Fca, morte sul lavoro. Secondo la Procura poteva essere evitata

 

Era un turno di lavoro come tanti, quello che stava affrontando nello stabilimento Fca. Un turno notturno, dalle 22 alle 6 dello scorso ottobre, come avviene esclusivamente al reparto presse poiché lo stampaggio, oltre che per il sito pedemontano lavora anche per gli stabilimenti della Sevel e di Melfi. Non proprio come tanti: Fabrizio Greco, 39 anni di Pontecorvo, morì sul colpo a pochi giorno dal suo quarantesimo compleanno. Un incidente per il quale si mobilitarono sigle sindacali e mondo politico. Ora la procura di Cassino ha chiuso l’inchiesta: indagini delicatissime, con un pool di consulenti che hanno ispezionato più volte il reparto sotto sequestro. Centrali, infatti, le relazioni dei tecnici.

A rispondere di omicidio colposo in concorso sono a vario titolo i dirigenti e i responsabili del settore. Si tratta di Raffaele Capaccio di 47 anni, responsabile del reparto manutenzione; il datore di lavoro Antonio Colucci di 64 anni; Cesare Zeppieri, 49 anni, dirigente delegato; Giovambattista Verrecchia, di 53 anni, preposto di turno; Andrea Masera Cucca di 47 anni, responsabile del servizio di prevenzione. Secondo il quadro accusatorio, a vario titolo, gli indagati non avrebbero attuato (per imperizia, negligenza o imprudenza) tutte le norme di prevenzione non riuscendo a impedire la morte dell’operaio di Pontecorvo.

Una serie contestazioni, relative alla corretta applicazione della legge in materia di sicurezza anche in relazione alla formazione specifica dell’operaio vittima dell’incidente, alle quali gli indagati dovranno ora controbattere affiancati dai propri legali, tra i quali gli avvocati Giovannandrea Anfora, Sandro Salera, Paolo Marandola, Daniele Alberi, Donatello Donofrio ed Emanuele Marcovina Michienzi chiarendo le proprie posizioni. Attraverso memorie difensive nei venti giorni previsti dalla legge o chiedendo di essere ascoltati.




furto metano

Carabinieri di Latina denunciano per furto ladri di metano

Terracina – metano gratis per le proprie abitazioni, denunciati in due per furto aggravato.

Il 10 giugno 2020, i militari dell’arma locale, a conclusione dii attività investigativa, identificavano e deferivano all’autorità giudiziaria in stato di libertà  un 65 enne ed un 60 enne del posto, ritenuti responsabili del reato di furto aggravato per avere abusivamente attinto gas metano, previa manomissione dei contatori installati presso le rispettive abitazioni.

il metano veniva estratto in modo illecito ed utilizzato gratuitamente per i fabbisogni personali.




FAMILY PROTECTION DAYS: ALLEANZA ASSICURAZIONI VICINA ALLE FAMIGLIE DEL LAZIO SUD (Terracina, Formia e provincia di Frosinone)

L’appuntamento web, organizzato da Alleanza Assicurazioni sulle nuove dinamiche familiari connesse all’emergenza sanitaria in corso e sulla pianificazione assicurativo e finanziaria delle famiglie, si terrà il 8 giugno alle ore 19.00 e potrà essere seguito gratuitamente online

Prevista la presenza della psicologa e family trainer, Dottoressa Daniela Massarani, che parlerà del tema della genitorialità al tempo del Coronavirus con l’economista Andrea Carbone

In questo nuovo contesto in cui il tema della gestione dell’equilibrio familiare tra genitori e figli è particolarmente delicato per diversi fattori come l’isolamento sociale, la chiusura prolungata delle scuole, il distanziamento fisico, la nuova dimensione di tempo e spazio all’interno delle abitazioni, Alleanza Assicurazioni vuole dare il suo supporto alle famiglie italiane e organizza i “Family Protection Day – web edition”.

Si tratta di seminari gratuiti in streaming con il coinvolgimento di psicologi ed esperti del settore, per informare e sensibilizzare le famiglie su temi legati alle nuove dinamiche della relazione genitore e figli e, in generale su come adattarsi all’incertezza emotiva emersa in seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19, oltre che sulla corretta pianificazione assicurativa delle famiglie con bimbi.

L’evento avrà come relatore Andrea Carbone, Partner e Economista di PROGeTICA – Società di consulenza nell’ambito dell’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale – e vedrà la partecipazione della psicologa e family trainer dott.ssa Daniela Massarani che parlerà dei nuovi equilibri familiari derivanti dal Coronavirus.

