Smaltimento illecito degli yacht dopo la mareggiata a Rapallo

 

Alle prime luci dell’alba di oggi, martedì 16 giugno, è andata in scena la fase conclusiva dell’operazione ‘Caronte’ dei carabinieri su un traffico di rifiuti ‘di lusso’. I militari del comando provinciale carabinieri di Genova hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio gip del tribunale di Genova nei confronti di nove soggetti.

Effettuato anche un decreto di sequestro preventivo ai fini della confisca di oltre 3,5 milioni di euro, per vari reati, anche aggravati dal metodo mafioso.

I fatti si riferiscono alla mareggiata del 2018 in cui andarono distrutte più di 400 imbarcazioni fra yacht di lusso e natanti di varie dimensioni ormeggiate nel porto di Rapallo. Coinvolti i vertici del primo porto turistico d’Italia.

 




Arenzano, minorenne ubriaco accusa malore

 

Si è ubriacato con gli amici, ha deciso di farsi un bagno ma si è sentito male, ed è stato portato via in ambulanza in codice giallo.

La vicenda lunedì sera ad Arenzano, sulla spiaggia davanti ai bagni Lido, in pieno centro, dove un gruppo di ragazzi si ritrovano per bere insieme. Davanti il mare, dietro lo stabilimento chiuso: un posto ideale per passare inosservati. Uno di loro, un 17enne di Cogoleto, verso le 23,15, dopo aver consumato alcolici in maniera decisamente eccessiva, fa il bagno, e accusa un malore.

Il ragazzo è stato soccorso da due operatori addetti alla vigilanza notturna delle spiaggie (Agenzia C.P.A Close Protection Agency di Genova); lo stesso, completamente privo di sensi non rispondeva nemmeno agli stimoli dolorosi.

Sono dunque stati allertati immediatamente i soccorsi che al loro arrivo hanno trasportato il giovane al pronto soccorso in codice giallo.

Per fortuna dunque i fatti non si sono trasformati in tragedia grazie alla velocità dei soccorsi, ma per qualche terribile minuto sul lungomare di Arenzano si è temuto che la situazione potesse evolvere in peggio.

 



Cantieri autostrade: 6 km in A10 per lavori

 

Sono iniziati i disagi sulle autostrade liguri a causa dei cantieri. La situazione più critica è in A10, tra Arenzano e Genova Pegli, in direzione Genova, dove si registrano sei chilometri di coda con ripercussioni anche sulla viabilità ordinaria. In A12 Genova-Livorno, in direzione Genova, coda di tre chilometri tra Genova Nervi e il bivio A12/A7 Milano-Genova. Questo pomeriggio è previsto un incontro a Roma tra il ministero dei Trasporti, la Regione Liguria, Aspi, Salt e Autofiori, Anas e Ferrovie per affrontare il tema cantieri e viabilità. La Regione chiede una migliore organizzazione dei cantieri e l’attivazione di più treni




Portavano droga e telefoni nel carcere di Marassi tramite il colloquio familiari

 

La polizia penitenziaria del carcere di Marassi di Genova, durante il controllo familiari per colloquio detenuti, sabato mattina, ha portato al ritrovamento di ben 20 pastiglie di subotex (buprenorfina) e un telefono cellulare micro.

A darne notizia è Il Segretario Regionale della Uil Pa Polizia Penitenziaria Fabio Pagani che esprime «con orgoglio e soddisfazione, elogio ai Poliziotti Penitenziari che hanno effettuato l’operazione, una delle tante, ma che spesso passano in sordina, segnale tangibile di come negli appartenenti al Corpo non cali mai l’attenzione e la dedizione al sacrificio».

Un ritrovamento non facile, poiché le pasticche erano nascoste bene: il familiare, di origini peruviane, le aveva cucite all’interno di una giacca, mentre il microtelefonino era nascosto negli slip. L’uomo è stato denunciato presso la Procura della Repubblica di Genova. «Esprimiamo – dice ancora Pagani – tutto il nostro apprezzamento al personale intervenuto che nell’occasione ha dimostrato spiccate qualità professionali».

Il sindacato fornisce anche un altro dato: da lunedì 15 giugno il personale di Polizia Penitenziaria della Liguria si asterrà dai pasti in forma di protesta, per esprimere solidarietà ai colleghi di Santa Maria Capua Vetere, per i 44 avvisi di garanzia notificati dai carabinieri in forma ritenuta da Uil Pa “plateale” fuori dal carcere, davanti ai familiari dei detenuti.




