Regata storica Venezia, omaggio alle vittime del Ponte Morandi

Ieri si è tenuta la Regata storica di Venezia, per l’occasione i regatanti lagunari hanno voluto rendere omaggio alle vittime con un “alzaremi” e un minuto di silenzio

Un alzaremi e un minuto si silenzio, questo l’omaggio dedicato alle vittime di del Ponte Morandi di Genova da parte dei regatanti lagunari di Venezia. Omaggio reso nella giornata della regata storica.




Tragedia nel lago di Osiglia, muore ragazzo di 17 anni

E’ successo a Osiglia, piccolo comune della provincia di Savona. Un ragazzo di 17 anni si è tuffato nel lago senza più riemergere

Il ragazzo era in compagnia del fratello e di alcuni amici, quando si è tuffato nel lago senza venire più fuori. Gli amici e il fratello hanno dato l’allarme ai soccorritori. Sono giunti sul posto i vigili del fuoco e il personale medico del 118. Allertati anche il nucleo sommozzatori dei pompieri e l’elicottero per le ricerche del ragazzo. Hanno trovato il corpo del ragazzo in fondo al lago. Iniziate subito le manovre di rianimazione, purtroppo senza esito. Giunti sul posto anche i Carabinieri per gli accertamenti. Trasferita la salma all’obitorio ell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sarà il magistrato a decidere o meno se disporre l’autopsia.




Sfollati di Genova, Autostrade ha versato i primi contributi

Dopo il crollo di ponte Morandi molti genovesi hanno abbandonato la propria abitazione. Autostrade per l’Italia ha versato i contributi per le prime necessità.

Autostrade per l’Italia ha comunicato di aver versato dei contributi a quasi tutti i nuclei familiari che abitavano nella Zona Rossa, e dopo il crollo di ponte Morandi hanno dovuto abbandonare le proprie case. Gli sfollati si sono dovuti trasferire in uno dei due Punti di Contatto presso il Centro Civico Buranello e la Scuola Caffaro. Questi due luoghi sono stati allestiti dalla stessa Autostrade per l’Italia, collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria. In totale, 252 famiglie hanno dovuto lasciare la propria casa a causa del crollo del viadotto Polcevera. 245 di loro hanno anche fatto richiesta ad Autostrade per ottenere un contributo economico per far fronte alle prime necessità, e 215 nuclei lo hanno già ottenuto. Autostrade per l’Italia ha messo a disposizione complessivamente 2 milioni di euro, in brevissimo tempo. Infatti, il procedimento per far richiesta è molto rapido: è sufficiente compilare un modulo semplificato e la somma sarà erogata entro 24 ore.

La società ha pensato anche ai commercianti, versando a cinque di loro (a fronte di 19 richieste ricevute) dei contributi tramite assegno, per le necessità più impellenti. Si tratta di artigiani ed esercenti che svolgevano la loro attività all’interno della Zona Rossa, e ora non possono più lavorare. Chiunque abbia un esercizio o svolga un’attività commerciale nella Zona Rossa può far richiesta e ottenere un contributo economico. Per farlo, bisogna recarsi nei Punti di Contatto di Autostrade per l’Italia presso il Centro Civico Buranello e la Scuola Caffaro, oppure far richiesta tramite mail all’indirizzo autostradepergenova@autostrade.it.




Bagnasco: “La tragedia non uccida la speranza”

Appello del cardinale per solennità della Madonna della Guardia

“Non vogliamo che la tragedia del ponte uccida la speranza: la mette alla prova perché esca più grande”

Sono queste le parole del cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi europei, nell’omelia pronunciata in occasione della solennità della Madonna della Guardia, a Ceranesi. “Non vogliamo uscirne induriti, ma più benevoli verso gli altri, più aperti. Non vogliamo che cresca in noi il demone della paura che oggi invade troppi cuori e nazioni. Non vogliamo vivere nel sospetto verso tutto e tutti, ma fiduciosi”.

