Uccise a colpi di mannaia la moglie e un bimbo di 3 anni, si impicca

Una tragedia che aveva sconvolto tutti, ora un risvolto inatteso. Due anni fa, il 24 gennaio 2018 Wu Yongqin, un cinese di 54 anni, aveva ucciso a colpi di mannaia sua moglie Chen Aizhu, di 46 anni, e un bambino di soli 3 anni, figlio di amici, che la donna accudiva come baby-sitter. Condannato a 20 anni per il duplice delitto commesso a Cremona, l’uomo si trovava nel carcere di Torre del Gallo a Pavia: lì si è tolto la vita.

L’uomo si è suicidato domenica 16 febbraio, impiccandosi nella sua cella. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato dagli agenti della polizia penitenziaria. La direzione della casa circondariale ha comunicato la notizia all’avvocato dell’uomo. Il duplice omicidio era avvenuto nella casa del 54enne cinese, in via Fatebenefratelli a Cremona. Wu Yongqin era stato processato il 14 marzo dello scorso anno con rito abbreviato e condannato a 20 anni di reclusione.




Crollo del viadotto, le prescrizioni ignorate: un’udienza con il botto

Crollo del viadotto Biondi, un’udienza con il botto. La prima udienza fissata per sentire i testimoni davanti al giudice monocratico Silvia Fonte Basso nel processo a carico dell’ex dirigente dell’Urbanistica Francesco Acanfora si conclude con una dichiarazione del geologo del Comune, attualmente responsabile della protezione civile, Marco Spaziani secondo il quale il crollo si sarebbe potuto evitare rispettando le prescrizioni imposte dalla Regione ai lavori di costruzione dell’ascensore inclinato a cominciare dal posizionamento di reti protettive,passando per lo sbancamento.

Primo teste un residente della zona, Franco Fabrizi, autore anche di alcuni esposti negli anni per il pericolo frana. Questi ha ricordato che «il problema nasce da quando è iniziata la strada». Ha citato la frana dell’87, il rischio di sgombero, ma anche che, durante la realizzazione delle strade furono fatte esplodere delle mine. Ha ricordato le bonifiche sul costone, i lavori per l’ascensore inclinato che hanno «interrotto le reti che tenevano il terreno», puntando l’indice sulle infiltrazioni d’acqua. «Noi avevamo dei pozzi, mio nonno li usava per l’agricoltura». Quindi è stata la volta di Spaziani, in qualità di geologo. Ha ricordato la relazione effettuata nel 2008, su richiesta dell’allora assessore ai Lavori pubblici Sergio Paris, per gli sbancamenti ai piedi dell’ascensore inclinato. In quella relazione furono indicate delle «criticità».

Ovvero che «lo sbancamento stava creando delle microfratture» sulla roccia «che perdeva la sua caratteristica naturale». Ha mostrato delle foto, a partire dal 2005, per evidenziare che il pendio era coperto da un bosco. Poi lo sbancamento dal 2008 ha mutato le condizioni del sito. Da qui la richiesta a evitare il deterioramento della roccia. La relazione era stata inviata a tutti. Al che il pm ha chiesto chi doveva intervenire. «Chi realizzava l’opera, essendo un cantiere», la risposta del teste. Il quale ha fatto riferimento a una lettera di riscontro da Acanfora, ma soprattutto ha tenuto a specificare che «nel 2008 c’era un a criticità, nel 2011 il rischio frana. C’è stata un’evoluzione nel tempo».

Peraltro nella relazione del 2008 il versante più critico era quello a sinistra dell’ascensore, e dunque non quello franato nel 2013 che, all’epoca, non presentava segni di pericolo.
Quanto alle prescrizioni poi impartite dalla Regione Lazio il teste ha specificato, sulla base della relazione effettuata, che si trattava di «fare in modo che gli sbancamenti fossero coerenti con la situazione geomorfologica»e di posizionare delle reti di protezione. Proprio sulle prescrizioni imposte al cantiere dell’ascensore inclinato ha a lungo insistito la difesa di Acanfora, rappresentata dagli avvocati Antonino e Calogero Nobile. E il teste ha precisato: «Prima dell’inizio dei lavori il versante a destra (dell’ascensore inclinato, ndr) non dava nessun problema». Ma «dopo gli sbancamenti, la parte bassa ha dato problemi».