Maltempo: consolidata strada emergenza frazione nel savonese

 

E’ stata consolidata la strada di emergenza aperta ieri nel comune di Pietra Ligure, che ha consentito già ieri sera di togliere dall’isolamento le 25 persone rimaste bloccate nella frazione di Castagnabanca da una frana provocata dalle forti piogge. E’ quanto si apprende dall’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, che questa mattina si è recato sul posto. “Ho fatto prima un punto tecnico in comune con i sindaci di Pietra Ligure, Loano e Giustenice, i tre comuni dove l’evento di ieri ha avuto più effetti negativi – racconta -. Poi sono stato sul posto al confine tra Pietra Ligure e Loano dove ieri c’è stata questa strada interrotta che ha isolato fino a sera 25 persone. Abbiamo visto che gli interventi stanno proseguendo e quindi la strada emergenziale oggi è ancora più consolidata, tecnicamente non sono più isolati”.
“Abbiamo fatto il punto di quelle che sono le situazioni critiche e nelle prossime 48 ore apriremo le schede di protezione civile – prosegue Giampedrone -. Vediamo che cosa emerge in termini numerici, di interventi da finanziare. Ho riscontrato che su molte parti di quella strada che sale dove eravamo intervenuti a novembre 2019, gli interventi sono stati molto efficaci e quindi la strada credo sia quella di completare gli interventi del 2019 che hanno avuto invece questo aggravamento dovuto alle piogge di ieri”.
Non sembrano esserci altre criticità in regione per l’emergenza gialla di ieri. “L’epicentro è quello tra Giustenice, Pietra Ligure e Loano da monte fino a valle – chiarisce l’assessore -.
Intanto il clima è migliorato. Quella lì è la situazione più critica che dobbiamo affrontare. Nei prossimi giorni ho chiesto ai sindaci di verificare se venisse fuori qualche ulteriore situazione puntuale che può accadere in questi casi. Al momento mi pare di aver visto le criticità più impattanti. Su questo ci tariamo per lavorare questa settimana e capire la dimensione del danno e vedere come fare per intervenire economicamente”.




Poste: Genova fa ricorso al presidente su chiusura uffici

 

Il Comune di Genova ha presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro la riorganizzazione territoriale, con conseguenti chiusure di uffici, annunciata da Poste Italiane. Il Comune è intervenuto in qualità di ente rappresentativo degli interessi della collettività, oltre che in qualità di utente diretto del servizio: dopo diverse richieste e incontri che non hanno prodotto i risultati sperati, il Comune ha optato per il ricorso. Lo annuncia in una nota.
Con due diverse note, a fine 2019, Poste comunicò la chiusura a partire dal 17 febbraio 2020 di sette uffici postali sul territorio comunale. Il Comune chiede che i due atti vengano annullati e ne chiede anche l’immediata sospensione. Poste ha giustificato la chiusura in ragione della “prossimità di altri uffici” e si è resa disponibile soltanto a fare un passo indietro sull’ufficio operante in località di Apparizione




32 chili di cocaina su vetture con doppi fondi con destinazione Genova,Toirano e arma di Taggia

Maxi operazione della polizia, che ha permesso di sgominare una banda dedita al traffico di stupefacenti. Svariate le consegne effettuate in Liguria. La droga viaggiava dall’Olanda in Italia su furgoni che avevano l’insegna ‘Eat Enjoy’, nascosta insieme a prodotti alimentari della tradizione italiana. Da qui il nome dell’operazione di questa mattina condotta dalle Squadre mobili di Trieste e Udine con il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e con la Direzione centrale per i servizi antidroga. L’indagine ha portato all’arresto di 26 persone, sia in carcere che ai domiciliari. Tra questi alcuni si trovano all’estero; uno dei capi dell’organizzazione è stato arrestato in Olanda. Sono accusati di associazione per delinquere e detenzione ai fini di spaccio di cocaina e eroina. I corrieri di droga, entrambi italiani, un 40enne di origini campane e un 62enne friulano, rispettivamente residenti nelle province di Trieste e di Udine, facevano capo a un’organizzazione albanese la cui sede di smercio era Rotterdam. L’associazione aveva cellule sparse in vari centri italiani.

Lo stupefacente arrivava in Italia su vetture attrezzate con doppi fondi e veniva poi consegnato a seconda delle necessità di mercato ai vari referenti territoriali che si occupavano dello spaccio. Le indagini sono partite dopo le dichiarazioni rese nel gennaio 2018 dal corriere di origini campane, preoccupato dalle minacce ricevute dall’organizzazione criminale. I capi del gruppo lo accusavano infatti di essersi appropriato di un carico di 14 chili di cocaina, azione, a detta del denunciante, mai compiuta. Dopo aver subito brutali maltrattamenti, l’uomo era andato in questura per denunciare l’episodio di cui era stato vittima a Rotterdam e della propria attività criminale quale corriere di cocaina e eroina. L’uomo inoltre si accusava d’avere introdotto in Italia, per conto dell’organizzazione albanese, circa 750 chili tra cocaina ed eroina a fronte di considerevoli somme di denaro spostate in Olanda quali provento della vendita dello stupefacente. Da qui i poliziotti, a riscontro di quanto detto dal 40enne, hanno scoperto tutta l’attività illecita dell’organizzazione e i viaggi effettuati dai corrieri dall’Italia all’Olanda.