I posti sono limitati, è consigliata la registrazione al seguente link:

https://eventi.alleanza.it/it/familyprotectionday/evento0806

Anche per quest’anno, Alleanza intende continuare a favorire una maggiore consapevolezza tra le famiglie italiane su tematiche come risparmio, investimenti, previdenza e protezione attraverso la condivisione di informazioni su prodotti e regole talvolta di difficile comprensione specie nella complessità del contesto economico e sociale attuale.

I Family Protection Day si inseriscono nel Programma Nazionale di Educazione finanziaria 2020, lanciato lo scorso Febbraio da Alleanza, che si articola in:

  • Rafforzamento dell’offerta con il lancio di una soluzione Long Term Care (LTC) e di un nuovo piano previdenziale integrato con una protezione infortuni
  • Investimenti sulla formazione della rete distributiva per il conseguimento della certificazione a consulente finanziario
  • Iniziative sul territorio con oltre 600 appuntamenti in tutta Italia tra

Investment Day, Previdenza Day e Protection Day.

Nel Lazio Alleanza Assicurazioni conta oltre 150.000 clienti, attraverso 99 sedi tra Agenzie e punti operativi, distribuiti capillarmente in tutta l’area, che impiegano oltre 1.000 consulenti assicurativi. Il Lazio raccoglie quasi il 6% dei premi della compagnia e dal 2015 ha segnato una crescita dell’8%.

Alleanza Assicurazioni, società del Gruppo Generali, opera su tutto il territorio nazionale con circa 12.000 Collaboratori al servizio di 1,9 milioni di Clienti. Solidità, affidabilità, trasparenza e professionalità, combinati a una mentalità aperta al cambiamento e sensibile alle innovazioni, costituiscono il sistema di valori attraverso cui la compagnia interpreta e soddisfa ogni esigenza assicurativa, previdenziale e di risparmio delle famiglie.

#InsiemeGeneriamoFiducia è il piano di iniziative e azioni sviluppato da Generali con i propri stakeholder – clienti, dipendenti, agenti, fornitori, istituzioni e comunità – per superare l’emergenza Covid-19. Come Partner di Vita nei momenti rilevanti delle persone, l’obiettivo è generare fiducia mettendo a disposizione le competenze di ognuno e fornendo soluzioni concrete ed immediate.




Il 30% guariti Covid avrà problemi respiratori cronici

 

Dopo l’infezione da Covid-19 i polmoni sono a rischio per almeno 6 mesi ed il 30% dei guariti avrà problemi respiratori cronici. E’ il nuovo preoccupante scenario che arriva dal meeting della Società Italiana di Pneumologia. Gli esiti fibrotici, cioè la cicatrice lasciata sul polmone da Covid-19, possono comportare un danno respiratorio irreversibile e costituiranno una nuova patologia di domani e “una nuova emergenza sanitaria”, avverte lo pneumologo Luca Richeldi, membro del Cts. Bisognerà quindi attrezzarsi e rinforzare le Pneumologie.




Coronavirus Ciociaria, zero contagi e nessun decesso nelle ultime 24h

 

Nessun nuovo contagio da coronavirus in Ciociaria nelle ultime 24 ore e zero decessi. Questi i dati sul contagio nella provincia di Frosinone, diffusi poco fa dall’assessorato regionale alla sanità.

Il numero dei positivi dall’inizio dell’emergenza resta così fermo a quota 663 mentre i decessi restano, fortunatamente, fermi a quota 50 da settimane.

Nella nota dell’assessorato si legge inoltre che otto persone sono uscite dall’isolamento domiciliare.

Dati aggiornati alle 15.15 di domenica 24 maggio 2020




Anagni-illecita percezione della pensione integrativa: denunciato 70enne italiano

Gli uomini delle Fiamme Gialle della città dei Papi nelle ore scorse hanno denunciato un cittadino italiano – un settantenne residente nell’hinterland di Anagni -, il quale beneficiava della pensione integrativa di cittadinanza senza averne diritto. Il controllo è scaturito dal monitoraggio di tutti coloro che beneficiano della prestazione assistenziale, ha consentito di rilevare che il soggetto individuato, percettore della pensione integrativa di cittadinanza per circa 200 euro al mese per il periodo a far data da Maggio 2019, era legale rappresentante di ben 9 società e titolare delle quote di maggioranza, del valore di circa 90.000 euro, di altre 7 società, tutte situate a Roma.