“Anche alla comunità civile si deve applicare ciò che ha detto Papa Francesco a Dublino, durante l’incontro mondiale delle famiglie: la famiglia è il luogo in cui si gioisce con quelli che sono nella gioia e si piange con quelli che sono nel dolore e che si sentono buttati a terra dalla vita”.

Le parole del cardinale Bagnasco hanno toccato il cuore di tutti gli Italiani ed in particolare quello di tutti i genovesi.




Toti, 124 famiglie “sistemate” dopo il crollo del Ponte Morandi

     

Tweet governatore, tutti avranno presto un nuovo tetto

Il numero delle famiglie sfollate a causa del crollo del ponte Morandi sale a 124; ad oggi è stata trovata loro una sistemazione alternativa.

Lo comunica il presidente della Regione Liguria e commissario per l’emergenza Giovanni Toti oggi pomeriggio via twitter. “Abbiamo assegnato già 66 case alle famiglie sfollate, 58 famiglie hanno scelto il contributo di Protezione civile per l’autonoma sistemazione – spiega -. 229 famiglie visioneranno nei prossimi giorni gli immobili individuati per loro. Tutti avranno presto un nuovo tetto”.

Intanto Autostrade fa sapere che sono stati versati i contributi per le prime necessità a quasi tutte le famiglie della Zona Rossa.

Su un totale di 252 famiglie, 245 nuclei familiari hanno presentato richiesta di un contributo economico alla società.

Di queste, 215 famiglie hanno già ricevuto il contributo economico richiesto, da 8 a 12 mila euro, per oltre 2 milioni di euro complessivi.

Nel frattempo stanno arrivando contributi economici per le necessità più urgenti ai primi 5 commercianti, artigiani e imprenditori colpiti dalla tragedia di Genova, che lavorano all’interno della Zona Rossa e non hanno attualmente la possibilità di svolgere la propria attività.




Crollo del ponte Morandi- Intesa cancella i mutui

Sostegno a famiglie e imprese, polizza per chi ha perso genitori

Intesa Sanpaolo è “pronta a cancellare i mutui nella zona rossa colpita dal crollo del ponte Morandi e a supportare con altri interventi le famiglie e le imprese della zona rossa”.

E’ stato stanziato un plafond di 4,5 milioni per la “remissione unilaterale dei mutui prima casa degli immobili che verranno dichiarati inagibili”.

Sarà possibile anche “la sospensione di 12 mesi gratuita e volontaria dei finanziamenti a privati e imprese”, ed a disposizione delle famiglie e delle imprese è stato previsto un plafond di 50 milioni per finanziamenti per ricostruzione e ripristino delle strutture danneggiate.

Mentre “i minori che hanno perso uno o entrambi i genitori beneficeranno di una polizza vincolata fino al raggiungimento della maggiore età che prevede un capitale garantito di 100 mila euro se hanno perso un genitore e 200 mila euro se sono mancati entrambi i genitori”, cifre che aumenteranno per chi “completerà il percorso di studi fino al conseguimento della laurea, fino a un massimo di 300 mila euro”.




Doping – 3 vogatori Palio Golfo sospesi

E’ stato deciso dal Tna; in forza a gozzo Cadimare nel Palio del Golfo

Tre vogatori dell’ultimo Palio remiero del Golfo della Spezia sono stati sospesi in via cautelare per doping.

Tesserati Uisp-Canottaggio, in forza alla borgata del Cadimare in occasione dell’ultimo Palio, i tre sono stati sospesi in via cautelare dalla Prima Sezione del Tna, che ha accolto le istanze proposte dalla Procura Nazionale Antidoping.

Dagli esami è stato riscontrata una positività alla sostanza Clenbuterol per tutti e tre gli atleti.

La decisione è arrivata a seguito dei risultati dei controlli e degli esami disposti dalla Nado Italia al termine del palio del 5 agosto che ha coinvolto 13 tredici borgate marinare. Il Cadimare aveva concluso al quarto posto nella gara vinta da Fezzano.

I vogatori erano stati prelevati in mare dai Carabinieri del Nas e dalla Guardia di Finanza al termine della gara e trasferiti nella caserma della Capitaneria di Porto per gli esami antidoping di rito.