Dall’aprile al luglio del 2018 i corrieri hanno portato in Italia circa 32 chili di cocaina, a fronte di 500mila euro consegnata ai vertici dell’organizzazione. Via via i poliziotti hanno identificato i diversi destinatari delle consegne effettuate a Foligno (Perugia), Perugia, Marina di Grosseto, Toirano (Savona), Genova, nelle provincie di Vicenza e Treviso, nonché ad Arma di Taggia (Imperia). Proprio in questa ultima città, nel luglio 2018, sono stati sequestrati circa 5 chili di cocaina purissima destinata al mercato locale. Gli arresti sono stati eseguiti con la collaborazione del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia nonché delle Squadre mobili di Gorizia, Perugia, Genova, Imperia, Grosseto, Pordenone, Savona, Lucca, Vicenza, Treviso, Milano, Brescia e Piacenza.

 




Piattaforma si rovescia,operai nel Magra

 

Tre operai che stavano lavorando alla manutenzione di un viadotto dell’autostrada A15 Parma-La Spezia sono precipitati nel fiume Magra da un cestello di una piattaforma detta ‘by bridge’, posto a un’altezza di circa 15 metri. Il cestello si sarebbe rovesciato. Sono rimasti tutti feriti. Il più grave è l’operaio che è finito sul greto sassoso ed è stato portato in un ospedale di Genova con l’elisoccorso. Un altro è finito in acqua dove però il livello è basso: ora è in ospedale a La Spezia. Il terzo è anche lui in ospedale a La Spezia e sarebbe invece rimasto incastrato nel cestello. Sul posto 118, vigili del fuoco e Polstrada.




Porto di Genova- traffico di rifiuti diretti verso l’Africa: scattano 16 denunce

Oltre 130 tonnellate di rifiuti speciali, classificati come pericolosi, intercettati nel porto di Genova prima che potessero partire verso l’Africa per essere nella migliore delle ipotesi riutilizzati, nella peggiore abbandonati in enormi discariche a cielo aperto.

L’indagine

È il risultato di un’indagine che gli uomini del Secondo Gruppo della Guardia di Finanza, in collaborazione con Agenzie delle Dogane, hanno condotto nell’ultimo anno: oltre al sequestro dei rifiuti pericolosi sono state anche denunciate 16 persone, tutte di origini africane, responsabili della rete di traffico. I finanzieri, coordinati dal sottotenente Francesco Gianquinto, sono riusciti a individuare i rifiuti contenuti in 6 furgoni e 10 container monitorando attentamente le spedizioni e sfruttando una serie di “alert” riguardanti particolari tratte. I container ufficialmente contenevano merce regolare, ma all’interno erano stivati parti di apparati elettrici ed elettronici (i cosiddetti Raee), batterie esauste e altri rifiuti che richiederebbero uno specifico – e costoso – iter di smaltimento.  In alcuni container erano inoltre presenti vecchie parti di auto e moto risultate rubate: una volta in Africa (Senegal, Marocco, Nigeria, Costa d’Avorio le destinazioni principali) i rifiuti e le parti meccaniche venivano ulteriormente smontati, lavorati e se possibile riutilizzati, oppure venivano abbandonati in discariche a cielo aperto nonostante la pericolosità per l’ambiente  per la salute.

«Le spedizioni di questo tipo di rifiuti devono essere documentate al dettaglio – spiega il sottotenente Gianquinto – è necessario indicare da dove partono, dove fanno tappa e dove arrivano, e devono seguire uno specifico iter. La rete individuata di fatto si occupava di raccogliere i rifiuti sul territorio, probabilmente tutto il Nord Italia, e di smaltirlo evitando costi e lunghe procedure burocratiche. Quello del traffico di rifiuti pericolosi è un fenomeno in crescita, come dimostra anche la Commissione di Inchiesta Parlamentare che nel 2018 ha affrontato proprio questo argomento».

Come detto, sono 16 le persone denunciate per il reato di spedizione illecita di rifiuti. In alcuni casi, individuate componenti meccaniche rubate, è scattata anche la denuncia per ricettazione. I rifiuti sequestrati sono invece stati smaltiti, a spese del soggetto che ha organizzato la spedizione, nella maniera lecita.

 



Sequestrati rifiuti pericolosi

 

La guardia di finanza di Genova e l’Agenzia delle dogane hanno denunciato 16 persone e sequestrato 130 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi che stavano per partire dal porto verso l’Africa. Gli investigatori del II gruppo delle fiamme gialle hanno scoperto che i rifiuti, in particolare Raee (rifiuti apparati elettrici ed elettronici), venivano consegnati da diversi imprenditori italiani a piccoli gruppi organizzati di nordafricani, per eludere i costi di gestione e smaltimento imposti dalla legge italiana. Una volta ricevuti, i rifiuti venivano stivati in container o furgoni imbarcati su motonavi in partenza dal porto di Genova e diretti in Senegal, Marocco, Nigeria, Costa d’Avorio. Il materiale è stato sequestrato e distrutto con spese a carico degli imprenditori coinvolti.