La difesa ha chiesto se, nonostante le criticità, l’opera si sarebbe potuto realizzare.  Al che il geologo ha spiegato che «se le criticità permettono la soluzione dei problemi, l’opera si può fare». Spaziani ha fatto riferimento poi a due segnalazioni del 9 e 17 marzo 2011 e che, a seguito, delle forti piogge il fenomeno franoso si è aggravato fino al crollo del marzo 2013. Un riferimento anche alle interlocuzione avute con Acanfora, responsabile all’epoca di un settore diverso da quello di Spaziani che, a detta del teste, sono avvenute solo in forma orale.

Quanto alla classificazione idrogeologica del versante, il geologo ha detto che la parte bassa era in R4, ovvero zona a rischio, mentre la parte alta era in zona in espansione, non a rischio. Quindi la risposta finale sulla mancanza delle reti di protezione che avrebbero putto evitare la frana. Il Comune si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Paolo Tagliaferri.
Al termine dell’udienza il giudice ha accolto la richiesta della difesa di Acanfora di acquisire la relazione geologica.




Roma – Incidente mortale sulla Flaminia: una vittima. Strada chiusa al traffico

Incidente mortale sulla strada statale 3 Flaminia. A perdere la vita il conducente di un veicolo rimasto coinvolto nel sinistro. Da stabilire la dinamica dell’incidente.

Per consentire l`intervento dei mezzi di soccorso, è stata chiusa la carreggiata in direzione Terni, all’altezza del chilometro 12 (località Prima Porta) . 

Sul posto oltre al personale del 118,  presenti la Polizia Stradale e il personale Anas al fine di ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile.




Rissa in piscina, tra denti rotti e traumi alla testa: accuse incrociate

Saranno acquisite dalla questura di Frosinone le immagini della rissa scatenatasi al termine della partita di serie B di pallanuoto tra il Rari Nantes di Frosinone e il San Mauro di Casalnuovo di Napoli. Dopo il pari, le botte a bordo vasca e le accuse incrociate su Facebook dove è andata in onda la diretta del match ad opera dei campani, è il tempo delle denunce.

Al momento dell’intervento delle volanti in piscina la gazzarra era finita. Ma le indagini sono state avviate. Più componenti delle due squadre si sono fatti refertare in ospedale. I frusinati lamentano tre denti rotti e quindici giorni di prognosi per un giocatore, i partenopei ne hanno due refertati al pronto soccorso più il telecronista, aggredito in diretta sugli spalti, che lamenta un trauma cranico.

Tutto è nato dal pari all’ultimo secondo del team ospite. E un’esultanza che il pubblico locale non ha per nulla gradito: “le orecchie da elefante”. Oltre a quel gesto, i ciociari accusano il marcatore del 7-7 di aver rivolto frasi offensive. A bordo vasca gli animi si accendono con alcuni giocatori che vengono a contatto e con il pubblico che si scalda. Poi, quando tutto sembra risolto, la rissa. I frusinati parlano di provocazioni e accusano un campano di aver sferrato un pugno al giocatore che ha riportato la rottura dei denti. Quest’ultimo allora reagisce e insegue l’avversario. Nel frattempo, si vede un altro colpo in un’altra zona. Le immagini vanno altrove, poi si vede il campano cadere a terra che, per ripararsi, si getta in piscina.

Da bordo vasca gli lanciano le ciabatte. Poi la situazione, a fatica, si placa. In tribuna il telecronista napoletano si scontra prima a parole con alcuni tifosi, soprattutto donne, finché lo stesso è colpito – si sente un rumore – e perde i sensi. Anche il video si interrompe. I ciociari lo accusano di aver lanciato una bottiglietta d’acqua su una tifosa.

Sui social, dove c’è la diretta (qualcuno da Napoli chiama i carabinieri) si scatena la reazione violenta con insulti e minacce di morte, come denunciato dalla squadra ciociara. C’è chi chiede pene esemplari per i responsabili degli atti di violenza. L’ufficio stampa della Rari Nantes precisa che «si tratta di rissa, non di aggressione o di caccia all’uomo; e le risse si fanno in due (in realtà almeno in tre, ndr) quindi è da giudicare deprecabile il comportamento di entrambe le squadre e non solo di una». Quindi, una considerazione dell’ufficio stampa: «magari ad insultare sono le stesse persone che su Facebook fanno i perbenisti e i benpensanti».




