Traffico droga con impiego minori, fermi

 

Operazione dei carabinieri per l’esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 24 persone.
I reati contestati sono quelli di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, dall’ingente quantitativo e dall’aver indotto minorenni a commettere il reato, nonché di detenzione illegale di armi da fuoco, furti ed altro.
All’operazione, condotta nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Milano, partecipano oltre 200 militari della Compagnia di Soverato e del Comando provinciale di Catanzaro, con il coordinamento della Dda diretta dal procuratore Nicola Gratteri. In corso anche il sequestro di beni per un valore di oltre mezzo milione di euro.




Minaccia e sequestra compagno ex moglie

 

La Polizia di Stato ha arrestato a Reggio Calabria un uomo di 40 anni, di cui sono state rese note soltanto le iniziali, C.F., che poco prima aveva aggredito e sequestrato il compagno dell’ex moglie all’interno del negozio di quest’ultimo nel centro cittadino.
L’arresto é stato eseguito dagli agenti delle Volanti della Questura, intervenuti dopo che l’ex moglie di C.F. aveva telefonato al 113 segnalando che l’uomo, armato di pistola, aveva aggredito il compagno, accusandolo, tra l’altro, di essere il responsabile del fallimento del suo matrimonio.
C.F. é stato bloccato dagli agenti a distanza di pochi minuti dopo che in un primo tempo l’aggressore si era allontanato, minacciando anche il suicidio.
Gli agenti hanno poi accertato che la pistola impugnata da C.F. nel momento dell’aggressione era giocattolo.
L’uomo, su disposizione dell’autorità giudiziaria, é stato condotto in carcere.




Arrestati 2 agenti carcere Cosenza

 

Due agenti della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Cosenza sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
L’inchiesta che ha portato ai due arresti é stata condotta dalla Dda di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri. I due arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda. Per i due agenti di Polizia penitenziaria è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza, sono state coordinate dal procuratore Gratteri e dal sostituto procuratore della Dda Camillo Salvo.




In classe con gli scooter, due denunce

 

La polizia di Catania ha denunciato in stato di libertà alla Procura Distrettuale due studenti catanesi di 19 anni per interruzione di pubblico servizio. I due, che frequentano in istituto superiore, durante l’orario scolastico sono entrati in classe a bordo di due scooter accesi, scorazzando nei locali. La scena è stata ripresa con uno smartphone e il video è stato poi condiviso online su un social network. La polizia postale di Catania, dopo la denuncia del dirigente scolastico, ha avviato le indagini, identificato i due giovani e verificato che al momento il video non fosse pubblicato su internet. La polizia invita gli utenti a segnalare immediatamente, anche tramite l’app YouPol, gli episodi di bullismo o violenze o illeciti in genere che possano accadere nell’ambito o nelle vicinanze delle scuole




Bimbo 3 anni cade da quinto piano, grave

 

Un bambino di 3 anni e mezzo è caduto oggi dalla terrazza dell’appartamento in cui abita, al quinto piano di uno stabile di via Fares, nel quartiere Sala di Catanzaro. Subito soccorso è stato portato in ospedale. Le sue condizioni, secondo quanto si è appreso, sono molto gravi. Non è escluso che la caduta sia stata attutita in qualche modo.
Secondo i primi accertamenti si sarebbe trattato di una caduta accidentale. Al momento dell’incidente in casa con il bambino c’era la mamma che ora è in stato di choc. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile e delle Volanti per accertare la dinamica.




“Candeggina nel calice”, parroco soccorso durante la messa


 

 

Don Claudio Albanito, parroco di Rose, ha rischiato di soffocare ed è stato soccorso durante la messa. Il sacerdote del comune nel Cosentino sabato scorso, durante la funzione delle ore 18, ha avvertito un forte bruciore alla gola ed un senso di soffocamento dopo aver bevuto dal calice sull’altare, durante il rito della Comunione.

Don Albanito avrebbe ingerito un liquido che potrebbe essere candeggina. La sostanza si trovava nell’ampolla utilizzata per purificare il calice.