Il blitz aveva suscitato scalpore tra le borgate marinare e aveva condizionato la tradizionale festa di premiazione.




Piano dona idea ponte a Genova

 

Architetto incontra Toti. “Tocca tutte le corde, anche poetica”

Quarantatré pali dell’illuminazione, tante quante sono le vittime del crollo del vecchio Morandi, su una linea semplice e pulita, priva di «strallatura», ovvero di strutture che sovrastino la carreggiata, con il peso sostenuto interamente dai piloni. E’ questa l’idea del nuovo ponte Morandi, offerta da Renzo Piano e consegnata al commissario per l’emergenza e governatore ligure Giovanni Toti. I pali dell’illuminazione sono l’elemento «memoriale» del progetto: renderebbero omaggio alle 43 persone che hanno perso la vita il 14 agosto scorso e sarebbero visibili in tutta la vallata

L’archistar Renzo Piano ha donato alla città di Genova una ‘idea di ponte’ che si è concretizzata nel plastico fatto trasportare stamani in Regione Liguria.  Quando è crollato il viadotto Morandi “ero a Ginevra – ha detto Piano – e da allora non penso a altro”.

“Quello del ponte è un tema che tocca tutti e tutte le corde: da quella tecnologica a quella poetica” ha detto l’archistar Piano parlando al termine dell’incontro con il governatore Giovanni Toti che ha visto stamani in Regione per comunicargli il dono della propria disponibilità dopo il crollo di ponte Morandi.

Conclude Piano: “L’inizio dei lavori? Bisogna fare rapidamente ma non in fretta”.




Colonia Fara: qual è il ruolo dell’avvocato Segalerba

Segalerba, capo del Consiglio Comunale e legale della società Fara srl, avrebbe un ruolo nelle misteriose modifiche al piano di ristrutturazione dell’ex Colonia.

La colonia Fara è un edificio costruito negli anni Trenta a Chiavari, in provincia di Genova, perché venga usata come colonia estiva per i bambini. Negli anni, la sua destinazione d’uso è cambiata molte volte, fino ad arrivare ad oggi. In questo momento, infatti, la sua situazione appare ancora poco chiara. Nel 2014, infatti, viene acquisita dalla Fara srl per essere riqualificata. Peccato che nel 2018 i lavori ancora non siano stati completati e addirittura spuntino delle modifiche nel piano presentato inizialmente.

Soprattutto, risulta poco chiaro il ruolo dell’avvocato Antonio Segalerba, presidente del Consiglio Comunale di Chiavari e legale della Fara srl. La ricetta per un conflitto d’interessi.

 

1935: la costruzione

L’edificio viene commissionato dal Partito Nazionale Fascista perché sia una colonia estiva per i bambini. La colonia Fara viene dunque realizzata dagli architetti Camillo Nardi Greco e Lorenzo Castello. Si tratta di un tipico esempio di Razionalismo italiano. Verso la fine della guerra, tra il 1945 e il 1947 l’edificio ospita i profughi istriani, scampati alle persecuzioni in ex Jugoslavia.

 

1960-1990: da albergo internazionale della gioventù italiana ad associazione sportiva

Nel 1960 si assiste ad un nuovo utilizzo dell’edificio. Viene trasformato in albergo internazionale della gioventù. Solo ora si chiamerà, per la prima volta, Faro. Peccato che l’albergo ebbe vita breve. Venne infatti chiuso poco dopo e l’edificio rimase abbandonato per vent’anni. Nel 1980 Il Faro viene acquisito dal Comune di Chiavari. La Regione Liguria decise di cederlo a causa di una serie di vincoli sullo stabile che ne impedivano l’utilizzo. A questo punto, il Comune di Chiavari decide di inserire all’interno del Faro sia un’associazione sportiva che una scuola elementare. Neanche a questo punto l’edificio trova pace. La scuola elementare, infatti, verrà spostata tra il 1998 e il 1999. Ma come mai? Sembra infatti che non fosse possibile accedere a metà dell’edificio. La parte superiore era assolutamente inaccessibile. Per non parlare del fatto che alcuni gabbiani avevano iniziato a colonizzare l’edificio con i loro nidi.

 

Dal 2008 al 2012: Legambiente blocca la vendita

Nel 2008 il Comune di Chiavari ottiene l’autorizzazione di alienare l’edificio. Peccato che Legambiente impugni la sentenza del TAR e glielo impedisca.

Qual è il ruolo giocato da Antonio Segalerba in tutto ciò? Basta arrivare al 2013. Durante l’estate, l’ex assessore all’urbanistica presenta un’ offerta per l’acquisto dell’edificio per conto della Fara srl. L’offerta ammonta a 5.500.000 euro. A questo punto sorge spontaneo domandarsi da dove arrivi la Fara srl. Al suo interno c’è Luigi Bottini, che faceva già parte di Centro Arte srl, un’altra società che aveva già provato ad acquistare l’edificio nel 2012. Peccato che l’offerta di Segalerba venga presentata al di fuori delle procedure stabilite dal Comune. Per questo motivo, alla fine la trattativa non inizierà mai. Si riparte quindi con le aste. Tuttavia, dopo il terzo tentativo andato a vuoto, si decide di optare per le aste a base volontaria, con un minimo di 7.450.000 euro. La base d’asta è stata stabilita dal commercialista Quaglia dopo una perizia. In tutto ciò, Segalerba cura gli interessi della Fara srl per conto di Bottini.

 

2014 e 2015: acquisto e riqualificazione

Alla fine, dopo diversi tira e molla, la Fara srl riesce ad acquistare il complesso per 6.750.000 euro. A questo punto, la società inizia i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dello stabile. L’anno successivo, annuncia di voler trasformare l’edificio. Attraverso dei lavori, nell’ex Colonia verranno costruiti un albergo a 4 stelle, un bar, una spa, un ristorante, un’area verde di 600 m², una passerella per arrivare al mare e oltre 50 parcheggi per chi usufruirà dell’albergo. Insomma, un progetto in grande. I lavori sarebbe dovuti iniziare a settembre 2015 ed essere conclusi nell’arco di due anni. La spesa si sarebbe aggirata tra i 12 e i 15 milioni di euro. Insomma, a questo punto, la Fara srl sembrerebbe aver raggiunto il suo scopo. Ormai l’acquisto e la riqualificazione dell’area sembrano essere realizzati in concreto.

 

2018: i lavori di riqualificazione hanno qualche problema

A luglio 2018 Roberto Levaggi, Daniela Colombo e Silvia Garibaldi, tre consiglieri comunali di Noi di Chiavari hanno denunciato delle irregolarità nei lavori. “Il progetto è stato modificato senza passaggi né in commissione né in consiglio comunale. E le modifiche sono piuttosto rilevanti”. I tre consiglieri, in particolare, si rivolgono al sindaco Marco Di Capua e ad Antonio Segalerba. Gli domandano: “le motivazioni che hanno indotto il Comune, in persona del Dirigente responsabile del Settore facente parte del Collegio di Vigilanza, a dare il proprio assenso a questa variante progettuale”. Non si tratta dunque di una questione di secondaria importanza. Come è possibile che siano avvenuti dei cambiamenti senza che fossero resi noti? Ma non solo. Dai cambiamenti apportati emerge che: “la Pubblica Amministrazione non riceva in cambio sostanziali e congrui vantaggi sia sotto il profilo patrimoniale che economico”. Perché il Comune dovrebbe acconsentire a dei lavori di riqualificazione che non portino alcun vantaggio sostanziale alla cittadinanza? Bella domanda. In tutto ciò, Di Capua e Segalerba non danno una risposta.

 

Le modifiche

Nel verbale del Collegio di Vigilanza in cui si parla del ridimensionamento dei lavori è possibile leggere che verranno eliminate le 99 cabine balneari previste, che avrebbero portato molti posti di lavoro. Non solo, si parla anche del ridimensionamento, con questo specifico termine, della spa. Invece di essere costruita su due livelli, sarà solo su uno. La minoranza definisce le modifiche: “Un’operazione che fa risparmiare al privato circa due milioni di euro e che prevede per il Comune la modestissima contropartita di appena tre posti auto”. Un guadagno decisamente infimo rispetto a quello che sarebbe stato senza le nuove modifiche. Il caso scoppia nel momento in cui Noi di Chiavari entra in possesso del verbale. A questo punto l’opposizione si chiede: “Come mai è stata autorizzata questa variante sostanziale senza passare dal Consiglio Comunale? Perché si è voluto tenere all’oscuro i chiavaresi? Che cosa c’è da nascondere? Chi ha seguito la questione per la giunta? È stato il sindaco Di Capua, delegato all’Urbanistica, o il suo plenipotenziario avvocato Segalerba?”.

 

Le sedute mancate

Mentre queste domande attendono una risposta, Segalerba lascia la seduta del consiglio comunale del 27 luglio. Casualmente prima di discutere della questione Fara. L’opposizione non accetta questo modus operandi. Così decide di convocare un altro Consiglio Comunale il 16 agosto, immediatamente dopo ferragosto. Peccato che Segalerba non ci sia. È in ferie. Appare dunque chiaro che l’avvocato non voglia parlare della questione. Almeno non di persona durante una seduta del Consiglio Comunale. Sarebbe un problema se farlo rientrasse nei suoi doveri. Nel frattempo arriva Di Capua con una risposta non-risposta.

“Ero a conoscenza della pratica. Ho incaricato il dirigente Ing. Luca Bonardi di verificare, in sede di Collegio di Vigilanza (Seduta del 9/05/18 ore 10.30 in Regione Liguria), che le varianti presentate rispettassero i contenuti sostanziali dell’Accordo di Programma. In quella sede l’architetto Montarsolo, delle Regione Liguria, ha precisato che il compito del Collegio di Vigilanza è quello di verificare se queste varianti vanno ad alterare i contenuti sostanziali in termini di opere pubbliche e quantità di standard pattuiti, tenendo in considerazione le eventuali norme di flessibilità dello SUA (Stazione Unica Appaltante) stesso. Da quanto esaminato, si è ritenuto che tale rimodulazione non costituisca modifica sostanziale al contenuto dell’Accordo di Programma, soprattutto per quanto concerne le previste opere di urbanizzazione. Pertanto, la pratica ha solamente avuto uno sviluppo di tipo tecnico, senza necessità di passaggio in Consiglio Comunale”.

La risposta di Di Capua, tuttavia, appare inconsistente. Perché certe cose non le ha dette durante la seduta del Consiglio Comunale? Mistero. In tutto ciò, Di Capua ha dichiarato che: “La variante alla Fara sta seguendo l’iter dell’accordo di programma firmato proprio da Levaggi. È stato lui a introdurre norme di flessibilità progettuale che escludono l’intervento del Consiglio Comunale per le modifiche richieste”.

 

Continua a rimanere un mistero perché Segalerba mantenga il silenzio sulla questione. Nel frattempo, i consiglieri dell’opposizione di Noi di Chiavari sono pronti a passare all’azione. Hanno infatti dichiarato che: “Noi siamo pronti a portare la questione presso tutte le sedi che riterremo opportune. Abbiamo una documentazione molto cospicua in tal senso”.

 

A cura di B.P.

 

 

 

 




Savona – Intervento dei Vigili del Fuoco a Caragna

Ieri pomeriggio i Vigili del Fuoco di Savona sono intervenuti a Caragna (Frazione di Calizzano) per un incendio in un’abitazione

La squadra 6A del distaccamento di Finale Ligure é stata la prima ad arrivare sul posto. Hanno domato le fiamme che avevano interessato in particolar modo il tetto dell abitazione, sul posto in appoggio anche 6R con Autobotte e 1R con Autoscala. Immediato l intervento anche in appoggio della squadra 2A proveniente dalla Centrale VVF di Savona  e del Distaccamento VVF Volontari di Garessio intervenuti con Autobotte. L’operazione di bonifica è continuata per alcune ore. Non si registrano feriti. Sul posto anche Pubblica Assistenza Croce Azzurra Calizzano e Carabinieri .