Veronesi ha dato le dimissioni dal festival pucciniano di Torre del Lago?

Non si capisce se Alberto Veronesi abbia lasciato il suo incarico come direttore del festival pucciniano.

Alberto Veronesi è ancora il presidente del festival pucciniano di Torre del Lago? Bella domanda. In un’interrogazione urgente di un consigliere comunale della Lega di Viareggio Alessandro Santini ha chiesto quale sia la posizione ufficiale di Alberto Veronesi riguardo la 65/a edizione del Festival dedicato a Puccini.

Per diverso tempo non ci sono state dichiarazioni ufficiali, né da parte di Veronesi, né da parte del sindaco di Viareggio Del Ghingaro.

All’esposto presentato dalla Lega non è arrivata alcuna risposta. Non si sa dunque se Veronesi abbia ufficialmente rinunciato al suo incarico.

Si ipotizza che ci siano un legame con ciò che è accaduto al pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara. Egli era infatti il consulente del festival che è stato sospeso dopo essere stato arrestato per estorsione in Sicilia.

Anche la risposta di Veronesi è strana. Egli infatti ha dichiarato che: “Al momento sono sempre presidente, domani (lunedì 15) sarò in tarda mattinata in Comune e vedremo se dire qualcosa insieme”.

Una risposta quanto mai vaga che non aggiunge niente alle informazioni già rese note.




Gli chiede una sigaretta e gli sfila il Rolex

Un ragazzo e stato fermato da una donna che ultimamente sta mettendo a segno diversi furti con la stessa modalità.

A Firenze, un ragazzo di 22 anni stava tornado a casa la notte dell’11 luglio intorno a mezzanotte e quaranta, mentre stava aspettando un amico tra via dei Sassetti e via degli Anselmi, una donna sudamericana lo approccia per chiedergli una sigaretta. Subito la donna gli prende il braccio e se lo porta sotto alla gonna. Il ragazzo la respinge. Lei però nel frattempo ha raggiunto il suo scopo.

È riuscita a rubargli il Rolex che indossava al polso. La ladra si è subito dileguata salendo su un’auto dove la aspettava la sua complice. Il ragazzo ha preso il numero di targa e ha provato a inseguire la macchina. Poi si è recato dalla polizia e ha sporto denuncia.

Una volta alla polizia, ha raccontato di essersi recato con il fratello a piazzale Michelangelo. Un suo amico gli aveva raccontato di essere stato derubato con modalità simile proprio lì. E aveva ragione. Il ragazzo ha subito riconosciuto l’auto della donna e ha allertato la polizia.

Le volanti sono subito arrivate, ma la donna se ne era giù andata con il bottino della serata.

 

 




Annega a 61 anni nel Grossetano

 

GROSSETO, 13 LUG – Un uomo di 61 anni, di Grosseto, è morto annegato nel pomeriggio nel mare davanti alla spiaggia libera di Principina a Mare (Grosseto), vicino al Parco della Maremma. E’ stata una bagnina ad accorgersi che il corpo dell’uomo stava galleggiando in acqua. Il 61enne è stato trasportato sulla spiaggia e gli è stato praticato il massaggio cardiaco. Sul posto il 118, l’ambulanza della Croce Rossa, ed era stato allertato anche il Pegaso. E’ possibile che l’uomo abbia accusato un malore e poi sia morto annegato.




Davide Astori: un altro medico è indagato

Pietro Amedeo Modesti è stato iscritto nella lista degli indagati per la morte del calciatore Davide Astori.

La Nazione ha riportato che il medico Pietro Amedeo Modesti, direttore di medicina sportiva dell’ospedale fiorentino Carreggi, è stato ufficialmente indagato per la morte di Davide Astori.

Il capitano della Fiorentina Davide Astori è venuto a mancare il 4 marzo 2018 a Udine, nella camera dell’albergo che ospitava la squadra in occasione del ritiro.

L’ipotesi di reato nei confronti di Modesti è soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Il referto che ha fatto sorgere dei dubbi da parte della procura è quello del cosiddetto strain. Si tratta di un esame mirato che serve ad accertare la contrattilità del muscolo cardiaco.