Trovato in auto svenuto e pieno di ecchimosi: mistero sull’accaduto

Trovato in auto privo di sensi. Sul corpo diverse ecchimosi. Se sia stato vittima di un’aggressione o meno, cosa sia accaduto al quarantenne trovato da alcuni passanti ieri pomeriggio nel parcheggio del Fornaci Village a Frosinone, sarà la polizia a chiarirlo.
Indagini a tutto campo degli agenti per fare luce sull’accaduto. L’uomo, residente a Frosinone, è stato accompagnato all’ospedale “Fabrizio Spaziani” del capoluogo per le cure del caso.

I fatti
Poco prima delle 16.30 è arrivata la segnalazione alle forze dell’ordine. Un uomo era in macchina. Era privo di sensi. I passanti hanno cercato di chiamarlo, di attirare la sua attenzione, ma hanno subito capito che era successo qualcosa di grave. La persona in macchina non rispondeva. Così sono stati subito chiamati i soccorsi.

Sul posto è arrivato il personale medico del 118 con un’ambulanza. Il quarantenne era riverso in auto. Aveva diverse ecchimosi. Dopo le prime cure gli operatori del 118 lo hanno trasportato nella struttura ospedaliera di Frosinone per tutti gli accertamenti. Sono intervenuti, inoltre, gli agenti della polizia per avviare tutti gli accertamenti del caso e chiarire cosa sia accaduto, se il frusinate sia stato aggredito o meno.

Diverse, come detto, le ecchimosi sul suo corpo che fanno pensare che possa essere stato vittima di un’aggressione. I poliziotti attendono anche di acquisire le dichiarazioni del quarantenne.




Fiuggi: trovata in una villa la “droga del suicidio”

Il ritrovamento dell’“Ayahuasca”, avvenuto dopo aver ricevuto la segnalazione di una festa a pagamento, è diventato un caso nazionale. L'”Ayahuasca” è una radice che, lavorata chimicamente, diventa una droga pericolosissima. Sta iniziando a penetrare nel mercato italiano, causando effetti allucinogeni che potrebbero condurre al suicidio. Il blitz si è avuto in un’abitazione ed ha portato a quattro denunciati non di Fiuggi, tre italiani ed uno svedese.

La notizia ha avuto un enorme clamore mediatico a causa degli effetti devastanti sull’organismo sia a livello fisico che psichico che l'”Ayahuasca” ha.

Afferma il sindaco: “L’attività di prevenzione messa in campo dai carabinieri di Fiuggi risulta molto efficace, come dimostra quest’ultima operazione, ed insieme all’amministrazione comunale combattono l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti, per garantire la sicurezza del luogo in cui viviamo”.




Maestra aggredita in aula da due genitori: banchi vuoti e solidarietà alla donna

Maestra aggredita in aula da due genitori: banchi vuoti e solidarietà alla donna

Un episodio che ha sconvolto l’intera comunità, non solo quella scolastica. Un fatto che non sarebbe dovuto accadere a nessuno e che non trova giustificazioni di alcun tipo. Una maestra nel pieno della sua attività, in cattedra, davanti ai suoi studenti, che viene aggredita verbalmente, e non solo, da una coppia di genitori di un alunno presente proprio nella stessa aula. Ad assistere all’episodio bambini, alcuni dei quali forse non hanno compreso veramente cosa stesse accadendo davanti ai loro occhi, ma che certamente sono rimasti segnati da quanto accaduto. Così i genitori hanno deciso che oggi i loro figli non saranno in aula, questo è quanto è nelle intenzioni di una buona parte di madri e padri turbati per quanto hanno vissuto i loro bimbi in una mattina di scuola come tante.

