propria seggiolina come banco. Questo perché i banchi veri e propri, a quello che riporta il governatore, semplicemente non ci sarebbero. Ma le cose non starebbero esattamente come sembra. Anche se non ci sono ancora i nuovi banchi monoposto, quelli vecchi non mancano: non sarebbero stati messi in quanto il primo giorno di rientro in classe sarebbe stato piuttosto dedicato a festeggiamenti e altre attività

“I nostri bambini, le maestre e le famiglie non meritano questo trattamento, soprattutto dopo i sacrifici fatti in questi mesi in cui era anche un dovere morale lavorare per evitare tutto questo. Io lo trovo inaccettabile e sto già scrivendo una lettera alla Direzione scolastica per intervenire immediatamente. Un’immagine come questa non è degna di un Paese civile come l’Italia”, aggiunge Toti.  Anche se i nuovi banchi dovrebbero arrivare domani, quelli vecchi non sono stati buttati. Le regole infatti impongono di tenere i banchi ordinari fino all’arrivo di quelli procurati dal ministero.

Il dirigente scolastico avrebbe però deciso di non mettere in classe i vecchi banchi, mancando solo un giorno all’arrivo dei nuovi, e decidendo di attendere quelli monoposto. Non rinviando così la riapertura. L’insegnante della classe finita al centro delle polemiche avrebbe a questo punto deciso di scattare una foto per protesta mentre si vedono i bambini scrivere seduti a terra: il dirigente scolastico non ne sarebbe stato a conoscenza. La stessa maestra, sempre a quanto ci riferiscono le nostre fonti, avrebbe poi inviato l’immagine a Toti, che l’ha pubblicata sui suoi canali social chiamando in causa la ministra dell’Istruzione.

La nota del dirigente scolastico

Sul sito dell’istituto lo stesso dirigente scolastico dell’istituto, Renzo Ronconi, ha spiegato in una nota: “La scuola che dirigo dal 1 settembre ha svolto un grande lavoro nei mesi estivi per organizzare la riapertura. Come molte altre scuole, ha affrontato le difficoltà di questi ultimi giorni con spirito costruttivo e collaborativo: tra queste difficoltà, i ritardi nella consegna degli arredi. I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio e nel primo giorno di scuola, che è stato un giorno di festa, abbiamo solo evitato di rimettere quelli vecchi”.

Sulla foto finita al centro delle polemiche, il dirigente spiega che si tratterebbe semplicemente di una leggerezza da parte di un’insegnante: “La foto ritrae bambini che, durante un’attività didattica, stanno disegnando sereni in libertà: un’ingenuità, da parte dell’insegnante, farla girare, ma sbagliato e grave strumentalizzarla, strumentalizzando, con essa, soprattutto i bambini, in una giornata nella quale avevamo riscontrato solo grande entusiasmo e nessuna criticità. Nel mio Istituto ho trovato docenti preparati e motivati, che difendo, e bambini sorridenti e felici di tornare a scuola. Questa è l’immagine che porto nel cuore da questo primo giorno e che desidero rimanga a famiglie ed insegnanti”.

La lettera di Toti per chiedere spiegazioni: “Situazione inaccettabile”
Toti aveva anche scritto una lettera al direttore generale dell’ufficio scolastico della Liguria, Ettore Acerra, per “chiedere spiegazioni” sulle “gravi criticità riguardanti la mancata consegna di banchi che ha costretto le scuole a fare lezioni sulle sedie”. E ancora: “Chiediamo di conoscere quali sono le tempistiche di consegna che sono state assicurate alle scuole dal commissario straordinario per l’emergenza. Chiediamo di individuare una soluzione adeguata a fronteggiare la situazione ritenuta inaccettabile e non conforme alle disposizioni adottate per assicurare un regolare avvio dell’anno scolastico”




Su bus senza mascherina, denunciato

 

I carabinieri hanno denunciato un uomo di 63 anni che si è rifiutato di indossare la mascherina mentre era a bordo di un autobus. I militari sono intervenuti dopo la chiamata dell’autista che aveva più volte invitato il pensionato a indossare il dispositivo e poi, visto il rifiuto, a scendere dal mezzo. L’anziano è accusato di interruzione di pubblico servizio.