L’accusa ritiene che il risultato sia stato messo in piedi ad hoc. Il risultato è falso. In realtà, Astori non sarebbe mai stato sottoposto ad un esame del genere.

Nell’inchiesta bis sono già stati indagati il professor Galanti e Loira Toncelli, una sua collaboratrice. I due dovranno rispondere di falso materiale in atto pubblico.

La Nazione, inoltre, ha raccontato che Modesti, estraneo ai fatti del 2017, dal momento che si è visto coinvolto nell’inchiesta, ha provato a distruggere i documenti.

Peccato che siano riusciti ad arrivare in procura comunque.

 




Pisa: sit-in della comunità islamica contro il Comune

La comunità musulmana ha deciso di organizzare un sit-in contro il Comune per la questione della moschea.

La comunità islamica di Pisa, insieme al Centro Culturale Islamico della città, ha deciso di organizzare un sit-in piazza Venti Settembre.

Il sit-in avverrà il 13 luglio dalle 18:30 alle 20. Si tratta dell’ennesimo capitolo della vicenda della moschea di Pisa. Da anni ormai, infatti, ci sono due fazioni opposte.

Da una parte la comunità islamica di Pisa, dall’altra il sindaco leghista Michele Conti. La questione è difendere il diritto a costruire un luogo di culto.

I manifestanti vogliono che il sindaco spieghi le sue veri ragioni e a smettere di pensare che la Comunità sia composta esclusivamente da spacciatori o delinquenti che provocano danni alla città.

La Comunità Islamica rimane proprietaria del terreno di 6500 metri quadrati in zona Porta a Lucca. Proprio lì dovrebbe sorgere la nuova moschea.

Peccato che la giunta di centro destra non sia entusiasta del progetto. Il 25 aprile 2018, la giunta ha espresso la volontà di bloccare i lavori con una delibera.

A questo punto la Comunità aveva chiesto alla soprintendenza di intervenire. All’inizio aveva ottenuto un parere favorevole, poi però tutto era stato annullato a causa di un vizio di forma presente nell’atto.

 




Sesto Fiorentino: prioettile per Salvini in una busta

A Sesto Fiorentino è arrivata una busta anonima con all’interno un proiettile per Matteo Salvini.

Ieri, al centro meccanografico di Poste Italiane di Sesto Fiorentino è stato trovato un plico indirizzato al ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini.

Sul posto è intervenuta una squadra degli artificieri dei carabinieri perchè al suo interno era contenuto un proiettile calibro 22 avvolto in carta stagnola. Con dei ritagli di giornale è stata composta la scritta: “Ministro duce, Matteo Salvini, Camera, Roma”.

Attualmente sono in corso le indagini per capire chi abbia inviato la busta. Nel frattempo, il vicepremier non ha perso tempo a scrivere un post su Facebook dedicato.

“Un altro PROIETTILE indirizzato a me, intercettato dalla Polizia a Sesto Fiorentino.
Oltre 100 minacce di violenza e di morte contro di me da quando sono ministro. Evidentemente le parole di odio di certa sinistra convincono certe menti malate, ma sicuramente non mi fanno paura.
Anzi, mi fanno ancora più forza e voglia di combattere criminali di ogni genere.”




Uccise la ex dandole fuoco: condannato a 30 anni

La Corte di Cassazione ha condannato a 30 anni l’uomo che uccise la ex dandole fuoco.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 per Pasquale Russo, l’uomo che uccise la sua ex dandole fuoco. Russo il 2 agosto 2016, in seguito ad una lite, aggredì la sua ex Vania Vannucchi e le diede fuoco.

La 46enne morì il giorno dopo all’ospedale di Pisa, le ustioni riportate erano troppo gravi. La difesa provò a fare ricorso, ma senza successo.

La Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni per il 48enne. L’uomo infatti era accusato di omicidio volontario aggravato da crudeltà e atti persecutori.

Inoltre, la corte ha riconosciuti le aggravanti della crudeltà e dello stalking.