Non si sa chi e quanti oggi saranno presenti in classe seduti al banco, perchè i genitori hanno chiesto un incontro con la scuola, dirigente e i rappresentanti per fare il punto e capire come agire nel pieno interesse dei ragazzi. Ma il pensiero va anche alla maestra, vittima di un gesto che non può non essere condannato, una donna nel pieno della funzione pubblica, una insegnante, insultata, offesa, che ha subito una violenza inspiegabile. Un gesto di cui probabilmente dovranno rispondere a vario titolo i genitori del suo alunno. Sono al vaglio le posizioni e la ricostruzione dell’accaduto da parte degli agenti del Commissariato ai quali la docente si è rivolta a seguito dell’aggressione. 

Il sindaco Enzo Salera ha commentato: «Esprimo la più totale solidarietà alla docente per il brutto episodio di cui è stata vittima. Non posso non condannare questo clima di odio, spetterà agli organi preposti ricostruire quanto accaduto e procedere secondo legge». Gli fa eco l’assessore all’Istruzione, Maria Concetta Tamburrini, insegnante a sua volta: «Non è accettabile quanto accaduto in quell’aula. Il mio pensiero va in primis alla collega e ai bambini che hanno assistito alla scena. Credo sia importante che professionisti vengano messi a loro disposizione per parlare di quanto accaduto. Anche solo per poter semplicemente permettere ai bambini di esprimere sentimenti, fare domande e chiarire cosa hanno visto.

Aiutarli a metabolizzare per poterli sostenere nel loro percorso didattico, educativo e personale. Con il Consiglio dei ragazzi stiamo lavorando a diversi progetti di educazione civica, in ambito sociale, nella legalità, di rispetto ambientale. Ogni Commissione si sta impegnando per poi portare i frutti di questo lavoro nella prossima assise civica dei ragazzi in programma, probabilmente, per l’inizio del mese di marzo. Sono proprio i ragazzi e i bambini la parte della società che va più tutelata, educata e protetta ma anche messa in grado diaccedere acompetenze einformazioni che li rendano uomini e donne migliori». Oggi si annuncia una giornata complicata, i genitori hanno chiesto un incontro con la dirigente, molti hanno già annunciato che i figli non saranno in aula, prima c’è da capire come comportarsi per aiutarli in questo momento così delicato.




Sparatoria, c’è un colpo di scena: spunta un coltello a serramanico

Colpo di scena nella sparatoria di mercoledì scorso che ha portato all’arresto di Daniele Carinci, il poliziotto trentasettenne che ha ferito l’attuale compagno dell’ex moglie. Ora spunta un coltello a serramanico, di 13 centimetri .

L’esplosione del colpo sarebbe stata una conseguenza del fatto che il ragazzo della ex moglie, il trentatreenne, avrebbe tirato fuori un coltello puntandolo addosso al poliziotto, tale da provocare la reazione di Carinci. Queste alcune dichiarazioni rilasciate ieri mattina dall’agente in servizio alla Questura di Frosinone, durante la convalida dell’arresto, davanti al gip Antonello Bracaglia Morante, alla presenza del suo avvocato Nicola Ottaviani.

Il poliziotto ha dichiarato, infatti, di aver tirato fuori la pistola e aver sparato un colpo in modo accidentale solo per una legittima difesa o per quello che viene definito tecnicamente eccesso colposo nella legittima difesa. Il gip ha accolto la richiesta della difesa di riqualificazione giuridica del fatto. Il reato è stato derubricato da tentato omicidio a lesioni gravissime. Il pm Ricca aveva chiesto il tentato omicidio.

Per il trentasettenne la misura dei domiciliari. Il giudice ha disposto ulteriori indagini per un periodo di 90 giorni, anche per accertare quanto ricostruito dall’agente durante la convalida fiume di ieri mattina. Il coltello è stato ritrovato dai carabinieri sul luogo dove è stata sfiorata la tragedia.

La ricostruzione
È stato ascoltato per tre ore il poliziotto, la decisione del giudice è arrivata dopo 5 ore di camera di Consiglio. Derubricato quindi il reato in lesioni gravissime e concessi i domiciliari, per evitare un eventuale inquinamento probatorio, durante il compimento delle indagini su quanto da lui dichiarato.

Intanto, il trentatreenne è stato trasferito ieri dall’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone, dove è stato ricoverato nella tarda serata di mercoledì, al policlinico Umberto I di Roma dove sarà operato. Il ferito è stato colpito a una mano e una gamba e solo per poco il colpo non ha trafitto l’arteria femorale.

Poco dopo l’accaduto, che ha avuto come teatro una zona periferica della città di Veroli, il trentasettenne si è costituito. Ha raggiunto la Questura dove presta servizio e ha raccontato quanto era successo in via Currivè, a La Mosca. L’uomo è stato arrestato e per lui è stata disposta la misura dei domiciliari. Il poliziotto, come detto, è difeso dall’avvocato Nicola Ottaviani, mentre l’attuale compagno della moglie, il trentatreenne verolano rimasto ferito, si è affidato agli avvocati Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani.




Aree verdi: sfalci e potature vanno all’isola ecologica. Multe in agguato

Pubblicata l’ordinanza per la raccolta degli sfalci e delle potature provenienti da aree verdi pubbliche e private, quali i giardini, i parchi e le aree cimiteriali, sono rifiuti urbani e come tali sono sottoposti alla disciplina disposta dal codice ambientale, per cui devono essere conferiti al servizio pubblico di raccolta. Con apposita ordinanza è stato disposto il provvedimento, valido fino al 30 giugno 2020 secondo cui gli scarti provenienti dalla cura e dal riassetto dei giardini e delle aree private devono essere conferiti nell’isola ecologica.

Le violazioni, a quanto disposto dall’ordinanza, prevedono sanzioni amministrative che vanno da 25 a 500 euro. Gli agenti di polizia municipale e le altre forze dell’ordine presenti sul territorio hanno l’incarico di controllare il rispetto dell’ordinanza e di intervenire in caso di necessità. Molti cittadini in questo periodo praticano l’attività di giardinaggio o comunque hanno aree verdi da curare all’esterno delle loro abitazioni oppure delle loro attività produttive ho anche i taglialegna che puliscono i boschi per cui hanno necessità di smaltire i rifiuti derivanti dalle attività di sfalcio, di qui la regolamentazione del conferimento, disciplina che garantisce il decoro urbano e assicura ai cittadini il corretto smaltimento degli scarti prodotti.

Il conferimento di questo materiale può avvenire a opera della ditta che effettua il servizio di raccolta o da parte dei cittadini stessi e deve essere realizzato mediante l’utilizzo di sacchi trasparenti e/o non di colore nero nelle giornate di apertura dell’isola ecologica per il massimo di due fascine o due sacchi, del peso complessivo di venti chilogrammi per ogni singolo utente. L’ordinanza è stata pubblicata il 4 febbraio e sarà valida fino al 30 giugno 2020.




Furti e auto sospette tra le case: notte infernale per i residenti

Persone sospette a bordo di auto sconosciute che si aggiravano tra le abitazioni anche più isolate. Tra sabato e domenica in diverse zone tra Cervaro, Sant’Angelo, San Vittore e fino al confine con Racca d’Evandro è stata una nottata infernale per i residenti. I social si sono riempiti di messaggi d’allerta. Sembrano continuare le “visite sgradite” nel Cassinate. In particolare la zona di Cervaro bassa, attraversata dalla Casilina e San Vittore con il casello autostradale restano la via d’accesso preferita dai malviventi che arrivano anche da fuori provincia.

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La paura è, come è accaduto alcuni giorni fa a un’anziana coppia, di trovarsi i ladri in casa, persone che potrebbero essere disposte a tutto e quindi anche a fare del male agli inquilini. Le forze dell’ordine ricordano ai cittadini di contattare immediatamente le autorità preposte qualora notino movimenti sospetti, e di non esporsi nella maniera più assoluta, a rischi e pericoli. A S. Vittore i carabinieri, dopo un’indagine partita a seguito della denuncia di un furto di un telefono sporta da un ventisettenne, hanno denunciato per furto aggravato, un trentaquattrenne, cittadino della Costa d’Avorio.

L’uomo, identificato grazie all’ausilio delle immagini della videosorveglianza, si era impossessato di un costoso telefono cellulare dileguandosi subito dopo a bordo della propria auto. A S. Apollinare, i militari hanno denunciato per furto aggravato e continuato, un trentaseienne. Dalle indagini sarebbe infatti emerso che l’uomo avrebbe trafugato un cellulare di un trentaseienne di Cervaro e una borsa contenente documenti e 25 euro, di proprietà di una trentacinquenne del luogo.