L’illecita percezione della pensione integrativa di cittadinanza, da parte del settantenne ciociaro, è stata ottenuta mediante la falsa dichiarazione, nell’istanza presentata all’INPS, dei valori e delle possidenze mobiliari, in maniera da aggirare i divieti imposti della norma. Il percettore della pensione integrativa è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria del capoluogo per aver fornito in sede di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo dichiarazioni false o attestanti cose non vere, con contestuale proposta di sequestro preventivo dell’importo illecitamente percepito. In ultimo, la rilevata situazione illecita è stata segnalata all’INPS di Frosinone per la decadenza del beneficio e la successiva attività di recupero delle somme di denaro indebitamente percepite dal reo. La pensione integrativa di cittadinanza rappresenta una forma di sostegno per quanti concretamente hanno bisogno di assistenza, motivo per cui la Guardia di Finanza è
impegnata in prima linea a contrastare fenomeni di indebito accesso al beneficio, affinché le risorse economiche pubbliche possano essere spese correttamente ed indirizzate ai cittadini onesti, in questo caso bisognosi di aiuto da parte dello Stato.

 



In Ciociaria “senza giustificato motivo”, segnalato un 28enne di Lenola

 

#OGGINOTIZIE  Tra Ceccano e Supino, i militari del Norm della Compagnia di Frosinone e quelli della Stazione di Supino hanno segnalato amministrativamente per il mancato “mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al D.L. 19/2020” tre persone. Ovvero un 28enne residente a Lenola, un 62enne ed un 19enne campani, già censiti per reati contro il patrimonio, sorpresi ad aggirarsi a piedi per le vie di quei centri “senza giustificato motivo o comprovate esigenze”. Nei confronti degli stessi, ricorrendone i presupposti di legge, è stata inoltre avanzata la proposta per l’applicazione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno dai predetti Comuni.




Silvia Romano, ora Aisha, sfoggia l’orologio del dubbio: parte per “volontariato”, rimpatria in Jet falco 900 con un orologio al polso modello Tiffany & Co

#ogginotizie. Gli italiani vogliono conoscere la verità sono stanchi di essere arrotolati nelle menzogne di circostanza.

Un rapimento che nei primi mesi ha suscitato turbamento per la “presunta” cooperante, ma con l’avvicinarsi al dissequestro, su riscatto milionario, molti dubbi hanno fatto spazio alle angosce passate.

L’interrogatorio del 10 maggio dinnanzi al magistrato della Procura di Roma Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta sul suo rapimento,  rivela che Silvia Romano non è stata trattata male ne incatenata ne picchiata ne violentata.

Radiosa al suo rientro, non si evidenza uno stress da rapimento, 18 mesi di terrore per aver convissuto tra terroristi uomini islamici lontana dagli affetti con la paura e la consapevolezza di poter essere uccisa; qual’era la probabilità di sopravvivenza in circostanze così pericolose ed avverse, che non lasciano via d’uscita nemmeno al militare più arguto ed inseguito dai carnefici?

La sua presunta morte è stata certamente la trappola per alzare il prezzo del riscatto, e dopo il video di gennaio scorso nel quale si vedeva Silvia libera, è partita la triangolazione tra l’Aise, i servizi somali  e quelli turchi.

Nessun conflitto a fuoco,  nessun incontro diretto con gli jihadisti di al-Shabaab,  tutto alla luce del sole: Silvia  è stata consegnata , libera nella sua gestualità e nelle sue vesti, da alcuni emissari che avrebbero a loro volta  fatto da tramite con i rapitori.

Un rapimento il cui unico obbiettivo non era certo un soggiorno,  ma lo scopo era senza dubbio l’estorsione che le bande jihadiste  chiedo, ed ottengono, per il riscatto dei loro prigionieri

“Compreremo armi ma non solo, ” è quanto a dichiarato il  portavoce di Al Shabaab.

Difficilmente sono arrivati alla cronaca, prigionieri liberati su riscatto con un volto come quello di Silvia: spensierato e leggiadro, non improntato sulla sofferenza palpabile dal volto, dalle occhiaie, dal terrore.

Partire dall’Italia per dispensare le proprie conoscenze, l’esperienza di una 24enne cooperare, tra bambini povertà e guerra, e rimpatriare con un accoglienza da primo ministro e  con un orologio modello Tiffany al polso, nutre i dubbi di milioni di cittadini italiani che non hanno i soldi per riaprire le attività, che sono in cassa integrazione, che sono disoccupati, che sono stretti nell’infernale morsa del fisco, che sono delusi dai nostri governanti.