In base a quanto ricostruito durante le indagini e i due processi, il 2 agosto 2016 Russo bruciò la donna al termine di una lite perché non voleva avere più nulla a che fare con lui e voleva denunciarlo per stalking.

Russo prima entrò in casa sua e le rubò il telefono. Poi le diede appuntamento dietro l’ex ospedale Campo di Marte per restituirglielo.

Una volta arrivata Vania, Russo la cosparse di benzina e la lasciò lì bruciare. La donna venne soccorsa subito e, prima di essere sedata, riuscì a dire il nome del suo aguzzino.

Grazie all’ultima testimonianza di Vania, Russo fu rintracciato e arrestato.




Viabilità: 4 milioni dalla Regione

La Regione ha stanziato 4 milioni per lavori di manutenzione della mobilità.

Grazie al bando 2019 per la sicurezza stradale della Regione Toscana, sarà possibile finanziare ben 52 interventi per il valore di 4 milioni di euro. Saranno ristrutturare 12 strade regionali e 40 strade comunali, provinciali o nazionali.

I partecipanti al bando sono stati 73. Il cofinanziamento è previsto fino 120mila euro su progetti per prevenire gli incidenti, regolare il traffico, riqualificare il sistema viario, creazione percorsi e corsie preferenziali per bici e pedoni.

L’assessore regionale a Infrastrutture e trasporti, Vincenzo Ceccarelli, ha commentato il bando sottolineando che: “La sicurezza stradale è una strategia sulla quale lavoriamo con convinzione e continuità. Tutti gli anni, nonostante le difficoltà ben note dei bilanci pubblici, la Regione è riuscita a finanziare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla viabilità regionale, nonché interventi di eliminazione di punti critici anche su quella comunale, provinciale e addirittura statale, purché urbana”.

Parlando invece della viabilità sulla Fi-Pi-Li l’assessore ha spiegato che: “Ascoltando le informazioni mi sono accorto che anche nell’ultimo week-end, con il cantiere, non era sicuramente la strada dove c’erano i maggiori accumuli di traffico, che purtroppo sono anche fisiologici nel momento in cui ci sono gli esodi da e per il mare”.




Cade da bici e muore in torrente Carrara

 

Sarebbe caduto accidentalmente nel torrente l’uomo trovato morto stamani alla periferia di Carrara (Massa Carrara). Accanto al cadavere, nel torrente, è stata trovata una mountain bike. Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe caduta nel torrente che scorre lungo la stradina di collina, vicino al viadotto della strada dei marmi, mentre stava pedalando in sella alla mountain bike. Fatale potrebbe essere stato l’urto contro una pietra sul greto del torrente dopo il volo dalla bicicletta.
A dare l’allarme è stato un passante: nella zona vi sono diversi vigneti. La salma è stata recuperata e trasportata all’obitorio. Sul posto sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.




16enne muore in scooter

Gabriele Vadalà è morto a 16 anni in un incidente in scooter avvenuto domenica in zona Isolotto.

Gabriele Vadalà aveva solo 16 anni quando domenica è rimasto ucciso in un incidente in scooter. L’esatta dinamica dell’incidente è tuttora sconosciuta.

Il ragazzo è caduto dopo aver preso in pieno delle auto parcheggiate. Adesso le forze dell’ordine stanno passando al setaccio le telecamere della zona. Inoltre, il ragazzo stava guidando uno scooter non suo. La cilindrata, infatti, era superiore rispetto a quella consentita ad un ragazzo della sua età.

Gabriele è stato immediatamente portato all’ospedale Torregalli. Nonostante il soccorso tempestivo, è morto in ospedale a causa dei numerosi traumi riportati.

Sul luogo dell’incidente sono stati portati dei fiori e dei messaggi. Lo stesso avviene online. Il ragazzo infatti era molto conosciuto nel suo quartiere.

“Ciao piccolo grande ragazzo, riposa in pace”, scrive Elisabetta. “Aveva il sorriso stampato sulla faccia, portava allegria sempre, era un amico straordinario fai buon viaggio amico mio”, scrive Marco. “Aiuta i tuoi cari genitori e tutte le persone che ti amano ad accettare l’inaccettabile”, il ricordo di Serena.