Il parroco ha vomitato, ed è stato subito soccorso dai fedeli, e poi dai sanitari del 118. Accompagnato all’ospedale di Cosenza per i controlli, in serata il sacerdote stava già meglio.

Don Albanito non ha sporto denuncia. Secondo i carabinieri potrebbe trattarsi di un errore nel lavaggio del calice, o uno scherzo di cattivo gusto. Il parroco, raggiunto dai media, ha confermato: “Non so cosa pensare vorrei considerarla una burla, ma ho difficoltà considerata la gravità del gesto. Per ora non ho sporto denuncia, ma solo informato i carabinieri. Non ho idea di chi possa essere stato, né se si tratti di una svista o di qualcosa di diverso. Sono ancora frastornato”.




Ha scoperto di aver contratto l’epatite C a causa di una trasfusione di sangue

 

Ha scoperto di aver contratto l’epatite C a causa di una trasfusione di sangue avvenuta nel corso di un intervento chirurgico. Cosa che gli dà diritto all’indennizzo mensile, in base alla legge 210/92 che, però, non gli viene corrisposto.
A seguito di questa inadempienza l’avvocato Francesco Pitaro, a cui il paziente si è rivolto, ha ottenuto dal Tribunale di Catanzaro un’ingiunzione al pagamento nei confronti del Ministero della Salute. Il Ministero, secondo quanto riferisce il legale, non ha inteso pagare. Pertanto la persona che ha ritenuto lesi i suoi diritti, ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria, che lo ha accolto ordinando al Ministero della Salute di pagare l’indennizzo entro trenta giorni.
“In caso di perdurante omissione da parte del Ministero – ha precisato il legale – è prevista la nomina di un Commissario ad acta che paghi l’indennizzo in sostituzione dello stesso Dicastero”.




Sequestro 600 confezioni cannabis light

 

Seicento confezioni di cannabis light per un peso complessivo di circa un chilo sono state sequestrate dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme nel corso di controlli in punti vendita della zona. Le verifiche sono state disposte dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che non è consentita la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti “derivati dalla coltivazione della cannabis”, come l’olio, le foglie, le inflorescenze e la resina.
Al termine dell’operazione, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà i titolari di una tabaccheria e di un laboratorio adibito alla lavorazione ed alla vendita della “canapa sativa”.




‘Ndrangheta, parla il pentito: così il clan dei gaglianesi conquistò Catanzaro

 

La lotta per il controllo degli affari in città, le estorsioni sui lavori pubblici, una partita di droga mai pagata e un omicidio eccellente. Sono gli elementi che compongono il “romanzo criminale” di Catanzaro, la genesi della prima locale di ‘ndrangheta nel capoluogo calabrese.

A riportare le lancette indietro di oltre 30 anni è Tommaso Mazza, prima al vertice del clan dei Gaglianesi e dal 1994 collaboratore di giustizia dopo essere stato arrestato nell’operazione “Falco-Ghibli”.

Il 20 novembre scorso il pentito è tornato davanti ai magistrati della Dda per raccontare dei rapporti e degli affari illeciti del clan Mannolo.




Atti sessuali su minore,arrestato 40enne

 

Un 40enne lametino è stato arrestato e posto ai domiciliari, su richiesta della Procura di Lamezia Terme, per atti sessuali con una minorenne. L’uomo, secondo quanto é emerso dalle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia lametina, ha approfittato di essere amico della famiglia della ragazzina. Il fatto è accaduto in un ristorante durante alcuni festeggiamenti.
L’uomo, approfittando di un momento in cui la piccola vittima si trovava momentaneamente da sola, l’ha circuita e, con una scusa, l’ha portata in un luogo appartato nel retro del ristorante. A fermarlo è stato l’arrivo accidentale di un’altra persona che si è trovata davanti l’uomo immobile mentre la piccola è scappata in lacrime. La ragazzina ha poi avuto il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri.