App Immuni, assessore sanità Liguria contro sperimentazione

 

“Per quanto mi riguarda i liguri non saranno le cavie di un governo che improvvisa anche sull’App immuni. Perché non inizia la sperimentazione la regione Lazio che ha come suo Presidente il segretario del PD? Se poi anche il Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini in pratica ha bocciato l’app immuni presentata ieri dal Governo alle Regioni dicendo che fa fatica a capire cosa è e cosa sarà, ci sarà un motivo”. Lo afferma l’assessore alla Sanità e vicepresidente della Liguria Sonia Viale sul Fb. “Il Governo è corso ai ripari tentando di sbolognare il progetto ad alcune Regioni tra cui la Liguria con una sperimentazione che dovrebbe partire a giorni quando ancora non ci sono pareri definitivi e con una serie di quesiti non risolti sollevati addirittura dal Copasir e senza aver informato i medici di medicina generale che saranno protagonisti e coinvolto gli uffici di prevenzione che dovranno sovrapporre il lavoro dell’App Immuni a quello già svolto. I liguri saranno le cavie del Governo PD Cinque Stelle”. La Liguria è stata selezionata con Puglia e Abruzzo.




Coronavirus- pronte nuove riaperture, la Liguria si sta rialzando: ecco i numeri che fanno chiarezza

Sono 17, a fronte di 1.438 tamponi (94.472 in totale), i nuovi contagi da Coronavirus in Liguria. Lo rende noto il quotidiano bollettino di Alisa con i dati inviati al Ministero. I casi totali da inizio emergenza sono arrivati a 9.495. Sono 3.718 gli attuali positivi, 74 i guariti (totale 4.354) e 6 i decessi registrati nelle ultime 24 ore (1.423 il dato complessivo), per un calo dei pazienti positivi di 63 unità. Cala anche il numero dei malati in isolamento domiciliare, ora sono 57 di meno, mentre le persone in sorveglianza attiva sono 1.168. Negli ospedali liguri sono ricoverate 254 persone di cui 18 in terapia intensiva, in isolamento domiciliare sono 1.302 positivi e salgono di 74 unità i clinicamente guariti (con doppio tampone negativo), sono 4.354 in totale. In sorveglianza attiva, nella nostra regione, sono 1.168 persone. Restano a cifra singola, 6, i decessi.

«Ormai appare evidente che la pressione sui nostri ospedali è decisamente diminuita», ha detto il governatore ligure Giovanni Toti, passando poi a chiarire che il numero di tamponi fatti, inferiore al solito, dipende da un guasto alla scheda del nuovo macchinario al San Martino: «Contiamo che riprenda il servizio mercoledì mattina».

Nuove ordinanze

Lunedì pomeriggio è stata inoltre firmata l’ordinanza 34/2020, che recepisce le linee guida stabilite all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni nella riunione di venerdì scorso. Riguarda fra le altre cose la riattivazione dei tirocini curriculari e degli stage in azienda, la ripresa del lavoro per informatori del farmaco e guide turistiche, la riapertura di circoli culturali e ricreativi e (dal 1 giugno) dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza.

«Si tratta dell’ultimo passo importante prima della scadenza del decreto del presidente del consiglio dei Ministri nella notte del 2 giugno – ha detto Toti – con cui entreranno in vigore le ulteriori misure che allargano le attività al nostro territorio nazionale, e anche il passaggio possibile tra Regioni e in tutta l’area europea».




Ponte:per apertura concerto Carlo Felice

 

Concerto del teatro Carlo Felice per il nuovo viadotto. Si terrà in piazza De Ferrari la sera precedente al giorno dell’apertura. L’evento è in collaborazione con Regione e Comune Genova. “Ci è sembrato doveroso, in un momento così importante, coinvolgere una delle nostre migliori espressioni artistiche. Ringrazio tutti i lavoratori del Teatro per il contributo e l’impegno”, commenta il sindaco Marco Bucci.
“Si tratterà di un importante affresco musicale dedicato alla storia e alle radici musicali di Genova con la partecipazione di straordinari artisti e l’esecuzione di un brano musicale creato appositamente da un grande compositore italiano – spiega il sovrintendente del teatro Claudio Orazi -. Una sorta di meditazione musicale nel rispetto del significato dell’ appuntamento”. Il Sindaco Marco Bucci ringrazia anche le imprese che lavorano al nuovo ponte per aver invitato l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a tenere un concerto a Genova il 27 luglio: “Si tratta di uno straordinario omaggio alla città”.




Si finge agente per andare al mare

 

La sua voglia di godersi il sole sugli scogli, dopo la fine del lockdown, lo ha spinto a presentarsi come agente a uno dei soci di un circolo di corso Italia che non voleva farlo entrare. E così, un uomo di 36 anni si è beccato una doppia denuncia. Il bagnante si è presentato, senza mascherina, come agente e ha detto di essere autorizzato ad andare sugli scogli per controlli. Il socio ha chiamato il numero di emergenza e quando gli agenti, veri, si sono presentati, il finto collega ha detto di avere usato quella scusa perché si era sentito minacciato dalle domande insistenti dell’iscritto al circolo. I poliziotti hanno anche perquisito la casa dell’uomo e hanno trovato due proiettili calibro 9, un caricatore per il fucile d’assalto AR70/90 e un proiettile 5,56x45mm.




La nave Msc Fantasia che sbarca a Genova porta con se 8 positivi al coronavirus

Lo sbarco della Msc Fantasia nel porto di Genova non è avvenuto nel migliore dei modi. La barca in arrivo da Lisbona trasportava ben 440 persone d cui 8 di queste positive al covid.

Degli 8 positivi, uno presenta i sintomi della covid-19, gli altri 7 sono invece asintomatici. Ad attendere la nave al suo arrivo in porto la Protezione Civile regionale e gli uomini dell’ Usmaf, che effettueranno l’ispezione e i controlli a bordo.

Il piano di sbarchi verrà gestito dalla Protezione civile in accordo con la compagnia, che sta organizzando il rimpatrio dell’equipaggio, anche con voli charter. A bordo resteranno solo le persone necessarie  mantenere in esercizio la nave, La Msc arriva a Genova da Lisbona, dove è rimasta ferma due mesi in attesa della riapertura dei porti. Il personale positivo al coronavirus potrebbe essere trasferito a bordo della nave-ospedale Gnv Splendida, ormeggiata a Ponte Colombo, ma la decisione finale verrà presa dopo la riunione del tavolo di emergenza in prefettura.

Um voo já no ar e mais três à tarde. Turistas de cruzeiro ...



Picchia ex e porta via figlia

 

Prima ha picchiato la ex compagna poi si è allontanato di casa portando via la figlioletta di pochi anni. La polizia lo ha trovato e arrestato. E’ accaduto a Genova. In manette è finito un uomo di 26 anni, di origini ecuadoriane, accusato di maltrattamenti in famiglia, sottrazione di minore, lesioni personali aggravate e inosservanza del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare. Secondo la ricostruzione dagli agenti delle volanti, intervenuti su richiesta della donna, di 22 anni, italiana, l’uomo si è presentato in casa con la scusa di prendere le sue cose. Dopo l’ennesima lite si è chiuso in una stanza con la bambina, minacciando un “gesto folle”. La madre ha buttato giù la porta a calci senza riuscire però a fermare l’uomo che, uscito dall’appartamento, si è allontanato con la bambina. Il padre però ha affidato la figlia, dopo pochi minuti, a un parente della mamma ed è andato a nascondersi nel bagno di un locale del centro commerciale Fiumara. Dove è stato arrestato.




Liguria, 53 nuovi positivi

 

La Liguria registra 53 nuovi contagi da Covid-19 oggi e 5 morti in piu’. I positivi in Liguria sono oggi 3.781spiega la Regione nel bollettino quotidiano, gli ospedalizzati sono 265, due in meno di ieri, i guariti con due test negativi consecutivi sono 4280, 150 in piu’ di ieri.




Ancora sanzioni in movida Genova

 

La seconda notte di movida a Genova dopo la fine del lockdown per la pandemia è trascorsa con alcune criticità provocate da assembramenti e alcuni comportamenti poco sicuri. La polizia municipale ha controllato i vicoli del centro storico, molto frequentati in queste ultime giornate, e sanzionato 24 persone che non avevano la mascherina.
Diversi assembramenti, segnalati in molti casi dai residenti, sono stati dispersi da polizia, carabinieri e guardia di finanza, in particolare nelle zone del lungomare. Ci sono state anche un paio di risse tra i vicoli del centro storico tra persone ubriache che però erano già terminate all’arrivo delle forze dell’ordine.




Tutte le risposte sulla discussa pista ciclabile di Genova che collega il centro a Boccadasse

Perché una rete d’emergenza?

«Chiariamo innanzitutto che si tratta dell’emergenza Covid-19 che impone il distanziamento sociale sui mezzi pubblici i quali circoleranno con metà della loro capienza. Oltre a tale imposizione alcune persone per timore di essere infettate potrebbero scegliere comunque di non prendere tale mezzi. Se solo il 10% dei normali utenti del TPL decidesse di fare così passando all’auto o alla moto privata per muoversi ci troveremmo le strade intasate, l’inquinamento in salita e comunque nessuna possibilità di parcheggio in quanto siamo già alla saturazione dei posti (moto comprese). Se invece chi abbandona il mezzo pubblico viene invogliato ad utilizzare la bici o la micromobilità elettrica con una rete d’emergenza non ci saranno i problemi sopra accennati».

Cos’è una rete d’emergenza?

«Una rete ciclabile di rapida realizzazione che prevede la predisposizione di sola segnaletica orizzontale e verticale. Esempi di interventi possono essere: piste ciclabili su corsia riservata – limiti di velocità a 30 kmh – case avanzate per bici – le nuove corsie ciclabili (bike lane) valicabili e ad uso promiscuo introdotte nel CDS dall’ultimo Decreto Ministeriale».

Perché non sono state fatte le ciclabili sui marciapiedi larghi come corso Italia?

«L’intenzione innanzitutto è quella di non sottrarre spazio ai pedoni. Un conto sono le aree pedonali tipo il Porto Antico o Via San Lorenzo dove a norma del CDS le bici possono già andare. Un conto sono i marciapiedi dove le bici non possono circolare e che proprio in questo momento d’emergenza Covid-19 andrebbero al contrario allargati per favorire il distanziamento fra i pedoni. Se ci fai passare anche le bici operi nel senso contrario».

Perché le ciclabili non sono protette da un cordolo o da altro?

«La pista ciclabile in corsia riservata quando è bidirezionale è in genere sempre protetta da cordolo per ovvie ragioni del “contromano” di una delle due direzioni. Quando è monodirezionale non è necessario ma comunque lo si può fare anche se nel caso di corso Italia con fermate bus, cassonetti e parcheggi non sarebbe stato possibile farlo».

Perché non hanno dedicato tutto il lato mare togliendo parcheggi?

«Se si fosse trattato di una ciclabile per svago poteva essere la soluzione migliore e di rapida realizzazione considerando comunque che l’eliminazione dei parcheggi lato mare sarebbe andata in senso contrario agli intendimenti della giunta comunale che i parcheggi non li vuole toccare. Da rilevare poi altre questioni tecniche come l’esistenza comunque di alcuni passi carrabili a lato mare e l’utilizzo più intenso delle auto del primo tratto del corso per svoltare in Via Piave. La pista ciclabile per andare e tornare dal centro invece riesce a convivere con tutto questo e contribuisce a ridurre la velocità dei mezzi a motore che non guasta mai».

Perché dipende da tutti noi la sicurezza delle piste emergenza?

«Se tutti rispettano il CDS problemi non ce ne sono, ad esempio abbiamo percorso Corso Italia in auto, in moto ed in bici rispettando le regole e ci siamo accorti che funziona alla perfezione. Sarà così anche per le altre vie perché le corsie vengono fatte con le giuste dimensioni che evitano, ad esempio di prendere un colpo di portiera dalle macchine parcheggiate».

Perché bisogna passare ad utilizzo di mezzi alternativi?

«Meno inquinamento, meno ingombro, certezza di trovare parcheggio e per lasciare i posti sul mezzo pubblico a chi non si può permettere di fare diversamente (per esempio le persone anziane)».

Come faccio ad usare la bici di inverno o se abito sulle alture?

«Baden Powell diceva non esiste buono e cattivo tempo, ma solo buono e cattivo equipaggiamento. In una città come Genova poi l’inverno non è un grosso problema. Andando in bici si ha un riscaldamento naturale. Le alture possono essere agevolmente raggiunte con le bici a pedalata assistita o con le bici pieghevoli più TPL (questo però a fine emergenza)».

Non sarebbe stato meglio fare le ciclabili sulla corsia di sinistra così da lasciare libero accesso ai posteggi e alle fermate degli autobus?

«Certo anche questa poteva essere una soluzione ma di norma si preferisce evitare la percorrenza a centro strada delle bici perché il ciclista non potrebbe accostare in sicurezza con le auto che procedono alla sua destra e a sinistra avrebbe la mezzeria. Si rileva poi che i posteggi di Corso Italia non hanno una rotazione così esasperata ed il bus 31 non ha una frequenza così continua come ad esempio i bus di Via XX Settembre».

Non si corre il rischio di creare ancora più traffico con macchine in coda?

«L’obiettivo della rete d’emergenza è quello primario di evitare che le auto in città aumentino ma non ci nascondiamo che c’è anche l’obiettivo secondario che addirittura diminuiscano. Comprendiamo che l’auto per alcuni è necessaria e siamo ben lungi da volerla veder sparire ma l’uso distorto dell’auto per fare pochi km va contrastato. All’inizio un po’ di coda potrà anche esserci poi le cose si assestano. Nel caso specifico di Corso Italia non dimentichiamo poi che ha una parallela a monte che è molto larga e poco trafficata. Temiamo che molti passino in Corso Italia perché è bella ma potrebbero anche evitarlo».

Se aumentano i ciclisti in strada non aumenteranno gli incidenti?

«Al contrario, gli incidenti diminuiranno, è scientificamente dimostrato. E’ il principio del safety in numbers, l’unione fa la forza o anche la sicurezza nei numeri. Se le bici sono poche l’automobilista non le percepisce e non le vede. Se invece aumentano abitua l’occhio ed aspettandosi di vederle è meno probabile che non le scorga».

 




Toti: ‘Covid presente in Liguria prima di Codogno’

 

La presenza del Covid-19 in Liguria risale a molto tempo prima della comparsa a Codogno. Lo ha detto il governatore ligure Giovanni Toti oggi nel consueto punto stampa sull’andamento dell’epidemia in Liguria facendo riferimento ai risultati preliminari di tre studi che hanno evidenziato come il coronavirus fosse in circolazione ben prima delle date già note sul ‘paziente zero’ di Codogno.