Frosinone- 37 indagati per corruzione e concussione all’Agenzia delle entrate

Corruzione, abuso d’ufficio, induzione alla concussione e truffa: questi i resti che la Procura di Frosinone ed i Carabinieri del Norm della Compagnia di Frosinone agli ordini del comandante provinciale, il colonnello Fabio Cagnazzo, contestano a 37 persone residenti in tutta la provincia e che sono finite coinvolte nella seconda tranche nell’indagine ‘Pesce giallo’ che, lo scorso mese di novembre, ha portato all’arresto di tre dipendenti dell’Agenzia delle Entrate-Ufficio del territorio, oggi anche licenziati. Le indagini, che non si sono mai fermate, hanno consentito di individuare 20 geometri, 4 agenti immobiliari e 9 tra consulenti e utenti, che avrebbero tratto beneficio dai comportamenti illeciti dei tre. L’inchiesta, che ha avuto il coordinamento del sostituto procuratore Adolfo Coletta, ha consentito di individuare anche un altro impiegato dell’Agenzia delle Entrate, G.M. di 63 anni, nei cui confronti sono stati raccolti elementi di colpevolezza per i reati di truffa e abuso d’ufficio.

Gli accertamenti

Continuano da parte dei Carabinieri della compagnia di Frosinone, in collaborazione con esperti dell’ufficio del territorio, gli accertamenti circa la regolarità delle rendite catastali attribuite negli anni a grandi complessi immobiliari in ambito provinciale.

L’indagine

Gli investigatori sono riusciti a individuare un “malvezzo sistema” teso ad ottenere ingiusti compensi a danno degli utenti dell’Agenzia delle Entrate-Ufficio del Territorio da parte di 3 dipendenti, C.A. di anni 52 di Alatri, C.D. di anni 51 di Pico e M.C. di anni 58 di M.S.G. Campano, arrestati il 13 novembre 2019 poiché responsabili a vario titolo di “concussione, corruzione, abuso d’ufficio e truffa”. A far proseguire gli accertamenti sono state oltre che le dichiarazioni fornite dagli arrestati anche gli altri accertamenti investigativi. Quello attuato dai tre era divenuto un sistema collaudato da cui traevano beneficio a loro volta tanti liberi professionisti e utenti.




Il Premier Conte e le chiacchiere

Gli Italiani sono entrati nella Fase2 da qualche giorno e il Paese è ancora in ginocchio. Il Premier  Conte, che su Facebook scrisse “Sarà una nuova pagina che dovremo scrivere tutti insieme, con fiducia e responsabilità. Fino ad oggi la maggior parte dei cittadini è stata al riparo nelle proprie case. Da domani oltre 4 milioni di italiani torneranno al lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. E saranno ben più numerose le occasioni di un possibile contagio, che potremo scongiurare solo grazie a un senso di responsabilità ancora maggiore” di quale lavoro, aziende e fabbriche parlava? E nel frattempo i piccolo imprenditori cosa dovrebbero fare? Aggiunge poi “Dovremo tutti insieme cambiare marcia al Paese. Con prudenza, decisi e determinati ad andare avanti ma senza rischiare di fermare il motore. Non c’è una ricetta giusta per garantire la ripartenza senza pensare in primo luogo alla salute e alla sicurezza di tutti noi”.

Il Presidente  Conte non si rende conto delle vere difficoltà che sta vivendo il popolo italiano. Forse dovrebbe pensare che se la gente non ha soldi per viaggiare, il settore turistico non ripartirà, se la gente non ha soldi per mangiare, il settore alberghiero non aprirà, se la gente non ha la possibilità di acquistare le giuste precauzioni per prevenire il contagio, si infetterà.

Quindi caro Pres. Conte, non è poi così facile parlare di responsabilità, di sicurezza e di libertà. La crisi che il virus ha portato ha toccato le persone più di quanto si possa immaginare. Durante il lockdown, l’Italia era bella e unita mentre cantava sui balconi, o nelle dirette di Instagram, o mentre personaggi noti facevano volontariato. Bisognerebbe spostare l’attenzione da ciò che si sviluppa sul palcoscenico e capire veramente cosa accade dietro le quinte. Il paese senza turismo, senza negozi, senza attività è morto. E non sarà di certo un bel discorso scritto a tavolino, o un piccolo contributo dato per calmare gli animi, a risollevare l’economia e l’umore italiano. Ci sono state così tante incongruenze nel corso di queste settimane che hanno avuto come riscontro solo la più totale anarchia. Perché non dare maggiore autorità alle istituzioni locali che indubbiamente conoscono meglio le attività ed ogni singola realtà? E di certo l’anticostituzionalità non sarà un problema considerando che non sarebbe l’unico aspetto ingarbugliato di questa faccenda.

Forse è il caso che Conte si ricordi il primo articolo della nostra Costituzione, ovvero

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”!